Istat, la magra figura dell'Italia in Rete

Due italiani su tre preferiscono ancora il cartaceo per consultare le notizie. Ma d'altronde solo poco più della metà dei cittadini del Belpaese è abituato a connettersi giornalmente
Due italiani su tre preferiscono ancora il cartaceo per consultare le notizie. Ma d'altronde solo poco più della metà dei cittadini del Belpaese è abituato a connettersi giornalmente

La chiariscono un quadro già in parte noto: vi sono ostacoli sulla strada della diffusione di Internet . Anche se qualche passo avanti si è fatto.

Per quanto riguarda giornali online, riviste e in generale notizie consultate direttamente sul Web, per esempio, i fruitori sono solo il 32,3 per cento degli italiani: pochi, anche se in notevole crescita rispetto all’11 per cento del 2005 e un più 7,7 per cento rispetto all’anno scorso.
La diffusione dell’abitudine alla consultazione online è maggiore al Nord-est del paese (37,6 per cento), mentre nel Mezzogiorno la quota di popolazione che legge online scende addirittura al 27,1 per cento.

Così, l’Italia si colloca ancora una volta sotto la media europea e come fanalino di coda insieme alla Polonia : il valore medio registrato per i cittadini dei 27 Paesi dell’UE relativamente alla consultazione di notizie online è pari al 45 per cento.

D’altra parte, l’Italia è in generale indietro per l’utilizzo di Internet: a parte picchi tra i più giovani (9 giovani su 10 tra i 15 e i 24 anni), in media si connette il 54,8 per cento della popolazione . Questo numero, pur rappresentando una crescita di oltre 27 punti percentuali rispetto al 2001, non regge il confronto con le cifre internazionali: in Europa si è connessa almeno una volta a settimana negli ultimi 3 mesi il 70 per cento della popolazione (con picchi del 90 per cento in Svezia, Paesi Bassi e Lussemburgo).

L’arretratezza delle connessioni è solo una delle cause: in Italia il 55 per cento delle famiglie con almeno un componente tra i 16 ed i 74 anni utilizza banda larga, mentre tale percentuale arriva nella media europea al 73 per cento : solo Bulgaria, Grecia e Romania riescono a fare peggio.

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Claudio Tamburrino

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