Italia, banda larga fuori dalle città

Lo studio governativo italiano sembra indicare che entro due anni l'accesso a banda larga potrebbe venire trattato come servizio universale e raggiungere anche le zone rurali, oggi snobbate dal mercato dell'accesso ad Internet
Lo studio governativo italiano sembra indicare che entro due anni l'accesso a banda larga potrebbe venire trattato come servizio universale e raggiungere anche le zone rurali, oggi snobbate dal mercato dell'accesso ad Internet


Roma – Entro due anni l’accesso ad Internet via banda larga potrebbe essere esteso anche alle zone rurali e disagiate dell’Italia. Questo uno dei punti centrali dello studio appena messo in linea sul sito del Governo, governo.it.

Il rapporto “Le infrastrutture a banda larga come condizione essenziale per lo sviluppo. Note per un Piano di Azione” è stato curato dal Forum per la Società dell’Informazione e dalla Fondazione Ugo Bordoni. Un rapporto “contenente alcune proposte per lo sviluppo della banda larga nelle aree disagiate del paese”.

“Il Rapporto – si legge nell’abstract diffuso dal sito – evidenzia che in pochi anni l’accesso alla banda larga dovrà caratterizzarsi come un servizio universale con il diritto d’accesso a tre profili di infrastrutture a seconda delle esigenze delle diverse tipologie di utenza”.

Nel rapporto vengono individuate tre diverse tipologie di utenza.

All’utenza residenziale viene associato un “portafoglio servizi” composto da: servizi dati; servizi “streaming” diffusivi a bassa qualità; servizi “streaming” interpersonali (solo audio).

All’utenza residenziale “avanzata”, alle piccole e medie imprese e alle amministrazioni, il rapporto associa: servizi dati; servizi “streaming” diffusivi ad alta qualità (utenza residenziale); servizi “streaming” interpersonali.

Un profilo d’accesso “alto”, con una banda tra gli 8 megabit al secondo e i 155, è invece pensato per grandi aziende e amministrazioni, a cui sono associati: servizi dati; servizi “streaming” diffusivi ad alta qualità; servizi “streaming” interpersonali.

Si tratta di obiettivi, spiega il rapporto, per i quali “occorrerà studiare se ed entro quali limiti è possibile prevedere una forma di intervento pubblico per sostenere gli investimenti nelle infrastrutture”.


Roma – Entro due anni l’accesso ad Internet via banda larga potrebbe essere esteso anche alle zone rurali e disagiate dell’Italia. Questo uno dei punti centrali dello studio appena messo in linea sul sito del Governo, governo.it.

Il rapporto “Le infrastrutture a banda larga come condizione essenziale per lo sviluppo. Note per un Piano di Azione” è stato curato dal Forum per la Società dell’Informazione e dalla Fondazione Ugo Bordoni. Un rapporto “contenente alcune proposte per lo sviluppo della banda larga nelle aree disagiate del paese”.

“Il Rapporto – si legge nell’abstract diffuso dal sito – evidenzia che in pochi anni l’accesso alla banda larga dovrà caratterizzarsi come un servizio universale con il diritto d’accesso a tre profili di infrastrutture a seconda delle esigenze delle diverse tipologie di utenza”.

Nel rapporto vengono individuate tre diverse tipologie di utenza.

All’utenza residenziale viene associato un “portafoglio servizi” composto da: servizi dati; servizi “streaming” diffusivi a bassa qualità; servizi “streaming” interpersonali (solo audio).

All’utenza residenziale “avanzata”, alle piccole e medie imprese e alle amministrazioni, il rapporto associa: servizi dati; servizi “streaming” diffusivi ad alta qualità (utenza residenziale); servizi “streaming” interpersonali.

Un profilo d’accesso “alto”, con una banda tra gli 8 megabit al secondo e i 155, è invece pensato per grandi aziende e amministrazioni, a cui sono associati: servizi dati; servizi “streaming” diffusivi ad alta qualità; servizi “streaming” interpersonali.

Si tratta di obiettivi, spiega il rapporto, per i quali “occorrerà studiare se ed entro quali limiti è possibile prevedere una forma di intervento pubblico per sostenere gli investimenti nelle infrastrutture”.

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08 04 2001
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