Italia, è battaglia sulla banda larga

HDSL Flat e linee in affitto rischiano ulteriori ritardi, che i protagonisti della rete italiana reputano inaccettabili. La lettera inviata all'Autorità TLC


Roma – In una lettera aperta inviata al presidente dell’Autorità TLC Enzo Cheli, e per conoscenza al ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri e a quello dell’innovazione Lucio Stanca nonché all’Antitrust e alla Commissione Europea, numerosi operatori di telecomunicazione e provider italiani si sono uniti per contestare quanto sta accadendo, anzi, non accadendo sulle vitali questioni delle linee affittate e della banda larga HDSL.

Ecco il testo della lettera:

“Signor Presidente,
nel corso delle numerose audizioni indette nell’ultimo anno dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), diversi operatori hanno illustrato la valenza per il sistema Paese di un listino per le Linee Affittate, riservato agli Operatori autorizzati e in linea con le Direttive Europee sinora disattese.

Nell’ambito della Task Force sulla larga banda predisposta dai ministri Gasparri e Stanca, gli stessi operatori hanno ribadito l’importanza di detto listino per lo sviluppo nel nostro Paese di Internet e di tutti i servizi connessi ai new media e allo sviluppo dell’E-business.
È un fatto inconfutabile, infatti, che le linee affittate rappresentano ad oggi una risorsa essenziale, l’unica disponibile sull’intero territorio nazionale, per l’accesso e la realizzazione di reti atte alla distribuzione di servizi a larga banda. Risulta quindi vitale poter accedere a tale risorsa a prezzi che consentano agli operatori di poter creare valore per i clienti finali attraverso applicazioni innovative.

Nella Lettera Aperta inviata al Governo, alle Istituzioni e ai media il 27 luglio scorso, sono state denunciate una serie di cause che relegano l’Italia agli ultimi posti tra i paesi industrializzati in termini di penetrazione della larga banda. La crescita del sistema imprenditoriale italiano e della sua competitività sui mercati internazionali passa oggi in maniera imprescindibile proprio dalla disponibilità di connessioni a larga banda.
Oggi, sul tema delle linee affittate all’ingrosso, la situazione è la seguente: il 23 ottobre scorso AGCOM ha notificato a Telecom Italia la delibera 393/01/CONS, in cui richiede la pubblicazione entro 15 giorni di un listino prezzi all’ingrosso per dette linee.

I 15 giorni scadevano alla mezzanotte di mercoledì 7 novembre u.s.

· Ad oggi AGCOM non ha diffuso i contenuti del listino proposto da Telecom Italia.
· Si apprende anzi dalla stampa che Telecom Italia sarebbe ricorsa al TAR contro tale delibera.
· Nutriamo, di conseguenza, il timore che i tempi possano prolungarsi oltremodo.

Questa situazione di estremo disagio si aggiunge a quanto sta avvenendo con l’istruttoria dell’HDSL FLAT: nell’anno 2000, l’Autorità chiedeva (delibera 15/00/CONS) che Telecom Italia predisponesse un’offerta HDSL FLAT; dopo circa un anno si è ancora in attesa che la stessa AGCOM si esprima per far rispettare quanto sancito oltre un anno addietro.
Si chiede pertanto all’Autorità di accelerare il procedimento che condurrà alla soluzione delle vertenze su due temi cruciali per la diffusione della Larga Banda nel nostro Paese: linee affittate all’ingrosso e HDSL FLAT.

Riteniamo che, in un’economia globale, sia una fondamentale questione di democrazia consentire alle imprese del nostro Paese di accedere alla larga banda e ai connessi servizi a condizioni comparabili a quelle offerte ai loro concorrenti europei ed internazionali, e questo al fine di garantire lo sviluppo economico e la crescita competitiva del nostro Paese.
In nome quindi dell’interesse generale del nostro Paese le chiediamo, Signor Presidente, di adoperarsi affinché le vertenze in questione siano risolte con la massima celerità e contemporaneamente chiediamo al Governo e più in generale alle forze politiche di porre in atto quanto in loro potere per coadiuvare il Suo impegno.”

Segue l’elenco dei firmatari:

1 AIIP (Associazione Italiana Internet Provider)
2 I.NET SPA
3 KPNQWEST ITALIA
4 TISCALI SPA
5 CITIES ON LINE SPA
6 NEXTRA
7 CUBECOM SPA
8 INTERCOM SRL
9 UTILITY ITALIA SRL
10 QTEL SPA
11 TELVIA SRL
12 BRAIN TECHNOLOGY SPA
13 TELNET SRL
14 MC-LINK SPA
15 CYBERNET ITALIA SPA
16 GLOBAL ONE SPA / EQUANT
17 ENTER SPA
18 PANSERVICE
19 SPIN
20 IHNET
21 BRAIN TECHNOLOGY S.P.A.
22 ITGATE NETWORK
23 VILLAGE S.R.L.
24 TECHNORAIL
25 NET1 SRL
26 BRAINWORK S.R.L.
27 MDSNET S.R.L.
28 PESARO POINT S.P.A.
29 TESEO.IT SRL
30 EASYNET ITALIA SPA
31 MODENA ON LINE / DATA SERVICE SRL
32 VIA NET.WORKS ITALIA S.P.A

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    ex Monopolista???
    In giro si dice da un bel po' che Telecom Italia è l'operatore italiano "ex monopolista".Ma è cosi?? Non mi sembra... ancora ora tutte le linee telefoniche (analogiche e digitali) nonchè le strutture sono di suo possesso. Quando avverranno questi importanti cambiamenti?? quando si avrà la banda larga anche nei borghi meno centralizzati?E' una cosa inammissibile. La mia città (Catania) è fornita di ADSL, ma io che vivo a Gravina di Catania, a 1 km dal confine non posso averla. Vi sembra giusto? Il mio è solo un caso tra tanti. MI seca il fatto che al nord la copertura è più capillare, mentre qui al sud è lo stretto indispensabile. Nelle regioni del centro nord la banda larga si spreca, qui si desidera. Voi cosa ne pensate?? Pensate che qui siamo in meno a connetterci? Nient'affatto... nn siamo con le pecore e i carretti, qui le menti ci sono; manca la tecnologia per scambiare il sapere. Di connessioni ISDN ce ne sono poche.... tutti col celebre 56k ormai un po' datato: sapete da cosa dipende? da Telecom Italia. Tutti i miniprovider fornitori di ADSL, cosi come i più grandi, si appoggiano alle linee Telecom; quindi se nn sono presenti nel mio comune, nessuno può fornirmi ADSL. Questo è monopolio, e se ci scandalizziamo tanto su quello di Microsoft, che dovremmo dire di quello Telecom? L'Italia è uno dei paesi più arretrati nell UE riguardo le tecnologie di comunicazione... ma nn è l'iniziativa che manca, ne le menti ( e nn parlo solo del SUD ).
  • Anonimo scrive:
    Non del tutto
    L'equiparazione non e` purtroppo completa, agli ISP non e` riconosciuto l'accesso alla "revenue share", cioe' la possibilita` di ricevere una royalty sul traffico dati generato, possibilita` che e` prevista nel cosiddetto "decreto salva provider", ancora in discussione alla Camera.(Fonte: week.it del 9 novembre)
Chiudi i commenti