Italia, diritto di cronaca nell'oblio

I gestori di un ristorante ottengono la rimozione di un articolo relativo a una vicenda giudiziaria. Multata la redazione di Primadanoi.it per aver tenuto online un pezzo vero e non diffamatorio
I gestori di un ristorante ottengono la rimozione di un articolo relativo a una vicenda giudiziaria. Multata la redazione di Primadanoi.it per aver tenuto online un pezzo vero e non diffamatorio

Riconoscendo il diritto all’oblio, il giudice unico del Tribunale di Ortona Rita Di Donato ha condannato il direttore responsabile del quotidiano digitale Primadanoi.it al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 17mila euro – tra risarcimento danni e spese legali – per aver mantenuto online, troppo a lungo , un articolo “corretto, veritiero e non diffamatorio”.

Nel marzo 2008 la redazione del quotidiano abruzzese pubblicava un articolo relativo ad un fatto di cronaca giudiziaria che aveva coinvolto – a carattere penale – i proprietari di un ristorante della zona. Due anni dopo, gli stessi gestori del ristorante chiedevano al direttore responsabile di Primadanoi.it la rimozione dell’articolo, appunto invocando il cosiddetto diritto all’oblio .

Secco il rifiuto da parte del direttore responsabile del quotidiano, dal momento che l’articolo non era stato ritenuto diffamatorio o non veritiero dai proprietari del locale . La pubblicazione sarebbe rimasta a disposizione degli utenti, giustificata dal diritto di cronaca. Gli stessi gestori si erano così rivolti al Tribunale di Ortona (Chieti) chiedendo un risarcimento per violazione della privacy.

“Il persistere del trattamento dei dati personali dei titolari del ristorante e il nome dell’esercizio ha determinato una lesione al diritto alla riservatezza e della reputazione in relazione alla peculiarità dell’operazione di trattamento – ha stabilito il giudice abruzzese – caratterizzata da sistematicità e capillarità della divulgazione dei dati e alla natura degli stessi dati trattati, particolarmente sensibili attenendo a vicenda”.

Secondo il giudice Di Donato, “la facile accessibilità e consultabilità dell’articolo giornalistico consente di ritenere che dalla data di pubblicazione fino a quella della diffida stragiudiziale sia trascorso sufficiente tempo perché le notizie divulgate con lo stesso potessero soddisfare gli interessi pubblici sottesi al diritto di cronaca giornalistica”. La redazione del quotidiano è stata così costretta a rimuovere l’articolo dal suo archivio , dopo averlo già fatto sui motori di ricerca già nel 2011.

“Oggi c’è stata l’ennesima conferma che la privacy vale più del diritto di cronaca, che in questo Paese si può scrivere ma si deve dimenticare in fretta – si legge in un comunicato diramato dalla redazione di Primadanoi.it – La Redazione da questo momento proclama uno sciopero a tempo indeterminato e nelle prossime ore si deciderà se riprendere gli aggiornamenti o concludere per sempre questa esperienza editoriale nella convinzione che il prezzo da pagare (non quello economico) e le umiliazioni subite per chi lavora con onestà e rispetto delle leggi sia realmente troppo elevato”.

Mauro Vecchio

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18 01 2013
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