Italia, il Web rivoluziona gli appalti

Bassanini e Piazza non hanno dubbi, con la pubblicazione online dei bandi di gara calerà la corruzione. E parte l'operazione AIPA: 11mila miliardi


Roma – Collegarsi ad un sito dedicato, leggere i bandi di gara in Gazzetta Ufficiale, preparare la propria offerta e inviarla via internet all’istituzione competente: sembra fantascienza ma è quanto sta per accadere secondo le dichiarazioni ufficiali del governo. Complice anche il piano triennale dell’Autorità per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, un piano che prevede la spesa di 11mila miliardi.

Attesa da tempo, la misura per la trasparenza elettronica negli appalti avrà, secondo i proponenti, un effetto importante sulla corruzione e sui bandi “guidati” e garantirà una maggiore possibilità di accesso alle gare pubbliche. In questi termini si è espresso il sottosegretario Franco Bassanini che ha anche spiegato come due dei “sistemi” utilizzati storicamente per “guidare” gli appalti non saranno più percorribili: “sarà infatti molto più difficile alterare dati o pubblicare bandi sulla Gazzetta Ufficiale ad agosto”.

Secondo il ministro della Funzione Pubblica Angelo Piazza “internet diventerà anche lo strumento di dialogo tra cittadini e amministrazione pubblica. Laddove servirà ancora il certificato (stiamo cercando di eliminarlo), si potrà chiedere e ottenere direttamente da casa. Ogni risparmio di tempo e denaro da parte del cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione è un vantaggio e un investimento”.


Il piano triennale presentato dall’AIPA su cui sembra puntare molto il governo per dare seguito alle “promesse hi-tech” di questi mesi, prevede una spesa dal prossimo gennaio fino al dicembre 2002 di 11.081 miliardi. Si tratta di una somma che è stata calcolata dall’Autorità per l’informatica nella Pubblica Amministrazione “sulla base delle esigenze di rinnovamento degli strumenti di supporto rilevate nelle singole amministrazioni ai diversi livelli operativi”.

Uno dei punti cardine del progetto è quello che ruota attorno agli strumenti di cui dotare la singola postazione di lavoro dell’operatore della PA. Nel triennio e già entro il 2001, l’AIPA conta di portare nelle amministrazioni pubbliche almeno tre postazioni informatiche ogni quattro dipendenti. Si tratterà di circa 225 mila postazioni che verranno collegate alla rete della PA: un balzo in avanti rispetto agli attuali 160mila personal computer, 92mila dei quali collegati alla rete.

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