Italia, Internet, maldipancia e politica

Italia, Internet, maldipancia e politica

di Massimo Mantellini. Un peccato che alla fatidica domanda sulle competenze informatiche i politici rispondano con una pietosa bugia o dichiarandosi apprendisti
di Massimo Mantellini. Un peccato che alla fatidica domanda sulle competenze informatiche i politici rispondano con una pietosa bugia o dichiarandosi apprendisti


Web – Arrivederci Sen. Passigli!
La figura del Ministro per Internet pare sia stata momentaneamente abolita. E ‘ una buona notizia. La performance di Stefano Passigli nella posizione di plenipotenziario per l’innovazione nel governo D’Alema, benché interrotta prematuramente, non ci aveva fatto una buona impressione. Gente che capisca di cose della rete fra i nostri politici in carica neanche l’ombra, quindi meglio non rischiare danni peggiori di quelli derivanti dalla immobilità in materia tecnologica a cui le ultime legislature ci hanno ormai abituati. Il senatore Passigli con uno di quei salti mortali tipici dei nostri camaleontici politici, è stato nominato sottosegretario all’industria e noi ne siamo felici. Per lui e per noi.

Onorevole, Lei la usa la email?
La voglia di descrivere all’opinione pubblica i nostri politici come esperti in tecnologica e new economy, è uno dei desideri nascosti dei giornalisti italiani. Ed è anche una aspirazione non detta degli stessi politici, che amano molto vedersi raccontati come “Internet ready”. Peccato che alla fatidica e ormai consueta domanda sulle competenze informatiche i nostri rappresentanti in Parlamento riescano a rispondere in due sole maniere. Sibilando una pietosa bugia (come quelle che è solito ripetere Bossi agli impudenti che gli chiedono con crudeltà quale sia l’ultimo libro che ha letto) o dichiarandosi “apprendisti in formazione”. Fulminati dalla domanda fatale “Se, come e quanto utilizzino Internet”, di cui peraltro parlano continuamente, Prodi, D’Alema e molti altri rispondono che si stanno attrezzando. Speriamo facciano in tempo.

Voce del verbo “aggeggiare”
Anche a causa di questa voglia di modernità, i quotidiani italiani, nella fase di formazione del nuovo governo, hanno vibrato di emozione al diffondersi della notizia che Giuliano Amato stava componendo la nuova compagine di ministri e sottosegretari “anche” via posta elettronica. Una vertigine di tecnologia applicata avvolgeva così le consultazioni rendendo secondaria persino la nomina di Ugo Intini a sottosegretario.
Purtroppo il figlio di Amato, intervistato al volo mentre usciva dalla casa al mare nella quale il Primo Ministro stava confezionando la lista, a una precisa domanda del giornalista sull’utilizzo della posta elettronica per manternere i contatti politici in vista del nuovo governo, si lasciava scappare, che no, il padre stava utilizzando il telefono. Le aspettative di riscatto degli italiani tecnologici che sognavano un premier online riprecipitavano così nel baratro. Né li ha risollevati troppo la piccola bugia confezionata da Amato per i media qualche giorno fa quando, in occasione del forum sulla P.A. (nel quale di Internet e delle sue meraviglie, come ogni anno, si è straparlato) ha flebilmente riproposto il gossip sul suo governo confezionato via email. Troppo tardi. Ormai è difficile crederci.
Nonostante questa cocente (si fa per dire) delusione fa comunque piacere che il Primo Ministro utilizzi le nuove tecnologie della comunicazione da ormai tre anni, come ha dichiarato recentemente all’ANSA a dimostrazione del fatto che tutti, anche gli appartenenti alla terza età, possono imparare a usare l’email. “Aggeggio con l’informatica da soli tre anni” sono state le parole usate da Amato in uno slang non proprio da iniziato. “Ora padroneggio questa roba nei limiti in cui serve.”

Le email di Pierferdinando
Siamo contenti di sapere che Pierferdinando Casini, sull’onda degli ottimi risultati delle elezioni regionali si sia sentito in dovere di ringraziare Internet, rilasciando un comunicato stampa nel quale è possibile leggere la solita apologia della nuova comunicazione. Il sito web del CCD ha ricevuto 245.000 accessi e collezionato più di 3600 email. Una dimostrazione di interesse andata oltre ogni più rosea previsione a detta del segretario del Partito del Polo. Nessuna informazione è invece stata resa disponibile sul numero di risposte che il leader del CCD ha ritenuto di inviare ai suoi affezionati elettori telematici. Qualcuno vuole azzardare un numero?

Massimo Mantellini

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Pubblicato il
12 mag 2000
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