Italia, Internet (quasi) mattatrice

Gli italiani utilizzano sempre più la rete per trovare informazioni ma nelle scuole sono pochi gli alunni che hanno appreso dai docenti come sfruttare il computer. L'Italia online secondo AIE, ISPO e IARD


Roma – Gli studenti italiani quando riescono a mettere le mani su un computer a scuola lo fanno essenzialmente per usare il word processor. Ma se dispongono di un PC anche a casa, allora lo utilizzano per giocare, scrivere, ascoltare musica, consultare Cd-ROM e, dulcis in fundo, navigare in Internet.

Questo è uno dei profili tracciati da una indagine dell’Istituto IARD Franco Brambilla e dell’Associazione Italiana Editori (AIE), una ricerca condotta nei primi mesi del 2003 e si basa su due filoni di indagine. Il primo è uno studio pilota sul rapporto tra genitori, studenti e nuove tecnologie realizzata tramite questionari su un campione di 418 studenti di terza media di 8 scuole della provincia di Milano e di 319 madri degli stessi allievi. Il secondo è un’indagine a respiro nazionale su un panel di 1.565 insegnanti italiani, rappresentativi della popolazione complessiva degli insegnanti italiani, selezionati per grado scolastico (scuola elementare, media e superiore), per tipo di scuola superiore (liceo, istituto tecnico, istituto professionale), tipo di materia insegnata (umanistica, scientifica, tecnico-applicativa), regione di residenza e genere.

Ma l’indagine mette anche in luce che lo studente usa il PC mediamente più a casa che a scuola, ambiente che si rivela per il momento capace solo a metà nel promuoverne l’utilizzo. “A conferma di ciò – spiega una nota AIE – non è trascurabile il dato che solo un ragazzo intervistato su cinque dichiara di aver appreso l’uso del computer dagli insegnanti”.

Questo non vuol dire però che i docenti non amino il PC. Infatti l’indagine sul rapporto computer-docenti rivela come gli insegnanti siano propensi all’integrazione dello strumento informatico nel ciclo didattico almeno quanto rimanga per loro difficile utilizzare il computer e gli altri media informatici per preparare le lezioni. Solo il 14 per cento degli insegnanti che ha ricevuto un Cd-ROM allegato a un libro di testo dichiara di averne fatto un uso frequente, il 61 per cento ne ha fatto un uso occasionale e il 25 per cento non l’ha mai usato.

Tra le motivazioni di questa situazione i ricercatori evidenziano la difficoltà degli insegnanti, spesso logistica, di accedere ai personal computer presenti nella scuola. Questi infatti sono spesso confinati in laboratori informatici anziché essere immediatamente disponibili nelle aule. Inoltre, dalla ricerca è emerso che gli insegnanti, pur avendo seguito corsi di aggiornamento di informatica, nella maggior parte dei casi hanno acquisito solo competenze di base sull’uso delle nuove tecnologie, e non conoscenze approfondite sull’utilizzo delle tecnologie nei propri ambiti disciplinari. A questo proposito dall’indagine emerge che sono proprio gli stessi docenti a richiedere maggiori corsi di alfabetizzazione informatica, dichiarandosi ancora non sufficientemente sicuri delle competenze apprese in precedenza.

Ma di estremo interesse è anche un’altra ricerca presentata da AIE e condotta da ISPO (Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione). Una ricerca che riguarda il consumo di contenuti editoriali digitali all’interno delle famiglie italiane. Di seguito i dati più importanti emersi dallo studio.


L’indagine ISPO è stata realizzata seguendo due prospettive di analisi: una prima rilevazione è stata condotta su un campione rappresentativo di 802 capofamiglia o responsabili degli acquisti di casa, e mirava ad ottenere un quadro generale dell’atteggiamento delle famiglie italiane verso l’editoria digitale e l’effettiva penetrazione dei nuovi canali di accesso ai contenuti informativi; un secondo approfondimento ha coinvolto invece un campione di 5mila individui intervistati tramite panel telematico, i cui dati sono stati registrati tramite personal computer presenti nelle famiglie.

Dalla ricerca secondo gli esperti ISPO emerge sostanzialmente che Internet e il telefono cellulare sono i due strumenti principali che hanno modificato il modo di comunicare e fornire o ricevere informazioni. Tre internauti su cinque affermano di aver utilizzato la rete negli ultimi sei mesi per scaricare o visualizzare materiale educativo a supporto dello studio o del lavoro o per leggere i quotidiani on line. Anche se in molti casi si tratta di accessi prevalentemente saltuari, ben il 33 per cento degli intervistati dichiara già oggi di raccogliere informazioni su Internet con una certa regolarità.

L’accesso a contenuti editoriali tramite cellulare è invece ancora agli inizi. Il 10 per cento degli italiani contattati dall’ISPO dichiara di servirsene a questo scopo. La percentuale sale al 14 per cento se si considera solo quella parte di popolazione intervistata che possiede un cellulare.

Tra le ragioni dell’uso del cellulare per ricevere questo genere dicontenuti, addotte da coloro che hanno risposto affermativamente, risulta particolarmente diffuso il desiderio di informazioni “in tempo reale”, non solo aggiornate, ma anche immediate.

E’ lo sport l’argomento a cui si accede maggiormente attraverso il telefonino (39 per cento), seguito a breve distanza dalle news (37 per cento) e dalle notizie giornalistiche dell’ultima ora.
Basse risultano invece le percentuali relative agli accessi a servizi che forniscono “informazioni pratiche”, tra cui quelle relative al meteo (23 per cento), alla programmazione cinematografica (12 per cento), alle informazioni di Borsa (8 per cento), “per i quali – concludono i ricercatori – vengono usati probabilmente canali più tradizionali”.

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