Italia nella Russia elettronica?

Breve incontro tra il ministro Stanca e la delegazione guidata dal braccio destro di Putin, un incontro che getta le basi per una collaborazione sui progetti di e-government


Roma – Non ci sono stati annunci clamorosi e più che altro si sono scambiati sorrisi, eppure l’incontro di ieri tra il ministro all’Innovazione Lucio Stanca e la delegazione russa guidata dal braccio destro del premier russo, Viktor Ivanov, potrebbe aver gettato un ponte di collaborazione importante tra Roma e Mosca.

Ivanov, responsabile tra le altre cose dell’amministrazione presidenziale russa, si è detto convinto che l’Italia e la Russia debbano lavorare assieme nello sviluppo delle nuove tecnologie dedicate alla Pubblica Amministrazione e al miglioramento dei servizi al cittadino.

All’inviato di Putin, che presiede in Russia la Commissione voluta dal premier per l’informatizzazione nella PA, Stanca ha illustrato tutti i progetti che al momento sono in corso in Italia non solo sul fronte del “governo elettronico” ma anche, appunto, dei servizi al cittadino, dal protocollo elettronico alla firma digitale fino alla diffusione e all’utilizzo della posta elettronica per il personale della Pubblica Amministrazione.

Un accento particolare è stato dato ai risultati ottenuti con l’e-procurement, cioè l’utilizzo dei nuovi media per far interagire la PA con i suoi fornitori, e le speranze legate alla diffusione della banda larga anche nel tessuto industriale, un elemento ritenuto essenziale per aumentare la competitività delle imprese.

Ivanov si è riferito più volte al progetto “Russia elettronica” che Mosca vuole portare avanti, un progetto al quale secondo il delegato russo l’Italia dovrà collaborare attivamente. Anche in quest’ottica, Ivanov ha accettato l’invito di Stanca alla conferenza europea sull’e-government, che si terrà a luglio a Cernobbio e che è organizzata proprio da Stanca. Alla conferenza parteciperanno, tra gli altri, Cina, USA, Canada e quei paesi in via di sviluppo in cui l’Italia vorrebbe riuscire ad esportare il proprio emergente modello di e-gov.

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  • ldsandon scrive:
    Mentre i ministri italiani parlano...
    ... all'estero di danno da fare. Su uno degli ultimi numeri della rivista di Oracle e sul sito Borland illustravano come Inghilterra, Brasile e Messico hanno introdotto sistemi di voto "multimediale", o gestione informatica dei risultati del votoIn Inghilterra in una elezione locale si poteva votare via Internet, telefono o nel modo tradizionale.Messico e Brasile hanno usato sistemi di gestione informatica dei risultati per avere i risultati entro brevissimo tempo e diminuire il rischio di brogli.Gli italiani come al solito parlano, parlano, parlano, parlano... non basta una schedina al posto della carta di identità per sentirsi all'avanguardia, provate a prenotare un visita o un esame in ospedale, con alcuni fate fatica a farlo al telefono!
  • Anonimo scrive:
    Contributo per i 16enni a rischio
    In merito alla seconda parte dell'articolo vorrei segnalarvi come il contributo per i 16enni per l'acquisto del computer potrebbe risultare molto difficile da ottenere, a differenza di quanto si dice nel vostro altro articolo collegato a questo, in quanto i negozianti difficilmente avranno la possibilita' di anticipare la somma da scontare ai ragazzi per recuperarla forse dopo anni (credito di imposta).I distributori di informatica vogliono essere pagati subito, e i negozianti con i margini cosi' bassi che ci sono su questo tipo di prodotto non avranno interesse a diventare loro stessi finanziatori dell'operazione.Gennaro
    • Anonimo scrive:
      Re: Non solo...
      Ricordo anche perfettamente che "un PC per gli studenti" (manovra analoga di un paio di anni fa) fu un fiasco totale...
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