Italia: no ai chip sottopelle

Un altolà arriva dal Garante per la privacy, secondo cui l'inserimento dei chippetti nel corpo rappresenta una lesione della dignità della persona. Pochissime le eccezioni


Roma – Non c’è spazio in Italia per quelle sperimentazioni che vanno dilagando in alcuni paesi, Stati Uniti in testa, che prevedono l’inserimento sottopelle di un chip a radiofrequenza, perlopiù localizzato nel braccio. Un’operazione che secondo il Garante per la privacy è in contrasto con i diritti, le libertà fondamentali e la dignità della persona.

Per questa ragione gli impianti sono esclusi in via di principio nelle raccomandazioni formulate dall’Autorità per l’uso degli RFID. I chip sottopelle, spiega il Garante, “possono essere ammessi solo in casi eccezionali per comprovate e giustificate esigenze di tutela della salute delle persone”. Come noto in Messico chip sottopelle sono stati utilizzati per identificare il personale dell’ufficio del procuratore generale dello Stato mentre in Spagna sono stati impiantati da un locale notturno nelle braccia dei discotecari più assidui.

Se comunque al chippetto si deve ricorrere, “l’interessato – spiega il Garante – deve poter ottenere la rimozione del microchip e l’interruzione del relativo trattamento dei dati che lo riguardano”. Non solo: le modalità di impianto devono essere tali da garantire riservatezza anche della notizia che nel corpo del soggetto è stato piazzato un chip.

Il Garante ha anche voluto sottolineare come vi siano casi in cui l’uso anche limitato di “microprocessori sottocutanei” ha dato luogo a “potenziali rischi per la salute” nonché “per la sicurezza dei dati personali trattati”.

Anche in considerazione di questo, il Garante ha stabilito che chi dovesse voler utilizzare nel nostro paese i chip sottopelle dovrà prima sottoporre il proprio progetto alla verifica dell’Autorità stessa. Va detto che la posizione dell’Autorità ricorda molto da vicino la scelta dei Garanti UE che, come si ricorderà, hanno dato un via libera condizionato all’uso di questi strumenti.

Di seguito le ulteriori raccomandazioni del Garante sull’uso degli RFID.



Sono precise le garanzie e le prescrizioni impartite dal Garante per chi intende produrre ed utilizzare le cosiddette “etichette intelligenti”, cioè quei minuscoli chip a radiofrequenza (detti anche sistemi RFID, Radio Frequency Identification) attivati da lettori ottici, che iniziano a trovare applicazione anzitutto nell’ambito delle aziende, degli esercizi commerciali, della grande distribuzione allo scopo di ottenere una serie di vantaggi, anche per il consumatore (migliore gestione dei prodotti aziendali, maggiore rapidità delle operazioni commerciali, agevole rintracciabilità dell’origine di particolari prodotti, controllo degli accessi a luoghi riservati).

Alcuni impieghi di questa tecnologia – che non si limitino a tracciare il prodotto per garantire l’efficienza del processo di produzione industriale – possono costituire una violazione del diritto alla protezione dei dati personali e determinare forme di controllo sulle persone: con l’uso di RFID – sostiene il Garante – si potrebbero, infatti, raccogliere innumerevoli dati sulle abitudini dei consumatori a fini di profilazione o tracciare i percorsi effettuati dagli stessi, controllarne la posizione geografica o verificare quali prodotti usa, indossa, trasporta.

I sistemi RFID possono essere usati da soggetti pubblici o privati anche ad altri scopi, quali l’identificazione personale o la tutela della salute.

Ulteriori pericoli possono derivare dall’adozione di standard comuni tali da favorire la possibilità che terzi non autorizzati “leggano” i contenuti delle etichette o intervengano sugli stessi (es. mediante la loro riscrittura). I rischi possono accrescersi nel caso si integrino le tecniche RFID con infrastrutture di rete, come telefonia ed Internet e sulla base dello stesso sviluppo tecnologico che, potenziando i sistemi, può consentire una “lettura” delle etichette a distanze sempre maggiori.

Di seguito i punti chiave del provvedimento del Garante:

Informativa
Le persone devono essere adeguatamente informate dell’utilizzo di sistemi RFID, così come dell’esistenza dei lettori ottici che attivano l’etichetta. La presenza di avvisi nei luoghi nei quali le tecniche RFID sono utilizzate non esime da apporre informativa sugli stessi oggetti e prodotti che recano le etichette intelligenti.

Consenso
Un soggetto privato che utilizza RFID trattando dati personali può farlo solo con il consenso espresso e specifico degli interessati, a meno che ricorra in casi particolari uno degli altri presupposti di legge. Il consenso non è valido se ottenuto con pressioni o condizionamenti sull’interessato.
Se le etichette intelligenti sono associate all’utilizzo di carte di fedeltà, e si trattano dati a fini di profilazione dei consumatori, occorre informare e acquisire il consenso degli interessati.
Il consenso non è necessario quando le etichette intelligenti sono adoperate solo per modalità di pagamento e tale impiego non comporti alcuna riconducibilità dei prodotti ad acquirenti identificati o identificabili.

Disattivazione
Alle persone deve essere garantito comunque il diritto di asportare, disattivare o interrompere gratuitamente ed in maniera agevole il funzionamento delle RFID al momento dell’acquisto del prodotto sui cui è apposta l’etichetta. Le etichette devono essere posizionate in modo tale da risultare facilmente asportabili senza danneggiare o limitare la funzionalità del prodotto (es. collocate solo sulla confezione).
Non è, di regola, lecita l’installazione di RFID destinate a rimanere attive oltre la barriera-cassa dell’esercizio commerciale.

Accesso a determinati luoghi o a posti di lavoro
Nei casi di impiego di RFID per la verifica di accessi a determinati luoghi riservati devono essere predisposte idonee cautele per i diritti e le libertà delle persone. In particolare: per i luoghi di lavoro va rispettato quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori che vieta l’utilizzo di impianti per il controllo a distanza dei lavoratori; per l’accesso occasionale di terzi a determinati luoghi occorre predisporre un meccanismo che, nel caso di indisponibilità ad usare RFID da parte dell’interessato, gli permetta comunque di entrare nel luogo in questione.

Proporzionalità, finalità di raccolta e conservazione dei dati
L’uso di etichette intelligenti deve risultare proporzionato agli scopi che si intende perseguire. I dati possono essere utilizzati solo per le finalità per le quali sono stati raccolti e devono essere conservati per il tempo strettamente necessario.

Misure di sicurezza
Chi utilizza etichette intelligenti e tratta dati personali ha l’obbligo di adottare misure di sicurezza per ridurre i rischi di distruzione, perdita, acceso non autorizzato o manomissione dei dati conservati.

Notificazione
L’avvio di trattamenti di dati che indicano la posizione geografica di persone o oggetti mediante reti di comunicazione elettronica o che siano effettuati allo scopo di costruire profili o personalità di un individuo devono essere comunicati preventivamente al Garante.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Steve Jobs scrive:
    Forza apple! continua così!
    grande apple, mitica!.........ma vaaa............
  • Anonimo scrive:
    Apple non comprerò mai un tuo prodotto
    Apple non comprerò mai un tuo prodottoBel modo di fare!Elogiamolo APPLE!
    • Anonimo scrive:
      Re: Apple non comprerò mai un tuo prodotto
      - Scritto da: Anonimo
      Apple non comprerò mai un tuo prodotto
      Ci rimetti solo tu.
      Bel modo di fare!
      Elogiamolo APPLE!Ancora con questa storia?!TU hai un'azienda che produce tecnologia, i TUOI dipendenti hanno firmato un contratto di non divulgazione.Se domani trovi i TUOI prodotti sputtanati su tutto il web come pensi di reagire?Si chiama spionaggio industriale ed è punito dalle legislazioni di tutto il mondo.....
  • Anonimo scrive:
    Cari Ap e pp e congrega: Ma Echelon?
    -Ma di Echelon la Assiciated Press sa' qualcosa? -Che hanno pubblicato comunicati in proposito?-Che ci hanno raccontato qualcosa quando la UE gli ha chiesto spiega?-E che dire di quel giapponese che ha inventato una rivestimento in legno con anima di metallo che isola un locale/i dalle frequenze dei cellulari...e che PER LEGGE e' vietato installarlo nei paesi padri di Echelon: Usa, Uk, Australia?Ap, pp, e congrega: Ma dove siete quando ci sono da difendere i diritti di parola, di conversazione, di comunicazione di tutti????Al caldo sulle spiagge caraibiche o al fresco dei vostri condizionatori nei loft newyorkesi?....burattini....ma il burattinaio chi e'?E scrivetecelo una volta buona!!!!!....se siete liberi.......
  • Anonimo scrive:
    il quarto potere ama apple
    o almeno a repubblica.it è cosìnon più tardi di ieri repubblica ha pubblicato un articolo senza senso sull' iPod di Bush... pieno di pubblicità occulta per iTunes e apple.. eccolo qui:---Fra le 250 canzoni del presidente degli States anche il rock dei musicisti che contestano la sua guerra Dentro l'IPod di Bush anche i Ccr e Clapton "Senza pacifisti, sarebbe stata una collezione limitata..." Joni Mitchell di FABIO SANTOLINI Cosa ascolta dalle cuffie del suo IPod George W. Bush, mentre vestito da perfetto ciclista con tanto di caschetto e occhiali oblunghi scorazza in mountain bike per le verdi colline e boschetti del suo ranch texano? A sorpresa, mentre si sapeva che lui è un fan della musica country e del rock classico, è emerso che non disdegna qualcosa di più ardito. "Hardcore e honky tonk", specifica il quotidiano "New York Times" che ha fatto lo scoop sulle preferenze del presidente. Per la cronaca, l'honky tonk è un particolare genere di musica country, non necessariamente portatore dei valori tradizionali che fanno il mito del vecchio West: patria, onore, famiglia e religione. Possono far parte di questa categoria anche le canzoni "outlaw", l'equivalente americano delle "canzoni della mala". Comunque, la "playlist" del presidente Usa, che è di circa 250 titoli, comprende anche, tra le altre canzoni, "Centerfield" di John Fogerty, che è l'ex cantante dei Credence Clearwater Revival, autori della famosa canzone "Fortunate Son" contro la guerra in Vietnam, nonché parte del movimento anti-Bush denominato "Vote for Change". Nella hit parade presidenziale compaiono "Brown-Eyed Girl" di Van Morrison, "The House is Rockin'" di Stevie Ray Vaughan, "Baby, I Don't Care" di Joni Mitchell e "My Sharona" dei Knack. Non mancano pezzi di Eric Clapton, Robert Palmer e Brian Adams, nonché quelli delle superstar del country Alan Jackson, George Jones e Kenny Chesney. Tra gli artisti inclusi nelle preferenze del presidente, non tutti sono a favore dell'amministrazione Bush. Ma "se i presidenti dovessero limitare le loro scelte ai musicisti pro-establishment sarebbe una collezione piuttosto limitata", ha commentato ironicamente il compagno di bicicletta di Bush, Mark McKinnon, che è stato anche a capo delle strategie mediatiche nell'ultima campagna presidenziale. Il presidente Usa è diventato un appassionato del fortunato lettore Mp3 della Apple dal luglio scorso, quando gli venne regalato dalle figlie per il suo compleanno. In ogni caso, George W. non si occupa di trafficare con iTunes o di scaricare la musica da Internet. Non ha tempo. Ha un addetto alla "playlist" dell'iPod. Si tratta del suo segretario personale Blake Gottesman, il quale compra - specifica il New York Times - singoli file e interi album dall'Apple Music Store. Certamente, quella dello scaricatore personale di file sarà una figura invidiatissima dai comuni mortali che posseggono l'iPod, e che disgraziatamente devono fare tutto da soli. (12 aprile 2005)ditemi se vi sembra un articolo d' informazione....
    • Anonimo scrive:
      Re: il quarto potere ama apple

      ditemi se vi sembra un articolo d'
      informazione....Già, tutto spazio ruBBato a veline, calciatori e nani premier.
    • Anonimo scrive:
      Re: il quarto potere ama apple
      No.. effettivamente al Corriere hanno una penna venduta, che più venduta di così si muore.... Chissà cosa ha rceuto n camio Satlini per un pezzo del genere..- Scritto da: Anonimo
      o almeno a repubblica.it è così

      non più tardi di ieri repubblica ha pubblicato un
      articolo senza senso sull' iPod di Bush... pieno
      di pubblicità occulta per iTunes e apple.. eccolo
      qui:

      ---

      Fra le 250 canzoni del presidente degli States
      anche il rock dei musicisti che contestano la sua
      guerra
      Dentro l'IPod di Bush
      anche i Ccr e Clapton
      "Senza pacifisti, sarebbe stata una collezione
      limitata..."



      Joni Mitchell

      di FABIO SANTOLINI
      Cosa ascolta dalle cuffie del suo IPod George W.
      Bush, mentre vestito da perfetto ciclista con
      tanto di caschetto e occhiali oblunghi scorazza
      in mountain bike per le verdi colline e boschetti
      del suo ranch texano?

      A sorpresa, mentre si sapeva che lui è un fan
      della musica country e del rock classico, è
      emerso che non disdegna qualcosa di più ardito.
      "Hardcore e honky tonk", specifica il quotidiano
      "New York Times" che ha fatto lo scoop sulle
      preferenze del presidente. Per la cronaca,
      l'honky tonk è un particolare genere di musica
      country, non necessariamente portatore dei valori
      tradizionali che fanno il mito del vecchio West:
      patria, onore, famiglia e religione. Possono far
      parte di questa categoria anche le canzoni
      "outlaw", l'equivalente americano delle "canzoni
      della mala".

      Comunque, la "playlist" del presidente Usa, che è
      di circa 250 titoli, comprende anche, tra le
      altre canzoni, "Centerfield" di John Fogerty, che
      è l'ex cantante dei Credence Clearwater Revival,
      autori della famosa canzone "Fortunate Son"
      contro la guerra in Vietnam, nonché parte del
      movimento anti-Bush denominato "Vote for Change".


      Nella hit parade presidenziale compaiono
      "Brown-Eyed Girl" di Van Morrison, "The House is
      Rockin'" di Stevie Ray Vaughan, "Baby, I Don't
      Care" di Joni Mitchell e "My Sharona" dei Knack.
      Non mancano pezzi di Eric Clapton, Robert Palmer
      e Brian Adams, nonché quelli delle superstar del
      country Alan Jackson, George Jones e Kenny
      Chesney.


      Tra gli artisti inclusi nelle preferenze del
      presidente, non tutti sono a favore
      dell'amministrazione Bush. Ma "se i presidenti
      dovessero limitare le loro scelte ai musicisti
      pro-establishment sarebbe una collezione
      piuttosto limitata", ha commentato ironicamente
      il compagno di bicicletta di Bush, Mark McKinnon,
      che è stato anche a capo delle strategie
      mediatiche nell'ultima campagna presidenziale.

      Il presidente Usa è diventato un appassionato del
      fortunato lettore Mp3 della Apple dal luglio
      scorso, quando gli venne regalato dalle figlie
      per il suo compleanno. In ogni caso, George W.
      non si occupa di trafficare con iTunes o di
      scaricare la musica da Internet. Non ha tempo. Ha
      un addetto alla "playlist" dell'iPod. Si tratta
      del suo segretario personale Blake Gottesman, il
      quale compra - specifica il New York Times -
      singoli file e interi album dall'Apple Music
      Store. Certamente, quella dello scaricatore
      personale di file sarà una figura invidiatissima
      dai comuni mortali che posseggono l'iPod, e che
      disgraziatamente devono fare tutto da soli.

      (12 aprile 2005)



      ditemi se vi sembra un articolo d'
      informazione....
  • Anonimo scrive:
    Ci si accorge adesso ...
    La politica di Apple nei confronti dell'informazione è sempre la stessa da + di 20 anni. Ho smesso di leggere certe riviste hardware proprio per quello.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci si accorge adesso ...
      - Scritto da: Anonimo
      La politica di Apple nei confronti
      dell'informazione è sempre la stessa da + di 20
      anni. Ho smesso di leggere certe riviste hardware
      proprio per quello.Ma chissenefrega dei tuoi soliti interventi contro Apple.E che palle.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ci si accorge adesso ...
        - Scritto da: Anonimo
        E che palle.

        Ma che palle che sei tu e tutti quelli che non sanno discutere in modo obiettivo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ci si accorge adesso ...
          - Scritto da: Anonimo
          Ma che palle che sei tu e tutti quelli che non
          sanno discutere in modo obiettivo.Tu sei quello che ogni volta che si parla di Apple, te ne esci con le solite critiche preconfezionate.Falla finita, non sei obiettivo, ma inutilmente prevenuto verso tutto quello che riguarda Apple.Sempre i soliti commenti....da parte tua.RIPETO:E CHE PALLE!!!!
          • Anonimo scrive:
            Zona d'ombra
            Difficile fissare un confine tra libera informazione e spionaggio industriale. Piuttosto che limitare il primo emendamento è meglio valutare caso per caso, garantendo con il sistema normativo sulle libertà di stampa il maggior grado di libertà possibile agli editori. Poi, se un soggetto si sentirà in qualche modo danneggiato, sarà libero di costituirsi attore in una causa contro l'editore. E il giudice emetterà sentenza. Restringere la libertà per far fronte a casi particolari (ininquadrabili nel loro insieme, ma certamente giudicabili uno alla volta) è uno sforzo che non porta a nulla di buono. L'eccessiva rigidità normativa rischia di portare a immobilismo, stagnazione e di frenare il progresso.Il caso Mac mini è un caso "di confine" ed è giusto che Apple "chieda parere" al giudice. E sacrosanto è anche il ricorso di Associated Press contro i metodi inquisitorii di Apple.
          • Anonimo scrive:
            Re: Zona d'ombra
            - Scritto da: Anonimo
            Difficile fissare un confine tra libera
            informazione e spionaggio industriale. Piuttosto
            che limitare il primo emendamento è meglio
            valutare caso per caso, garantendo con il sistema
            normativo sulle libertà di stampa il maggior
            grado di libertà possibile agli editori. Poi, se
            un soggetto si sentirà in qualche modo
            danneggiato, sarà libero di costituirsi attore in
            una causa contro l'editore. E il giudice emetterà
            sentenza. Restringere la libertà per far fronte a
            casi particolari (ininquadrabili nel loro
            insieme, ma certamente giudicabili uno alla
            volta) è uno sforzo che non porta a nulla di
            buono. L'eccessiva rigidità normativa rischia di
            portare a immobilismo, stagnazione e di frenare
            il progresso.
            Il caso Mac mini è un caso "di confine" ed è
            giusto che Apple "chieda parere" al giudice. E
            sacrosanto è anche il ricorso di Associated Press
            contro i metodi inquisitorii di Apple.RIPETO:CHE PALLE
          • Anonimo scrive:
            Re: Zona d'ombra
            - Scritto da: Anonimo
            RIPETO:
            CHE PALLENon sei mica tanto normale.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ci si accorge adesso ...
            - Scritto da: Anonimo
            Tu sei quello che ogni volta che si parla di
            Apple, te ne esci con le solite critiche
            preconfezionate.
            Falla finita, non sei obiettivo, ma inutilmente
            prevenuto verso tutto quello che riguarda Apple.
            Sempre i soliti commenti....da parte tua.

            RIPETO:
            E CHE PALLE!!!!Veramente è la prima volta che scrivo in un articolo che parla di Apple. Cerca di essere meno paranoico perché fai la figura del matto.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ci si accorge adesso ...
            - Scritto da: Anonimo
            Veramente è la prima volta che scrivo in un
            articolo che parla di Apple.Enorme falsità, ogni volta sei in prima linea per criticare tutto quello che riguarda Apple. Cerca di essere meno
            paranoico perché fai la figura del matto.Detto da te, è un complimento!Non nasconderti dietro l'anonimato, sei il solito trollone che spala m@rda contro Apple ad ogni occasione.Perdita di memoria eh?
    • Anonimo scrive:
      Re: Non esistono più le mezze stagioni..
      - Scritto da: Anonimo
      La politica di Apple nei confronti
      dell'informazione è sempre la stessa da + di 20
      anni. Ho smesso di leggere certe riviste hardware
      proprio per quello.Quanto bla bla inutile....La tua paranoia sfiora la pazzia, rendite conto...Riesci a trovare del marcio in tutto quello che riguarda Apple.Esci e trovati un hobby migliore...
    • Anonimo scrive:
      Re: Non esistono più le mezze stagioni..
      - Scritto da: Anonimo
      La politica di Apple nei confronti
      dell'informazione è sempre la stessa da + di 20
      anni. Ho smesso di leggere certe riviste hardware
      proprio per quello.Quanto bla bla inutile....La tua paranoia sfiora la pazzia, renditene conto...Riesci a trovare del marcio in tutto quello che riguarda Apple.Esci e trovati un hobby migliore...
      • Anonimo scrive:
        Re: Non esistono più le mezze stagioni..
        - Scritto da: Anonimo
        Quanto bla bla inutile....Infatti quanto bla bla inutile e inoltre lo posti con due messaggi identici.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non esistono più le mezze stagioni..
          - Scritto da: Anonimo
          Infatti quanto bla bla inutile e inoltre lo posti
          con due messaggi identici.Forse non te ne sei accorto, ma il secondo messaggio non è identico...ho corretto un errore.Ulteriore dimostrazione che continui a concentrarti su cavolate....Esci e trovati un hobby migliore...
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