Italia, sequestrati 364 siti

L'operazione della Guardia di Finanza ha coinvolto l'intero territorio nazionale e ha portato a denunce, perquisizioni e sequestri. I siti oscurati promuovevano il gioco d'azzardo. Tutti i dettagli
L'operazione della Guardia di Finanza ha coinvolto l'intero territorio nazionale e ha portato a denunce, perquisizioni e sequestri. I siti oscurati promuovevano il gioco d'azzardo. Tutti i dettagli

Roma – Viene descritta come la più imponente operazione contro il gioco d’azzardo online mai compiuta dalle forze dell’Ordine italiane ed i numeri sono senz’altro impressionanti: 364 i siti web finiti sotto sequestro, 38 le perquisizioni, 52 le denunce ed il tutto attraverso l’attivazione di 31 diverse Procure della Repubblica. Questo il profilo della Operazione 17 sulla ruote di Internet che ha fatto scattare nelle scorse ore il GAT, il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza.

Nel mirino sono finiti i siti web che, in molti mesi di indagine, si sono rivelati illegali: quei siti consentivano di scommettere illegalmente con i più diffusi giochi da Casinò o reclamizzavano opportunità per puntare denaro sfruttando la connessione a Internet. In questo modo gli indagati, spiegano i finanzieri, rastrellavano denari da giocatori di tutta Italia senza avere alcuna autorizzazione per farlo e violando le normative vigenti.

Ma non si trattava di un’unica organizzazione quanto, invece, dell’ iniziativa di singoli . Il Comandante delle Unità speciali, il generale di divisione Virgilio Ciccò, sottolinea che “non sono emersi indizi di criminalità organizzata. Si tratta di singoli, spesso impegnati in altra attività lavorativa e che con questo espediente pensavano di guadagnare denaro facilmente”.

Il Comandante del GAT “Non è facile tracciare l’identikit delle persone denunciate – spiega il Comandante del GAT, il colonnello Umberto Rapetto (nella foto) – chi immagina soggetti che meritano la copertina di un manuale del Lombroso probabilmente sbaglia”. “I soggetti – aggiunge – sono persone normali, il nostro vicino di casa, immaginiamo qualcuno che ha un’altra attività lavorativa e che magari crede di poter arrotondare, guadagnare qualcos’altro e, perché no?, di farlo alle spalle di tutti i soliti immancabili fanatici del gioco d’azzardo”.

La legge 401/89 vieta questo genere di attività e, con l’integrazione della normativa nel 2005, vieta anche la pubblicità – aggiunge Rapetto – “a giochi, scommesse o lotterie che vengono accettate anche all’estero”.

Che l’operazione si sia svolta su larga scala lo dimostra, come accennato, l’attivazione di numerose procure, in particolare quelle di: Arezzo, Bassano del Grappa, Benevento, Bologna, Brescia, Castrovillari, Campobasso, Como, Foggia, Forlì, Genova, Latina, L’Aquila, Lecce, Livorno, Matera, Milano, Modena, Oristano, Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Roma, Sanremo, Terni, Treviso, Trieste, Udine, Velletri e Verona.

“I responsabili dei siti web e delle pagine che contenevano gioco d’azzardo o che lo reclamizzavano – conclude Rapetto – rischiano l’arresto da tre mesi ad un anno e un’ammenda non inferiore a 516 euro”.

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17 05 2006
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