Italia, sicurezza internet. Che non costi

Il ministro Stanca si è accorto che anche la rete italiana potrebbe essere attaccata. Ma le imprese investono poco in sicurezza
Il ministro Stanca si è accorto che anche la rete italiana potrebbe essere attaccata. Ma le imprese investono poco in sicurezza


Roma – I sistemi informativi italiani sotto attacco terroristico? Di questa possibilità ha parlato nelle scorse ore il ministro all’ Innovazione tecnologica , Lucio Stanca, che sembra essersi accorto dell’esigenza di migliori sistemi di sicurezza per il “patrimonio informatico”.

“Ho una forte preoccupazione – ha detto – che sia il sistemo informativo della Pubblica Amministrazione, sia quello privato non siano al momento adeguatamente protetti”. L’appello del ministro è per uno “sforzo per investire di più nella protezione del patrimonio informatico del nostro paese”. Ed è per questo che “stiamo verificando questi aspetti ma un attacco terroristico al sistema è nelle possibilità. Dobbiamo fare in modo che questa eventualità sia prevenuta e scoraggiata”.

Ma in Italia c’è davvero consapevolezza di questo problema? Le aziende prendono davvero misure di sicurezza sufficienti? La domanda sorge spontanea, vista la quantità di imprese che impiegano quali “esperti di sicurezza” uomini che con la security hanno poca dimestichezza od esperienza. Un espediente che consente di spendere meno in un aspetto così essenziale.

E’ sufficiente leggere le richieste delle imprese che cercano “professionisti” della sicurezza per comprendere l’attuale scoraggiante situazione. La verità è che gli esperti di sicurezza costano molto, costano un prezzo che fino ad oggi pochi, persino nella Pubblica Amministrazione, hanno deciso di voler pagare.

Su queste pagine, più di un anno fa, un celebre IT Consultant romano, Stefano Tagliaferri, scriveva : “Se le aziende credono veramente nello sviluppo delle tecnologie internet per migliorare la loro organizzazione e per offrire un prodotto valido al cliente che è un consumatore delle risorse di rete, devono avere il coraggio di investire nell’uomo e nella sua competenza, devono valutare le capacità dei tecnici sul campo.” Una considerazione che può sembrare ovvia ma che troppo spesso si finge di ignorare…

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14 10 2001
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