Italia.gov.it chi vorrebbe aiutare?

Un lettore osserva il guazzabuglio di link di cui è ricolmo il nuovo pubblicizzato Portale Nazionale del Cittadino. Meglio Google?
Un lettore osserva il guazzabuglio di link di cui è ricolmo il nuovo pubblicizzato Portale Nazionale del Cittadino. Meglio Google?


Roma – E’ attivo dal 2 giugno il sito www.italia.gov.it presentato come il Portale Nazionale del Cittadino (le maiuscole sono della newsletter di Palazzo Chigi), “per consentire all’intera popolazione di avere accesso ai servizi della pubblica amministrazione”.

Se questo è l’obiettivo, le caratteristiche di un portale, per essere definito tale, dovrebbero essere misurate sulla capacità di indirizzare, con criteri logici intuitivi, il cittadino utente di internet verso l’informazione o il servizio desiderati.

Altrimenti, se le informazioni sono disponibili alla rinfusa, non si tratta di un portale, ma di un elenco di collegamenti (link) che si possono facilmente, più velocemente ed in maniera più efficace reperire con qualsiasi buon “motore di ricerca”.

Ed è proprio una serie di collegamenti elencati alla rinfusa quella che si può trovare scorrendo le pagine di www.italia.gov.it.

Dove, solo per fare un esempio, alla pagina “Prime fasi della vita” si può trovare in cima ai link “Il parto attivo. Un’esperienza di parto attivo presso l’Ospedale di Poggibonsi” ed in fondo “Cercare una baby sitter. Dal sito del comune di Fossano puoi consultare on line l’elenco delle baby sitter e la loro disponibilità”. Tutte indicazioni di grandissima utilità per i cittadini degli altri 8.000 e passa comuni d’Italia diversi da Poggibonsi e Fossano.

Se dunque il sito www.italia.gov.it non serve ad indirizzare in maniera efficace il cittadino verso ciò che cerca, realizza invece l’obiettivo di confondergli le idee.

Solo per fare un esempio, alla pagina “Documenti da fare alla nascita” si può trovare “Calcola il codice fiscale. E’ possibile inserire i dati anagrafici e calcolare il codice fiscale”.
Sembrerebbe una procedura on line, dato che non c’è alcuna avvertenza che si tratta solo di un programmino che elabora un codice fiscale solo teorico e che il codice fiscale da utilizzare nei rapporti con la pubblica amministrazione è solo quello attribuito dall’anagrafe tributaria, che tiene conto dei casi di “omocodia”.

Sarebbe interessante sapere quant’è costato avere un risultato peggiore di quello che si può ottenere con qualsiasi “gratuito” motore di ricerca.

Lettera firmata

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06 06 2002
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