Itanium 2 fa il pieno di cache

Sono 6 i nuovi chippotti lanciati da Intel, e tra questi anche un modello con 9 MB di cache di terzo livello. AMD invece, per la seconda volta nel giro di poche settimane, taglia il prezzo degli Athlon 64
Sono 6 i nuovi chippotti lanciati da Intel, e tra questi anche un modello con 9 MB di cache di terzo livello. AMD invece, per la seconda volta nel giro di poche settimane, taglia il prezzo degli Athlon 64


Santa Clara (USA) – Intel ha aggiornato, seppure con un certo ritardo rispetto alla tabellina di marcia iniziale, la propria linea di processori Itanium 2, chipponi che attualmente sono indirizzati ad una nicchia del mercato dei server di fascia alta.

I nuovi modelli di Itanium 2, tra cui spicca un preannunciato chippone con 9 MB di cache di terzo livello (L3), condividono ancora con i loro predecessori un core Madison con tecnologia a 0,13 micron: questo “retaggio” ha fatto sì che il big di Santa Clara non abbia potuto spingere troppo sulla frequenza di clock. Se all’inizio dell’anno si prevedeva infatti il rilascio, a settembre, di chip Itanium 2 a 1,9 GHz, ieri Intel si è dovuta accontentare, a novembre, di lanciare modelli con clock massimo di 1,6 GHz.

I nuovi processori, in tutto 6, comprendono tre modelli multiprocessore (MP) con front-side bus a 400 MHz: due condividono il clock di 1,6 Ghz, differenziandosi per la quantità di cache L3, di 9 MB in un caso e 4 MB nell’altro; il terzo ha invece un clock di 1,5 GHz e 4 MB di cache L3. Intel afferma che questi chip sono particolarmente indicati per le applicazioni business-critical, come database e ERP e che, rispetto ai loro diretti predecessori, forniscono un incremento di prestazioni che arriva fino al 15% nell’elaborazione dei database e fino al 35% nelle operazioni su numeri interi e in virgola mobile.

Ci sono poi due modelli dual-processor (DP) cloccati a 1,6 GHz e contenenti 3 MB di cache L3: ciò che li distingue è la diversa frequenza di FSB, pari a 533 MHz nel modello più costoso e di 400 MHz nel modello più economico. Intel indirizza i due gemellini nel settore dei cluster, del computing ad alte prestazioni e dei sistemi front-end di fascia enterprise. L’azienda sostiene che, grazie al miglioramento del rapporto prezzo/prestazioni introdotto da questi nuovi chip, questi modelli di Itanium 2 consentono di risparmiare fino al 40% dei costi per gigaflops rispetto a delle equivalenti CPU RISC.

Infine, l’ultimo nuovo membro della famiglia Itanium 2 è rappresentato da un modello Low-Voltage (LV) con clock a 1,3 GHz e cache L3 da 3 MB. Il chip consuma 62 watt, dunque sensibilmente meno rispetto ai suoi cugini, ed è dedicato ai sistemi a basso costo e ai server blade. Intel offre delle piattaforme server basate su questi nuovi processori Itanium ad assemblatori di sistemi e integratori di prodotti.

“Il segmento di mercato RISC da svariati miliardi di dollari è maturo per l’approccio di Intel di offrire prestazioni superiori, ampia scelta di sistemi e software a costi più contenuti”, ha affermato Abhi Talwalkar, vice president e general manager dell’Enterprise Platforms Group di Intel. “I recenti miglioramenti apportati alla linea di processori Itanium 2 supporteranno in modo ancora più efficace la migrazione dei clienti dai costosi sistemi proprietari”.

Il prezzo dei nuovi processori va dai 4.226 dollari del modello MP a 1,6 GHz con 9 MB di cache L3 ai 530 dollari del modello LV a 1,3 GHz passando ai 1.172 dollari del modello DP a 1,6 GHz e 533 Mhz di FSB.

Per la seconda volta in poche settimane, ieri AMD ha ridotto il prezzo di molti modelli di Athlon 64 e, seppure in modo più marginale, quello dei Sempron. Il nuovo listino si trova qui .

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09 11 2004
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