Jailbreaking, legale per gli smartphone ma non per i tablet

Le esenzioni al DMCA e la relativa possibilità per gli utenti di sbloccare i propri dispositivi non abbracciano i tablet. Una categoria di prodotti ancora troppo confusa per una irreggimentazione
Le esenzioni al DMCA e la relativa possibilità per gli utenti di sbloccare i propri dispositivi non abbracciano i tablet. Una categoria di prodotti ancora troppo confusa per una irreggimentazione

In quella che a una prima lettura superficiale appare come una decisione contraddittoria e parziale, la Library Of Congress ha sentenziato sulle esenzioni al DMCA (Digital Millennium Copyright Act) confermando la legalità delle pratiche di jailbreak sugli smartphone. Per i tablet, invece, toccherà aspettare almeno tre anni.

Nella sua revisione triennale delle eccezioni alle stringenti limitazioni allo sblocco imposte dal DMCA, lo US Copyright Office (parte integrante della prestigiosa istituzione culturale statunitense) ha ristabilito che sbloccare il proprio cellulare (smartphone) è una pratica perfettamente legale .

La legalità del jailbreaking è garanzia di interoperabilità, quella interoperabilità (di contenuti soprattutto) che i vari vendor attivi sul mercato (Apple, Google, Microsoft, RIM, ecc) cercano da sempre di contenere blindando l’utente nei recinti chiusi dei rispettivi “app store” o “marketplace” di bit telematici.

Per quanto riguarda i tablet, categoria di gadget del momento, il Copyright Office ha deciso di non stabilire alcuna esenzione al DMCA. Almeno per ora, poiché la stessa definizione di “tablet” è ancora poco chiara e questo genere di dispositivi non ha ancora raggiunto la popolarità degli smartphone.

Alfonso Maruccia

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29 10 2012
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