Jukebox online senza bollino DRM

L'assenza di un chiaro avvertimento sulle protezioni dei brani in vendita nei jukebox web configura la fornitura della musica come un servizio: l'utente non è proprietario di quei brani. Di fatto li noleggia
L'assenza di un chiaro avvertimento sulle protezioni dei brani in vendita nei jukebox web configura la fornitura della musica come un servizio: l'utente non è proprietario di quei brani. Di fatto li noleggia

Roma – Nelle confezioni dei cd audio tutelati con DRM compare la scritta Contenuto protetto (Content protect), con la quale si avverte anche delle incompatibilità che rendono impossibile la lettura del supporto da parte dei lettori DVD da casa e di alcuni modelli di autoradio. Come mai tale logo non viene utilizzato nei negozi on line che vendono brani contenenti DRM?

Le uniche risposte proponibili non sono edificanti: per celarne la presenza o, ipotesi ancor più grave, perché in pratica essa è data per scontata. Infatti accettare di acquistare brani con uno dei due sistemi DRM utilizzati(Microsoft e Apple) equivale a sottoscrivere il principio per cui la musica è fornita come servizio, non è più di mia proprietà, almeno per quel che riguarda il supporto. La differenza è abissale, ma non mi sembra sia sufficientemente esplicitata a noi consumatori.

Un “servizio”, infatti, non dura per sempre (al contrario dell’acquisto di un CD), inoltre può essere sospeso in qualsiasi momento, anche a discrezione di chi lo fornisce (da non dimenticare che oltre l’80% dei negozi ha sede legale e conseguente foro di competenza per eventuali contenziosi all’estero); quindi io dipendo dalla volontà, dalla disponibilità, dalla professionalità del negozio ma anche dalla affidabilità e dalla stabilità del mio computer: infatti puoi ascoltare la musica acquistata solo se il servizio e tutto quello di cui esso necessita è funzionante.

Non solo: non bisogna dimenticare che i brani con DRM sono legati al computer con il quale è stato fatto l’acquisto ed alcuni negozi non permettono di trasportali altrove, anche fosse su un secondo terminale di proprietà.

Resta da sperare che sul sito dei negozi compaia l’etichetta brani protetti , che vengano indicate in maniera chiara l’impossibilità totale o parziale di trasferire i brani su altri computer e le tipologie di lettori multimediali inadatte all’ascolto, soprattutto che venga ben specificata la non proprietà dei brani, perché si acquista un servizio , o meglio, si paga per affittare della musica; in pratica trattasi di affitto legale di brani digitali: e il pensiero corre ad un altro affitto, quello dei cd musicali, che in Italia è vietato.

Lucalosvizzero
Suonati.it

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18 05 2006
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