Juno: rete gratis in cambio del tuo PC

L'importante provider americano impone a tutti gli utenti della sua freenet di offrire la potenza del proprio computer quando non la sfruttano appieno. Sul modello di SETI@HOME e sulla via di Gnutella2
L'importante provider americano impone a tutti gli utenti della sua freenet di offrire la potenza del proprio computer quando non la sfruttano appieno. Sul modello di SETI@HOME e sulla via di Gnutella2


Web – Juno Online Services, uno dei più importanti provider americani, ha deciso che d’ora in poi gli utenti che si collegano ad Internet senza pagare l’abbonamento dovranno “risarcire” l’azienda in un modo molto singolare. “Prestando” la potenza del proprio PC al provider quando non lo usano al 100 per cento.

Il modello è chiaramente SETI@HOME e il computing distribuito , quando cioè una grande quantità di personal computer possono lavorare assieme e sviluppare una capacità di calcolo degna dei più veloci supercomputer. Così si presenta il “Juno Virtual Super Computing Project”.

“L’utente autorizza Juno – si legge nel nuovo contratto imposto agli utenti della freenet – a scaricare sul proprio computer un software speciale per fare certi calcoli per conto di Juno o partner autorizzati di Juno; a far girare sul proprio computer quel software e salvare i risultati del calcolo; a far caricare in una successiva connessione questi dati sui computer online di Juno”.

Quella di Juno è una sfida senza precedenti, tanto che la stessa azienda ammette di non sapere “quanti saranno i nostri utenti che sceglieranno di accettare la partecipazione al progetto e quanti preferiranno lasciare i nostri servizi di connettività”. Il “peso” di mercato che il “supercomputer” di Juno potrebbe avere è ragguardevole: basti pensare che alla fine di dicembre 2000, Juno dichiarava 14,2 milioni di utenti registrati.


Secondo Juno, se oggi tutti gli utenti della freenet accettassero di coinvolgere i propri computer in questo progetto si avrebbe la più veloce macchina del mondo in termini di istruzioni aggregate per secondo. Si arriverebbe ad una potenza approssimativa di un petahertz, ovvero un miliardo di megahertz.

Si tratta naturalmente di dati ipotetici che si verificherebbero solo se tutti i computer lavorassero contemporaneamente. L’azienda infatti spiega che “ci presenteremo come una potenza di milioni di computer”.

L’idea di Juno è di sfruttare la potenza di calcolo che deriva dal progetto per ricerche pubbliche e private nel campo della medicina e della biologia.

Va detto che l’idea del computing distribuito, lanciata proprio da SETI@HOME, è ormai al centro di una serie di iniziative. La più interessante di queste, forse, riguarda Gnutella2 , un nuovo software per Gnutella che comprenderebbe anche una porzione di codice dedicata all’uso del computer dell’utente come parte di un’operazione di calcolo distribuito di massa.

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04 02 2001
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