Kodak: la pellicola è superata

Il big delle foto cessa la vendita di fotocamere a pellicola nei mercati più ricchi, dove tira di più il digitale, settore in cui tenterà di salire rapidamente al vertice
Il big delle foto cessa la vendita di fotocamere a pellicola nei mercati più ricchi, dove tira di più il digitale, settore in cui tenterà di salire rapidamente al vertice


Rochester (USA) – È una piccola ma significativa svolta quella che Kodak , tra i maggiori player del settore fotografico, si prepara a mettere in atto sui mercati occidentali. Ha infatti annunciato che, entro la fine dell’anno, cesserà la commercializzazione delle macchine fotografiche tradizionali a pellicola in USA, Canada ed Europa occidentale. Questo significherà anche l’abbandono del mercato delle macchinette usa e getta, di cui proprio Kodak è stata pioniera (vedi errata corrige in fondo alla notizia).

L’azienda newyorkese ha giustificato questa decisione con la volontà di concentrare il proprio business sui dispositivi fotografici digitali , un settore in cui sta investendo moltissimo per cercare di riagganciare, al vertice di un mercato in pieno boom, leader del digitale come Nikon , Fujifilm e Canon .

Sui mercati occidentali, Kodak cesserà di distribuire sia le macchine fotografiche con pellicola da 35 mm che quelle basate sull’ Advanced Photo System (APS), uno standard pubblicato nel 1996 da alcuni dei più importanti nomi del settore con l’obiettivo di incrementare la qualità delle fotografie e la semplicità d’uso delle fotocamere.
Al momento dell’annuncio del nuovo standard, Kodak e altri colossi del settore non esitarono a definire l’APS una delle più importanti tecnologie fotografiche degli ultimi decenni, destinata ad “assicurare che la fotografia con utilizzo di alogenuri d?argento perduri nel futuro dominato dalla multimedialità”.

In questi otto anni, tuttavia, il mercato sembra aver fatto la sua scelta, puntando decisamente il dito verso il digitale: sebbene la fotografia analogica sembri destinata a dominare il mercato professionale ancora per diversi anni, su quello consumer – uno dei segmenti dove l’APS avrebbe dovuto diffondersi maggiormente – le fotocamere digitali la stanno già facendo da padrone in un crescente numero di paesi .

“Stiamo uscendo dal business delle fotocamere APS a causa del calo della domanda sul segmento consumer, che ci ha portato a dei risultati insoddisfacenti”, ha spiegato Bernard Masson, president, Digital & Film Imaging Systems, e senior vice president di Kodak.

Le nuove strategie di mercato di Kodak non prevedono il completo abbandono del mercato della fotografia tradizionale . L’azienda ha espresso l’intenzione di continuare a produrre e vendere fotocamere a pellicola sui mercati emergenti, fra cui Cina, India, Europa dell’Est e America Latina, ed a commercializzare rullini fotografici nel formato APS.

“Kodak è, e rimarrà, impegnata nella produzione e commercializzazione di pellicole di alta qualità”, ha detto Masson. “In linea con la nostra strategia, focalizzeremo i nostri investimenti sulle pellicole in quelle realtà di mercato che forniscono rapidi e consistenti ritorni economici, mentre ridurremo gli investimenti là dove i guadagni non sono soddisfacenti”.

Lo scorso anno il mercato globale della fotografia digitale ha fatto registrare una crescita del 70% nel numero di fotocamere vendute (24,55 milioni) e del 50% per quello che riguarda il giro d’affari (circa 5,84 miliardi di euro). Secondo Gfk Marketing Services, durante la prima metà del 2003 in Italia, il giro d’affari ha superato i 155 milioni di euro e il prezzo medio di una fotocamera digitale è sceso a 360 euro, circa il 30% meno del prezzo medio registrato nello stesso periodo del 2002.

Errata corrige : Kodak Italia ci ha fatto sapere che le macchine fotografiche usa e getta continueranno ad essere vendute sui mercati occidentali.

“In Italia le monouso sono state l’unico prodotto tra quelli analogici che ha registrato una crescita”, ha detto a Punto Informatico un portavoce di Kodak Italia. “Nel 2003, inoltre, abbiamo investito su di esse anche con advertising in tv. Si tratta di un prodotto assolutamente interessante che continuerà ad essere commercializzato anche in Italia”.

Ci scusiamo dell’errore con l’azienda e i lettori.

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14 01 2004
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