KudoRank più kudo che mai

Ohloh amplia le potenzialità di interazione con la piattaforma che vuole rendere più visibile l'operosità degli sviluppatori open source e dei loro progetti

Roma – Che fare della classifica dei più operosi programmatori open source del mondo? Secondo gli organizzatori di Ohloh è un ottimo mezzo non solo per pubblicizzare i rispettivi progetti, ma anche per consentire alla community di essere perennemente informata sugli aggiornamenti. E ora è uno strumento aperto a un più ampio numero di persone, una apertura che è anche una sfida per far crescere la piattaforma.

Al suo interno tutto rimane come prima: un valido strumento per condividere informazioni, con profili di esperti e più di 5 mila progetti open source. Una piattaforma capace di classificare in un ambiente collaborativo i “coder” e la loro attività. Ogni progetto open source viene costantemente aggiornato non solo con le nuove linee di codice ma con i dettagli di ogni implementazione. Ohloh è in grado di ospitare questi dati e di procedere con i suoi fruitori all’elaborazione di un ranking: ogni programmatore è contrassegnato dal suo livello di operosità (un KudoRank da 1 a 10). Come spiega in dettaglio VentureBeat ogni profilo dei programmatori include i progetti seguiti, il numero di KudoRank, informazioni personali e una collocazione su Google Map.

La novità dell’ultima ora è che Ohloh stesso è diventato un progetto “più aperto”: tutti gli sviluppatori che lo desiderino potranno utilizzare questa tecnologia per tracciare il proprio gruppo di lavoro. Nello specifico, la prossima disponibilità di Ohcount permetterà di “contare le linee di codice e analizzare il linguaggio del codice sorgente”. Si tratta di una soluzione che supporta 35 linguaggi, compresi C/C++, C#, Java, Javascript, Ruby, HTML e XML. La licenza di riferimento è GNU General Public License versione 2.

Curioso rilevare che il progetto Ohloh è il frutto della creatività di Jason Allen e Scott Collison, due ex manager Microsoft.

Dario d’Elia

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  • anoninona scrive:
    emi licenzia
    Le case discografiche sarebbe meglio licenziassero i vari artisti pop, che guadagnano trilioni e vendono solo perché costantemente oggetto di pubblicità.le varie jennifer lopez, ricky martin, take that, etc sono solamente una rimessa, oltre a distruggere il panorama musicale.
  • Ed Straker scrive:
    almeno a loro danno la buonauscita
    da noi un calcio in culo e via andare.... è il mercato...
  • Slave scrive:
    Chissà come mai costa meno lì...
    chiaro che gli schiavi costano meno.e così loro vengono sfruttati finché costano un cazzo e noi ci impoveriamo e compriamo la roba che vale sempre meno sia come prezzo che come qualità... come può essere che produrre in germania sia diventato "troppo costoso" ? Se lo stipendio è costante, forse diventa troppo costoso se loro vogliono ricarichi più alti. Guardate l'articolo sulla PS3 ... costa sempre meno produrla... fanguano anche a Nokia.comprerò altro.
    • Sback scrive:
      Re: Chissà come mai costa meno lì...
      Nokia non e` mai stata una compagnia fair.Lo dimostro` a suo tempo quando era in auge la discussione per i brevetti sul software e veniva portata spesso come esempio di azienda che fa un uso dei brevetti per sottomettere e schiacciare la concorrenza.
  • gino scrive:
    crisi economica
    normale che stia accadendo, la crisi in america è un pericolo assai vicino e visto che l'informatica è un settore mondiale la paura e i pericoli si spargono come una macchia d'olio
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