La banda è larga a 256 Kbps

L'ente di controllo britannico ha stabilito che si può parlare di servizio broad band soltanto quando la banda fornita all'utente supera i 256 Kbps. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni anche in Italia
L'ente di controllo britannico ha stabilito che si può parlare di servizio broad band soltanto quando la banda fornita all'utente supera i 256 Kbps. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni anche in Italia


Roma – Difficile rimanere insensibili dinanzi alla decisione dal sapore storico assunta dall’autorità di controllo del mercato delle comunicazioni britannico, Oftel, secondo cui d’ora in poi per parlare di banda larga si dovrà fare riferimento ad una banda di almeno 256 Kbps.

Questo stesso livello di banda, secondo Oftel , sarà necessario per definire un servizio “always-on”, cioè “sempre attivo”, una delle caratteristiche portanti di offerte broad band come quelle ADSL.

Va detto che fino a questo momento in Gran Bretagna, dove le dinamiche del mercato ADSL in qualche modo ricordano quelle italiane, la banda larga era stata definita soltanto in un documento governativo come una banda superiore ad 1 megabit per secondo, ma ora con la decisione di Oftel si arriva ad una “ufficializzazione” della cosa sul mercato delle comunicazioni.

Oftel ha voluto prendere una decisione per dare un segnale tanto agli operatori quanto agli utenti, circondati da numerosi diversi generi di offerta, con banda del tutto variabile e spesso definita broad band anche quando larga non è per niente.

Perché 256 Kbps? “Data la disponibilità di un prodotto di accesso ad internet broad band fornito da Tiscali – spiega Oftel – si considera appropriato definire accesso internet a banda larga le velocità superiori ai 256 Kbps, dal momento che i prodotti oggi disponibili sopra questa banda consentono la fornitura di contenuti diversi come lo streaming video”.

A fini statistici, comunque, Oftel continuerà a considerare i 128 Kbps una banda sufficiente per essere considerata larga. Sotto i 256 Kbps, comunque, le aziende potranno parlare di “broad band” ma non di “broad band ad alta velocità”.

Va detto, infine, che la decisione di Oftel non è definitiva in quanto suscettibile di essere modificata, come spiega l’Autorità, “via via che nuovi servizi di accesso ad internet a velocità diverse vengono creati e si sviluppano nuovi contenuti broad band”.

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05 05 2003
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