La banda larga in Italia ancora non prospera

Il 37% delle famiglie italiane la utilizza, ma esiste ancora un nutrito numero di nuclei che non ne è ancora dotato. Per non parlare delle famiglie che non hanno neppure un PC

Roma – È in crescita – seppur lenta – il mercato del broad band domestico: in Italia le famiglie che fruiscono di un servizio di connettività in banda larga sono 8,7 milioni (il 37% del totale nazionale), ma esistono oltre 14 milioni di famiglie che non ne usufruiscono e 11 milioni che nemmeno hanno un PC. Sono alcuni dei numeri evidenziati dal rapporto Famiglie italiane e Banda Larga dell’ Osservatorio Banda Larga , con dati aggiornati a giugno 2008.

“I driver che spiegano la penetrazione della banda larga – precisa l’Osservatorio – rimangono legati alle principali variabili socio demografiche ed economiche: la presenza di figli in famiglia (il fattore che incide maggiormente), il titolo di studio ed il reddito del capofamiglia”. Da sottolineare il fatto che, tra le famiglie italiane connesse con broad band, l’80% ha un abbonamento con canone flat. Questo dato fa emergere, si osserva nel rapporto, un’inversione di tendenza rispetto al passato, quando una parte rilevante degli accessi ad Internet erano tariffati a consumo.

Sul fronte delle attività svolte in rete, i più utilizzati sono i servizi di comunicazione (principalmente email, ma si fa largo anche l’instant messaging) e quelli di informazione (news, enciclopedie online ed informazioni legate ad acquisti di beni e servizi). In aumento i servizi di utilità, quali e-Banking ed aste online (utilizzati, rispettivamente, dal 47% e dal 54% delle famiglie). Il mercato cresce dunque dal punto di vista della qualità e delle esigenze (avvalersi di un servizio a costo fisso implica la ricerca di una soluzione che offra più convenienza per chi genera più traffico dati), ma anche della competizione: l’Osservatorio rileva infatti i progressi di quello che viene definito “il processo di erosione delle quote di mercato dell’incumbent da parte degli operatori alternativi”.

Anche l’IPTV ha fatto registrare un aumento significativo, con 650 mila utenti: “L’incremento – spiega una nota – è riferibile all’aumento del numero di player sul mercato (a Fastweb, presente storicamente sul mercato IPTV, si sono aggiunti nell’ultimo anno Telecom Italia, Tiscali e Wind).

Anche il mercato della connettività mobile comincia a far emergere risultati di rilievo: “Appare in consolidamento – si evidenzia – il numero di famiglie che a casa dispongono del solo telefono mobile, con valori prossimi a 6 milioni a giugno 2008. In significativa crescita, invece, le famiglie che utilizzano apparati mobili (cellulari, connect card, ecc.) per connettersi ad Internet. A metà 2008, sono circa 2 milioni le famiglie che utilizzano servizi di connettività mobile (in sostituzione o, più spesso, in aggiunta ai servizi broad band su rete fissa)”.

Due le voci citate dagli utenti come i maggiori ostacoli all’adozione dei servizi broad band, una abbastanza prevedibile e un’altra sorprendente. La prima è l’assenza di copertura, un elemento che “appare in via di progressiva risoluzione, in virtù dell’estensione della copertura ADSL”. La seconda è l’inutilità, una percezione che “appare strettamente connessa alla ridotta diffusione dei PC nelle case degli italiani e, quindi, ad una condizione più strutturale ed in più lenta evoluzione”.

Per quanto riguarda infine la digital prosperity e la valutazione del possibile impatto della banda larga sullo sviluppo economico, l’Osservatorio considera che “nel panorama internazionale, l’Italia appare in ritardo rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, soprattutto per quanto riguarda il grado di alfabetizzazione informatica della popolazione, fattore che incide negativamente sullo sviluppo del mercato della banda larga”.

“I vincoli strutturali che condizionano lo sviluppo del mercato della banda larga in Italia – sottolineano dall’Osservatorio – richiedono un intervento di sistema, con cui consentire all’intero Paese di beneficiare delle condizioni di prosperità economica e sociale, connesse con l’affermazione di nuovo modello di economia digitale”.

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