La California non sa spendere i soldi di Microsoft

Bizzarra situazione quella vissuta dagli istituti d'istruzione californiani, che si trovano ad avere a disposizione fondi notevoli ma non sono in grado di investirli

Roma – Possedere 200 milioni di dollari, anzi di più, ma non avere letteralmente uno straccio di idea su come spenderli a dovere. Per quanto irreale possa sembrare, soprattutto per un paese che ha fatto della capacità d’impresa la sua ragion d’essere come gli Stati Uniti, è quanto sta succedendo in California dove le scuole pubbliche preferiscono rigirarsi i pollici e aspettare, piuttosto che darsi da fare e mettere a frutto la sostanziosa somma offerta da Microsoft per chiudere le pendenze antitrust nella regione.

Quei 200 milioni di dollari, che dovrebbero aumentare in futuro, sono stati versati da Redmond sotto forma di buoni da spendere per l’acquisto di attrezzatura per iniziative educative, nuovi PC e software non necessariamente marcato BigM . La “donazione”, risalente a due anni fa, era parte del maxi-accordo da 1,1 miliardi di dollari tra Microsoft e le istituzioni per sistemare la ben nota questione della posizione dominante sul mercato del software.

Quella che secondo il Provveditorato della California avrebbe dovuto essere “una magnifica opportunità per annullare il digital divide in molte delle nostre scuole”, si è rivelata in realtà un buco nell’acqua , ancor più incredibile se si considera la politica “attendista” di molti distretti scolastici interessati a conoscere la cifra conclusiva del versamento prima di decidere come spendere quanto già ottenuto.

Una parte, seppur minima, di quei 200 milioni è stata spesa da alcuni istituti per iniziative educative o come fondi da dedicare al sovvenzionamento dei meno abbienti con i giusti requisiti, come nel caso Distretto Scolastico Unificato di Los Angeles. Qui i soldi spesi sono stati 6 milioni su un totale di 34 milioni di dollari disponibili, e questo nonostante il 40% della popolazione studentesca avrebbe tutto il diritto di ricevere le sovvenzioni .

Piuttosto che rappresentare un boom di rinnovamento tecnologico, necessario a sostituire un parco macchine in molti casi risalente al 1990, la “primavera hi-tech californiana” innestata dal mega-versamento di BigM si è dispersa in mille rivoli di piccola amministrazione . E per unire il danno alla beffa, il budget statale per le scuole si è ridotto grandemente e gli istituti devono far fronte alle spese con i loro fondi per poi attendere dai 30 ai 60 giorni per il rimborso da parte dello stato.

La spesa dei denari di Microsoft sotto forma di voucher ha un tempo limite , e scade nel 2012. “A quel punto abbiamo il diritto di stabilire altri beneficiari che diano dei vantaggi indiretti alle classi” ha dichiarato l’avvocato dell’accusa (vale a dire lo stato della California) Richard Grossman, evocando la possibilità che quei fondi vengano sottratti all’inadempiente sistema scolastico per essere dirottati verso le biblioteche, ad esempio, “o qualcosa del genere”.

Alfonso Maruccia

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  • Michele Maran scrive:
    Tipico
    Il problema dei backup è frequente nelle PMI Italiane. In effetti la quantità di hardware e software che il mercato mette a disposizione non rende di certo semplice la scelta della soluzione ideale per ciascuna realtà. Poca formazione del personale e budget limitati rendono arduo il compito di poter garantire all'azienda la giusta copertura in caso di disastri di vario genere. E pensare che, sebbene anche la normativa della privacy imponga le procedure di backup di sicurezza dei dati, l'azienda continui a vedere nel backup più una spesa che un beneficio. Basterebbe una valutazione puramente economica su un potenziale fermo aziendale più o meno lungo per indurre le aziende non sono ad investire per garantire il backup dei dati ma anche per garantire tempi rapidi per il ripristino dell'operatività, favorendo in azienda l'ingresso di tecnologie di virtualizzazione che se debitamente configurate e dimensionate possono arrivare anche ad annullare il downtime in caso di disastro. Senza comunque però dimenticarsi dei backup...
  • andy61 scrive:
    in o outsourcing, non fa differenza
    Il problema non è in chi fa una particolare operazione (vale per qualsiasi attività), ma nei controlli.Se l'azienda non effettua controlli, non scoprirà mai se una particolare attività sia stata fatta, e bene, o no.L'affidarsi a persone ed aziende qualificate non è di per sé una garanzia, se non vengono effettuate appropriate verifiche.Le penali non valgono un gran che, perché l'applicarle significa che il danno è fatto, che l'immagine di entrambe le aziende (appaltante ed appaltatrice) è compromessa, e che inizia un lungo e costoso contenzioso, anche legale.Le penali servono soltanto per mitigare il danno economico, e nient'altro.Prendendo l'esempio dei backup, non è sufficiente verificare che i nastri non siano pieni, e che il software di backup non segnali errori.Occorre provare periodicamente a ripristinare i dati dai backup effettuati, e verificare che siano ancora utilizzabili.È inutile per esempio avere dei backup perfetti, ed essersi persi le applicazioni che erano in grado di leggerli (e questo può accadere molto più facilmente di quanto si creda, soprattutto per software in evoluzione, con un frequente rilascio di patch ed aggiornamenti).Altro aspetto è quello della verifica dei supporti: un backup perfetto, verificato, recuperabile può essere perso semplicemente per l'obsolescenza del supporto: nastri e CD hanno una vita ed un numero di riscritture limitato; se non tengo traccia di queste cose rischio di utilizzare o conservare supporti che stanno perdendo le informazioni.Non entro invece nel merito del come vengano protetti e conservati i supporti, su cui molto altro si può dire.
  • attonito scrive:
    markettese
    "IBM prende in seria considerazione il problema che è stato riportato", e che la corporation è "impegnata ad aiutare lo stato a meglio servire i propri cittadini per mezzo di un utilizzo innovativo dell'information technology".trad: "non sappiamo che cacchio fare. per il momento vi intontiamo di bla bla. poi vedremo".
    • Gian1970 scrive:
      Re: markettese
      La prossima volta che mi si schianta un server di backup darò la stessa risposta.A me mi manderebbero a fare il muratore....
      • pippo75 scrive:
        Re: markettese
        - Scritto da: Gian1970
        La prossima volta che mi si schianta un server di
        backup darò la stessa
        risposta.
        A me mi manderebbero a fare il muratore....beccati il posto giusto e farai soldi a palate. ( se sei capace )
  • Core Business scrive:
    Sta' stupida moda dell'outsourcing
    Dobbiamo concentrarci sul nostro core business, sulle attivita' strategiche, e esternializziamo tutto il resto.Purtroppo l'AD non aveva capito che tutto il core business stava in piedi grazie a quell'attivita' strategica che era l'IT, invece che controllare piu' direttamente con propri dipendenti il settore si accontento' di un pezzo di carta chiamato "contratto" che era il filo che gli permetteva di gestire la cosa.Inutile dire che un contratto puo' essere interpretato, magari ti tocca andare in tribunale ecc. ecc.E il tuo core business? Ciao, ciao.Morale della favola, se non sai fare qualcosa da te (e sei una grande organizzazione e non un farmacista), difficile che un'altra grande organizzazione lo faccia meglio, il suo AD e' esattamente come te, vuol fare una barca di soldi tenendo i costi bassi cosi' si porta a casa un bel po' di milionate in stock option, magari sa che ci saranno danni ma lui organizza in maniera tale da essersela filata quando scoppia il bubbone.Fate un'opera buona, tornando a casa andate dal vostro AD e ditegli che l'infrastruttura informatica, qualunque cosa faccia la vostra azienda E' core business.
    • Pino scrive:
      Re: Sta' stupida moda dell'outsourcing
      C'è un vecchio detto: "se vuoi una cosa fatta bene, devi fartela da solo". Chi ama l'outsourcing dovrebbe fermarsi e riflettere.
      • BlueSky scrive:
        Re: Sta' stupida moda dell'outsourcing
        - Scritto da: Pino
        C'è un vecchio detto: "se vuoi una cosa fatta
        bene, devi fartela da solo". Chi ama
        l'outsourcing dovrebbe fermarsi e
        riflettere.Infatti dico io... molto meglio affidarsi al cuggino che di picci ne capisce tanto. Pensa che sa pure deframmentare un disco e che il becap lo fa sia su hd esterno sia su dvd. Altro che nastri, quella è roba vecchia.Eh?... Non c'è gente così stupida? Mah... non ho molta esperienza in merito, però quella che ho avuto è più che sufficiente. I sistemi di backup usati, spesso, sono inadeguati. Ed ancora più spesso le aziende non hanno nessuno che si occupi di verificare che il backup sia andato a buon fine nemmeno controllando che il sw di backup non riporti errori. Un'azienda per cui ho lavorato un paio d'anni fa (multinazionale con stabilimenti dislocati in tutto il mondo, con server e reparto it interno in ognuno) era priva di backup da sei mesi perché l'addetto it non si era accorto che il dat non funzionava. Risultato? Abbiamo recuperato il 95% dei dati con un sw di recupero. Peccato che in quel 5% ci fossero progetti importanti, costati un mese di lavoro, ed a una settimana dalla consegna. E meno male che non si è perso tutto il lavoro dell'azienda. Un'altra volta, invece, sono capitato da un cliente (lavoravo per un'altra azienda) e col mio collega abbiamo scoperto che non avevano mai pulito la cassetta, e che pertanto da un anno non avevano un backup dei dati.Quello dell'outsourcing non è per nulla una brutta idea. Anche perché il personale it preparato costa, ed un'azienda specializzata può ripartire il costo su più clienti. Certo che devi affidarti a gente che sa quello che fa. Ma anche non fosse così, in buona parte dei casi, staresti comunque meglio di una soluzione interna, quasi mai poi affidata a personale specializzato, ma alla segretaria o qualche smanettone.
  • basha scrive:
    frequente
    Visto accadere un mese fa in una grande azienda italiana che usa IBM come outsourcerIBM evidentemente si fa pagare per i backup ma si dimentica di effettuarli / risparmia sullo storage :(
    • Featureman scrive:
      Re: frequente
      - Scritto da: basha
      Visto accadere un mese fa in una grande azienda
      italiana che usa IBM come
      outsourcer
      IBM evidentemente si fa pagare per i backup ma si
      dimentica di effettuarli / risparmia sullo
      storage
      :(considerando che IBM si fa pagare non solo per i dischi ma anche per il "privilegio" di usarli direi che siamo ben al di là del "risparmio"... IBM Istituto di Bellezza Maschile
  • Alex scrive:
    Che noia!
    Il sogno ricorrente di molti dell'IT è quello scaricare la noia dei backup a qualcun altro.Che però a sua volta di annoia e...
    • Funz scrive:
      Re: Che noia!
      - Scritto da: Alex
      Il sogno ricorrente di molti dell'IT è quello
      scaricare la noia dei backup a qualcun
      altro.

      Che però a sua volta di annoia e...Però quando poi succedono 'sti casini è uno spasso... (ghost)
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