La Cina sta attaccando gli Stati Uniti

Lo fa via Internet, di continuo e in modo sempre più serrato. A denunciarlo è uno dei maggiori esperti di sicurezza americani secondo cui dietro questi attacchi c'è senza dubbio un apparato militare
Lo fa via Internet, di continuo e in modo sempre più serrato. A denunciarlo è uno dei maggiori esperti di sicurezza americani secondo cui dietro questi attacchi c'è senza dubbio un apparato militare


Washington (USA) – Un attacco insistente, ripetuto e sempre più invasivo alle infrastrutture telematiche americane ha origine in Cina e dietro queste aggressioni c’è un’organizzazione di tipo militare : questa la pesantissima accusa al regime di Pechino formulata nelle scorse ore da Alan Paller, direttore del SANS Institute , una delle maggiori organizzazioni legate alla sicurezza informatica negli Stati Uniti.

In una conferenza stampa, Paller ha parlato di aggressioni capaci non solo di penetrare all’interno di reti industriali statunitensi ma anche in network governativi , con una capacità e una insistenza che a suo dire non possono che ricondurre all’esercito cinese. “Questi attacchi – ha spiegato – vengono perpetrati da esperti altamente specializzati. Nessun’altra organizzazione, se non una organizzazione militare, può portarli avanti”.

Secondo Paller gli attacchi provengono dalla provincia di Guangdong, una delle più popolose della Cina, e sono aggressioni che per certi versi sgomentano. In un caso – ha spiegato l’esperto – i cracker “sono entrati ed usciti senza sbagliare un colpo e senza lasciare alcuna traccia, e dopo aver creato in meno di 30 minuti una backdoor. Come può questo essere frutto di qualcosa che non sia una organizzazione militare?”

Non sono stati fatti nomi ma il direttore del SANS ha ammesso: “Sappiamo di penetrazioni gravi avvenute su computer di fornitori della Difesa”. Sebbene l’esperto ritenga le reti del Pentagono molto più difficili da penetrare di quelle di certe aziende-chiave per gli armamenti e l’intelligence americana , Paller ha sottolineato di ritenere per certo che chi conduce questi attacchi abbia avuto accesso ad informazioni “estremamente sensibili”.

Le parole di Paller non giungono come fulmine a ciel sereno ed anzi riprendono per molti versi l’ allarme già scattato in estate su quella che è stata già definita una cyberwar sino-americana . Già ne aveva scritto Time magazine di recente, spiegando come l’esercito americano abbia battezzato questi attacchi Titan Rain e abbia anche cercato di contrattaccare.

A peggiorare le cose, secondo Paller, è anche l’atteggiamento del Governo americano, teso a minimizzare i rischi . “Abbiamo un problema con i nostri network informativi – ha dichiarato – che sono stati pesantemente e completamente penetrati in tutti gli Stati Uniti… e lo stiamo tenendo segreto. Gli unici a beneficiare da questo silenzio sono gli aggressori”. L’accusa di Paller alle strategie dell’amministrazione Bush in tema di sicurezza è pesantissima: “L’errore fondamentale è che la strategia di sicurezza degli Stati Uniti si concentra sullo scrivere rapporti piuttosto che a rafforzare i sistemi”.

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13 12 2005
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