La GNUsletter di copyDOWN

Gli ultimi aggiornamenti


Roma – CopyDOWN ha lanciato l’ultima GNUsletter con gli aggiornamenti del progetto che, come noto, si occupa di copyright, no-copyright, copyleft, licenze libere, hacktivism, artivism e altro ancora.

Tra le novità spiccano la partecipazione di copyDOWN alla “Vetrina dell’editoria anarchica e libertaria” di Firenze e l’avvio della mailing list dedicata allo sviluppo italiano del progetto Creative Commons e alla diffusione delle relative licenze.

Tutte le altre info, anche per la partecipazione al progetto e la pubblicazione diretta di proprie produzioni sono disponibili sul sito di copyDOWN: http://copydown.inventati.org

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • chernov volodymiro scrive:
    libri scolastici gratis
    ho tanta voglia di studiare,ma la mia famiglia è povera e mia mamma non ha possibilità ad acquistare alcuni libri in qui ho bisogno.
  • angela puddi scrive:
    ricerca scolastica
    lettere
  • abedlhakim dazzazi scrive:
    gratzie
    ;) p)
  • Anna Fiore scrive:
    Libri di testo free online.
    Se supponiamo, un'abbonamento di . 5,oo all'anno, per ogni famiglia di studenti e/o studenti, nel caso che se ne iscrivessero 1 milione(di abbonamenti), farebbero 5.Milioni di uro da redistribuire per "Diritti d'autore", e altri balzelli, accontentando un pò tutti, comprese le famiglie. E' un'idea!?
  • Jimmi scrive:
    Voglio i computer gratis!
    Visto che loro vogliono i libri gratis io voglio il software e i computer gratis, con stampante laser a colori, scanner, ecc ecc...
  • Anonimo scrive:
    Perchè no!?
    Per me...studente di 17 anni al 4° anno delle superiori...l'idea mi pare ottima...qualcuno doveva pensarci...e poi sicuramente non sarebbe di parte(politica)come molti testi scolastici.....e comunque Free is better!Ciauz a tutti!
  • Anonimo scrive:
    Bella stronzata
    Ma chi è che lavorerebbe gratis? Con gli stipendi degli insegnanti, poi...
    • paulatz scrive:
      Re: Bella stronzata
      Eppure il libro c'è
      • Anonimo scrive:
        Re: Bella stronzata
        Il libro, per ora non c'e'.In compenso dovrebbero controllare i baner!"Trova single nella tua zona" non e' propriamente un bel messaggio per dei ragazzi che cercano un libro di testo!
        • Anonimo scrive:
          Re: Bella stronzata
          - Scritto da: Candido
          Il libro, per ora non c'e'.

          In compenso dovrebbero controllare i baner!

          "Trova single nella tua zona" non e'
          propriamente un bel messaggio per dei
          ragazzi che cercano un libro di testo!I ragazzi cercano anche di peggio!E non sono così "candidi" come tu pensi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Bella stronzata / A svejja, moré!
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Candido

            Il libro, per ora non c'e'.



            In compenso dovrebbero controllare i
            baner!



            "Trova single nella tua zona" non e'

            propriamente un bel messaggio per dei

            ragazzi che cercano un libro di testo!

            I ragazzi cercano anche di peggio!
            E non sono così "candidi" come tu pensi.Appunto!!! Si vede che Candido non conoscei ragazzi. L' allora NagisaOshima gli avrebbeurlato "A svejja, moré!"....ps. Banner, con due enne!
          • Anonimo scrive:
            Re: Bella stronzata / A svejja, moré!
            I ragazzi sono corrotti perché la società che li tira su è corrotta. Proprio per questo servono iniziative educative con dei valori, a cominciare dalla "candidità"...
  • Anonimo scrive:
    Cultura oggettiva e libera da balzelli.
    E' un sogno, ed iniziative come questa fanno ben sperare.Infatti ho sempre avuto grossi dubbi sull'oggettività delle fonti...forse questa è la volta buona che le cazzate vengano sradicate dai libri di scuola (soprattutto quelle legate all'influenza cristiana sulla storia).E poi fa sempre bene slegare qualsiasi cosa che è cultura ed arte, dall'economia: alza la qualità.ciaoRenton78
  • Anonimo scrive:
    Professori sponsorizzati
    Ho letto le altre risposte e mi sembra che siamo fuori tema.Che c'entra la politicizzazione dei libri di storia??Il problema, che esiste, e' comunque presente anche sui libri cartacei.Qui si parla di libri gratuiti. Vi sembra poco?UNA MIA COLLEGA HA SPESO 200EURO PER MATERIALE DIDATTICO PER SUA FIGLIA CHE VA IN PRIMA MEDIA.MA SIAMO IMPAZZITI????Benvengano professori illuminati come questi e affank**o tutti quelli sponsorizzati dalle case editrici.E voglio vedere se qualcuno mi confuta!
  • Anonimo scrive:
    M.I.T. docet!
    Propio una buona idea che forse sembra di limitato impatto ma che potrebbe fare molta strada.Per chi non lo sapesse ricordo che il prestigioso Massachusset Institute of Technology, uno dei centri di eccellenza mondiale, ha deciso di creare un grande archivio on-line gratuito con il materiale di tutti i suoi corsi di laurea e dottorato. Un progetto molto ambizioso e costoso (data la mole di corsi tenuti) che dovrebbe concludersi per il 2008.Per ora si puo' trovare il progetto pilota su http://ocw.mit.edu/index.htmlAggiungo che altre universita' americane stanno muovendosi nella stessa direzione e che il futuro lascia ben sperare.Come vedete quindi la direzione presa da questi insegnanti italiani e' piu' che lungimirante e si inserisce perfettamente in questa nuova tendenza.Mi auguro che l'iniziativa trovi terreno fertile :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: M.I.T. docet!
      - Scritto da: Anonimo
      Per chi non lo sapesse ricordo che il
      prestigioso Massachusset Institute of
      Technology, uno dei centri di eccellenza
      mondiale, ha deciso di creare un grande
      archivio on-line gratuito con il materiale
      di tutti i suoi corsi di laurea e dottorato.Ci sono delle differenze rilevanti, in realtà. L'iniziativa di cui si parla riguarda l'istruzione liceale, non gli studi accademici.Tuttavia si può fare qualche considerazione sensata anche in merito a questo. Il problema dei materiali nei corsi universitari, presente anche oltreoceano, da noi è endemico. Alzi la mano chi non si è mai trovato a preparare un esame su "dispense" scritte coi piedi, mentre da libri di testo costosi (che da noi sono spesso stati scritti in modo eccessivamente astratto ed involuto per un malinteso "recupero di selettività") si prendevano al massimo uno, due capitoli. Che all'atto pratico si traduce spesso in una mole di fotocopie da terzomondo, con la prospettiva di perdersi quasi sicuramente qualche dimostrazione improvvisata all'ultimo minuto o metodologie esemplificative che poi finivano regolarmente per essere centrali nell'esame scritto.Fortunatamente in USA i testi non mancano, per ogni livello qualitativo, e c'è una forte tendenza alla razionalizzazione (si modella il corso sui contenuti del testo di riferimento, che dal canto loro sono organizzati in modo più modulare). Al MIT o al Caltech, semmai, hanno un altro tipo di problema: spesso i libri non ci sono ancora, visto il livello di innovazione ed il costante progresso tecnologico !
      Mi auguro che l'iniziativa trovi terreno
      fertile :-)Me lo auguro anch'io, a tutti i livelli. L'aderenza dei corsi al materiale scritto, chiaro e di buona qualità, è straordinariamente importante. Meglio se tale materiale diviene di pubblico dominio, almeno per quanto attiene gli argomenti dei corsi. Ciò vale anche nella prospettiva di iniziative tipo Nettuno o le lauree online del Politecnico, ad esempio.
  • Anonimo scrive:
    Fatti due conti ....
    Ho provato a stimare cosa costerebbe ad una classe di 20/30 alunni stamparsi la propria copia del libro nel caso di disponibilità di un testo telematico.Facendo dei conti approssimativi per esagerazione che comprendono i costi dell'acquisto stampante (laser ovviamente), toner, carta, rilegazione siamo intorno ai 5/10 ? per copia, a secondo del nuomero di pagine. I costi si raddoppiano se vogliamo una stampa a colori (sempre laser ovviamente). Questo in previsione di un fai da te ovviamente, non ho preso in considerazione l'eventualità di un apporto professionale da parte di chi fa ciò per mestiere, e nemmeno ho considerato eventuali vantaggi "scappatoie" derivanti dall'utilizzo di un sistema simile (tipo stampare solamente quello che serve, stampare a colori solo zone dedicate appositamente alle immagini, ecc.. ecc..).CM
  • Anonimo scrive:
    Bella roba
    «un manuale che offra un'"informazione storica essenziale" accanto ad una "scelta antologica vasta"».Bravi, il manuale fai-da-te è uno degli ultimi passi verso la trasformazione definitiva del sistema scolastico italiano in una gigantesca succursale di una scuola per corrispondenza. Solo una domanda rapida: oggi l'italiano, domani la storia. Gli sfaceli ed i milioni di morti causati da Stalin, Tito, Honecker, Ceausescu, Pol Pot, Ho Chi Min, Castro e quell'assassino sanguinario di Guevara rientreranno mai nel concetto di "informazione storica essenziale" di gente sul cui sito «...trovano spazio anche critiche alla guerra delle major contro chi scarica musica o ai brevetti sulle sementi da parte delle multinazionali della genetica.» ? Tanto per curiosità.........
    • Anonimo scrive:
      Re: Bella roba
      - Scritto da: Anonimo
      «un manuale che offra un'"informazione
      storica essenziale" accanto ad una "scelta
      antologica vasta"».
      Bravi, il manuale fai-da-te è uno degli
      ultimi passi verso la trasformazione
      definitiva del sistema scolastico italiano
      in una gigantesca succursale di una scuola
      per corrispondenza.

      Solo una domanda rapida: oggi l'italiano,
      domani la storia. Gli sfaceli ed i milioni
      di morti causati da Stalin, Tito, Honecker,
      Ceausescu, Pol Pot, Ho Chi Min, Castro e
      quell'assassino sanguinario di Guevara
      rientreranno mai nel concetto di
      "informazione storica essenziale" di gente
      sul cui sito «...trovano spazio anche
      critiche alla guerra delle major contro chi
      scarica musica o ai brevetti sulle sementi
      da parte delle multinazionali della
      genetica.» ? Tanto per curiosità.........
      TI SEI DIMENTICATO BENITO MUSSOLINI E ADOLF HITLER? UN CASO?
      • Anonimo scrive:
        Re: Bella roba
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        «un manuale che offra un'"informazione

        storica essenziale" accanto ad una "scelta

        antologica vasta"».

        Bravi, il manuale fai-da-te è uno degli

        ultimi passi verso la trasformazione

        definitiva del sistema scolastico italiano

        in una gigantesca succursale di una scuola

        per corrispondenza. Come se avere il libro comprato dal libraio cambiasse la tendenza a politicizzare la scuola, in un verso o nell'altro. Illuso.
        • Anonimo scrive:
          Re: Bella roba
          - Scritto da: Anonimo

          Come se avere il libro comprato dal libraio
          cambiasse la tendenza a politicizzare la
          scuola, in un verso o nell'altro. Illuso.Il problema qualitativo e il peer review editoriale è una cosa. L'aspetto politico-ideologico è un'altra, anche se vanno a finire entrambi nello stesso libro. Quanto alla politica, dopo trenta anni di esagerazioni unidirezionali, sarebbe anche ora di cambiare musica: spoil system, non ce lo facciamo insegnare dagli inglesi. Noi avevamo l'impero romano quando quelli non conoscevano neppure il sapone, ora siamo costretti a elemosinare da Albione scampoli di intelligenza democratica nella giustizia, nel bipolarismo politico o nel sistema amministrativo. Un bel salto all'indietro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bella roba
        No...non credo proprio se li sia dimenticati....Ha solo nominato qualche personaggio storico al quale molti...se non tutti i libri di storia non danno molto spazio o solo un posto di nicchia....Forse Stalin ha mandato milioni di persone in vacanza in siberia???mah...non credo proprio....Mussolini e Hitler sono ampiamente documentati nei libri di storia...e questo penso sia sacrosanto...visto che la gente non deve dimenticare....Ma non si deve dimenticare anche cosa ha fatto certa gente che si ergeva a simbolo del comunismo...Quindi penso che la cosa migliore sarebbe dare uguale spazio a personaggi che hanno segnato la storia....Molti libri di storia infatti non tentano nemmeno di dare una visione globale della storia....ma ne danno solo una visione di parte....
      • gian_d scrive:
        Re: Bella roba
        - Scritto da: Anonimo
        Peccato però che su stalin c'erano sei
        righe, le foibe invece erano solo sul libro
        di geografia e la documentazione su "che"
        guevara consisteva solo nelle magliette di
        qualche sconvolto fricchettone. E' un po'
        poco per gente che ha fatto assai peggio di
        hitler.Che Guevara ha fatto assai peggio di Hitler? lasciamo perdere Stalin, ma mettere nello stesso calderone una sfilza di nomi "dell'altra sponda" (accomunati solo nel tuo immaginario) lascia un po' il tempo che trova.Secondo te nei libri di storia Hitler e Che Guevara dovrebbero avere lo stesso spazio? Fai una cosa, citami le fonti su cui ti sei documentato perché a me sfuggono parecchie cose nnaggia ai libri di storia ;-)Un'altra cosa: forse parlerò in chissà quale lingua sconosciuta, ma la storia non la impari dai libri. Al contrario, dai libri puoi imparare a leggere e a saper documentarti interpretando adeguatamente la fonte usando le tue capacità. Se invece ti limiti a prendere per oro colato quello che ti passa il libro di storia (e lì ti fermi) o il tuo quotidiano preferito (e lì ti fermi) o il telegiornale della sera (e lì ti fermi), forse dovresti fare un esame di coscienza, n'est pas?
        • gian_d scrive:
          Re: Bella roba
          - Scritto da: Anonimo
          Ah, dimenticavo una cosa: io sono di destra!sinceramente, ha qualche importanza? essere di destra non implica negare quello che ha significato Hitler come essere di sinistra non implica negare quello che ha fatto Stalin. Che uno abbia causato più morti dell'altro per quel che mi riguarda non ha molta importanza: sonto due piaghe dell'umanità e due tristi capitoli della storia e giustificarle in nome di un'ideologia o di un'improbabile par condicio storica è solo faziosità.I nostri libri di storia danno un maggior peso a Hitler perché il nazismo e la II guerra mondiale hanno avuto un peso molto più incisivo nella nostra storia nazionale di quanto lo abbiano fatto Stalin e la guerra fredda. E' inevitabile che i pesi sui libri di storia siano differenti, in ogni caso non mi sembra che allo stalinismo siano state dedicate solo sei righe.
          • Anonimo scrive:
            Re: Bella roba
            - Scritto da: gian_d

            - Scritto da: Anonimo


            Ah, dimenticavo una cosa: io sono di
            destra!

            sinceramente, ha qualche importanza? essere
            di destra non implica negare quello che ha
            significato Hitler come essere di sinistra
            non implica negare quello che ha fatto
            Stalin. Che uno abbia causato più morti
            dell'altro per quel che mi riguarda non ha
            molta importanza: sonto due piaghe
            dell'umanità e due tristi capitoli della
            storia e giustificarle in nome di
            un'ideologia o di un'improbabile par
            condicio storica è solo faziosità.

            I nostri libri di storia danno un maggior
            peso a Hitler perché il nazismo e la II
            guerra mondiale hanno avuto un peso molto
            più incisivo nella nostra storia nazionale
            di quanto lo abbiano fatto Stalin e la
            guerra fredda. E' inevitabile che i pesi sui
            libri di storia siano differenti, in ogni
            caso non mi sembra che allo stalinismo siano
            state dedicate solo sei righe.Anche questa volta, accidenti!, sono d' accordo con te. ;-)Ciao, Gian. :-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Bella roba
          - Scritto da: gian_d

          Un'altra cosa: forse parlerò in chissà quale
          lingua sconosciuta, ma la storia non la
          impari dai libri. Al contrario, dai libri
          puoi imparare a leggere e a saper
          documentarti interpretando adeguatamente la
          fonte usando le tue capacità.Stiamo parlando di ragazzini di sedici anni a cui vanno in mano sti libri, non di gente scafata. Tu avevi quelle capacità a sedici anni ? Beato te. Io no, studiavo il libro e ascoltavo la prof come tutti, certo non potevo andare a cercarmi i documenti alle fonti. e non me ne fregava neanche nulla a quell'età. Certe cose le ho potute capire solo dopo, molto dopo e con parecchio sforzo per liberarmi da tanti preconcetti che mi avevano messo in testa.
          • gian_d scrive:
            Re: Bella roba
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: gian_d



            Un'altra cosa: forse parlerò in chissà
            quale

            lingua sconosciuta, ma la storia non la

            impari dai libri. Al contrario, dai libri

            puoi imparare a leggere e a saper

            documentarti interpretando adeguatamente
            la

            fonte usando le tue capacità.

            Stiamo parlando di ragazzini di sedici anni
            a cui vanno in mano sti libri, non di gente
            scafata. Tu avevi quelle capacità a sedici
            anni ? Beato te. Io no, studiavo il libro e
            ascoltavo la prof come tutti, certo non
            potevo andare a cercarmi i documenti alle
            fonti. e non me ne fregava neanche nulla a
            quell'età.
            Certe cose le ho potute capire solo dopo,
            molto dopo e con parecchio sforzo per
            liberarmi da tanti preconcetti che mi
            avevano messo in testa.Touché. Hai posto una questione decisamente brillante. Vuoi una risposta? no, non avevo quelle capacità a sedici anni, anzi devo dire che la storia è una materia che ho sempre odiato e solo 20 anni dopo mi sono preso la briga di riprendere in mano i miei vecchi libri del liceo e rileggermeli come si fa con un romanzo avvincente. E sul modo in cui interpreto oggi la storia non hanno avuto alcuna influenza i miei vecchi insegnanti. Ricordo di avere avuto insegnanti di sinistra, insegnanti di destra, ainsegnanti *apparentemente* qualunquisti. In tutti i casi posso dire di stimare alcune persone e altre no, indipendentemente dalla loro estrazione politica più o meno palesata.Se leggere certe impostazioni a 16 anni, con la testa infarcita di nuovi stimoli-slogan-idee, come è inevitabile per tutti noi, può portare ad una certa reazione, rifarlo a 35-40 anni cambia tutto. Se hai la capacità di interpretare un libro a quel punto sei in grado di valutare direttamente anche una versione "più o meno manipolata" della storia. A 16 anni avrei potuto leggere un vecchio testo di storia scritto in pieno regime fascista e liquidarlo in poco tempo con una conclusione del tipo "sono tutte cazzate scritte dal potere fascista". Ora penso di avere gli strumenti per leggere contemporaneamente la versione di un testo di qualsiasi estrazione sapendo dare il giusto peso (nell'ambito dei miei limiti e della mia soggettività naturalmente) ad un resoconto storico.Questa "evoluzione" mi ha consentito di inquadrare, sempre facendo un esempio, il periodo storico fascista con una diversa prospettiva cogliendo anche aspetti che ritengo positivi di quell'epoca e di quel regime. Nello stesso tempo mi rendo perfettamente conto di cosa hanno significato gli aspetti negativi (e sono tanti) del fascismo.IMHO, la scuola non deve fornire una versione della storia, anche se è inevitabile che chi scrive il libro o l'insegnante finisca per metterci qualcosa di suo. Deve fare un resoconto il più possibile sterile (sempre con la riserva dell'impossibilità di un'obiettività al 100%) ma nello stesso tempo deve far sviluppare le capacità di documentarsi autonomamente. Se la scuola non riesce a fare questo allora è il fallimento. In ogni modo diffido di chi butta la questione sul "riscriviamo la storia". La storia non si riscrive, si può solo manipolarla. Pretendere di farlo a scuola è la cosa peggiore che possa fare un sistema politico. Però "mi si consenta" di affermare che la scuola pubblica, proprio per la sua natura, comprende insegnanti di tutte le estrazioni politiche e proprio per questo è in grado di garantire quella pluralità d'idee che è alla base di ogni società democratica. A questo punto il libro di testo ha un'importanza marginale: se fai in modo che un ragazzo impari a ragionare con la propria testa allora stai costruendo la democrazia e il pluralismo, se invece fai in modo che un ragazzo ragioni con la testa di altri allora stai facendo la cosa peggiore che possa fare la scuola, plagiare le menti.Complimenti per il tuo intervento, breve ma efficace ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Bella roba

      Solo una domanda rapida: oggi l'italiano,
      domani la storia. Gli sfaceli ed i milioni
      di morti causati da Stalin, Tito, Honecker,
      Ceausescu, Pol Pot, Ho Chi Min, Castro e
      quell'assassino sanguinario di GuevaraComincia tu a studiare la storia invece di parlare di cose troppo grandi per te.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bella roba
        Ci mancava il solito decerebrato da centro sociale. Torna a giocare con le formine, vai idiota, e non rispondere a vanvera a gente che ti può mangiare vivo, culturalmente parlando.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bella roba
      - Scritto da: Anonimo
      «un manuale che offra un'"informazione
      storica essenziale" accanto ad una "scelta
      antologica vasta"».
      Bravi, il manuale fai-da-te è uno degli
      ultimi passi verso la trasformazione
      definitiva del sistema scolastico italiano
      in una gigantesca succursale di una scuola
      per corrispondenza. E' la divulgazione del sapere. Dovrebbe essere un obbligo in societa' "evolute". Purtroppo ci sono anche i meschini, arpionati alla propria cattedra che tengono ben stretto il loro sapere per non perdere quel piccolo potere che gliene deriva.Quelli sono ben contrari alla divulgazione e urlano allo "scandalo della scuola per corrispondenza".Tu sei uno di quelli !!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Bella roba
        - Scritto da: Anonimo

        E' la divulgazione del sapere.
        Dovrebbe essere un obbligo in societa'
        "evolute". Purtroppo ci sono anche i
        meschini, arpionati alla propria cattedra
        che tengono ben stretto il loro sapere per
        non perdere quel piccolo potere che gliene
        deriva.
        Quelli sono ben contrari alla divulgazione e
        urlano allo "scandalo della scuola per
        corrispondenza".
        Tu sei uno di quelli !!!Mai avuto cattedre, grazie. Chi sa fa, chi non sa insegna, gli inidonei ai concorsi vanno all'isef o fanno i politici e i manager.Ma ne abbiamo le palle piene di quelli che con la scusa della "libera divulgazione" mettono in giro cazzate immani come queste:http://space.tin.it/scienza/repalmie/secondofronte.htmLa questione è qualitativa, innanzitutto. Referee assessment, controlli editoriali, verificabilità delle fonti vengono automaticamente a sparire nel fai-da-te, lo dimostra l'osservazione e la mentalità dichiaratamente anarcoide-rivoluzionaria di alcuni promotori di certe iniziative, che diventano spesso facili scorciatoie rispetto alle normali gerarchie. E' un'idiozia pura e semplice sperare che tutto ciò che è "gratis" e "libero" sia anche buono, anzi ottimo......
        • gian_d scrive:
          Re: Bella roba
          - Scritto da: Anonimo
          La questione è qualitativa, innanzitutto.
          Referee assessment, controlli editoriali,
          verificabilità delle fonti vengono
          automaticamente a sparire nel fai-da-te, lo
          dimostra l'osservazione e la mentalità
          dichiaratamente anarcoide-rivoluzionaria di
          alcuni promotori di certe iniziative, che
          diventano spesso facili scorciatoie rispetto
          alle normali gerarchie.
          E' un'idiozia pura e semplice sperare che
          tutto ciò che è "gratis" e "libero" sia
          anche buono, anzi ottimo......chi ti risponde ha fatto qualche mese fa da valutatore per un libro di testo in fase di produzione. posso dirti tranquillamente che ho fatto il mio "lavoro" in modo diligente [senza vedere una lira peraltro] indicando punti deboli e dando suggerimenti, le stesse cose che farei per un libro gratuito messo on line da qualsiasi collega. Anzi, lo farei molto più volentieri perché vedo in un'iniziativa del genere molte più potenzialità di un mazzo di carta stampata messo in commercio per 3-4 anni per essere poi sostituito da un altro mazzo di carta stampata che non fa altro che riproporre gli stessi contenuti con il taglia e incolla e qualche correzione qua e là.chi ti risponde ti potrebbe citare un lungo elenco di libri di testo pieni di strafalcioni [per non parlare di valenza a fini didattici], gli stessi strafalcioni che sono sfuggiti ai tuoi "assessment", ai tuoi "controlli editoriali", alla tua verificabilità delle fonti. o sei un editore o sei un autore o non hai mai letto attentamente un libro di testo scolastico per fare queste affermazioni. chi ti dice che chi lo fa gratuitamente ci metta meno impegno? io sono convinto proprio del contrario
        • Anonimo scrive:
          Re: Bella roba
          Ma ne abbiamo le palle piene di quelli che
          con la scusa della
    • paulatz scrive:
      Re: Bella roba
      - Scritto da: Anonimo
      «un manuale che offra un'"informazione[ stracut ]
      genetica.» ? Tanto per curiosità.........
      Se li vuoi ce li puoi mettere.
  • Elwood_ scrive:
    Una domanda. con forse una risposta????
    I ragazzi portano una serie pesantissima di tomi da casa a scuola e viceversa.perchè invece di fare accordi con la Microsoft la moratti non pensa a questo problema?Si potrebbe ad esempio usare i PDF o dei formati magari simili da portare con un solo cd e leggibili dai computer.Con i computer?La moratti e quell'altra testa d'uovo al ministero dell'innovazione, invece di dare 175 euro per un computer, lanciano una proposta, regalate il vecchio computer alla vostra scuola, per rendere la vita ai vostri figli meno pesante:Basta un vecchio Pentium mmx, la scuola li mette a disposizione delle scuole che ne facciano richiesta da mettere sul banco di classe, e invece dei libri, portano i cd con il pdf o formato simile.Cominciamo con quelli delle elementari, che e delle medie che sentono il peso della culturaCD-ROMMAMENTE VOSTRO ELWOOD
    • Anonimo scrive:
      Re: Una domanda. con forse una risposta?


      Si potrebbe ad esempio usare i PDF o dei
      formati magari simili da portare con un solo
      cd e leggibili dai computer.
      Con i computer? secondo me non vedremo mai i libri in formato pdf,gli editori hanno troppa paura delle copie pirata.
    • gian_d scrive:
      Re: Una domanda. con forse una risposta?
      - Scritto da: Elwood_[cut]
      CD-ROMMAMENTE VOSTRO ELWOODpurtroppo la realtà che prospetti è una mera utopia. Le scuole non hanno un sufficiente numero di pc per garantire un'attività di questo tipo, molte famiglie non hanno il pc o hanno un pc "con internet incorporato" giusto perché l'hanno acquistato come una qualsiasi lavatrice o frigorifero. E molti insegnanti non sarebbero in grado di gestire una realtà di questo tipo.Chissà, forse tra 200 anni può andare diversamente ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Una domanda. con forse una risposta?
        non esageriamo adesso...un libro in pdf si puo' STAMPARE
        • gian_d scrive:
          Re: ops
          - Scritto da: Anonimo
          non esageriamo adesso...un libro in pdf si
          puo' STAMPAREazz! è vero, ogni tanto mi capita di sconnettere i neuronistendete un velo pietoso sulla boiata che ho sparato prima ;-)
  • Anonimo scrive:
    Come dovrebbe essere...
    Libri di testo on-line sempre aggiornati con i contributi degli studenti coordinati dai docenti.Sopratutto perche' lo stipedio dei docenti e' pagato dalle tasse di tutti gli italiani che almeno questi possono fruire quando vogliono della conoscenza che pagano.Chissa' almeno se il figlio non vuole studiare potrebbe farlo il padre... on line. :-|
    • Anonimo scrive:
      Re: Come dovrebbe essere...
      chissa se il libro di storia online sara' obbiettivo o se sara di sinistra come tutti i libri di storia in commercio in italia?saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: Come dovrebbe essere...
        Utente scrisse:
        chissa se il libro di storia online sara' obbiettivo o se sara di
        sinistra come tutti i libri di storia in commercio in italia? Solita domanda da beota...Se ci sarà un libro che sarà considerato di "sinistra", allora quelli di "destra" ne faranno uno di "destra", no??Hamlet
      • Anonimo scrive:
        Re: Come dovrebbe essere...
        - Scritto da: Anonimo
        chissa se il libro di storia online sara'
        obbiettivo o se sara di sinistra come tutti
        i libri di storia in commercio in italia?
        saluti se la destra scrive libri di storia deve parlar bene di mussolini, non mi sembra il caso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come dovrebbe essere...
        non sai che sono quelli che vincono che scrivono la storia? L`ultima guerra e` stata vinta dagli Americani che in Italia hanno benedetto il governo democristiano per 50 anni, sono quindi loro che hanno scritto i libri di storia, infatti adesso Berlusconi e co. stanno provando a riscriverla.. se faranno in tempo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come dovrebbe essere...
        - Scritto da: Anonimo
        chissa se il libro di storia online sara'
        obbiettivo o se sara di sinistra come tutti
        i libri di storia in commercio in italia?
        salutiSi il forum dedicato ai libri di storia probabilmente sara' senz'altro il piu' "rovente" :-DMa quelli dedicati alla fisica, matemantica, informatica ecc... saranno senz'altro piu' utili.Comunque libri obbiettivi di storia non esisteranno mai si tende sempre ad interpretare il passato con gli occhi del presente e delle propria convenienza, personalmente non credo che esistano piu' ideologie.
  • Cavallo GolOso scrive:
    Ecco il Progresso.
    Ah! Finalmente.
  • logitech scrive:
    Ovviamente...
    ...ci mettono il pistolotto sulla scuola pubblica!L'idea di base comunque è buona.Non posso fare a meno di far notare a lor signori, che l'unica scuola veramente libera e pluralista è quella privata, perchè non ha nessuna regia centralizzata (nel senso che ogni scuola ha le sue idee, l'insieme delle scuole di diversa radice porta alla diversità di pensiero).
    • Anonimo scrive:
      Re: Ovviamente...
      - Scritto da: logitech
      ...ci mettono il pistolotto sulla scuola
      pubblica!Tu sei sicuramente stato ad una "squola" privata di quelle dove coi soldini la promozione e' garantita (e il risultato lo vediamo oggi in questo forum)
      L'idea di base comunque è buona.
      Non posso fare a meno di far notare a lor
      signori, che l'unica scuola veramente libera
      e pluralista è quella privata, perchè non ha
      nessuna regia centralizzata (nel senso che
      ogni scuola ha le sue idee, l'insieme delle
      scuole di diversa radice porta alla
      diversità di pensiero).La diversita' del pensiero sta nella nostra diversita' non certo nella scuola privata.Certo affermazioni che portano a concludere che il pensiero e' diverso non perche' e diverso chi pensa ma perche' e' privata la squola mettono in luce una capacita' di inventare "correlazioni" fantastiche e bizzarre che con la logica (se non con il pensiero) hanno poco a che spartire!caro il mio "logi"tech :-D
      • Anonimo scrive:
        Re: Ovviamente...
        - Scritto da: Anonimo

        Tu sei sicuramente stato ad una "squola"
        privata di quelle dove coi soldini la
        promozione e' garantita (e il risultato lo
        vediamo oggi in questo forum)Questo è quanto insegnano nella scuola pubblica ? Complimenti allora per il senso critico, l'accurata conoscenza della realtà e l'indagine statistica metodologicamente ineccepibile !
        La diversita' del pensiero sta nella nostra
        diversita' non certo nella scuola privata.Signori, costui "nacque imparato" e già dotato di totale autonomia di pensiero. All'età di anni sei commentava autonomamente l'intera produzione kantiana e il tractatus di Wittgenstein, aveva un quadro esatto degli ultimi 5-6 millenni di storia e recitava a memoria il Codice Civile.Se questi sono i risultati della scuola pubblica, siete e siamo (come nazione) decisamente messi male. La "diversità" individuale inizia ad emergere durante la formazione e la crescita culturale, quindi grazie alla sintesi tra le dotazioni cognitive individuali ed il COSA e COME viene presentato, ossia tra "materiale" fornito, assimilazione ed accomodamento secondo Piaget. L'autonomia critica e la diversità non è un apriori, testone, se non a livello di predisposizione e potenzialità. Pochi sfuggono realmente ad un martellamento ideologico fazioso e alla eterodirezione centralizzata che hanno fatto scempio della scuola pubblica dagli anni 70 in poi.Consiglio vivamente che tu studi qualche psicologo dell'età evolutiva e dei seri cognitivisti, come Maturana, Varela, Mingers, Piattelli Palmarini, prima di sparare idiozie ad alzo zero.
        Certo affermazioni che portano a concludere
        che il pensiero e' diverso Il pensiero di massa è invece straordinariamente livellato ed uniformato dal crollo verticale della qualità nell'insegnamento degli ultimi trenta anni, e dal ributtante orientamento politico-ideologico generale della classe insegnante politicizzata e sindacalizzata post-sessantottina. E i risultati si vedono, dall'analfabetismo generalizzato, a quel 62% di italioti che non leggono neppure un libro all'anno, all'incultura ed incapacità scientifica che vedono l'italietta agli ultimissimi posti nei raffronti con altri paesi industrializzati (e anche con molti NON industrializzati).Qualsiasi head hunter di provincia riconosce a trenta metri di distanza un deficiente uscito da un diplomificio privato, uno scaldabanchi da scuola pubblica "todos caballeros" e chi invece, pagando, ha studiato seriamente, con strumenti migliori, classi meno numerose, insegnanti più capaci e meglio motivati, con i propri ritmi e le proprie capacità, senza essere costretto a zoppicare penosamente su banalità rimasticate decine di volte al passo degli ultimi e dei più tardi, senza subire traumi nel passaggio ad una facoltà scientifica selettiva, rigorosa e prestigiosa. Questa è la qualità dell'istruzione privata, quella seria, che esiste e funziona a dispetto delle morbose fantasie di perdigiorno ondivaghi e difensori del pueblo unido da Hide Park.Il resto sono solo chiacchiere populiste da figli di sessantottini, a cui non è proprio bastata la sconfitta inflitta dalla Storia.
        • gian_d scrive:
          Re: Ovviamente...
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          Tu sei sicuramente stato ad una "squola"

          privata di quelle dove coi soldini la

          promozione e' garantita (e il risultato lo

          vediamo oggi in questo forum)

          Questo è quanto insegnano nella scuola
          pubblica ? Complimenti allora per il senso
          critico, l'accurata conoscenza della realtà
          e l'indagine statistica metodologicamente
          ineccepibile !


          La diversita' del pensiero sta nella
          nostra

          diversita' non certo nella scuola privata.

          Signori, costui "nacque imparato" e già
          dotato di totale autonomia di pensiero.
          All'età di anni sei commentava autonomamente
          l'intera produzione kantiana e il tractatus
          di Wittgenstein, aveva un quadro esatto
          degli ultimi 5-6 millenni di storia e
          recitava a memoria il Codice Civile.
          Se questi sono i risultati della scuola
          pubblica, siete e siamo (come nazione)
          decisamente messi male. La "diversità"
          individuale inizia ad emergere durante la
          formazione e la crescita culturale, quindi
          grazie alla sintesi tra le dotazioni
          cognitive individuali ed il COSA e COME
          viene presentato, ossia tra "materiale"
          fornito, assimilazione ed accomodamento
          secondo Piaget.
          L'autonomia critica e la diversità non è un
          apriori, testone, se non a livello di
          predisposizione e potenzialità. Pochi
          sfuggono realmente ad un martellamento
          ideologico fazioso e alla eterodirezione
          centralizzata che hanno fatto scempio della
          scuola pubblica dagli anni 70 in poi.
          Consiglio vivamente che tu studi qualche
          psicologo dell'età evolutiva e dei seri
          cognitivisti, come Maturana, Varela,
          Mingers, Piattelli Palmarini, prima di
          sparare idiozie ad alzo zero.


          Certo affermazioni che portano a
          concludere

          che il pensiero e' diverso
          Il pensiero di massa è invece
          straordinariamente livellato ed uniformato
          dal crollo verticale della qualità
          nell'insegnamento degli ultimi trenta anni,
          e dal ributtante orientamento
          politico-ideologico generale della classe
          insegnante politicizzata e sindacalizzata
          post-sessantottina. E i risultati si vedono,
          dall'analfabetismo generalizzato, a quel 62%
          di italioti che non leggono neppure un libro
          all'anno, all'incultura ed incapacità
          scientifica che vedono l'italietta agli
          ultimissimi posti nei raffronti con altri
          paesi industrializzati (e anche con molti
          NON industrializzati).

          Qualsiasi head hunter di provincia riconosce
          a trenta metri di distanza un deficiente
          uscito da un diplomificio privato, uno
          scaldabanchi da scuola pubblica "todos
          caballeros" e chi invece, pagando, ha
          studiato seriamente, con strumenti migliori,
          classi meno numerose, insegnanti più capaci
          e meglio motivati, con i propri ritmi e le
          proprie capacità, senza essere costretto a
          zoppicare penosamente su banalità
          rimasticate decine di volte al passo degli
          ultimi e dei più tardi, senza subire traumi
          nel passaggio ad una facoltà scientifica
          selettiva, rigorosa e prestigiosa. Questa è
          la qualità dell'istruzione privata, quella
          seria, che esiste e funziona a dispetto
          delle morbose fantasie di perdigiorno
          ondivaghi e difensori del pueblo unido da
          Hide Park.

          Il resto sono solo chiacchiere populiste da
          figli di sessantottini, a cui non è proprio
          bastata la sconfitta inflitta dalla Storia.OK, hai fatto sfoggio della tua immensa cultura e ti ringrazio a nome di tutti noi, poveri ignoranti, che non abbiamo avuto modo di studiare in uno dei tuoi paradisi e ancor meno comprarci un pezzo di carta in uno dei tanti diplomifici.Ti ringrazio, scusami se non posso citare altrettanti nomi come hai fatto tu, ma io sono reduce della scuola settantottina, la stessa scuola che mi ha insegnato a leggere, saper interpretare, saper far di conto, saper sviluppare in modo autonomo e produttivo il mio pensiero, di affrontare qualsiasi contesto nuovo basandomi semplicemente sulle mie capacità e sui modesti strumenti che la scuola pubblica mi ha fornito. Non ricordo nessuna poesia a memoria, nessun saggio a memoria, colpa della scuola che ho fatto. Purtroppo l'unica cosa che ho imparato è stata quella di usare autonomamente il mio cervello e la mia capacità di ragionare, non sono portato per le citazioni.Salutami il Prof. Petter, vista la tua approfondita cultura su Piaget, l'unico in grado di capire la psicologia dell'età evolutiva. Ciao Anomimo Acculturato
          • Anonimo scrive:
            Re: Ovviamente...
            - Scritto da: gian_d

            Purtroppo l'unica cosa che ho
            imparato è stata quella di usare
            autonomamente il mio cervello e la mia
            capacità di ragionare, non sono portato per
            le citazioni.Hai sprecato 175 parole per girare attorno al nulla. La tanto decantata capacità di ragionamento va dimostrata: il tuo post NON la dimostrava. Dava anzi per scontata una bestialità sulle differenze individuali che inverte la causa con l'effetto: certe differenze sono in massima parte una costruzione, frutto dei processi educativi e della loro qualità, su questo concordano praticamente tutti i cognitivisti con diritto di parola nella comunità scientifica. Inoltre, si deve rilevare ad ulteriore detrimento della tua farraginosa tesi che la scuola pubblica, con la sua malintesa missione sociale e con la costante defocalizzazione dagli obiettivi di profitto, tendenzialmente penalizza proprio i più capaci ed autonomi. Li costringe in classi non omogenee per rendimento, spesso soprannumerarie, a seguire il passo dei più "tardi", ritardando (nel migliore dei casi) lo sviluppo di una vera autonomia di pensiero, la valorizzazione del primato individuale nella riflessione e via di questo passo. Questo in linea del tutto generale e senza inciampare in penose incomprensioni sui quantificatori.L'innatismo delle differenze nel pensiero critico, nel tuo caso asserzione semplicemente strumentale alla minimizzazione degli abissi qualitativi che separano pubblico e privato, è una iperbole mai emersa neppure nei più aspri scontri verbali tra Eysenck (grandissimo ed illuminato Maestro) e Kamin. Mi dispiace per la citazione, ma tant'è: prima di illudersi di "ragionare" autonomamente è bene fare ampiamente i conti con chi ha detto, fatto, pensato assai prima e meglio di noi. Tentare di stigmatizzare come banali ipse dixit robusti riferimenti culturali e pretendere di sostituirli con pontificazioni apodittiche personali è un artificio dialettico assai poco valido, anche in un contesto dequalificato ed inadatto come il presente. Specialmente quando l'analisi si dimostra superficiale, carente, sbilanciata nel passaggio da una prospettiva generale al caso particolare e per giunta poco ragionata, quindi intrinsecamente in antitesi con le asserzioni iniziali.
          • gian_d scrive:
            Re: Ovviamente...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: gian_d



            Purtroppo l'unica cosa che ho

            imparato è stata quella di usare

            autonomamente il mio cervello e la mia

            capacità di ragionare, non sono portato
            per

            le citazioni.

            Hai sprecato 175 parole per girare attorno
            al nulla.
            La tanto decantata capacità di ragionamento
            va dimostrata: il tuo post NON la
            dimostrava. Dava anzi per scontata una
            bestialità sulle differenze individuali che
            inverte la causa con l'effetto: certe
            differenze sono in massima parte una
            costruzione, frutto dei processi educativi e
            della loro qualità, su questo concordano
            praticamente tutti i cognitivisti con
            diritto di parola nella comunità
            scientifica.

            Inoltre, si deve rilevare ad ulteriore
            detrimento della tua farraginosa tesi che la
            scuola pubblica, con la sua malintesa
            missione sociale e con la costante
            defocalizzazione dagli obiettivi di
            profitto, tendenzialmente penalizza proprio
            i più capaci ed autonomi. Li costringe in
            classi non omogenee per rendimento, spesso
            soprannumerarie, a seguire il passo dei più
            "tardi", ritardando (nel migliore dei casi)
            lo sviluppo di una vera autonomia di
            pensiero, la valorizzazione del primato
            individuale nella riflessione e via di
            questo passo. Questo in linea del tutto
            generale e senza inciampare in penose
            incomprensioni sui quantificatori.

            L'innatismo delle differenze nel pensiero
            critico, nel tuo caso asserzione
            semplicemente strumentale alla
            minimizzazione degli abissi qualitativi che
            separano pubblico e privato, è una iperbole
            mai emersa neppure nei più aspri scontri
            verbali tra Eysenck (grandissimo ed
            illuminato Maestro) e Kamin.
            Mi dispiace per la citazione, ma tant'è:
            prima di illudersi di "ragionare"
            autonomamente è bene fare ampiamente i conti
            con chi ha detto, fatto, pensato assai prima
            e meglio di noi.

            Tentare di stigmatizzare come banali ipse
            dixit robusti riferimenti culturali e
            pretendere di sostituirli con pontificazioni
            apodittiche personali è un artificio
            dialettico assai poco valido, anche in un
            contesto dequalificato ed inadatto come il
            presente. Specialmente quando l'analisi si
            dimostra superficiale, carente, sbilanciata
            nel passaggio da una prospettiva generale al
            caso particolare e per giunta poco
            ragionata, quindi intrinsecamente in
            antitesi con le asserzioni iniziali.Io avrò sprecato 175 parole (di tutto mi aspettavo tranne che le contassi), ma ho la vaga impressione che tu riesca a fare di meglio.Mi dispiace ma non riesco a capirti, sarà che non ho studiato psicologia evolutiva o semplicemente ho un vocabolario molto più povero del tuo.Contrariamente a quello che affermi non intendevo dimostrarti proprio nulla, mentre tu ti impegni per far sfoggio della tua cultura. Io non ho la tua cultura e anche se l'avessi non ne farei sfoggio. Potrei farti sfoggio della mia cultura tecnico-scientifica ma non m'interessa perché non m'interessa fare a gara a chi cita più nomi o assiomi o a chi usa un vocabolario più forbito.Un'altra cosa: chi ti ha detto che la scuola pubblica appiattisce ? io ho avuto la fortuna di studiare in una scuola pubblica che non ha mai annullato le mie propensioni, anzi, ci sono stati molti insegnanti che le hanno valorizzate. Non dico che sia sempre così, anzi, la scuola pubblica ha parecchi scheletri nell'armadio, sono il primo ad affermarlo. Però posso dirti in tutta franchezza che la scuola che prospetti tu sarebbe un danno per la società perché porterebbe ad un solo risultato: creare un'elite del sapere e del saper fare.Vorrei, inoltre, darti un consiglio: evita i linguaggi forbiti e le citazioni. Non voglio dilungarmi a spiegarti il perché, se la cultura che vuoi dimostrare di possedere serve a qualcosa sono sicuro che sei in grado di capirlo da solo, altrimenti fai la cosa giusta: segui il mio consiglio e basta. Un'ultima cosa: sono sicuro che giungerai alla conclusione che ho scritto aria fritta. Pazienza, il mio messaggio non ha colto l'obiettivo ;-)Ciao da un insegnante ignorante
          • Anonimo scrive:
            Re: Ovviamente... (spantegando)...
            - Scritto da: gian_d

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: gian_d





            Purtroppo l'unica cosa che ho


            imparato è stata quella di usare


            autonomamente il mio cervello e la mia


            capacità di ragionare, non sono portato


            per le citazioni.



            Hai sprecato 175 parole per girare attorno

            al nulla.

            La tanto decantata capacità di

            ragionamento

            va dimostrata: il tuo post NON la

            dimostrava. Dava anzi per scontata una

            bestialità sulle differenze individuali

            che inverte la causa con l'effetto: certe

            differenze sono in massima parte una

            costruzione, frutto dei processi

            educativi e della loro qualità, su questo

            concordano praticamente tutti i cognitivisti

            con diritto di parola nella comunità

            scientifica.

            Inoltre, si deve rilevare ad ulteriore

            detrimento della tua farraginosa tesi che

            la scuola pubblica [omissis]

            Questo in linea del tutto generale e senza

            inciampare in penose

            incomprensioni sui quantificatori.

            [omissis]

            L'innatismo delle differenze nel pensiero

            critico, nel tuo caso asserzione

            semplicemente strumentale alla

            minimizzazione degli abissi qualitativi

            che separano pubblico e privato, è una

            iperbole

            mai emersa neppure nei più aspri scontri

            verbali tra Eysenck (grandissimo ed

            illuminato Maestro) e Kamin.

            Mi dispiace per la citazione, ma tant'è:

            prima di illudersi di "ragionare"

            autonomamente è bene fare ampiamente i

            conti con chi ha detto, fatto, pensato assai

            prima e meglio di noi.

            Tentare di stigmatizzare come banali ipse

            dixit robusti riferimenti culturali e

            pretendere di sostituirli con

            pontificazioni apodittiche personali è un

            artificio

            dialettico assai poco valido, anche in un

            contesto dequalificato ed inadatto come il

            presente. Specialmente quando l'analisi si

            dimostra superficiale, carente,

            sbilanciata

            nel passaggio da una prospettiva generale

            al caso particolare e per giunta poco

            ragionata, quindi intrinsecamente in

            antitesi con le asserzioni iniziali.

            Io avrò sprecato 175 parole (di tutto mi
            aspettavo tranne che le contassi), ma ho la
            vaga impressione che tu riesca a fare di
            meglio.
            Mi dispiace ma non riesco a capirti, sarà
            che non ho studiato psicologia evolutiva o
            semplicemente ho un vocabolario molto più
            povero del tuo.
            Contrariamente a quello che affermi non
            intendevo dimostrarti proprio nulla, mentre
            tu ti impegni per far sfoggio della tua
            cultura. Io non ho la tua cultura e anche se
            l'avessi non ne farei sfoggio. Potrei farti
            sfoggio della mia cultura tecnico-scientifica
            ma non m'interessa
            perché non m'interessa fare a gara a chi
            cita più nomi o assiomi o a chi usa un
            vocabolario più forbito.


            Vorrei, inoltre, darti un consiglio: evita i
            linguaggi forbiti e le citazioni. Non voglio
            dilungarmi a spiegarti il perché, se la
            cultura che vuoi dimostrare di possedere
            serve a qualcosa sono sicuro che sei in
            grado di capirlo da solo, altrimenti fai la
            cosa giusta: segui il mio consiglio e basta.
            [omissis]

            Ciao da un insegnante ignoranteTroppo modesto, Gian ;-)Concordo invece pienamente sulla lezionedi stile che hai dato al tuo "dotto" interlocutore.L' eccessivo sfoggio di cultura, per giunta nella sede non appropriata, puzza di "spantegamento"(io sono un po' ignorantozzo, ma forse qualcuno che può più di me potrà spiegare meglio questo arduo concetto).Hai tutta la mia stima, Gian! :-)
          • gian_d scrive:
            Re: Ovviamente... (spantegando)...
            - Scritto da: Anonimo
            Troppo modesto, Gian ;-)non è modestia, è la verità: la mia cultura generale non è in grado di mettere in mostra una lista di nomi fine a se stessa o di costruire periodi coloriti, belli da leggere ma semplicemente belli e basta.Se una valutazione si basa esclusivamente sull'estetica del linguaggio allora sono un ignorante perché io mi preoccupo solo della concretezza dei contenuti.

            Hai tutta la mia stima, Gian! :-)thanks, troppo buono :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: Ovviamente...
            - Scritto da: gian_d

            Contrariamente a quello che affermi non
            intendevo dimostrarti proprio nulla, mentre
            tu ti impegni Questa discussione sulla forma è decisamente oziosa e fuorviante.Il problema è che ti sei banalmente fermato alla superficie, il che è un'ottima scusa per non cogliere il contenuto, di cui la precisione di linguaggio e le incidentali citazioni sono parte integrante - per evitare di scrivere degli inutili romanzi in questa sede. Se il mio ti pare "impegno" e "sfoggio" dovresti alzare un po' i tuoi standard. Uno Zolla, un Guenon o un Evola, o magari un Bloom ci metterebbero poche pagine a dimostrarti cos'è veramente un fuoco ininterrotto di erudizione fine a sè stessa, sfoggiata con sicurezza e nonchalance in almeno una mezza dozzina di lingue arcaiche e moderne. Più prosaicamente, diciamo che non hai niente di sensato e coerente da rispondere in merito all'affermazione originaria sulle "differenze", o non ti interessa entrare nel merito.Nulla quaestio.
            Però posso dirti in tutta
            franchezza che la scuola che prospetti tu
            sarebbe un danno per la società perché
            porterebbe ad un solo risultato: creare
            un'elite del sapere e del saper fare.Esistono elite meritocratiche in una società che aiuta e sprona gli ultimi, ma senza penalizzare inutilmente i migliori. Tali elite spontaneo-associative, tanto per citare Sartori, esistono ed esisteranno sempre: occorre avere il coraggio civile di riconoscere questa banale, basilare verità di fatto. Ci sono individui migliori di altri, più intelligenti, più laboriosi, più produttivi, più difficilmente sostituibili, e queste differenze ineliminabili meritano un sistema scolastico articolato e differenziato a sua volta. Democrazia e modernità significano anche, una buona volta, far sì che queste elite non siano informate a malintese "nobiltà di sangue", logiche di casta, nepotismi o inalienabili diritti di successione. Una scuola che "offra una possibilità" a tutti può essere fattibile solo con una severa strutturazione, con la consapevolezza che la società sana deve essere disposta ad accogliere, riconoscere e premiare i talenti dei capaci e meritevoli, indipendentemente dal censoe dalla condizione. Queste belle parole vanno tradotte in fatti, tramite modelli di qualità. Per questo alcune scuole private sono semplicemente un modello da imitare, nei limiti del possibile, eliminando nel contempo le barriere economiche che sembrano essere il principale oggetto del contendere.
          • gian_d scrive:
            Re: Ovviamente...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: gian_d



            Contrariamente a quello che affermi non

            intendevo dimostrarti proprio nulla,
            mentre

            tu ti impegni

            Questa discussione sulla forma è decisamente
            oziosa e fuorviante.hai ragione, infatti non mi pronuncio più

            Il problema è che ti sei banalmente fermato
            alla superficie, il che è un'ottima scusa
            per non cogliere il contenuto, di cui la
            precisione di linguaggio e le incidentali
            citazioni sono parte integrante - per
            evitare di scrivere degli inutili romanzi in
            questa sede. Se il mio ti pare "impegno" e
            "sfoggio" dovresti alzare un po' i tuoi
            standard. Uno Zolla, un Guenon o un Evola, o
            magari un Bloom ci metterebbero poche pagine
            a dimostrarti cos'è veramente un fuoco
            ininterrotto di erudizione fine a sè stessa,
            sfoggiata con sicurezza e nonchalance in
            almeno una mezza dozzina di lingue arcaiche
            e moderne. continui a parlarmi di "cervelli" che non fanno parte del mio quotidiano, che non conosco a causa della mia ignoranza.Cmq sono abituato a leggere direttamente quello che i tuoi "grandi" scrivono e a valutare con il mio pensiero. Le tue citazioni per quel che mi riguarda sono solo aria fritta .Postami la documentazione e poi ne riparliamo, ho visto fin troppe pubblicazioni scritte da presunti saccenti che basano le loro teorie su contesti particolari privi di ogni valenza scientifica o, ancor peggio, su banalissimi "ipse dixit". Puoi citarmi tutta la nomenclatura che ritieni opportuna, ma se non mi proponi alcun contenuto documentato stai solo propinando aria fritta.Visto che adori tanto le citazioni scendo al tuo livello con una citazione meno elegante: ti dicono qualcosa i secoli di ignoranza medievale fondati sull'abuso delle citazioni di un certo Aristotele? non mi dilungo oltre, sono sicuro che la tua "cultura" ti consente di capire a cosa mi riferisco.

            Più prosaicamente, diciamo che non hai
            niente di sensato e coerente da rispondere
            in merito all'affermazione originaria sulle
            "differenze", o non ti interessa entrare nel
            merito.
            Nulla quaestio.hai ragione, non ho cervelloni da citare, mi baso semplicemente sulla mia esperienza maturata sulla strada e come tale non ha alcuna voce in capitolo.
            Esistono elite meritocratiche in una società
            che aiuta e sprona gli ultimi, ma senza
            penalizzare inutilmente i migliori. dov'è questo paradiso? se ti riferisci agli obiettivi ti segnalo che questo è l'obiettivo della scuola pubblica in tutto il territorio nazionale. Se poi ci sono due o tre scuole private che garantiscono anche il raggiungimento di tale obiettivo ben vengano, ma tali scuole non saranno mai un modello estensibile a tutta la società.Ma questo non significa che debba distruggere tutto il resto, tu vuoi mantenere in vita solo le tue scuolette per figli di papà che per estrazione sociale riuscirebbero ad avere comunque ottimi risultati (non mi riferisco solo ai voti sulla pagella naturalmente) anche in una buona scuola pubblica.
            Tali
            elite spontaneo-associative, tanto per
            citare Sartori , esistono ed esisteranno
            sempre: occorre avere il coraggio civile di
            riconoscere questa banale, basilare verità
            di fatto .un altro che parla per verità di fatto. Ok, riconosco la tua verità, sono un fedele seguace di Socrate ;-)Una curiosità, puoi dirmi (ribadisco, sono ignorante):a) chi è o era Sartori b) cosa ha dettoc) cosa ha scrittosai, non mi fido di quello che tu mi dici, preferisco leggere direttamente
            Ci sono individui migliori di
            altri, più intelligenti, più laboriosi, più
            produttivi, più difficilmente sostituibili,
            e queste differenze ineliminabili meritano
            un sistema scolastico articolato e
            differenziato a sua volta.ergo? cosa proponi?

            Democrazia e modernità significano anche,
            una buona volta, far sì che queste elite non
            siano informate a malintese "nobiltà di
            sangue", logiche di casta, nepotismi o
            inalienabili diritti di successione. ergo? cosa proponi?
            Una scuola che "offra una possibilità" a
            tutti [cut]. Queste belle parole
            vanno tradotte in fatti, tramite modelli di
            qualità.ergo? cosa proponi?
            Per questo alcune scuole private
            sono semplicemente un modello da imitare,
            nei limiti del possibile, eliminando nel
            contempo le barriere economiche che sembrano
            essere il principale oggetto del contendere.
            ok, hai dimostrato che il tuo modello è valido. Allora? Diamo pure 300 euro al figlio del pastore che abita a 1 km da dove abito io, nell'agro di Villacidro (provincia Cagliari) in modo che possa pagarsi la retta per frequentare la più esclusiva scuola gestita dalla Confraternita delle Sorelle della Zia Misericordiosa di Mio Nonno in Carriola in quel di Monza. Ma che sto dicendo! apriamo una sede staccata in quel di Sardegna dove dico io in modo che quel ragazzo non debba affrontare chissà quali disagi per studiare fuori sede.Nel frattempo chiudiamo pure queste scuole pubbliche che non hanno fatto altro che incrementare l'analfabetismo generale portandolo a livelli peggiori di quelli che c'erano all'inizio del XX secolo.Ma in fondo, che ce ne frega, lasciamo pure una scuola d'elite, formiamo il cervello di pochi illuminati, quelli che in fondo dovranno prendere in mano le redini della società. Gli altri in fondo dovranno solo saper fare click su "Buy now", mandare un sms al cellulare, pagarsi la Peugeot PerVoi ultimo modello in comode 60 rate e rompere i testicoli il meno possibile.Scusa il basso livello del mio linguaggio ma ti ricordo che la scuola pubblica non mi ha formato in modo adeguato perciò non sono in grado di competere con Te e i tuoi eruditissimi saccentoni.
          • Anonimo scrive:
            Re: Evviva!!!!
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: gian_d



            Purtroppo l'unica cosa che ho

            imparato è stata quella di usare

            autonomamente il mio cervello e la mia

            capacità di ragionare, non sono portato
            per

            le citazioni.

            Hai sprecato 175 parole per girare attorno
            al nulla.
            La tanto decantata capacità di ragionamento
            va dimostrata: il tuo post NON la
            dimostrava. Dava anzi per scontata una
            bestialità sulle differenze individuali che
            inverte la causa con l'effetto: certe
            differenze sono in massima parte una
            costruzione, frutto dei processi educativi e
            della loro qualità, su questo concordano
            praticamente tutti i cognitivisti con
            diritto di parola nella comunità
            scientifica.

            Inoltre, si deve rilevare ad ulteriore
            detrimento della tua farraginosa tesi che la
            scuola pubblica, con la sua malintesa
            missione sociale e con la costante
            defocalizzazione dagli obiettivi di
            profitto, tendenzialmente penalizza proprio
            i più capaci ed autonomi. Li costringe in
            classi non omogenee per rendimento, spesso
            soprannumerarie, a seguire il passo dei più
            "tardi", ritardando (nel migliore dei casi)
            lo sviluppo di una vera autonomia di
            pensiero, la valorizzazione del primato
            individuale nella riflessione e via di
            questo passo. Questo in linea del tutto
            generale e senza inciampare in penose
            incomprensioni sui quantificatori.

            L'innatismo delle differenze nel pensiero
            critico, nel tuo caso asserzione
            semplicemente strumentale alla
            minimizzazione degli abissi qualitativi che
            separano pubblico e privato, è una iperbole
            mai emersa neppure nei più aspri scontri
            verbali tra Eysenck (grandissimo ed
            illuminato Maestro) e Kamin.
            Mi dispiace per la citazione, ma tant'è:
            prima di illudersi di "ragionare"
            autonomamente è bene fare ampiamente i conti
            con chi ha detto, fatto, pensato assai prima
            e meglio di noi.

            Tentare di stigmatizzare come banali ipse
            dixit robusti riferimenti culturali e
            pretendere di sostituirli con pontificazioni
            apodittiche personali è un artificio
            dialettico assai poco valido, anche in un
            contesto dequalificato ed inadatto come il
            presente. Specialmente quando l'analisi si
            dimostra superficiale, carente, sbilanciata
            nel passaggio da una prospettiva generale al
            caso particolare e per giunta poco
            ragionata, quindi intrinsecamente in
            antitesi con le asserzioni iniziali.Evviva!!!!! Gli asini volano!!!!!!!e........... finalmente sappiamo, con prove certe, a quali risultati portano.a) l'unica scuola veramente libera e pluralista è quella privata?Ma quando mai in questo mondo?Tu forse vieni da una realtà parallela?b) perché non ha nessuna regia centralizzata?Spiritosone!Sappiamo tutti, e sicuramente anche tu, che le scuole private, in tutto il mondo, in Italia come in Tibet, hanno un forte controllo religioso, ideologico, sociale, economico ecc..Potrei andare avanti così per il resto del tuo incantevole scritto, ma risulterei sicuramente noiosa e petulante.Sento il bisogno di soffermarmi brevemente su due punti:a) ho letto gli scritti del fu Piaget e non ricordo che abbia mai scritto niente che assomigliasse alla tua citazione.Sei sicuro di non aver commesso un errore?b) alcuni cognitivisti intorno agli anni 60' (che tu sembri non amare) hanno dimostrato che la logica è lo strumento usato dalla mente per trasformare il pensiero in linguaggio.Li conosci?La lettura dei classici è interessante, ma credo sia importante essere aggiornati anche sulle conoscenze più recenti!Se comunque non vuoi rinunciare ai classici, ti consiglio uno studio trasversale sugli scritti di Freud sul senso di realtà, ti prego evita le traduzioni di infima qualità, e cerca invece di dedicarti ad una lettura il più possibile vicina agli originali.
          • Anonimo scrive:
            Re: Evviva!!!!
            Mi pare che tu sia _parecchio_ confusa. Citi post non miei assieme a quanto ho scritto io. Mi attribuisci "citazioni" di Piaget, laddove ho semplicemente scritto di assimilazione ed accomodamento secondo Piaget - e questo, al di là di qualsiasi dubbio, l'ha scritto Piaget. Parli di modernità nel cognitivismo, dopo che ho citato e consigliato Eysenck, Maturana, Varela, Piattelli Palmarini, e (più bello ancora) vuoi impartirmi lezioni di logica (!)... ci fai o ci sei ?Consiglio: la prossima volta leggi con calma e quota appropriatamente i passaggi a cui intendi riferirti. Giusto per evitare indegni minestroni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ovviamente...
      Logitech, hai perso una buona occasione per stare zitto...ma vedrai te ne capiteranno ancora molte. Non disperare!
    • Santos-Dumont scrive:
      Re: Ovviamente...
      - Scritto da: logitech
      ...ci mettono il pistolotto sulla scuola
      pubblica!
      L'idea di base comunque è buona.
      Non posso fare a meno di far notare a lor
      signori, che l'unica scuola veramente libera
      e pluralista è quella privata, perchè non ha
      nessuna regia centralizzata (nel senso che
      ogni scuola ha le sue idee, l'insieme delle
      scuole di diversa radice porta alla
      diversità di pensiero).É esattamente il contrario. Gli insegnanti della scuola pubblica accedono all'incarico per concorso e senza discriminazione ideologica o di altra natura, mentre nelle scuole private sappiamo come vanno le cose...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ovviamente...
        - Scritto da: Santos-Dumont
        É esattamente il contrario. Gli insegnanti
        della scuola pubblica accedono all'incarico
        per concorso e senza discriminazione
        ideologica o di altra naturaDove ? Nel Liecthenstein forse......... in Italia la scuola pubblica è SEMPRE stata un serbatoio di voti e prebende per le sinistre sindacalizzate, inutile fare gli ipocriti e i santarellini. Prima delle SSIS i sindacati (IL sindacato) organizzava corsi preconcorsuali a pagamento "non obbligatori", nel senso in cui non è obbligatorio l'allarme se parcheggi l'automobile in un quartiere malfamato.Come poi sempre avviene nella PA, ci sono alcuni (pochi o tanti che siano) che si danno da fare per quattro e prendono maledettamente sul serio il proprio incarico, altri invece che lo interpretano come una sinecura da vivere pigramente fino alla pensione facendo il meno possibile. Stesso mix qualitativo di poste, ex-ferrovie, ministeri, (A)USL e burocrazie corporative varie, né più, né meno. Con l'aggravante che un impiegato del catasto nullafacente farà "solo" slittare di mesi o anni il disbrigo di cartacce più o meno inutili, borboniche ed autoreferenziali, mentre un insegnante incapace crea un danno culturale e cognitivo permanente ad individui che domani saranno cittadini votanti e paganti, e quindi in ultima analisi un danno alla collettività.La scuola privata (quelle vere, non quei quattro diplomifici per ricchi asini dell'immaginario collettivo) invece funziona esattamente come un'azienda: recluta i docenti migliori valutando le capacità, le Università di provenienza, gli interessi specifici e continua a valutare nel tempo il rendimento in modo sistematico. Asini a parte, che nelle scuole serie durano un trimestre indipendentemente dalla retta, chi sceglie certe scuole private compie una consapevole scelta di qualità, e pretende dei risultati. Gli insegnanti che non sanno fare il proprio mestiere, ergo, volano fuori. Come in qualsiasi azienda seria. Tutto ciò rappresenta bestemmie improponibili per il sistema pubblico, nel quale ogni meritocrazia è tabù e chi ricorda il costante, incoerente soprannumero dei docenti e la loro eventuale scarsa qualità viene messo alla berlina. Almeno in Italia, poi se vuoi parlare di un altro paese, discutiamone.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ovviamente...
          Suppongo dallo stile che sia tuo anche il messaggio dell' 1.31.Credo tu abbia fatto un'analisi corretta della situazione e come tutti quelli che nell'Italia di oggi si permettono di spiegare qualsiasi cosa senza veli di ipocrisia (il famoso "politicamente corretto") sarai tacciato dei più barbari crimini :-)))Hai la mia approvazione e quella di molti altri italiani che la pensano come te ma spesso non hanno il coraggio di dirlo in pubblico.P.S.Non me ne frega niente della destra e della sinistra, a me interessa come è una situazione nella realtà.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ovviamente...
            - Scritto da: Anonimo
            Suppongo dallo stile che sia tuo anche il
            messaggio dell' 1.31.
            Credo tu abbia fatto un'analisi corretta
            della situazione e come tutti quelli che
            nell'Italia di oggi si permettono di
            spiegare qualsiasi cosa senza veli di
            ipocrisia (il famoso "politicamente
            corretto") sarai tacciato dei più barbari
            crimini :-)))
            Hai la mia approvazione e quella di molti
            altri italiani che la pensano come te ma
            spesso non hanno il coraggio di dirlo in
            pubblico.

            P.S.
            Non me ne frega niente della destra e della
            sinistra, a me interessa come è una
            situazione nella realtà.Mi associo nell' approvazione (e nel P.S.)Luciano
    • Anonimo scrive:
      Re: Ovviamente...
      - Scritto da: logitech
      ...ci mettono il pistolotto sulla scuola
      pubblica!
      L'idea di base comunque è buona.
      Non posso fare a meno di far notare a lor
      signori, che l'unica scuola veramente libera
      e pluralista è quella privata,Certo: cosi' pluralista che il 90% delle scuole private sono gestite da preti!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ovviamente...
      - Scritto da: logitech
      ...ci mettono il pistolotto sulla scuola
      pubblica!
      L'idea di base comunque è buona.
      Non posso fare a meno di far notare a lor
      signori, che l'unica scuola veramente libera
      e pluralista è quella privataSarà... ma ragionando così si va sempre peggio. Se la pubblica non va bisogna fare il sederino a chi l'amministra. La scuola privata dev'essere un' opzione e non una necessità, magari con tanto di contributo statale. E` giusto pagare per avere qualcosa in più. Meno giusto pagare per non avere qualcosa in meno.
  • JP scrive:
    Bellissimo
    Trovo l'iniziativa fantastica.Strano che le case editrici non abbiano ancora offerto un servizio di abbonamento ai testi scolastici on-line, forse la paura è che il materiale elettronico venga poi diffuso illegalmente per la rete.
    • sandman scrive:
      Re: Bellissimo
      no, semplice miopia... se qualcuno volesse diffondere il materiale in rete, con uno scanner ed un OCR non ci si metterebbe molto, non credi? e via di winMX per carcare il libro di chimica dell'anno prossimo... certo che poi stampartelo ti verrebbe a costare di piu' che non l'originale...perche' invece le case non allegano al libro una versione elettronica 'cercabile'? perche' tanto il libro siamo costrettia comprarlo ugualmente...- Scritto da: JP
      Trovo l'iniziativa fantastica.
      Strano che le case editrici non abbiano
      ancora offerto un servizio di abbonamento ai
      testi scolastici on-line, forse la paura è
      che il materiale elettronico venga poi
      diffuso illegalmente per la rete.
  • s. scrive:
    Bella proposta, ma...
    ... chi paga?Per scrivere i testi, trovare le immagini, inserire in rete....Sono tutte cose che portano via tempo ed è immaginabile che questo lavoro possa essere svolto da volontari.I rischi che vedo sono:1 - l'iniziativa parte in quarta sull'onda dell'entusiasmo e dopo qualche mese naufraga tutto2 - i testi saranno unici per tutto il territorio nazionale, quindi gli insegnanti dovrebbero adottare un testo a scatola chiusa, con la possibilità (nemmeno tanto remota) che l'istruzione sia incanalata in una unica scuola di pensiero3 - se l'iniziativa è sostenuta dallo Stato si assisterebbe ad un probabile ulteriore carrozzone, con forse più svantaggi che vantaggiLa soluzione che invece vedo più percorribile è quella di un accordo tra stato e case editrici per limitare il numero delle edizioni e per smembrare i testi in tanti fascicoli, in modo che gli eventuali aggiornamenti possano essere sviluppati sui singoli fascicoli e non sull'opera intera (per esempio, la storia ha necessità di aggiornamento solo per l'attualità e non dai romani fino a Garibaldi)
    • RunningTruck scrive:
      Re: Come le valanghe !
      - Scritto da: s.
      ... chi paga?

      Per scrivere i testi, trovare le immagini,
      inserire in rete....

      Sono tutte cose che portano via tempo ed è
      immaginabile che questo lavoro possa essere
      svolto da volontari.Pensa a Linux !Anche scrivere un sistema operativo e tutto il software che ci gira sopra porta via un sacco di tempo, ma questo non significa che non lo si possa fare, un pezzo per volta, un po' per ciascuno. Magari ci vorranno dieci anni per avere testi abbastanza completi per tutti, ma si deve pur incominciare.
      I rischi che vedo sono:

      1 - l'iniziativa parte in quarta sull'onda
      dell'entusiasmo e dopo qualche mese naufraga
      tuttoNon ti preoccupare, queste cose non funzionano cosi', ma come le valanghe, partono piano, con pochi sostenitori, ma poi il giro si allarga (se c'e' interesse da parte della gente) e la cosa cresce sempre piu' fino a diventare inarrestabile.
      2 - i testi saranno unici per tutto il
      territorio nazionale, quindi gli insegnanti
      dovrebbero adottare un testo a scatola
      chiusa, con la possibilità (nemmeno tanto
      remota) che l'istruzione sia incanalata in
      una unica scuola di pensieroMa no ! Perche' mai ? Ci potranno essere diverse versioni alternative.Se un insegnante trova che il capitolo su Napoleone sia migliorabile, chi gli impedira' di scriverne uno alternativo ?Di nuovo, osserva come viene sviluppato Linux, non c'e' un unico programma per visualizzare le finestre, non c'e' un unico browser per Internet, non c'e' un unico programma di posta elettronica, ce ne sono diversi e l'utente finale e' libero di scegliere. Poi la selezione avviene da se, col tempo, rimangono solo i migliori.
      3 - se l'iniziativa è sostenuta dallo Stato
      si assisterebbe ad un probabile ulteriore
      carrozzone, con forse più svantaggi che
      vantaggiHai ragione, non dev'essere lo stato a gestire la cosa, dev'esserci un movimento spontaneo di volontari.Viva la scuola alla portata di tutti !
    • gian_d scrive:
      Re: Bella proposta, ma...
      - Scritto da: s.
      ... chi paga?

      Per scrivere i testi, trovare le immagini,
      inserire in rete....ti posso assicurare che sono in molti a farlo, magari non in rete, però si fa per un minimo di coscienza. e il tutto si basa sul volontariato: un insegnante non deve impegnare il suo tempo libero a scrivere opere, ma c'è chi lo fa per aiutare i propri studenti.Il fatto che poi il sito sia ospitato su supereva dice tutto.

      Sono tutte cose che portano via tempo ed è
      immaginabile che questo lavoro possa essere
      svolto da volontari.
      I rischi che vedo sono:

      1 - l'iniziativa parte in quarta sull'onda
      dell'entusiasmo e dopo qualche mese naufraga
      tuttoè probabile, io stesso sono stato coinvolto in un'esperienza del genere, ci ho lavorato per mesi in nome di un gruppo di progetto che era tale sulla carta, ma alla fine mi sono rotto perché ero da solo. Non mi sembra il caso di mettere il link ma se qualcuno è interessato glielo posso dare in pvt.

      2 - i testi saranno unici per tutto il
      territorio nazionale, quindi gli insegnanti
      dovrebbero adottare un testo a scatola
      chiusa, con la possibilità (nemmeno tanto
      remota) che l'istruzione sia incanalata in
      una unica scuola di pensieroesistono dei modelli adatti al contesto, non vorrei deviare il discorso, ma c'è la possibilità di usare la GNU FDL (Free Documentation License), per chi non lo sapesse una GPL specifica per gli e-book. Inutile dire che un modello del genere apre la possibilità di differenziare le versioni di una stessa opera rendendo un progetto aperto all'implementazione e nello stesso tempo garantire i crediti agli autori e a chi contribuisce all'implementazione.Ma forse è fantascienza....

      3 - se l'iniziativa è sostenuta dallo Stato
      si assisterebbe ad un probabile ulteriore
      carrozzone, con forse più svantaggi che
      vantaggilo stato non è interessato né sarebbe in grado di sostenere un'iniziativa del genere su larga scala. E' più una questione di mentalità che difficilmente prenderà strada secondo me

      La soluzione che invece vedo più
      percorribile è quella di un accordo tra
      stato e case editrici per limitare il numero
      delle edizioni e per smembrare i testi in
      tanti fascicoli, in modo che gli eventuali
      aggiornamenti possano essere sviluppati sui
      singoli fascicoli e non sull'opera interala suddivisione in fascicoli è già stata richiesta da qualche anno e diverse case editrici si sono orientate in questa direzione. In realtà ci sono delle fregature per l'utente finale. Faccio un esempio:a) costo dell'opera non fascicolata: 20 eurob) suddivisione dell'opera in 5 fascicoli del costo di 7 euro ciascunoAlcune case editrici impongono l'acquisto di tutti i fascicoli. Lo scopo dei fascicoli non sarebbe in questo caso quello di un risparmio per gli utenti quanto quello di alleggerire lo zainetto. Il risultato è che il libro costa di più con ovvii benefici per l'editore e fregatura per le famiglie
  • Anonimo scrive:
    Bella proposta, ma...
    Era ora che qualcuno pensasse a fare qualcosa di concreto contro il caro-libri invece che limitarsi a parlarne.E` ridicolo che ormai i libri cambino ogni anno e sia impossibile riciclare quelli degli anni passati.Ho paura pero` che a fronte di alcuni insegnati "illuminati" ce ne siano molti altri che non saranno d'accordo su questo sistema, probabilmente gli stessi che adottano ogni anno una revisione diversa dello stesso titolo o fanno comprare n libri facoltativi di cui poi utilizzano solo poche pagine. Sara` che sono "sponsorizzati" dalle case editrici?E queste ultime, non inizieranno una crociata contro questa forma di "pirateria" che erode il loro mercato? Magari prendendo esempio dalla RIAA?...a pensare male si fa peccato, ma il piu` delle volte ci si azzecca
    • Anonimo scrive:
      Re: Bella proposta, ma...
      Mia moglie è insegnante e conosco molti insegnanti; nulla mi ha mai dato la minima sensazione di qualsiasi forma di sponsorizzazione. Ricordati che anche i miei figli vanno a scuola e la maggior parte dei libri, quando posso,li compro usati. Sono sicuro che molti di lor vedranno con favore questa iniziativa e, se possibile, collaboreranno. La trovo semplicemente un'idea dirompente e fantastica, e, secondo me, in qualche casa editrice hanno , o avranno presto, i capelli dritti. (linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Bella proposta, ma...
      Secondo me è un'idea fantastica, come qualcuno ha detto non è che sia poi quella gran novità.. si poteva fare anche prima e non è mai stato fatto.. vedremo se rimarrà solo un idea sulla carta e verra poi sepolta sotto la logica degl'interessi degl'editori.. L'istruzione è un diritto fondamentale, e i costi che ha devono essere solo quelli dovuti per le strutture, i supporti e per le persone che ci lavorano, tutto il resto se può dev'essere gratuito e fruibile a tutti.
    • RunningTruck scrive:
      Re: Bella proposta, ma...
      Hai ragione, e' chiaro che c'e' dietro un business di grandi dimensioni che cerchera' di opporsi. E allora ? Non bisogna combatterlo ? C'e' una rivoluzione da fare e ci vorra' tempo perche' si attui, ma che dovremmo fare ? Rinunciare ?Mi fa talmente arrabbiare il sistema in vigore che rischio di straparlare.Mia figlia ha iniziato ora la scuola media.Migliaia di pagine comprate, e alla fine dell'anno mi chiedo quante ne avra' potute leggere veramente ?Noi siamo una famiglia che ama i libri e quindi potremmo anche apprezzarli, ma obbligare centinaia di migliaia di famiglie italiane a spendere 300 Euro di libri per la prima media e' eccessivo !La proposta di ScuolaOnLine e' sacrosanta ed anch'io cerchero' di aiutarli come potro'.
    • gian_d scrive:
      Re: Bella proposta, ma...
      - Scritto da: Anonimo
      Era ora che qualcuno pensasse a fare
      qualcosa di concreto contro il caro-libri
      invece che limitarsi a parlarne.Da anni ho usato dispense sulle mie materie, scritte da me. I motivi sono tanti, se qualcuno è interessato posso metterli in modo più approfondito in un altro post, cmq non ci vuole molto a immaginarlo: caro-libri, rapporto qualità/prezzo bassissimo, linguaggio spesso non adatto al target (insegnavo in un professionale per l'agricoltura), contenuti completamente staccati dalla realtà locale.Sul lato economico il divario è enorme: il costo delle fotocopie si aggira al massimo entro i 5 euro (e a chi aveva il computer fornivo direttamente il floppy con il file) contro un prezzo di 25-30 euro che di solito grava sui testi "tecnici". Per alcune materie poi l'offerta delle case editrici è improponibile e uno dovrebbe essere costretto ad acquistare 2-3 libri per un solo insegnamento e un solo anno scolastico! oppure acquistare libri di "tuttologia" dove i contenuti sono stringati allo stretto necessario senza alcuna utilità per approfondimenti, ecc.Ci sono colleghi che hanno pure sfruttato in passato il mio lavoro usando le mie dispense perché erano fatte bene . Qualcuno mi ha pure chiesto ma perché non ti metti a scrivere libri? . Risposta: scrivere un libro è alla portata di tutti, scrivere un buon libro è una prerogativa di pochi. preferisco non farlo Per farlo ho sempre rifiutato di adottare libri di testo ricorrendo a "scuse" del genere: non ho trovato nessun libro didatticamente valido, non sono stato contattato dalle case editrici, ecc.Spesso sono stato preso di mira per questa "strategia" del tipo "sei obbligato a fare un'adozione". Sembra che da qualche parte sia scritto che è illegale non adottare un libro di testo (=pizzo istituzionalizzato)
      E` ridicolo che ormai i libri cambino ogni
      anno e sia impossibile riciclare quelli
      degli anni passati.E' una tecnica consolidata delle case editrici: ti stravolgo la struttura del libro facendo una nuova edizione con gli stessi contenuti. Cambiano le pagine e molti insegnanti non hanno voglia di indicare le pagine da studiare su diverse edizioni. Il risultato è che alla fine lo studente che usa una vecchia edizione comprata all'usato si trova sempre in una situazione di svantaggio."Aprite a pagina...." non so se mi spiego ;-)Inutile dire che la nuova edizione costa sempre un pochino in più perché sono state messe quattro immagini in più o le schede di turno che non servono a un pif
      Ho paura pero` che a fronte di alcuni
      insegnati "illuminati" ce ne siano molti
      altri che non saranno d'accordo su questo
      sistema, probabilmente gli stessi che
      adottano ogni anno una revisione diversa
      dello stesso titolo o fanno comprare n libri
      facoltativi di cui poi utilizzano solo poche
      pagine. Sara` che sono "sponsorizzati" dalle
      case editrici?l'unica sponsorizzazione consiste nel saggio omaggio. la verità è che scrivere appunti o libri decenti costa in termini di tempo e molti, la maggior parte, non sono disposti a farlo. Inoltre c'è sempre il discorso che un insegnante non può proporre appunti suoi, deve obbligatoriamente adottare un libro ufficiale ;-)
      E queste ultime, non inizieranno una
      crociata contro questa forma di "pirateria"
      che erode il loro mercato? Magari prendendo
      esempio dalla RIAA?poco ma sicuro, cmq al momento è un fenomeno che non disturba le case editrici perché attualmente è marginale. Fanno molto più "danno" le fotocopiatrici ;-)
  • Anonimo scrive:
    dicono che sia illegale
    ho letto sul blog di pino scaccia, scritto da un commentatore, che sarebbe illegale...come mai?qualcuno ne sa qualcosa?concorrenza sleale?boh!ma a me non pare concorrenza : è gratis!
    • Anonimo scrive:
      Re: dicono che sia illegale
      Per niente !Per esempio, sulla Divina Commedia non esiste più il diritto d'autore, per cui se vuoi pubblicarla su carta o su internet puoi farlo liberamente.lo stesso vale per moltissimi altri autori .E' chiaro infine che i contenuti didattici dei libri on-line devono essere originali, cioè dei professori o autori che aderiscono all'iniziativa.Io magari mando al sito delle "pubblicazioni" didattiche mie, copyleft !Abbasso il "caro libri", viva i cari libri.
      • Anonimo scrive:
        Re: dicono che sia illegale
        - Scritto da: Anonimo
        Per niente !
        Per esempio, sulla Divina Commedia non
        esiste più il diritto d'autore, per cui se
        vuoi pubblicarla su carta o su internet puoi
        farlo liberamente.
        lo stesso vale per moltissimi altri autori .

        E' chiaro infine che i contenuti didattici
        dei libri on-line devono essere originali,
        cioè dei professori o autori che aderiscono
        all'iniziativa.

        Io magari mando al sito delle
        "pubblicazioni" didattiche mie, copyleft !

        Abbasso il "caro libri", viva i cari libri.BEN VENGA!!!ma fatelo sul serio, non solo parole qui ... parole scritte, ragionate e trasferite :)per esempio GRAMMATICA ITALIANAANALISI GRAMMATICALEANALISI LOGICALATINOGRECOGEOMETRIAANALISIStoria (li ci vorrebbe un forum ... la storia diventa politica in quattro e quattr'otto)Biologia e fisiologia per liceo scientifico (aggiornata !!! Finalmente!!!! aggiornata OGNI ANNO!!!)ChimicaGeologiaAstronomiaDiritto Manuale di disegno tecnico (tradizionale)Esercizi di tutte le disciplineGrammatica e metodo per INGLESE, TEDESCO, FRANCESEEserciziAnche un libro per educazione fisica! Perchè no? Tutto sullo stretching, i manuali di base degli sportMusica, teoria, esercizi, solfeggioUn sacco di esercizi per le elementariOpinioni, commenti e citazioni di professori riconosciuti come autorità viventi, che diano gratuitamente il proprio contributo, su opere prive di copyright, facenti parti della letteratura italiana!Fantastico.I promessi sposi e la divina commedia e anche l'Eneide!Certo, bisogna vedere se ci sono ancora i diritti sui traduttori e chi ha messo in prosa, sia per Eneide che per Iliade e Odissea.Che bello che sarebbe. In fondo i prof hanno un sacco di tempo e spesso tanta buona volontà ... ora hanno un mezzo collaborativo straordinario ... potrebbero organizzarsi con il wiki o con FileMaker e lavorare pompando alla grande!
    • gian_d scrive:
      Re: dicono che sia illegale
      - Scritto da: Anonimo
      ho letto sul blog di pino scaccia, scritto
      da un commentatore, che sarebbe illegale...

      come mai?

      qualcuno ne sa qualcosa?

      concorrenza sleale?
      boh!
      ma a me non pare concorrenza : è gratis!non c'è illegalità nella distribuzione di appunti o libri purché non ci sia alcuna violazione di copyright. questo significa che i contenuti e gli allegati grafici devono essere originali e prodotti dagli autori.E' invece illegale non adottare un libro di testo ufficiale anche se poi un insegnante intelligente trova le scappatoie a questa stupida imposizione.[PS] l'aggettivo "stupida" si riferisce al fatto che per il sistema scolastico non è importante adottare il miglior libro di testo, ma adottare un libro di testo. Non importa se il mercato non offre libri adatti al contesto, in ogni modo bisogna fare una scelta fra quello che passa il convento.
  • mkappa scrive:
    Link a sito....
    Non mi sembra però giusto che nel sito di cui si parla ci sia, causa sponsorizzazione, un link a un sito porno pieno di dialer.... (anche se la colpa però è di supereva che sponsorizza ste cavolate.... BAH)vedi screenshot::http://www.mkappa.com/scuolaonline.jpg...meglio se lo spostate!!!!
  • Anonimo scrive:
    Provate ad immaginare...
    Docenti che gia' da una vita, nelle universita' americane, offrono testi redatti da loro e dai loro studenti al mondo.Idea vecchia, ma speriamo che non rimanga solo un'idea :-|
    • Anonimo scrive:
      Re: Provate ad immaginare...
      - Scritto da: Anonimo
      Docenti che gia' da una vita, nelle
      universita' americane, offrono testi redatti
      da loro e dai loro studenti al mondo.

      Idea vecchia, ma speriamo che non rimanga
      solo un'idea :-|Beh... normalmente nelle università italiane si fa il contrario: i docenti fanno fare agli studenti in vista dell'esame delle tesine su degli argomenti specifici. Raccolte poi sufficenti tesine le mettono tutte insieme rimaneggiandole un po' e facendone un libro che poi pubblicano a loro nome.... Libro che ovviamente verrà da loro adottato e quindi gli studenti degli anni successivi saranno costretti ad acquistare a caro prezzo....
      • Anonimo scrive:
        Re: Provate ad immaginare...
        Gli studenti potrebbero denunciarlo per violazione del diritto d'autore con l'aggravante dello scopo di lucro.
        • Anonimo scrive:
          Re: Provate ad immaginare...
          - Scritto da: Anonimo
          Gli studenti potrebbero denunciarlo per
          violazione del diritto d'autore con
          l'aggravante dello scopo di lucro.Non hanno diritto d'autore perchè rimane proprietà intellettuale del professore.Io non sono quello del post precedente, ma l'ho visto fare coi miei occhi a un mio professore.
    • ToscoLupo scrive:
      Re: Provate ad immaginare...
      Nella mia facoltà, da diversi anni alcuni professori, i più illuminati, hanno messo dispense e testi sul sito da scaricare gratis. In rete c'è tanto materiale libero che i professori potrebbero raccogliere e utilizzare senza far spendere soldi alle famiglie. Bisogna sempre valutare quando conviene avere il libro fatto in casa (stampato ... rilegato ecc) o quando invece conviene comprarlo. In fondo oggi l'informazione è sempre più digitalizzata, e, i numeri, nel bene e nel male, sono di tutti. Bisogna trovare un sistema per cui anche chi ci mette tempo e risorse intellettuali possa avere un ritorno. Cmq il progetto del libro aperto è ottimo e sarebbe utile per evitare speculazioni
Chiudi i commenti