La Library of Congress maltratta i CD

L'intento è quello di mettere alla prova la durabilità dei supporti ottici commerciali, dando battaglia alla obsolescenza programmata. Una impresa non da poco viste le difficoltà e le varianti da tenere in considerazione
L'intento è quello di mettere alla prova la durabilità dei supporti ottici commerciali, dando battaglia alla obsolescenza programmata. Una impresa non da poco viste le difficoltà e le varianti da tenere in considerazione

A parte qualche lodevole e recente eccezione , i dischi ottici prodotti per il mercato di massa non sono fatti per durare e anche il CD (o DVD) di migliore qualità è destinato prima o poi a diventare illeggibile. La Library of Congress statunitense è al lavoro per stabilire principi validi in un’ottica di archiviazione e preservazione di contenuti digitali altrimenti destinati a scomparire per sempre.

L’istituzione statunitense è impegnata a sperimentare con i vari supporti e i tanti possibili metodi per testare la loro durabilità, mettendo ad esempio a confronto due CD-Audio identici dopo averli esposti a condizioni ambientali (umidità e temperatura) molto differenti.

Preservare e conservare i dischi ottici è una pratica resa complicata dal fatto che i vari produttori mantengono il più assoluto riserbo sui composti chimici usati per la realizzazione dei dischi, ma quello che la Library of Congress è pronta ad affermare già ora è che i CD tendono a subire degradazioni più complesse mentre i DVD sono meno stabili per via della loro superiore densità di bit.

In attesa di stabilire qualche regola universalmente valida, si snocciolano alcuni consigli agli utenti interessati a mantenere a lungo la loro collezione di supporti fisici: le etichette e i segni di pennarello sono dannosi, il lato superiore è quello più delicato da trattare, e lasciare impronte o tracce di sporco sulla superficie del disco non è salutare per la sua durata.

Alfonso Maruccia

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16 05 2014
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