La nuova Internet, ignorati investimenti già fatti

L'accusa è di Aemcom: mancano regole certe, non si punta ad una NGN disponibile per tutti, si dimenticano gli investimenti già compiuti da numerosi operatori. Manca un quadro di insieme
L'accusa è di Aemcom: mancano regole certe, non si punta ad una NGN disponibile per tutti, si dimenticano gli investimenti già compiuti da numerosi operatori. Manca un quadro di insieme

Roma – Così non va, è necessario raddrizzare subito la rotta per non lasciare per strada obiettivi fondamentali, quelli di una rete di nuova generazione disponibile a tutti e capace di generare anche nuovo mercato. Lo dice Aemcom, la società cremonese che sviluppa e gestisce la rete metropolitana in fibra ottica della città, al centro anche di progetti di integrazione tra reti diverse.

L’intervento di Aemcom non è casuale: proprio in queste settimane Governo, Parlamento e Agcom sono impegnati nel tentare di delineare una strategia nazionale di sviluppo per la NGN, la rete di nuova generazione, che avrà un enorme impatto sulle TLC italiane. “La One Network NGN consentirebbe di evitare nuovi fenomeni di Digital Divide – ha dichiarato Gerardo Paloschi, amministratore unico di Aemcom – La rete NGN deve essere pianificata come servizio universale e gli eventuali incentivi premiare i maggiori costi di copertura nelle aree a bassa densità abitativa”.

Il concetto di servizio universale non sembra benvenuto in molti ambienti regolatori né viene citato dall’incumbent, Telecom Italia, come priorità essenziale per NGN. Eppure secondo Aemcom è da qui che si deve partire, dalla possibilità per gli utenti italiani di accedere a risorse di rete di nuova generazione, uno sforzo in più, che può essere compiuto a parere dell’operatore con nuove regole e una maggiore attenzione al mercato attuale. La chiave di volta è evitare la concorrenza tra infrastrutture e competere invece sul mercato.

“L’infrastruttura di accesso NGN – ha continuato l’ad dell’azienda – resta una essential facility e per mantenere viva la concorrenza sui servizi a valle dell’accesso, occorre che l’offerta al pubblico di servizi (compreso l’accesso) non sia controllata dall’operatore che controlla la rete . La sfida è riutilizzare tutte le infrastrutture esistenti e garantire un’esclusiva territoriale di rete ma non di offerta”. In sostanza Aemcom propone di “lavorare ad una NGN unica come Servizio Universale, un sistema che considera un’unica rete NGN – già presente o da realizzarsi – per ciascuna entità territoriale”.

Il problema, segnala, è che si stanno già prendendo altre strade , anche molto diverse da quanto accade in altri paesi. “A livello sia centrale che locale – accusa Aemcom – sono stati sistematicamente ignorati gli investimenti degli operatori privati e pubblici sia nella fibra e sia nel wireless (in tecnologia WLL, WiMax, WiFi e HyperLan)”. Per questo l’azienda si augura regole che portino a semplificazione, uniformazione delle attività di costruzione, gestione delle infrastrutture e dei finanziamenti ma anche valorizzazione degli investimenti già fatti dagli operatori locali .

Il nocciolo del problema rimane come sempre il valore degli investimenti : “L’attuale finanziaria – rileva Aemcom – ha stimato uno stanziamento governativo di circa 800 milioni di euro”, ben poco o forse troppo poco per iniziare ad aggredire una spesa che nel complesso secondo gli operatori non potrà essere inferiore ai 15-18 miliardi di euro.

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16 12 2008
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