La rabbia e l'orgoglio, ma non per tutti

di Simonetta Zandiri. Incomprensibile e ingiustificata l'assenza dal sito del Corriere della Sera dell'ultimo articolo della Fallaci. Ecco i dettagli
di Simonetta Zandiri. Incomprensibile e ingiustificata l'assenza dal sito del Corriere della Sera dell'ultimo articolo della Fallaci. Ecco i dettagli


Roma – Sabato 29 settembre trascorrevo il mio ultimo giorno di una settimana di vacanza in Mar Rosso e al mio rientro in Italia, domenica, mi tuffo nell’informazione “cartacea” dopo una settimana di dura (ma necessaria) astinenza. Mi salta subito all’occhio il ritorno di una giornalista-scrittrice che ho sempre apprezzato, Oriana Fallaci .

Lo scalpore, le critiche ed i consensi suscitati dal suo articolo mi incuriosiscono, ma non avendo potuto comprare il Corriere della Sera il sabato, il lunedì cerco on-line l’articolo, sul sito www.corriere.it e, sorpresa, non c’è. Al suo posto trovo l’annuncio della prossima uscita (presso Rizzoli, of course) de “La rabbia e l’orgoglio” in un libro.

“L’articolo della Fallaci, ospitato in esclusiva sulle pagine del Corriere della Sera” spiega sul sito la redazione – “non può essere considerato alla stregua di altri articoli, perché tra i vincoli che il Corriere si è impegnato a rispettare vi è anche quello relativo alla sua NON PUBBLICAZIONE ONLINE.”

Questa è bella. Questa è una mossa che mi lascia piuttosto perplessa e arrabbiata, tanto per restare in tema!

E così dopo 10 anni di silenzio la Fallaci ritorna con una provocazione “per molti, ma non per tutti”? Mi sorprende, perché forse le è sfuggito un piccolo tassello, forse non si è accorta che qualcosa è cambiato in questi ultimi 10 anni, e certo ha sottovalutato il potere della rete se ha creduto che potesse bastare una clausola restrittiva con RCS per impedire che il testo fosse messo online e potesse circolare liberamente.

Decido di condividere queste riflessioni con gli iscritti di Mlist , ai quali mando un intervento citando un’analogia tra il testo e l’acqua di Ted Nelson (Literary Machine): “L’acqua scorre liberamente, il ghiaccio no. I documenti vivi che scorrono liberamente attraverso la rete sono continuamente soggetti a nuovi utilizzi e all’aggancio di nuovi collegamenti, e questi nuovi collegamenti sono sempre disponibili per l’interazione. Ogni copia separata dal sistema è invece fredda e morta. Manca di qualsiasi accesso ai nuovi collegamenti.”
Concludo il mio post su Mlist con una promessa: troverò l’articolo e, a costo di riscriverlo parola per parola, ne farò una copia digitale, a disposizione di chiunque me ne farà richiesta.

Risultato? Nel giro di poche ore ho ricevuto decine di email con il testo allegato, o con la richiesta di avere l’articolo… Se fossi riuscita a farne una copia digitale.

Vedi, Oriana, adesso sono riuscita a leggere il tuo articolo, l’ho trovato coraggiosamente mirrorato sul sito di Clarence, colpevole, quanto me, di avere contribuito a lasciare scorrere liberamente l’acqua, a trasformare le tue parole in un documento vivo, come vive sono le polemiche, le critiche, le emozioni ed i consensi che hai saputo raccogliere e suscitare.

Non voglio, in questa sede, discutere del contenuto dell’articolo, ma vorrei far notare all’autrice e ai suoi editori che, ancora una volta, dimostrano di non aver compreso le potenzialità della Rete, di questa grande conversazione tra esseri umani nella quale nessuno, ma proprio nessuno, può avere l’ultima parola (mentre l’articolo si conclude con un “Punto e basta.”), e non c’è mai la versione finale di qualcosa o l’ultimo pensiero.

Smettete di sottovalutare la nostra intelligenza, non barricatevi dietro inutili protezioni e tutele (copyright) quando tutta l’umanità si sta interrogando su questioni ben più importanti, come il suo futuro. Non cercate di arrestare il flusso dell’acqua ritrasformandolo in ghiaccio. Non è proprio possibile. Cercate di capirlo!

Simonetta Zandiri

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04 10 2001
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