La Rete non cresce più negli USA

I risultati di uno studio suscitano grande attenzione: 39 milioni di famiglie americane non hanno alcuna intenzione di dotarsi di Internet
I risultati di uno studio suscitano grande attenzione: 39 milioni di famiglie americane non hanno alcuna intenzione di dotarsi di Internet


Dallas (USA) – Le Web company statunitensi sono in allerta: secondo le ultime statistiche, la crescita del numero di utenti online si sarebbe fermata . Sebbene l’ultima indagine di Parks Associates abbia confermato che il 36% delle case d’oltreoceano non è ancora connesso al Web, solo il 2% potrebbe diventarlo entro la fine dell’anno .

Non si tratta di un limite tecnico o della mancanza di infrastrutture, quanto semplicemente della mancanza di interesse per i servizi offerti dalla Rete. E non si tratta di qualche abitazione in aree rurali: si parla di 39 milioni di famiglie sparse in tutto il paese.

Alcuni esperti hanno giustificato questo “rallentamento” con gli alti costi dei servizi di accesso, ma Parks Associates ha rilevato che solo il 4% delle case non connesse considera questa una motivazione primaria. La maggior parte del campione ha semplicemente confermato di non aver bisogno di Internet perché ogni esigenza online viene soddisfatta presso il posto di lavoro.

Molti operatori del settore sono convinti che numerosi utenti preferiscano rimanere fuori dalla web-sfera perché non sono in grado di sfruttarne gli strumenti. La ricerca di Parks Associates, però, ha evidenziato che solo l’8% si considera così neofita e inabile all’utilizzo del Web. Ben più alta la percentuale di quelli che non sanno dare una giustificazione alla loro scelta: quasi il 39%.

A questo punto le previsioni di crescita per il 2006 non possono che essere deludenti: Parks ha previsto un esiguo +1% rispetto al 2005. Un dato che per alcuni analisti e osservatori non giunge però inaspettato . “Per ogni tecnologia, come abbiamo potuto constatare con i PC, vi sono diversi motori economici. Ma le variazioni nell’uso, le condizioni economiche e anche i gusti dei consumatori possono causare rallentamenti, così come a volte, in maniera quasi istantanea, si può assistere a repentine inversioni di tendenza”, ha dichiarato Loren Loverde, analista presso IDC .

Dario d’Elia

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28 02 2006
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