La rigenerazione non è fantascienza

La società civile è impegnata a valutare l'eticità dell'utilizzo delle cellule staminali. L'esercito USA invece guarda già oltre: forse in futuro potranno ricrescere interi arti grazie a delle cellule sviluppate in laboratorio

Roma – Non è (o non dovrebbe essere) fantascienza, siamo già alla “fase 2” e ci sono un bel po’ di soldi in ballo: DARPA e il Worcester Polytechnic Institute hanno siglato un accordo dal valore di 570mila dollari per la produzione della scienza e della conoscenza connesse alla rigenerazione dei tessuti umani danneggiati sul campo di battaglia , dopo gli incoraggianti risultati ottenuti con la sperimentazione sui topi.

Più nel dettaglio, il progetto di “restorative injury repair” di DARPA si pone l’obiettivo di “ripristinare completamente la funzione di tessuti complessi (muscoli, nervi, pelle eccetera) in seguito a ferite traumatiche sul campo di battaglia (…) con una autentica guarigione delle ferite grazie alla rigenerazione di tessuto funzionale completamente differenziato”.

Come riuscirà la ricerca a ottenere risultati che la scienza “civile” insegue (per ora) senza successo da anni? Attraverso “processi di morfogenesi guidati da un ripristino anatomico e funzionale che culminerà nel ripristino della struttura multi-tessuto di un mammifero”, e il tutto grazie al tipo di cellule-architetto note come blastema .

La fase uno del progetto è infatti servita per riuscire a riprogrammare alcune cellule della pelle di topo o umana in modo che si comportassero come cellule staminali, “generando un blastema in animali che altrimenti non si potrebbero rigenerare”. I blastemi sono infatti una caratteristica di esseri viventi come le salamandre o i tritoni, esseri in grado di ripristinare interi arti e le relative funzionalità in caso di amputazione .

I ricercatori sarebbero dunque riusciti a innestare elementi autorigeneranti in esseri viventi che ne sono sprovvisti, e i risultati sperimentali sui topi sono stati tali da convincere i militari a investire altro denaro per la “fase umana” dello studio.

Alfonso Maruccia

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  • bLax scrive:
    cluod computing bwahahahaha
    è vero che ormai avere un pc non in rete è quasi inutile, ma la base resta sempre, il cloud sarà un servizio acXXXXXrio....anche perche i produttori hardware non credo che cederanno alla vendita al dettaglio di thin client (quelli si che non te ne fai niente se non connessi!!)io spero che le distro linux si diano una mossa a genrare degli standard comuni, da li si potra partire veramente all'attacco di case come adobe e altre suite professionali, vera chiave di volta del segmento desktop...
    • guast scrive:
      Re: cluod computing bwahahahaha
      Immagino che si riferisse ai computer aziendali.Già ora tutte le applicazioni aziendali a cui ho lavorato sono web based.In molti posti ho visto la home dell'utente utilizzare dischi remoti (per windows è Document and Settings etc. ma il discorso è lo stesso).Già adesso se non c'è la rete in molti posti non si può lavorare
    • pabloski scrive:
      Re: cluod computing bwahahahaha
      mmm non capirò mai perchè siete tutti fissati con adobe...è mai possibile che il 90% degli utenti di pc sono grafici professionisti? non credoper rimuovere gli occhi rossi dalle foto delle vacanze non c'è bisogno di photoshop ( craccato pure magari )certo sarebbe il massimo avere questi software, così come già oggi è con matlab o maya, però non li vedo così indispensabili per la diffusione di linux sui pcalla fin fine l'utente medio cazzeggia, guarda i XXXXX, chatta, usa un browser, legge la posta, masterizza cd, ascolta musica scaricata dal mulo
  • jfk scrive:
    Fantasyyy, fantasy, fantasy, fantasyyyyy

    secondo il boss di Red Hat, verrà presto spazzato via da concetti
    come cloud e smartphone computing e dalle VDI (Virtual Desktop
    Infrastructure); A parte che gia' SUN ci ha lasciato le penne una volta con il Cloud Computing, ma veramente pensano di riuscire ad imporlo? Solo perche' lo vuole Microsoft? Mi sa che hanno bisogno di un nuovo CEO. Posso capire negli USA (neanche tanto poi), ma nel resto del mondo non e' che sia tutto rose e fiori la connettivita! Lasciamo perdere smartphone computing e VDI poi.
    la terza è data dalla scarsa interoperabilità di Linux con la
    piattaforma di Microsoft, una situazione Microsoft favorirebbe in
    molti modi, ad esempio negando la certificazione di Evolution
    come client per Exchange.E allora non ho capito che campano a fare come azienda. Che, debbono solo replicare Microsoft? Bisogna IN NNO VA RE.Microsoft non gli da' le certificazioni Exchange? Meglio! Che facciano qualche cosa per soppiantare definitivamente Exchange. In fin dei conti sono una delle poche aziende in attivo anche in questo periodo di crisi.Mi sa, che in fondo in fondo, non ci credono nemmeno loro sulla bonta delle loro scelte allora.Feci proprio bene ad abbandonare dedrat alla 4.0.Mah, me ne torno alla mia debian....
    • N&C scrive:
      Re: Fantasyyy, fantasy, fantasy, fantasyyyyy
      "In fin dei conti sono una delle poche aziende in attivo anche in questo periodo di crisi."Novell si stà giusto muovendo nella direzione opposta con più interoperabilità tra SLES11 e Microsoft + novità nel mondo desktop con SLED11.saluti.
      • Nick500 scrive:
        Re: Fantasyyy, fantasy, fantasy, fantasyyyyy
        Novell Linux ha infranto talmente tanti brevetti di Microsoft che solo lei può beneficiare di tale interoperabilità con Windows, grazie al discutibile accordo tra le 2 aziende...Si potrebbe quasi dire che Novell Linux sia la distribuzione Linux di Microsoft...
    • anonimo scrive:
      Re: Fantasyyy, fantasy, fantasy, fantasyyyyy
      - Scritto da: jfk
      A parte che gia' SUN ci ha lasciato le penne una
      volta con il Cloud ComputingNon è che ti confondi con il grid computing?
  • Den Lord Troll scrive:
    sognano....
    ma voi alla Red Hat pensate DAVVERO che gli altri competitors vi lascino completare la migrazione a VDI e cose citate via dicendo ? Basta vedere gli O.S. x64 quando han cominciato a funzionare rispetto all'uscita sul mercato del rispettivo hardware ....
    • iRoby scrive:
      Re: sognano....
      Intanto Linux su x64 ha funzionato fin da subito come funziona egregiamente in tutte le piattaforme su cui è stato portato, e a 64 bit c'erano già Alpha, PPC, UltraSPARC e forse anche MIPS.Semmai è stato Windows ad avere rogne su x64.E poi il problema è stato delle applicazioni closed, quelle hanno tardato parecchio ad arrivare.
      • bubu scrive:
        Re: sognano....

        E poi il problema è stato delle applicazioni
        closed, quelle hanno tardato parecchio ad
        arrivare.Perchè, sonoquelle sono mai arrivate su Linux? Se sì, quali e quante? (newbie)
        • krane scrive:
          Re: sognano....
          - Scritto da: bubu

          E poi il problema è stato delle applicazioni

          closed, quelle hanno tardato parecchio ad

          arrivare.
          Perchè, sonoquelle sono mai arrivate su Linux? Se
          sì, quali e quante ? (newbie)http://www.ansys.com/solutions/default.asphttp://www.cad-schroer.com/fenster.php?land=com&ziel=Start&thema=mask1.php?id=169&scr=1.3http://www.varicad.com/en/home/http://www.ptc.com/http://www.iez.com/http://www.cycas.de/http://www.bocad.com/home/de/index.htmhttp://www.jmp.com/software/http://www.realsoftware.com/realbasic/http://www.pagestream.org/http://www.dalim.de/en/Cosi', 2 minuti di ricerca su google...
          • bubu scrive:
            Re: sognano....
            Cacchio! tutte killer application immagino :-PSi tratta di porting da progetti windows nella maggior parte dei casi (l'unico forse è Pagestream che viene da Amiga ma che ultimamente è anche su Win).Scusa ma IMHO l'unica killapp per linux è l'insieme Apache-MySQL-PHP (che infatti è lato server).Cordialmente...
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