La Russia concede asilo alla talpa di PRISM

Edward Snowden lascia l'aeroporto internazionale Sheremetyevo con le carte necessarie a vivere in Russia per un anno. Wikileaks canta vittoria, gli Stati Uniti minacciano ripercussioni politiche

Roma – Rintanato nell’aeroporto internazionale Sheremetyevo, il giovane analista informatico Edward Snowden ha finalmente potuto varcare i suoi cancelli per entrare in territorio russo. Il servizio immigrazione di Mosca ha infatti concesso alla talpa del Datagate le carte necessarie a trasferirsi temporaneamente in una location segreta, lontano dalle grinfie delle autorità statunitensi.

Concesso dal presidente Vladimir Putin, l’asilo russo permetterà a Snowden di iniziare una nuova vita dopo il rilascio dei documenti relativi al programma PRISM e alla vasta strategia di sorveglianza adottata dalla NSA. Sotto la guida di Sarah Harrison (Wikileaks), Snowden ha lasciato l’aeroporto russo con le carte che gli garantiranno un anno di relativa tranquillità per programmare il prosieguo della sua vicenda.

documento edward snowden

Gli stessi responsabili del sito delle soffiate hanno sottolineato come la concessione del governo di Mosca rappresenti la vittoria di una battaglia, non la fine di una guerra per la tutela dei soldati della trasparenza digitale. Negli ultimi giorni, l’ex-militare Bradley Manning è stato condannato per 17 su 22 capi d’accusa, e rischia fino a quasi 140 anni di carcere. Stessa situazione si potrebbe verificare se gli USA mettessero le mani su Snowden o Assange (quest’ultimo è chiuso in un’ambasciata londinese da molti mesi, preso anche lui in uno stallo diplomatico).



“Nelle ultime otto settimane l’Amministrazione Obama ha mostrato una totale mancanza di rispetto nei confronti delle leggi nazionali ed internazionali – ha dichiarato Snowden – Ma, alla fine, la legge ha vinto”. Portavoce della Casa Bianca, Jay Carney ha mostrato “estremo disappunto” per conto del governo statunitense, preoccupato per le sorti degli accordi diplomatici tra Mosca e Washington dopo l’asilo concesso a Snowden.

Braccato dalle autorità statunitensi, la talpa del datagate non avrà certo difficoltà a trovare un nuovo lavoro nel prossimo anno che passerà in Russia. Il social network locale VKontakte gli ha infatti offerto un posto da programmatore, con lo speciale compito di proteggere la privacy dei dati personali appartenenti a milioni di utenti sulla piattaforma russa.

Mauro Vecchio

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  • Verzasoft scrive:
    Non so come...
    ma sono riusciti a rendersi ancora più ridicoli della prima volta che hanno chiesto soldi per essere messi in vetrina!
  • Skywalker scrive:
    Youtube
    Ma ogni volta che una testata giornalistica riporta un video "da Youtube" (non il link, proprio il video sulla loro CDN!) queste testate quanto pagheranno a Google ed a chi ha postato quel video?Ovviamente prima di COPIARE (non linkare!) il video sulla loro CDN avranno sicuramente acquisito l'autorizzazione dal legittimo titolare, vero?Sinceramente, sono stufo di questo Copyright dove se pinco pallino copia ad uso personale senza lucro, magari colmando lacune dei produttuori (vedi fansub) è trattato peggio di un uxoricida, mentre se è una Major a copiare o peggio un Organismo Antipirateria (vedi Logo Hadopi) se la cavano con un buffetto, ed un "errore veniale".
    • David Zed scrive:
      Re: Youtube

      Ma ogni volta che una testata giornalistica
      riporta un video "da Youtube" (non il link,
      proprio il video sulla loro CDN!) queste testate
      quanto pagheranno a Google ed a chi ha postato
      quel
      video?Suppongo nulla. Sono video per cui il creatore cede tutti i diritti a Youtube, e Youtube, da parte sua, per ora lascia libera riproduzione a chiunque. Unica scorrettezza: non indicano quasi mai che il video è preso da Youtube, e sarebbero tenuti.Diverso è il caso di video di Youtube in cui mettono la pubblicità, i cosiddetti programmi partner. Quelli secondo me si guardano bene dal copiarli.
      • Skywalker scrive:
        Re: Youtube
        No, no, non intendevo il caso in cui fai un embedding. Quello ci sta: di fatto non stai copiando nulla, stai solo indicando dove TU utente puoi trovare quella risorsa. E' poi il tuo browser che mette insieme i pezzi e quindi TU sei autorizzato a vedere i video su Youtube.Ma io parlo dei video di Repubblica o del Corriere che sono COPIATI sul Server Video di Repubblica e del Corriere, e spesso viene pure sovraimposto il loro logo sul Video...
        • David Zed scrive:
          Re: Youtube

          No, no, non intendevo il caso in cui fai un
          embedding. Quello ci sta: di fatto non stai
          copiando nulla, stai solo indicando dove TU
          utente puoi trovare quella risorsa. E' poi il tuo
          browser che mette insieme i pezzi e quindi TU sei
          autorizzato a vedere i video su
          Youtube.

          Ma io parlo dei video di Repubblica o del
          Corriere che sono COPIATI sul Server Video di
          Repubblica e del Corriere, e spesso viene pure
          sovraimposto il loro logo sul
          Video...Non mi risulta sia vietato dalle condizioni d'uso. Youtube ha la possibilità di fare l'embedding, ma non l'obbligo di embedding. Se un server esterno si ritiene più efficiente di quello di Youtube per riprodurre i video, si copia, e si incolla. L'unica scorrettezza è dimentuicare di indicare che il video è preso da youtube (o da vimeo, o da dailymotion...). A volte se ne ricordano, va detto. Se ci pensi, che cosa significava all'inizio l'espressione "video virale"? Quella cosa che per l'interesse che suscitava veniva copiata ripetutamente su diversi siti per tutto il web, quotidiani compresi, come un virus, perlappunto. Oggi è solo un modo scemo per dire che un video ha tante visualizzazioni ("tante" secondo i criteri di chi scrive l'articolo: possono essere benissimo un paio di migliaia).
  • Funz scrive:
    La storia finora
    Editori: Google dacci i soldi per indicizzare i nostri articoli!Google: Se non volete essere indicizzati, basta dirlo (anche prima era così BTW)Editori: Restiamo indicizzati (non sia mai che perdiamo lettori!), ma vogliamo lo stesso i soldi!Prossimo step:Google: D'ora in poi se volete essere indicizzati, questi sono i prezzi.Altrimenti, bye bye aufwiedersehen!
  • Talking Head scrive:
    Imbarazzante
    Come la germania si permetta anche di parlare di barriere al libero mercato nel sud europa è un mistero. Questa roba è lo statalismo bieco delle rendite acquisite per i grandi gruppi privati. E io decisamente non sono un difensore del capitalismo selvaggio, né sono contrario ad una politica industriale nazionale.Ma questo caso è emblematico. Io ti offro un servizio gratuitamente. Capisco la battaglia per l'opt in, potrei non volere usufruirne. Oltre a questo, forzare un prezzo minimo che tu mi devi pagare perché io accetti i tuoi servizi (?!?) è davvero mercantilismo di bassa lega, protezione degli interessi di una vecchia industria locale contro l'innovazione straniera.
  • Hermann Gestapo scrive:
    Achtung!!!
    Das is inazzeptabile! Le dure untermenlische teste di gügle defono imparare rispettare folontà di GRANDE GERMANIA. Si invii subito il kamerata Heinrich Von Schützstaffeln alla guida del Kommando della Morte Totenkopf "Sieg Heil" per ristabilire l'Aryanischesweltannschauung! Bratwurst sauerkraut der Führer scheisse kaputt!
  • thebecker scrive:
    opt-in
    Con il sistema "opt-in" solo previo consenso Google pubblica in Google News. Sei libero di accettare o meno le conizioni. Non ti vanno bene vai su Bing o su altri aggregatori di news.Non puoi obbligare a pagare. A parte che Google ti paga con la visibilità, in Google News e altri aggregatori di news non c'è tutto l'articolo intero, quindi si deve entrare comunque nel sito originale.Forse gli editori obsoleti non accettano strumenti in cui l'utente può in modo semplice e veloce paragonare le notizie di varie testate, meglio utenti passivi che non scelgono con la propria testa, vero? :DQuesta è gente che non vuole adattarsi al digitale rimasta nel passato.Non difendo Google ma in generale i sistemi aggregatori di News.
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