La Russia dice no a Dell

Il premier Putin non la manda certo a dire al patron del secondo produttore di PC al mondo. E spiega che gli scienziati russi sono noti a tutti per una certa cosa
Il premier Putin non la manda certo a dire al patron del secondo produttore di PC al mondo. E spiega che gli scienziati russi sono noti a tutti per una certa cosa

Forse, col senno di poi, Michael Dell non avrebbe fatto quella domanda a Vladimir Putin . O forse l’avrebbe fatta, ma in modo diverso: in fondo, però, si era limitato a chiedere in che modo l’industria IT potesse aiutare la Russia a fare dei passi in avanti nell’utilizzo della tecnologia e nello sviluppo dell’infrastruttura del paese. Ricavando una bella risposta caustica e sarcastica dall’ex-presidente e oggi primo ministro della repubblica ex-sovietica.

“Non abbiamo bisogno di alcun aiuto” avrebbe detto Putin, secondo quanto riportato da Fortune , durante una sessione di domande e risposte che seguiva il suo intervento al vertice dei leader mondiali a Davos . Aggiungendo stizzito che “Non abbiamo bisogno di alcuno aiuto, non siamo degli invalidi. Non abbiamo capacità mentali limitate”. La domanda di Dell seguiva un lungo monologo di 40 minuti di Putin, in cui il cacciatore di tigri aveva discusso in lungo e in largo la situazione economica del suo paese.

Evidentemente doveva essere suonato come un discorso in negativo, vista l’intenzione del fondatore dell’azienda statunitense di offrire il proprio sostegno . Ma Putin avrebbe chiarito che già oggi i computer sono largamente diffusi sia nel settore dell’istruzione che in quello della ricerca: e poi, si sa , i programmatori russi sono “tra i migliori del mondo”.

Senza dimenticare, avrebbe aggiunto poi il premier, che gli scienziati del suo paese si sono guadagnati la fama di brillanti creatori di software , non di hardware: come dire che chiunque, compreso Michael Dell, sarebbe in grado di cavare qualcosa dai computer, ma che per creare qualcosa di valido con la programmazione ci vogliono ben altre doti.

La risposta pare abbia colto di sorpresa molti fra i presenti. Ma è sempre Fortune a ricordare come nel 1991, alla caduta del comunismo , la Russia venne invasa da una miriade di consulenti occidentali che si offrirono di dare una mano a ricostruire e potenziare l’infrastruttura del paese. Il risultato, almeno a quanto viene riportato, sarebbero stati unicamente conti salati e oggetti dalla dubbia o nessuna utilità.

Qualcun altro, comunque, fa presente che forse Dell la sua risposta salace se l’è anche un po’ cercata . Nel suo discorso, Putin aveva posto l’accento sulla inadeguatezza (a suo giudizio) delle misure intraprese da Regno Unito e USA per fronteggiare la crisi economica: crisi che, sempre secondo il premier russo, sarebbe stata causata dalla preponderanza dei soli Stati Uniti sul mercato globale e che sarebbe impossibile risolvere facendo unicamente intervenire lo stato sul libero mercato. Dell, prima di porre la sua domanda, avrebbe sottolineato quanto fosse sorprendente sentire uscire dalla bocca del premier russo commenti che “non avremmo mai immaginato di sentire sei mesi fa”.

Luca Annunziata

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29 01 2009
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