La Saga di Esperya, chiusi i forum

L'ultima novità del management del sitone di ecommerce è di rendere inaccessibili i forum che fin qui l'avevano caratterizzato. E Tombolini già si muove su nuove rotte


Roma – Dopo le rivoluzioni che nelle scorse settimane hanno portato all’allontanamento da Esperya.com del suo fondatore, Antonio Tombolini, l’ultima novità proveniente dal sito dell’e-commerce del gruppo Kataweb è l’impossibilità di accedere ai forum che per anni hanno caratterizzato in modo unico il lavoro di Esperya.

Sulla home page del sito, infatti, da dove un tempo era possibile accedere ad uno dei più interessanti ambienti di scambio su prodotti tipici, cucina e dintorni (ma non solo), non sono più presenti i riferimenti ai forum. In questi luoghi, dopo la vicenda del licenziamento di Tombolini, erano apparsi commenti non sempre osannanti le scelte della dirigenza del sito.

Lo stesso Tombolini, sul forum del sito dal quale sta organizzando la propria nuova attività, ricorda i “tempi gloriosi” del forum di Esperya:

“Non fu mai moderato, in pratica. Avemmo un paio di episodi, forse, e qualche intervento subito isolato e messo ai margini dai partecipanti stessi al forum. Ricordo che una notte un troll ci prese di mira: lui postava e io (dall’area di amministrazione) cancellavo. Lui ripostava, e io cancellavo. E’ andata avanti così per tutta la notte: ho passato una notte in bianco a killare il troll (anche questo era fare l’amministratore delegato di Esperya…)”.

Tombolini si augura che la nuova dirigenza di Esperya non abbia cancellato i due anni di appassionanti discussioni contenute nel forum e con una “battuta” dai toni accesi afferma: “Ci sono un sacco di interventi interessantissimi, da ogni punto di vista, anche scientifico, a volte. E spero quindi che in qualche modo si possa in futuro “usare” i contenuti di quel forum. Solo gli ignoranti incivili ubriachi di potere distruggono i documenti della propria storia”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    whois
    *Come si ricorderà, infatti, alcuni sostenitori della legge sull'editoria hanno sostenuto che fosse possibile equiparare lo stampatore al provider che ospita un sito internet.*ma allora il fatto non sussiste, perchè quelle informazioni esistono e sono reperibili con un semplice whois, quindi chi pubblica un sito internet non può nascondere il suo "editore" / provider come potrebbe fare un editore non indicando l'editore sullo stampato.Che siano visibili o meno sul sito tali informazioni non fa differenza, perchè si tratta di informazioni in sostanza reperibili e per il nostro ordinameno giuridico la sostanza prevale sulla forma.
  • Anonimo scrive:
    una legge del 48 per Internet!
    ancora una volta questa è la dimostrazioen che non si può equiparare Internet alla stampa, o al telefono o alla posta: si tratta di un media nuovo con nuove dinamiche E cercare di adattargli leggi (del 48!) pensate per l'editoria (che quindi ha bisogno di tipografie, stampe, diffusione etc) porta a situazioni da repubblia delle banane(o da italia, il che è quasi la stessa cosa..)
  • Anonimo scrive:
    Mi piacerebbe sapere....
    ...da che parte è arrivata la denuncia.Se cioè è stato qualcuno a denunciare il sito o se è stata una azione d'ufficio del P.M.C'è qualcuno che riesce a recuperare il testo della sentenza?
  • Anonimo scrive:
    Ricordi....[bis.. :-( ]
    ..Chiti ha affermato (fonte: ASCA) che la legge "non impone alcun vincolo aggiuntivo (e in particolare, alcun vincolo di iscrizione al registro dei comunicatori previsto dalla legge cosiddetta Maccanico del 1997) per i siti Internet; neppure per i siti Internet che fanno esclusivamente o professionalmente informazione"......Mauro Masi, estensore della legge, secondo cui nessun obbligo è previsto per chi non vuole godere dei contributi pubblici. Una tesi condivisa anche dallo stesso Giulietti che ...http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=35857-------------------------------Dove erano Chiti, Masi e Giulietti quando il PMchiesto ha rinviato a giudizio il proprietario del sito ?E' colpa del PM che l'ha interpretata male ?E' colpa del GIP che l'ha interpetata altrettanto male ma in senso opposto ?E' colpa di chi ha fatto una legge mal scritta e poco chiara ?Non c'è altro da dire: SIAMO SEMPRE IN ITALIA !!!AH... Dimenticavo: non mi si venga a dire che si parlava di un sito che faceva informazione "con periodicità regolare" (qualunque cosa voglia dire)... ma lo avete visto che razza di sito !?!?!
  • Anonimo scrive:
    ye!
    bene.
Chiudi i commenti