La scansione dell'iride non sbaglia mai

Uno studio condotto su sei delle tecnologie biometriche più interessanti sembra indicare che il riconoscimento dell'iride è l'unica a non sbagliare mai. Su 2,7 milioni di riconoscimenti, nessun errore è stato registrato


Londra – La scansione dell’iride e il riconoscimento dei suoi particolarissimi pattern sembrano sempre più elementi chiave del futuro delle tecnologie biometriche. Lo afferma con sicurezza uno studio dell’NPL, laboratorio nazionale britannico di fisica, che ha lavorato per conto del Communications Electronics Security Group, agenzia legata al governo di Londra.

Stando ai ricercatori, che hanno condotto le loro indagini tra maggio e dicembre 2000, su 2,7 milioni di riconoscimenti dell’iride effettuati dai propri apparati, in nessun caso si è verificato un errore. Una percentuale statistica che batte tutte le altre tecnologie biometriche testate dai laboratori, tecnologie che vanno dal riconoscimento vocale a quello dell’impronta, fino alla scansione della “geometria” della mano.

Secondo gli scienziati, nell’1,8 per cento dei casi il sistema di riconoscimento ha potuto dare un “responso certo” solo alla seconda scansione e nessun errore si è avuto con tre tentativi di riconoscimento. Si tratta di dati che pongono il riconoscimento dell’iride un gradino sopra gli altri sistemi biometrici, il migliore dei quali offre responsi “incerti” al primo tentativo nel 10 per cento dei casi.

Un dato importante per il futuro delle soluzioni di sicurezza basate su tecnologie biometriche, risiede nel fatto che la scansione dell’iride è tra i sistemi meno impegnativi sul piano economico e tra quelli di più rapida implementazione e scalabilità.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Quanti e.......
    Ve l'immagginate un computer quantico che funziona sotto windows?Crash di sistema che avvengono alla velocita' di micro,anzi, nano secondi!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanti e.......
      - Scritto da: balduccio
      Ve l'immagginate un computer quantico che
      funziona sotto windows?Crash di sistema che
      avvengono alla velocita' di micro,anzi, nano
      secondi!!!! Se vuoi metterla sul reale... direi che non si realizzano 1 crash ogni millisecondo.... ma invece di avere un crash all'ora, avresti tutti i crash di un anno contemporaneamente! :)
    • Anonimo scrive:
      CHE FIGATA!
      Mi compri subito un PC quantico...Ti rendi conto di quante "schermate blu" posso vedere al secondo!Eh sì: la tecnologia migliora la vita!
  • Anonimo scrive:
    si ma quanti?
    esatto.quanti?^___^che styupido!
  • Anonimo scrive:
    Il "Luminous" di Greg Egan
    Di questo tipo di computer si parla nel racconto "Luminous" di Greg Egan, un ottimo autore di fantascienza australiano che si distingue per le idee di base molto azzardate ma sempre molto legate alle ricerche scientifiche più avanzate. Il racconto si trova nell'antologia con lo stesso titolo uscita in maggio su Urania.
  • Anonimo scrive:
    MA PERCHE' NON FATE IL VOSTRO LAVORO?
    MI CHIEDO PERCHE' NON STIATE TUTTI ZITTI VISTO CHE NON SAPETE DI COSA STATE PARLANDO!ANDATE A VENDERE LE CALZE AL MERCATO ITALIANI CHE NON SIETE ALTRO...NON SERVITE A NIENTE NELLA SCIENZA
    • Anonimo scrive:
      Re: MA PERCHE' NON FATE IL VOSTRO LAVORO?
      - Scritto da: ITALIANI
      MI CHIEDO PERCHE' NON STIATE TUTTI ZITTI
      VISTO CHE NON SAPETE DI COSA STATE PARLANDO!
      ANDATE A VENDERE LE CALZE AL MERCATO
      ITALIANI CHE NON SIETE ALTRO...
      NON SERVITE A NIENTE NELLA SCIENZANo grazie|, al mercato c'e' rischio di incontrarti ....
      • Anonimo scrive:
        Re: MA PERCHE' NON FATE IL VOSTRO LAVORO?

        No grazie|, al mercato c'e' rischio di
        incontrarti ....Chiamasi Troll. Non risponedergli altrimenti inizia a riempire il forum di Thread provocatori.
    • Anonimo scrive:
      Re: MA PERCHE' NON FATE IL VOSTRO LAVORO?
      - Scritto da: ITALIANI
      ANDATE A VENDERE LE CALZE AL MERCATONon dico cosa dovresti andare a vendere tu alla stazione perche' poi mi mettono il bollino rosso..
      ITALIANI CHE NON SIETE ALTRO...
      NON SERVITE A NIENTE NELLA SCIENZATu invece potresti tirarci su un bel po' di soldi..esentasse.. pensaci.
  • Anonimo scrive:
    ehm...
    "...risolve tutti quei problemi legati proprio alla scarsa manipolabilità dei gruppi di particelle subatomiche (dette per l'appunto quanti")."mahhhhhhhhhhhh!il concetto di "quanto" nella fisica moderna non ha molto a che fare con i "gruppi" di particelle..
    • Anonimo scrive:
      Re: ehm...
      - Scritto da: floods
      "...risolve tutti quei problemi legati
      proprio alla scarsa manipolabilità dei
      gruppi di particelle subatomiche (dette per
      l'appunto quanti")."

      mahhhhhhhhhhhh!
      il concetto di "quanto" nella fisica moderna
      non ha molto a che fare con i "gruppi" di
      particelle..
      In effetti!!!!Tutto l'articolo mi sembra molto arrangiato e non del tutto chiaro sulle spiegazioni scientifiche.
    • Anonimo scrive:
      Re: ehm...

      mahhhhhhhhhhhh!
      il concetto di "quanto" nella fisica moderna
      non ha molto a che fare con i "gruppi" di
      particelle..
      Non solo, ma non mi è chiaro come, grazie alle "interferenze luminose" si possa elaborare un dato più velocemente. Ok per l'elaborazione parallela: significa che non uso più un sistema "Von Newman" classico per la CPU ma qualcosa che elabora i dati in modo parallelo. Ma questo lo fanno già delle macchine apposite, tipo transputer, sistemi ad ipercubo etc. Se il computer quantico risolve certi limiti di queste strutture (già conosciute da anni!) non è chiaro il perchè queste debbano andar bene solo su risoluzione di codici criptati e analisi di database. Si tratta di operazioni molto distinte: le prime tipo number cruncing le altre con accessi alla memoria di massa, o comunque su dati enormi, non ancora disponibili n tecnologia ottica.Insomma troppe incognite in un articoletto che così ... risicato
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm... beh ....
        - Scritto da: The Raptus!
        Non solo, ma non mi è chiaro come, grazie
        alle "interferenze luminose" si possa
        elaborare un dato più velocemente.La velocita' della corrente elettrica e' molto piu' bassa della velocita' della luce.
        Ok per
        l'elaborazione parallela: significa che non
        uso più un sistema "Von Newman" classico per
        la CPU ma qualcosa che elabora i dati in
        modo parallelo. Beh okkei per niente :).Nel senso che il problema di elaborare in parallelo non e' mai stato un problema del mezzo usato per far girare un programma, tutti i pc usano l'elaborazione parallela (la gestione delle varie periferiche e' in parallelo con la cpu, la cpu stessa prepara le operazioni successive in parallelo con quelle in esecuzione).E' un problema di sincronismo, un programma per sua natura e' sequenziale, a parte casi particolari.Senza tener conto che far girare piu' codici insieme puo' portare a maggiore lentezza (tempo di sincronizzazione tra i codici, esaurimento delle risorse di sistema, ecc.)]zac[
        Insomma troppe incognite in un articoletto
        che così ... risicatoIn effetti, ci vorrebbe un computer quantico e parallelo per risolverle, eheheh.Salve Dbg
        • Anonimo scrive:
          Re: ehm... beh ....
          - Scritto da: Dbg
          - Scritto da: The Raptus!

          Non solo, ma non mi è chiaro come, grazie

          alle "interferenze luminose" si possa

          elaborare un dato più velocemente.

          La velocita' della corrente elettrica e'
          molto piu' bassa della velocita' della luce.Ok che gli elettroni si muovono piano, ma il segnale attraverso i circuiti si propaga a velocita' comparabili a quelle della luce.Ciao.
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....
            - Scritto da: mmm
            Ok che gli elettroni si muovono piano, ma il
            segnale attraverso i circuiti si propaga a
            velocita' comparabili a quelle della luce.AghhhhhhhhGli elettroni si muovono alla velocita' della luce, ma i segnali, la corrente elettrica si muove molto molto piu' lentamente.Se non fosse cosi fare le linee di ritardo (usate nei televisori, negli effetti audio (riverbero echo, ecc.)) sarebbe pratcamente impossibile.Salve Dbg
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....
            No.La velocità di deriva degli elettroni è alquanto bassa, mentre la velocità di propagazione del segnale (cioè del "moto" indotto sugli elettroni tramite una differenza di potenziale ad es)è prossimo a quello della luce.Le linee di ritardo lavorano su principi di modi di propagazione del segnale e in generale su una dipendenza dell'impedenza (per definizione complessa) dalla frequenza, quindi su effetti capacitivi ed induttivi.ciao :)- Scritto da: Dbg
            - Scritto da: mmm

            Ok che gli elettroni si muovono piano, ma
            il

            segnale attraverso i circuiti si propaga a

            velocita' comparabili a quelle della luce.

            Aghhhhhhhh
            Gli elettroni si muovono alla velocita'
            della luce, ma i segnali, la corrente
            elettrica si muove molto molto piu'
            lentamente.

            Se non fosse cosi fare le linee di ritardo
            (usate nei televisori, negli effetti audio
            (riverbero echo, ecc.)) sarebbe pratcamente
            impossibile.

            Salve
            Dbg
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....

            Le linee di ritardo lavorano su principi di
            modi di propagazione del segnale e in
            generale su una dipendenza dell'impedenza
            (per definizione complessa) dalla frequenza,
            quindi su effetti capacitivi ed induttivi.In particolare le linee di ritardo analogiche, o "bucket brigade" di buona memoria, lavorano semplicemente per trasferimento di carica su capacità commutate, entro una struttura sequenziale organizzata grossolanamente come uno shift register digitale, commutato a soglia (quando il condensatore Cn è completamente carico, si chiude il circuito di carica verso Cn+1, e così via). Vale la pena di rammentare che l'ultima volta che ho visto una BB dentro un effetto audio risale al millennio scorso, fine anni '80... ora imperano i DSP.Non si confonda la velocità di propagazione dell'impulso elettrico con le formulette per determinare la velocità nominale in funzione della frequenza, p. es. all'interno dei classici cavi di rete coassiali: questi ultimi rappresentano una linea di trasmissione bilanciata con ampi effetti capacitivi ed (auto)induttivi, ben diversa da una comune connessione elettrica su chip, su PCB o su cavo conduttore.
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....
            Eeeehh, AO! Ma che vordì?- Scritto da: @cid£&@d

            Le linee di ritardo lavorano su principi
            di

            modi di propagazione del segnale e in

            generale su una dipendenza dell'impedenza

            (per definizione complessa) dalla
            frequenza,

            quindi su effetti capacitivi ed induttivi.
            In particolare le linee di ritardo
            analogiche, o "bucket brigade" di buona
            memoria, lavorano semplicemente per
            trasferimento di carica su capacità
            commutate, entro una struttura sequenziale
            organizzata grossolanamente come uno shift
            register digitale, commutato a soglia
            (quando il condensatore Cn è completamente
            carico, si chiude il circuito di carica
            verso Cn+1, e così via).
            Vale la pena di rammentare che l'ultima
            volta che ho visto una BB dentro un effetto
            audio risale al millennio scorso, fine anni
            '80... ora imperano i DSP.

            Non si confonda la velocità di propagazione
            dell'impulso elettrico con le formulette per
            determinare la velocità nominale in funzione
            della frequenza, p. es. all'interno dei
            classici cavi di rete coassiali: questi
            ultimi rappresentano una linea di
            trasmissione bilanciata con ampi effetti
            capacitivi ed (auto)induttivi, ben diversa
            da una comune connessione elettrica su chip,
            su PCB o su cavo conduttore.
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....
            - Scritto da: DeepBlue
            No.
            La velocità di deriva degli elettroni è
            alquanto bassa, mentre la velocità di
            propagazione del segnale (cioè del "moto"
            indotto sugli elettroni tramite una
            differenza di potenziale ad es)è prossimo a
            quello della luce.mmmmmm, mumble mumble ....
            Le linee di ritardo lavorano su principi di
            modi di propagazione del segnale e in
            generale su una dipendenza dell'impedenza
            (per definizione complessa) dalla frequenza,
            quindi su effetti capacitivi ed induttivi.Anche i circuiti elettronici delle cpu si basano su effetti capacitivi e induttivi.In soldoni e in pratica la massima velocita' di funzionamento di un circuito elettronico e' per sua natura molto piu' bassa della velocita' della luce.A meno che non si riesca a far funzionare decentemente i super conduttori.Ciao Dbg
        • Anonimo scrive:
          Re: ehm... beh ....

          La velocita' della corrente elettrica e'
          molto piu' bassa della velocita' della luce.La prpagazione degli elettroni all'interno di un conduttore viene accreditato di 2/3 la velocità della luce.Da lì derivano tutte le distanze che limitano la lunghezza dei tratti di lan ethernet.
          Beh okkei per niente :).
          Nel senso che il problema di elaborare in
          parallelo non e' mai stato un problema del
          mezzo usato per far girare un programma,Penso che elaborazione parallela s'intenda il parallelismo nel calcolo di un algoritmo, quando intervengono operazioni ripetute e sequenzializzate, modello "ad albero".Penso alla elaborazione di tutte le possibilità contemporaneamente, con la selezione del risultato alla fine. Ma ovviamente, non posso saperlo. E' l'unico motivo però per cui si nota come i vantaggi sono sulla crittografia o sulla ricerca su database, normalmente effettuata da alberi di ricerca.
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....
            - Scritto da: l
            La prpagazione degli elettroni all'interno
            di un conduttore viene accreditato di 2/3 la
            velocità della luce.La velocità di propagazione degli elettroni inun conduttore si dice velocità di deriva ed è dell'ordine dei cm/s. La velocitè della luceinvece è dell'ordine di 10**10 cm/s. Come puoi vedere ci sono 10 ordini di grandezza didifferenza!! Non un fattore 2/3! :^)
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....

            un conduttore si dice velocità di deriva ed è
            dell'ordine dei cm/s. La velocitè della luce
            invece è dell'ordine di 10**10 cm/s.
            Come puoi vedere ci sono 10 ordini di
            grandezza di
            differenza!! Non un fattore 2/3! :^)Non sò se si leggerà questo post, "postdatato" ma la verità è che non ci possono essere 10 ordini di grandezza nella velocità degli elettroni all'interno di un conduttore.So per certo che la velocità della trasmissione su una LAN è calcolata come 2/3 della velocità della luce. Da questo deriva il ritardo in millisecondi * un numero casuale che avviene quando si trova una collisione e il limite di 2Km della lunghezza teorica di una LAN.300.000Km/sec = 300.000.000.000 mm/sec Togli 10 ordini di grandezza e ottieni:300.000.000.000/10^10=30mm/sec = 3cm al secondo (!!!!!!)Cioè... telefono a mia nonna a 2Km da casa mia, e la mia voce gli arriva tra 2 giorni!!!!!!!Secondo me, l'ordine di grandezza dei cm/sec avviene per comodità perchè i circuiti non sono molto lunghi... ma mi sa che hai sbagliato unità di misura.......
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....

            300.000Km/sec = 300.000.000.000 mm/sec
            Togli 10 ordini di grandezza e ottieni:
            300.000.000.000/10^10=30mm/sec = 3cm al
            secondo (!!!!!!)Penso non sia tanto lontano dal vero come valore.Il problema e' che stai confondendo velocita' di un elettrone con propagazione dell'impulso elettrico. E' quest'ultimo che puo' benissimo viaggiare a velocita' prossime a quella della luce.L'esempio classico che si fa per spiegare il concetto e' immaginare di avere un tubo pieno d'acqua, se ne aggiungi da un lato vedi che ne esce immediatamente dall'altro (non so se l'esempio e' chiarissimo, ma per iscritto non e' evidente descriverlo) ciononostante non dici che l'acqua ha attraversato istantaneamente (o quasi) il tubo.CiaoIl Conte
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....

            L'esempio classico che si fa per spiegare il
            concetto e' immaginare di avere un tubo
            pieno d'acqua, se ne aggiungi da un lato
            vedi che ne esce immediatamente dall'altro
            (non so se l'esempio e' chiarissimo, ma per
            iscritto non e' evidente descriverlo)
            ciononostante non dici che l'acqua ha
            attraversato istantaneamente (o quasi) il
            tubo.Il senso era quello della propagazione del segnale. In un circuito, per esempio, il fatto che gli elettroni si muovano dal - al + è per esempio solo una convenzione.Pensavo fosse la stessa cosa, dato che oltre al movimento dell'acqua nel tubo, alias gli ampere, ci sono anche i volt, che è la carica dell'elettrone.Pensavo che questa si trasferisse contestualmente agli elettroni caricati, ma evidentemene passa da elettrone a elettrone + velocemente dell'elettrone stesso.
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....

            segnale. In un circuito, per esempio, il
            fatto che gli elettroni si muovano dal - al
            + è per esempio solo una convenzione.Sicuro che sia soltanto una convenzione? Mi sa che e' cio' che accade realmente (oddio e se fossero le lacune a spostarsi dal + al - ^_^)
            Pensavo fosse la stessa cosa, dato che oltre
            al movimento dell'acqua nel tubo, alias gli
            ampere, ci sono anche i volt, che è la
            carica dell'elettrone.????? Non ho troppo ben capito, gli ampere (cioe' la corrente) e' la variazione di carica per unita di tempo (dQ/dt) se i miei ricordi di elettrotecnica non mi tradiscono.
          • Anonimo scrive:
            Re: ehm... beh ....

            Il senso era quello della propagazione del
            segnale. In un circuito, per esempio, il
            fatto che gli elettroni si muovano dal - al
            + è per esempio solo una convenzione.Ne sei certo? a me pare sia esattamente cio' che accade fisicamente (e se fossero le lacune a fluire dal + al - ^_^ )
            Pensavo fosse la stessa cosa, dato che oltre
            al movimento dell'acqua nel tubo, alias gli
            ampere, ci sono anche i volt, che è la
            carica dell'elettrone.????? Gli ampere o meglio la corrente, se i miei ricordi di elettrotecnica non mi tradiscono, e' la variazione di carica per unita' di tempo (dQ/dt se vogliamo usare le eq. differenziali), cosa vuol dire ci sono i volt che e' la carica dell'elettrone?Il Conte
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm...
        - Scritto da: The Raptus!
        un sistema "Von Newman" classico sì, Von Newman e Mac Redford ;-)guarda che è Von Neumann!
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm... uh..

        l'elaborazione parallela: significa che non
        uso più un sistema "Von Newman" classico perVon Neumann
        distinte: le prime tipo number cruncing lecrunchingper la precisione
    • Anonimo scrive:
      Re: ehm...
      Ma un quanto non e' una particella subatomica?- Scritto da: floods
      "...risolve tutti quei problemi legati
      proprio alla scarsa manipolabilità dei
      gruppi di particelle subatomiche (dette per
      l'appunto quanti")."

      mahhhhhhhhhhhh!
      il concetto di "quanto" nella fisica moderna
      non ha molto a che fare con i "gruppi" di
      particelle..
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm...
        Non mi sembra che siate molto informati.Ad oggi esiste già una macchina il superpirlone che utilzzando le scoregge riesce a fare fiammate dal floppy drive, riesce anche caricare Windousin soli 45 secondi.Ma finitela.
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm...
        - Scritto da: matteo s'è imparato
        cavolo grazie!
        affascinante... e come pensano di
        trasformare tutto cio' in un computer? ;-)))dunque..... pensa alla tangente ordinaria di un algoritmo sequenziale su base integrativa, dove la media dell'irraggiamento fotonico ecciti un sensore fotovoltaico...... ho reso l'idea? :)Ovviamente non ne ho la minima idea.Penso che sfruttino la proprietà che esiste nell'universo quantistico che ha una particella di assumere 2 stati contemporaneamente.Pensa ad una grafo ad albero. Un selaborazione sequenziale dovrebbe percorrere tutti i rami fino a che non trova la soluzione giusta. Un eleborazione di questo tipo, percorrerebbe ogni biforcazione contemporanemente in entrambi i rami. e questo via via. Su un numero di "foglie" finali molto alto, il guadagno in tempo sarebbe Esponenziale. In effetti per decrittare una password di 8 caratteri servirebbero al massimo 256^8 tentativi. Così solamente 256*8.Come fare questo, non ne ho la più pallida idea.E ovviamente non so nemmeno se quello che ti ho detto corrisponde a come è effettivamente implementata questa tecnica nell'elaborazione.E semplicemente un mio parere da perfetto incompetente
        • Anonimo scrive:
          Re: ehm...

          Ovviamente non ne ho la minima idea.
          Penso che sfruttino la proprietà che esiste
          nell'universo quantistico che ha una
          particella di assumere 2 stati
          contemporaneamente.non che ne sappia piu' di te, l'idea che hai espresso e' corretta in piu' per complicare un po' le cose due particelle vicine si influenzano a vicenda e cambiando lo stato di una particella cambiano leggermente gli stati delle vicine.Se qualcuno e' interessato ho visto un articolo su IEEE Spectrum di ottobre 2000 (un po' vecchiotto) e dicevano anche IBM(mi pare) fosse riuscita a creare una specie di "CPU" quantica a 5bits (o come diceva l'articolo a 5 qubit)Il conte
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm...
        - Scritto da: matteo ignorante
        Ma un quanto non e' una particella
        subatomica?Matteo, si parla di "quanti" tutte le volte che una grandezza fisica non varia con continuità, ma per "pacchetti" discreti. Pensa ad esempio allavelocità. Ituitivamente, una pallina può assumereun *qualsiasi* valore di velocità. Questo significa che la velocità varia con continuità.Ebbene, un elettrone che si muove in uno spazio molecolare non si comporta come una pallina: la sua velocità, infatti, potrà assumere solo determinati valori. Si dice che la velocità di questo elettrone è "quantizzata".
    • Anonimo scrive:
      Re: ehm...
      Forse posso aiutare: faccio il fisico e in un campo molto vicino al "quantum computing".Il vantaggio del QC non sta nel parallelismo ma in qualcosa di piu fondamentale. Un "qubit", l'equivalente quantistico del bit, non solo puo' trovarsi negli stati zero o uno ma anche in tutte le possibili "sovrapposizioni" di tali due stati. Per sovrapposizione si intende una combinazione lineare in senso algebrico. Questo è uno dei fondamenti della meccanica quantistica e bisogna averci un po' trafficato per capirlo a fondo. (scusate, non è assolutamente mia intenzione fare il superiore: è proprio così che stanno le cose. Io non capisco un sacco di cose di reti, protocolli e programmazione e non me la prendo quando se ne parla in dettaglio su questi forum...:-)Ora, questa peculiarità dei qubit cambia il concetto stesso di algoritmo. È stato dimostrato che su un computer basato su qubits è possibile scrivere l'equivalente di un algoritmo che risolva il problema della fattorizzazione dei numeri interi con complessità POLINOMIALE. Gli informatici sanno che tale problema è di complessità esponenziale nell'informatica tradizionale. Una tale possibilità sarebbe rivoluzionaria. Molti algoritmi di crittografia (tipo l'RSA) si basano sulla difficoltà intrinseca di fattorizzare numeri interi molto grandi. Con il quantum computer i metodi di crittografia tradizionali diverrebbero inutili poiché si potrebbe craccare un codice facilmente senza bisogno di chiave.Detto questo io, sulla base della mia esperienza, non ci credo alla realizzabilità pratica del quantum computer. Ma questa è un'altra storia...La IBM è molto coinvolta nella ricerca sul QC. Potete dare un'occhiata a questo documentohttp://www.research.ibm.com/quantuminfo/come punto di partenza per una ricerca di informazioni sull argomento.- Scritto da: floods
      "...risolve tutti quei problemi legati
      proprio alla scarsa manipolabilità dei
      gruppi di particelle subatomiche (dette per
      l'appunto quanti")."

      mahhhhhhhhhhhh!
      il concetto di "quanto" nella fisica moderna
      non ha molto a che fare con i "gruppi" di
      particelle..
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm...
        - Scritto da: Vinnie
        Forse posso aiutare: faccio il fisico e in
        un campo molto vicino al "quantum
        computing".
        Il vantaggio del QC non sta nel parallelismo
        ma in qualcosa di piu fondamentale. Un
        "qubit", l'equivalente quantistico del bit,
        non solo puo' trovarsi negli stati zero o
        uno ma anche in tutte le possibili
        "sovrapposizioni" di tali due stati. Per
        sovrapposizione si intende una combinazione
        lineare in senso algebrico. Questo è uno dei
        fondamenti della meccanica quantistica e
        bisogna averci un po' trafficato per capirlo
        a fondo.
        (scusate, non è assolutamente mia intenzione
        fare il superiore: è proprio così che stanno
        le cose. Io non capisco un sacco di cose di
        reti, protocolli e programmazione e non me
        la prendo quando se ne parla in dettaglio su
        questi forum...:-)

        Ora, questa peculiarità dei qubit cambia il
        concetto stesso di algoritmo. È stato
        dimostrato che su un computer basato su
        qubits è possibile scrivere l'equivalente di
        un algoritmo che risolva il problema della
        fattorizzazione dei numeri interi con
        complessità POLINOMIALE. Gli informatici
        sanno che tale problema è di complessità
        esponenziale nell'informatica tradizionale.
        Una tale possibilità sarebbe rivoluzionaria.
        Molti algoritmi di crittografia (tipo l'RSA)
        si basano sulla difficoltà intrinseca di
        fattorizzare numeri interi molto grandi. Con
        il quantum computer i metodi di crittografia
        tradizionali diverrebbero inutili poiché si
        potrebbe craccare un codice facilmente senza
        bisogno di chiave.Io sono un semplice appassionato di fisica quantistica e relatività. Ho letto alcuni libri su questi argomenti, come L'infinito, di Tulli Regge. Ovviamente sono assolutamente incompetente, ma penso che se approfondisci un po' quello che hai detto su questi algoritmi polinominali fai un piacere a me, e lasci un pezzo di cultuta in questo forum. Ovviamente saresti perfettamente IT quindi......Se poi leggi il mio post subito prima di questo, sai dirmi se come ho immaginato io è giusto? (in linea di principio)
        • Anonimo scrive:
          Re: ehm...
          - Scritto da: l

          Io sono un semplice appassionato di fisica
          quantistica e relatività. Ho letto alcuni
          libri su questi argomenti, come L'infinito,
          di Tulli Regge. Ovviamente sono
          assolutamente incompetente, ma penso che se
          approfondisci un po' quello che hai detto su
          questi algoritmi polinominali fai un piacere
          a me, e lasci un pezzo di cultuta in questo
          forum. Ovviamente saresti perfettamente IT
          quindi......
          Se poi leggi il mio post subito prima di
          questo, sai dirmi se come ho immaginato io è
          giusto? (in linea di principio)Grazie dell'apprezzamento. Io stesso non mi intendo di algoritmi quantistici, ma sono d'accordo con il tuo ragionamento. Il discorso delle 256^8 contro le 256*8 operazioni mostra in maniera intuitiva come è possibile passare dalla complessità esponenziale a quella polinomiale.Non sono in grado e non me la sento di fare "lezioni" sul tema. Trovo questo link interessante per coloro che volessero approfondirehttp://www.qubit.org/Se si segue il link "tutorials" si ha accesso a una serie di articoli di rassegna che parlano in maniera più o meno divulgativa di tutti gli aspetti del quantum information and computing.
      • Anonimo scrive:
        Re: ehm... WOW
        - Scritto da: VinnieGrazie Vinnie. Anche a me come Mc... sono un appassionato di fisica. E mi hai "illuminato".Continua pure su questi livelli, è il motivo per cui (in molti spero) rispondiamo a 'sti aricoli e posts nei forums.Grazie anche agli amici che hanno corretto la mia ortografia. Non rileggo quasi mai, neumann no ma crunching ... lo conoscevo!ciao V. e grazie ancora.
        • Anonimo scrive:
          Argh!
          Mi sorge un dubbio...E se gia' oggi aziende come la RSA e la NSA in collaborazione con IBM e company fossero gia' in grado con un chippettino quantico di decrittare real time qualsiasi trasmissione crittata ?Non lo direbbero per ovvi segreti di stato e sicurezza.Potrebbe anche esserci qualcosa del genere dietro Echelon...Cosa ne pensate ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Argh!
            - Scritto da: Dark Archon
            Mi sorge un dubbio...
            Potrebbe anche esserci qualcosa del genere
            dietro Echelon...

            Cosa ne pensate ?Sembra la trama de "I signori della truffa" con Robert Redford" :-)..Tutto puo' essere a questo mondo.
Chiudi i commenti