La scrittrice pirata e la voce dell'innocenza

Dichiara di essere contraria alla pirateria poi il figlio dice candidamente che la madre scarica musica illegalmente. Prima incolpa il figlio di essere il pirata poi promette di cancellare il corpo del reato

Roma – Si potrebbe pensare che una scrittrice di libri in tema di pirateria affermi che essa è illegale e, dato che il suo reddito dipende completamente dai diritti sulle copie vendute, si impegni in una dura campagna contro il fenomeno della pirateria in tutti settori pretendendo che si rispettino, e rispettando, i diritti in materia.
Non è stato il caso dell’autrice norvegese Anne Birkefeldt Ragde che, dopo aver rilasciato un’intervista ad un quotidiano norvegese nel quale affermava di detestare la pirateria in quanto principale ostacolo al suo lavoro e soprattutto al suo guadagno, è stata smascherata dal suo figlioletto: ha dichiarato che la madre possedeva sul suo iPod circa 1.800 brani musicali scaricati illegalmente.

Nell’intervista rilasciata al Dagens Næringsliv Radge, contrastando il punto di vista di un altro autore ben noto che aveva con lei contribuito al testo dell’intervista, ha affermato che la pirateria, essendo oramai un fenomeno di dimensioni rilevanti e con forti ripercussioni in tutti i settori, sia qualcosa da combattere ribadendo che per via di essa alle volte perdeva il sonno di notte.
“Ho capito che ho perso mezzo milione di corone (oltre 60mila euro) a causa della pirateria dei miei libri, forse di più”: ha lamentato la donna. “Non posso sopportare l’idea di rubare qualcosa a qualcuno”. L’autrice, infatti, a sostegno delle sue convinzioni ha rifiutato di autorizzare il rilascio del suo ultimo romanzo in formato audiolibro e ha anche negato la pubblicazione delle versioni russe e cinesi.

Nel corso di tutta l’intervista l’autrice ha continuato ad equiparare la copia con il furto e ha condiviso le sue simpatie con i sostenitori della lotta alla pirateria del settore musicale. Pur affermando ciò, l’autrice aveva ammesso di sostenere la pirateria quando si trattava di acquistare copie o contraffazioni di oggetti firmati come borse Prada in quanto tali oggetti hanno un prezzo molto gonfiato .

L’intervista procedeva in modo molto lineare e coerente fino a quando non è intervenuto il figlio della scrittrice, Jo Ragdes, che ha deciso di dire la sua confessando che la madre possedeva una collezione molto grande, circa 1.800 canzoni, sul suo iPod.
A seguito delle rivelazioni pubblicate nell’intervista l’autrice ha cercato di difendersi dicendo che le dichiarazioni del figlio erano state prese fuori contesto e ha dichiarato che era suo figlio Jo il pirata dei brani musicali. Inoltre, ha precisato che “la roba sul mio iPod non è rappresentativa del mio rapporto con l’industria della musica e con i loro prodotti. Devo pagare per la mia musica”. Infine ha concluso dicendo che avrebbe trovato l’iPod e avrebbe provveduto a cancellare tutta la musica in esso contenuta.

Raffaella Gargiulo

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