La semantica musicale salverà gli archivi MP3

Il progetto SIMAC si propone come la soluzione finale per l'organizzazione degli archivi musicali digitali: ad ogni traccia vengono allegati tratti descrittivi basati sulle caratteristiche del suono


Barcellona – Il progetto SIMAC (Semantic Interaction with Music Audio Contents), finanziato dalla Comunità Europea, ha l’ambizioso obiettivo di creare un “catalogatore” semantico per la musica. Uno strumento software che permetterà di allegare una descrizione digitale alle tracce audio, semplificandone l’archiviazione. Allo stesso tempo sarà possibile effettuare ricerche più dettagliate nei database musicali analizzando parametri come il timbro, ritmo, tempo e cambi di accordo.

Il prototipo – o forse bisognerebbe chiamarla versione alpha – è stato sviluppato dal Music Technology Group dell’ Universitat Pompeu Fabra di Barcellona. “L’obiettivo è quello di ottenere una completa descrizione di una traccia musicale, come farebbe un normale essere umano. Si tratta di qualcosa al di là delle attuali capacità del nostro software, ma già adesso siamo in grado di dar vita ad applicativi in grado di individuare elementi simili e quindi tracce con caratteristiche analoghe”, ha dichiarato Xavier Serra, direttore del dipartimento di ricerca catalano.

Sul sito ufficiale SIMAC sono disponibili, attualmente, tre Beta software che sfruttano il sistema di analisi semantica . Music Annotator è in grado di elaborare le tracce audio producendo meta-data descrittivi, aggiornabili anche con annotazioni personali. MusicSurfer, invece, analizzando i meta-data, permette l’archiviazione, la ricerca e la riproduzione in base a caratteristiche stabilite dall’utente. Music Reccomender, invece, rappresenta forse lo strumento più interessante sotto il profilo commerciale.

In relazione ai propri gusti, analizzati dalla piattaforma
Foafing the music – che elabora le preferenze dell’utente grazie alla compilazione di un form, al monitoraggio dei flussi di podcasting e all’analisi semantica delle tracce – vengono raccomandati nuovi artisti o tracce. In un certo senso si tratta di un sistema che spinge oltre ogni immaginazione il servizio di “segnalazione” di Amazon. Sul noto sito , infatti, ogni volta che si accede alla pagina Web di un album vengono visualizzati i link di altre produzioni musicali consigliate dagli utenti che ne hanno effettuato l’acquisto. Nel caso di “Foafing the music” si ha modo di accedere ad una comunità mondiale di appassionati che sfrutta una piattaforma di analisi semantica musicale. Ogni segnalazione è il frutto dell’esperienza condivisa e dall’analisi di migliaia di RSS feed provenienti dai siti specializzati.

Philips , partner del progetto SIMAC, dopo aver intuito le potenzialità dell’iniziativa ha dato inizio allo sviluppo di un player MP3 dotato di funzionalità analitiche. Il dispositivo sarà in grado di agevolare le operazioni di archiviazione delle proprie collezioni musicali. Secondo Serra, infatti, in presenza di voluminosi archivi musicali la classificazione diventa sempre più difficile. Le compilation di tracce MP3 sono difficilmente gestibili con il solo utilizzo dei sistemi di nominazione. La semantica musicale, in questo caso, si profilerebbe come uno strumento intuitivo per aggirare il problema.

Numerosi ricercatori nel mondo stanno portando avanti progetti simili. Lo scorso settembre vi è stato un confronto diretto durante International Conference on Music Information Retrieval presso
la Queen Mary University of London . Secondo gli esperti internazionali, SIMAC rappresenterebbe al momento la soluzione più avanzata. “Sebbene SIMAC ormai sia leader nel settore, le eventuali applicazioni commerciali sembrano essere ancora ad un stadio embrionale”, ha dichiarato Dan Ellis ricercatore presso la Columbia University di New York.

“SIMAC ha funzionato egregiamente con un database Sony di milioni di canzoni. La combinazione dei dati semantici con ricerche online contestuali riguardanti la musica ha funzionato. Il prossimo passo sarà quello di coinvolgere il grande pubblico, e le imprese ovviamente”, ha concluso Serra.

Dario d’Elia

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  • Anonimo scrive:
    Ma i film non li vedono questi ?
    Nei film, cosa succede quando degli intrusi vogliono penetrare in un sistema difeso da un rilevatore della retina ?a- creano un occhio di vetro (ma non funziona quasi mai)b- fanno un agguato a chi possiede la chiave e gliela tolgono (traduzione gli strappano l'occhio)Ora dovranno solo portargli via una pezzo di pelle...
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