La SIAE tedesca all'attacco di eDonkey

GEMA, la società degli autori e degli editori tedesca, chiede agli ISP nazionali di oscurare i siti web che pubblicano link verso i file del popolare network P2P. Una cura radicale che piacerà alle major


Berlino – Basta P2P: la cugina tedesca della SIAE , la GEMA , ha inoltrato una inedita e inaudita richiesta di collaborazione a 42 ISP sparsi su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è di assestare un duro colpo alla pirateria: stando alle richieste della Gesellschaft für musikalische Aufführungs , i fornitori di connessione dovranno bloccare l’accesso ai portali dedicati ad uno dei maggiori network P2P, eDonkey .

Si tratta di una presa di posizione senza precedenti che segna un passo ulteriore dei detentori del diritto d’autore contro la libera circolazione dell’informazione : non viene più preso di mira il download di materiale, tanto che da tempo si prende di mira anche la pubblicazione di un semplice link, ora si invoca la censura tout-court di interi siti.

GEMA ha intimato agli ISP di ricorrere a tecniche di DNS poisoning per evitare che gli utenti possano raggiungere i siti web che pubblicano link per scaricare i file su eDonkey. L’associazione ha addirittura minacciato pesanti sanzioni per tutti i provider che non vorranno o potranno adeguarsi a queste misure antipirateria.

Un metodo dall’efficacia discutibile, subito criticato da molti esponenti dei maggiori ISP nel paese. L’opinione comune di molti amministratori è che una soluzione antipirateria basata sul DNS poisoning è inutile . Infatti basta che l’utente cambi il proprio server DNS di riferimento: la conversione tra URL ed IP numerico torna ad essere normale, permettendo di accedere ai siti bloccati e proibiti.

L’ ultimatum lanciato dai guardiani del diritto d’autore pone una scadenza ben precisa: 25 luglio. Grandi nomi come T-Online ed AOL , leader nel mercato delle connessioni a banda larga, hanno prontamente accolto le richieste della GEMA.

Altri provider hanno subito messo in discussione la rilevanza giuridica della società che tutela i creativi germanofoni: aziende come Strato lasciano intendere di non volersi sottomettere al diktat della GEMA ed attendono il parere di un giudice prima di procedere. In ballo, evidentemente, c’è anche la fiducia dell’utente verso il suo provider, visto che una parte sempre più consistente degli scambi peer-to-peer è relativa a contenuti del tutto legali.

Tommaso Lombardi

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