La sicurezza dei PDA è ARMata

Seguendo le orme di altri leader del settore dei microchip, ARM ha annunciato l'integrazione nei suoi futuri chip di alcune funzioni di sicurezza pensate soprattutto per i dispositivi mobili, quali PDA e smart phone
Seguendo le orme di altri leader del settore dei microchip, ARM ha annunciato l'integrazione nei suoi futuri chip di alcune funzioni di sicurezza pensate soprattutto per i dispositivi mobili, quali PDA e smart phone


Cambridge – La sicurezza, divenuta ormai assoluta priorità nel mondo del software, sta anche dando il meglio di sé come valore aggiunto per i progettisti di hardware. L’integrazione delle funzionalità di sicurezza all’interno dei chip è infatti un fattore chiave per l’evoluzione degli attuali sistemi di autenticazione, protezione dei dati, salvaguardia della privacy e gestione delle proprietà intellettuali.

Fra i leader del settore dei microprocessori ad aver annunciato l’implementazione di funzioni di sicurezza su silicio si aggiunge anche ARM, la nota azienda inglese che progetta il cuore di quella famiglia di processori embedded utilizzati in una grande varietà di dispositivi, fra cui i PDA basati sulla piattaforma Pocket PC e alcuni dei più recenti modelli di Palm.

ARM ha presentato una nuova tecnologia, denominata TrustZone , definita come “un’estensione di sicurezza” all’architettura dei propri chip. Progettata soprattutto per i dispositivi consumer, quali PDA, smart phones e set-top box (ma anche POS e appliance di rete), TrustZone potrà essere sfruttata dai sistemi operativi più diffusi nel mondo mobile e delle appliance, quali Linux, Palm OS, Symbian OS e Windows CE, e da piattaforme applicative come Java. Sostanzialmente, la tecnologia di ARM permetterà al software di eseguire con molta più efficienza e rapidità le più comuni funzioni di sicurezza accelerando, ad esempio, l’esecuzione degli algoritmi crittografici.

ARM ha spiegato che la tecnologia TrustZone attua una netta separazione a livello di hardware fra informazioni sicure e non sicure, una caratteristica che, secondo l’azienda, “permette a codice e dati di girare fianco a fianco con un sistema operativo in modo sicuro ed efficiente, senza il rischio di essere compromessi o attaccati”.

ARM afferma che TrustZone sarà capace di proteggere con maggior efficacia gli utenti dai codici malevoli scaricati via Internet, salvaguardare la privacy e rafforzare la sicurezza delle transazioni elettroniche.

“Le preoccupazioni relative alla sicurezza, sia per quanto riguarda le applicazioni tradizionali che quelle mobili, sta divenendo la prima priorità per gli operatori, i fornitori di servizi e i consumatori, soprattutto per quello che riguarda la protezione e l’integrità dei dati”, ha dichiarato Richard York, Secure Technology Program manager di ARM.

TrustZone diverrà una feature standard nella sesta generazione dell’architettura ARM, il cui debutto è previsto per la fine dell’anno. Tecnologie simili verranno implementate nel prossimo futuro da Intel , AMD , Transmeta e altri leader del settore dei microprocessori.

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27 05 2003
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