La Svizzera censura certi siti internet?

Alcune segnalazioni fanno temere che l'accesso ad alcuni siti, come rotten.com, siano stati vietati. Non si hanno ancora tutte le conferme


Roma – Tutte le conferme che servirebbero non sono ancora arrivate e dunque il condizionale è d’obbligo. Ma le segnalazioni giunte in redazione sono piuttosto allarmanti: c’è della censura preventiva in Svizzera per quanto riguarda internet?

Le segnalazioni si limitano a descrivere la situazione di Ticino.com , provider che commercializza i propri servizi nell’omonimo Cantone svizzero. A quanto pare, gli utenti di quel provider non possono accedere ad alcuni siti dai contenuti “forti”, una censura che sarebbe da ascrivere a quanto deciso dalla Polizia elvetica.

In particolare, secondo Massimo Moltoni, il primo utente ad aver segnalato la cosa, sarebbe ormai impossibile collegarsi al sito rotten.com, un sito reso celebre dai propri contenuti di dubbio gusto realizzati allo scopo di “scioccare” i propri utenti.

Provando ad accedere alle pagine di quel sito apparirebbe l’inquietante segnalazione:

“Error – Access denied
The page yoùve requested has been blocked on 29.10.2001 as requested by the Swiss Federal Police, because of its illegal pornographic and/or violent contents.
It’s therefore impossible to access the page”

(trad: “Accesso negato – La pagina richiesta è stata bloccata il 29.10.2001 come richiesto dalla Polizia federale svizzera a causa dei suoi contenuti pornografici o violenti. E’ dunque impossibile accedere alla pagina”).

Si tratta di un testo che appare ancor più inquietante perché sembra indicare che l’attività censoria riguardi una molteplicità di siti e non il solo rotten.com. La speranza è di poter avere entro alcuni giorni una chiara smentita o quantomeno una rassicurante chiarificazione da parte del provider ticinese o delle autorità elvetiche. Gli utenti di provider svizzeri sono naturalmente invitati a raccontare la propria esperienza.

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  • Anonimo scrive:
    Sicurezza? Ne siamo sicuri?
    Peccato che i professinisti dell'IT sono tutti ignorantoni per quanto riguarda il tema sicurezza. Del resto chi gli dovrebbe insegnare a rendere sicure le macchine connesse in rete? Qui in italia per esempio non c'è proprio nulla! E d'altra parte il vero smanettone appassionato di sicurezza a che titolo si presenterebbe a lavorare presso un'azienda o un gruppo di consulenza (ammesso che voglia farlo)? A me sembra una storia ridicola.....
    • Anonimo scrive:
      Re: Sicurezza? Ne siamo sicuri?

      Peccato che i professinisti dell'IT sono
      tutti ignorantoni per quanto riguarda il
      tema sicurezza.non del tutto...comunque...
      Del resto chi gli dovrebbe
      insegnare a rendere sicure le macchine
      connesse in rete? Qui in italia per esempio
      non c'è proprio nulla!c'e m$ che insegna ad installare le patch...ma visto come girano i worm si vede che dormono tutti alle lezioni...
      E d'altra parte il
      vero smanettone appassionato di sicurezza a
      che titolo si presenterebbe a lavorare
      presso un'azienda o un gruppo di consulenza
      (ammesso che voglia farlo)? un idea portrebbe essere quella di bucare il sistema (anche se ci sono modi piu facili di mandare il curriculum)...ma non si sa mai come si va a finire...e poi i veri appasionati se ne fregano dei soldi...anche se i soldi sotto certe condizioni, non fanno mai schifo a nessuno
      A me sembra una
      storia ridicola.....vabbe...quasi tutte le storie che si raccontano sono incredibili...giornale...200 pagine...due articoli (una ventina di righe ogniuna) interessanti...e uno spreco di alberi pazzesco...
      • Anonimo scrive:
        Re: Sicurezza? Difficile a dirsi!
        Continuamente vengono implementati nuovi servizi di rete, diversi dei quali destinati ad entrare nel quotidiano e nel campo delle transazioni finanziarie. Se dovessimo pensare a quanti "bachi" sono scoperti ogni giorno nei migliori software di ogni genere, come si può pensare che l'utilizzo indiscriminato delle ITC nei suddetti ambiti possa essere del tutto esente da rischi? Non si rischia, invece, di "consegnare" le risorse finanziare, economiche, ecc. utilizzate, in mano ad una ristretta nicchia di persone in grado di "bacare" le tecnologie?
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