L'allarme silenzioso

Un dispositivo che sfrutta la community per recuperare le bici rubate

La riscoperta della bicicletta come mezzo di trasporto cittadino nasconde una grande insidia, il furto. Un fenomeno attualmente in clamorosa espansione negli USA, dove non a caso stanno fiorendo molte soluzioni hi-tech per blindare la bicicletta. Al fianco di Lock8, vincitore dell’ultimo Disrupt Battlefield Europe svolto a fine ottobre a Berlino, e del BitLock sviluppato da una società di San Francisco, arriva ora Cricket, mini dispositivo ideato per evitare brutte sorprese.

Realizzato dai due ingegneri israeliani Yariv Bash e Sandy Hefftz, Cricket è un allarme silenzioso che, sfruttando l’apposita applicazione, invierà una notifica sullo smartphone ogni volta che qualcuno tenterà di soffiarvi la bicicletta o lo scooter. A differenza degli altri dispositivi, infatti, Cricket può essere utilizzato anche su moto di varia grandezza e per ottenere una maggiore efficacia va posizionato sotto la sella del mezzo, in modo da restare invisibile agli occhi del ladro.

Spesso nove millimetri e pesante meno di venti grammi, sfrutta la tecnologia Bluetooth 4.0 che riduce al minimo i consumi allungando l’autonomia della batteria, stimata in almeno un anno di vita e comunque facilmente sostituibile dall’utente. Compatibile solo con dispositivi iOS (iPhone 4S, iPad di terza generazione e iPod Touch in poi, mentre più avanti arriverà la versione Android), Cricket integra un accelerometro MEMS a tre assi ed ha un raggio di attività pari a 50 metri. Non il massimo per chi desidera parcheggiare la bicicletta per passeggiare, è l’ideale per chi invece compie delle commissioni in giro per la città pedalando.

L’asso nella manica di Cricket, però, sta nel lavoro di squadra della comunità . Ogni volta che un mezzo viene rubato, gli smartphone di tutti gli utilizzatori diventano sensori sparsi per la città, così per rintracciarla è sufficiente che uno di loro si trovi nelle vicinanze della bicicletta per avere una notifica immediata con le esatte coordinate della nuova posizione. Lanciato su Indiegogo per raccogliere 30mila dollari, Cricket ha ottenuto subito molti consensi anche grazie ai soli 39 dollari necessari per prenotarlo. Le prime consegne avverranno in primavera e la spedizione è gratuita in tutto il mondo.

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  • Leguleio scrive:
    Riprendendo il discorso
    Era saltato fuori che degli studenti australiani stanno per lanciare un servizio di consegna libri a domicilio attraverso esacotteri intelligenti. Mi autocito, avevo esposto le mie perplessità (ultimo capoverso):http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3928372&m=3930132#p3930132Bene, ora Amazon lancia i suoi, e le mie perplessità sono confermate al 100 %: pacchi non superiori a 2,5 chili, e distanze non superiore ai 16 chilometri dal deposito:http://www.repubblica.it/economia/2013/12/02/news/amazon_droni_consegne-72483088/?ref=HRERO-1Per tutto il resto (che secondo me è la maggior parte, perché Amazon non ha depositi in ogni quartiere) il fattorino con il mezzo sarà ancora necessario.
  • Luke1 scrive:
    Un impatto pesante
    I droni aerei, intesi come velivoli pilotati a distanza ma anche e soprattutto con autonome capacità sia di pilotaggio che di portare a termine dei compiti, avranno un pesante impatto su vari comparti dei trasporti oltre che nell'aviazione militare. Nel campo degli aerei di linea si stanno già sperimentando aeromobili capaci di effettuare in autonomia tutte le procedure di volo, dal decollo all'atterraggio fino all'aggancio ai gate. In ambito militare si nota l'esponenziale aumento di missioni compiute da droni, mentre altri velivoli simili, più sofisticati e con ben altro potenziale bellico, sono in preparazione. E' per questo che, ad esempio, non avremmo dovuto impegnarci in questa faccenda degli F-35, perché la loro utilità sul lungo termine è dubbia. Infine i droni aerei rivoluzioneranno il concetto di sorveglianza e ricognizione, e avranno delle ricadute anche sul mondo dei corrieri e delle consegne a domicilio.
    • Leguleio scrive:
      Re: Un impatto pesante

      I droni aerei, intesi come velivoli pilotati a
      distanza ma anche e soprattutto con autonome
      capacità sia di pilotaggio che di portare a
      termine dei compiti, Il termine ufficiale è UAV: veicolo aereo senza pilota. Il soprannome "drone" si riferisce al ronzio del motore, anche se non è escluso un riferimento al fuco, l'altro significato, perché è privo... di pungiglione.
      avranno un pesante impatto
      su vari comparti dei trasporti oltre che
      nell'aviazione militare. Nel campo degli aerei di
      linea si stanno già sperimentando aeromobili
      capaci di effettuare in autonomia tutte le
      procedure di volo, dal decollo all'atterraggio
      fino all'aggancio ai gate. Se la gente non si fida, le compagnie ci penseranno bene prima di impiegarli. :|Tra l'altro il vantaggio di usare UAV per pacifici voli di linea è dubbio, visto che il costo di un volo è per la maggior parte nel carburante, nell'ammortamento del prezzo dell'aeromobile, e nella manutenzione periodica obbligatoria. I due piloti non costano granché in percentuale. Anche gli UAV impiegati per scopi militari sono utili perché in caso di abbattimento non si perde un addestrato pilota, non sempre facilmente sostituibile. Mica per spendere di meno...
      In ambito militare si
      nota l'esponenziale aumento di missioni compiute
      da droni, mentre altri velivoli simili, più
      sofisticati e con ben altro potenziale bellico,
      sono in preparazione. Quale sarebbe questo "altro potenziale bellico"?E quali sarebbero questi altri velivoli?
      E' per questo che, ad
      esempio, non avremmo dovuto impegnarci in questa
      faccenda degli F-35, perché la loro utilità sul
      lungo termine è dubbia. Questa affermazione mi ricorda la barzelletta dei genitori scozzesi. Un bambino è perplesso perché ha le scarpe lunghe il triplo del suo piede, e la madre esclama: "Poche storie, fra sei anni vedrai che ti andranno benissimo". :DNegli acquisti di equipaggiamento militare si ragiona sul presente, non sul futuro e sul futuribile.
      Infine i droni aerei
      rivoluzioneranno il concetto di sorveglianza e
      ricognizione, Per i Paesi che se li possono permettere.Sono ancora piuttosto cari. :
      e avranno delle ricadute anche sul
      mondo dei corrieri e delle consegne a
      domicilio.I corrieri, forse sì.Francamente, che mi consegnino a domicilio un articolo ordinato su Amazon con un aeroplanino telecomandato fa parte di un immaginario da Albo di Topolino degli anni Settanta, e ha ben poca attinenza col mondo reale.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 novembre 2013 20.32-----------------------------------------------------------
      • Luke1 scrive:
        Re: Un impatto pesante
        - Scritto da: Leguleio
        Se la gente non si fida, le compagnie ciLa "gente" sono animali che fanno fatica a cambiare abitudine. Ho letto che in un recente sondaggio il 75% degli intervistati riteneva di essere in grado di condurre un'automobile meglio del sistema di autoguida di Google. Un'opinione informatissima, suppongo, chissà quanti degli intervistati conoscevano la tecnologia driverless di Mountain View oppure il fatto che abbia già percorso 500.000 km in posti come le strade di San Francisco senza un incidente. Cosa cambierà la percezione di queste tecnologie? Il dato empirico osservato e confermato giorno per giorno: una volta che la gente di cui sopra realizzerà che la guida autonoma è più sicura di un'auto con homo sapiens a bordo riuscirà a salire anche su un aereo autopilotato senza tanti problemi.
        penseranno bene prima di impiegarli.
        :|
        Tra l'altro il vantaggio di usare UAV per
        pacifici voli di linea è dubbio, visto che il
        costo di un volo è per la maggior parte nel
        carburante, nell'ammortamento del prezzo
        dell'aeromobile, e nella manutenzione periodica
        obbligatoria. I due piloti non costano granché in
        percentuale.Insomma. Con riferimento alle low cost non sottovaluterei neanche questo fattore.

        Anche gli UAV impiegati per scopi militari sono
        utili perché in caso di abbattimento non si perde
        un addestrato pilota, non sempre facilmente
        sostituibile. Mica per spendere di
        meno...
        Non direi proprio che la salvaguardia del pilota sia l'unico elemento che sta favorendo i droni. Ci sono alcuni droni, come il Global Hawk, che in pratica non richiedono alcun intervento umano a parte l'ordine di decollare e atterrare, lo si preferisce ad un aereo con equipaggio perché costerebbe molto di più. Inoltre i droni stanno evolvendo dal punto di vista dell'autonomia e ora potrebbero essere in grado di decollare, svolgere la propria missione e atterrare senza la supervisione di un pilota umano, anche se nelle missioni in cui si prevede l'uso delle armi la decisione finale spetta sempre al pilota, in modo che la stampa non possa dire che qualcuno è stato ucciso da una macchina.

        Quale sarebbe questo "altro potenziale bellico"?
        E quali sarebbero questi altri velivoli?Tutti si stanno muovendo in questa direzione, l'idea è che anche in una eventuale operazione di supremazia aerea o nella razionalizzazione del carico di una portaerei gli UAV diano un netto vantaggio. La Cina sta sviluppando Sharp Sword, un attack UAV con caratteristiche stealth. La USAF invece ha sviluppato il QF-16. Niente di eccezionale di per se: in fondo è solo un F-16 Falcon, ma è un bel salto in termini di potenziale bellico rispetto al classico drone. La britannica BAE Systems sta sviluppando Tanaris, un bombardiere stealth con un'apertura alare di 10 metri completamente autonomo, capace di superare la velocià del suono, di rifornirsi in volo, di evadere gli attacchi e di identificare gli obiettivi autonomamente dopo la conferma a procedere.
        Questa affermazione mi ricorda la barzelletta dei
        genitori scozzesi. Un bambino è perplesso perché
        ha le scarpe lunghe il triplo del suo piede, e la
        madre esclama: "Poche storie, fra sei anni vedrai
        che ti andranno benissimo".
        :DDavvero? Io ho pensato esattamente alla medesima barzelletta quando ho sentito alcuni alti ufficiali della nostra aviazione militare sostenere che l'acquisto degli F-35 era indispensabile perché sarebbero stati la chiave di volta della nostra aeronautica per i prossimi 20-30 anni.
        Negli acquisti di equipaggiamento militare si
        ragiona sul presente, non sul futuro e sul
        futuribile.Appunto.



        Infine i droni aerei

        rivoluzioneranno il concetto di sorveglianza
        e

        ricognizione,

        Per i Paesi che se li possono permettere.
        Sono ancora piuttosto cari. :



        e avranno delle ricadute anche sul

        mondo dei corrieri e delle consegne a

        domicilio.

        I corrieri, forse sì.
        Francamente, che mi consegnino a domicilio un
        articolo ordinato su Amazon con un aeroplanino
        telecomandato fa parte di un immaginario da Albo
        di Topolino degli anni Settanta, e ha ben poca
        attinenza col mondo
        reale.Davvero? L'australiana Zookal intende offrire la consegna a richiesta di libri tramite droni. Gli studenti scaricheranno un'applicazione per il lo smartphone e un UAV (un hexacopter) partirà dal centro di smistamento della Zookal con le coordinate GPS del cliente. Questo drone incorporerà sistemi di anticollisione per evitare alberi ed edifici, inoltre il cliente potrà seguire il tragitto del drone direttamente dalla app di cui sopra. Intanto, il progetto Matternet è in fase di studio da parte di una compagnia di Silicon Valley, trattasi di un network di droni per consegnare medicinali e beni di prima necessità ai villaggi africani più inaccessibili, l'UAV è un quadrocopter, che nella sua versione più avanzata dovrebbe essere in grado di trasportare fino a 1.000kg.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 novembre 2013 23.19-----------------------------------------------------------
        • Leguleio scrive:
          Re: Un impatto pesante


          Se la gente non si fida, le compagnie ci

          La "gente" sono animali che fanno fatica a
          cambiare abitudine. E per pura combinazione è anche quella che paga il trasporto aereo. Chi vuole fallire non ha che da sfidare i gusti della gente: libri in tribunale assicurati!
          Ho letto che in un recente
          sondaggio il 75% degli intervistati riteneva di
          essere in grado di condurre un'automobile meglio
          del sistema di autoguida di Google. Come facessero a sapere come funziona, visto che non è pubblicamente testabile su strada per una prova sul campo, lo sanno solo loro. Sciocco il sondaggio, e sciocco chi vi risponde. :|
          una volta che la gente di cui sopra
          realizzerà che la guida autonoma è più sicura di
          un'auto con homo sapiens a bordo riuscirà a
          salire anche su un aereo autopilotato senza tanti
          problemi.E una volta che il Sole si sarà dilatato la vita sulla terra scomparirà. Mancano 3 miliardi e mezzo di anni.Parliamo del presente, gli affari si fanno basandosi su quello.

          Tra l'altro il vantaggio di usare UAV per

          pacifici voli di linea è dubbio, visto che il

          costo di un volo è per la maggior parte nel

          carburante, nell'ammortamento del prezzo

          dell'aeromobile, e nella manutenzione periodica

          obbligatoria. I due piloti non costano granché
          in

          percentuale.
          Insomma. Con riferimento alle low cost non
          sottovaluterei neanche questo
          fattore.Perfino le low cost hanno personale di volo. Certo, costeranno meno che i piloti, ma sono insostituibili per ragioni di sicurezza (in tutti i sensi: anche sicurezza psicologica).

          Anche gli UAV impiegati per scopi militari sono

          utili perché in caso di abbattimento non si
          perde

          un addestrato pilota, non sempre facilmente

          sostituibile. Mica per spendere di

          meno...

          Non direi proprio che la salvaguardia del pilota
          sia l'unico elemento che sta favorendo i droni.
          Ci sono alcuni droni, come il Global Hawk, che in
          pratica non richiedono alcun intervento umano a
          parte l'ordine di decollare e atterrare, lo si
          preferisce ad un aereo con equipaggio perché
          costerebbe molto di più. Vorrei tanto vedere questi calcoli che fai.Un pilota militare prende lo stipendio sia che voli, sia che stia a terra.Ci saranno indennità aggiuntive per ogni volo, ma di base lo Stato spende comunque.
          Inoltre i droni stanno
          evolvendo dal punto di vista dell'autonomia e ora
          potrebbero essere in grado di decollare, svolgere
          la propria missione e atterrare senza la
          supervisione di un pilota umano, anche se nelle
          missioni in cui si prevede l'uso delle armi la
          decisione finale spetta sempre al pilota, in modo
          che la stampa non possa dire che qualcuno è stato
          ucciso da una
          macchina.E a questo punto anche quel poco risparmio sparisce.L'unica differenza è che il pilota non percepisce l'indennità di rischio, visto che se ne sta al caldo in una torre di controllo. Capirai...

          Quale sarebbe questo "altro potenziale bellico"?

          E quali sarebbero questi altri velivoli?


          Tutti si stanno muovendo in questa direzione,"Tutti" chi? Nel "tutti" c'è anche il fioraio sotto casa mia?
          La Cina sta sviluppando Sharp Sword,
          un attack UAV con caratteristiche stealth. La
          USAF invece ha sviluppato il QF-16. Niente di
          eccezionale di per se: in fondo è solo un F-16
          Falcon, ma è un bel salto in termini di
          potenziale bellico rispetto al classico drone. Ci sono gli UAV classici, ora? E gli UAV hip hop?
          La
          Royal British AirForce sta sviluppando Tanaris,
          un bombardiere stealth con un'apertura alare di
          10 metri completamente autonomo, capace di
          superare la velocià del suono, di rifornirsi in
          volo, di evadere gli attacchi Evitare gli attacchi, casomai.
          e di identificare
          gli obiettivi autonomamente dopo la conferma a
          procedere.Tanto entusiasmo da pieghevole turistico per evitare espressioni simili a "bombe intelligenti". E credo di sapere il perché: le "bombe intelligenti" in Iraq non hanno fatto una bella figura, no no.Meglio tornare ai piloti deficienti, se il sucXXXXX auspicato è quello dell'Iraq.

          Questa affermazione mi ricorda la barzelletta
          dei

          genitori scozzesi. Un bambino è perplesso perché

          ha le scarpe lunghe il triplo del suo piede, e
          la

          madre esclama: "Poche storie, fra sei anni
          vedrai

          che ti andranno benissimo".

          :D

          Davvero? Io ho pensato esattamente alla medesima
          barzelletta quando ho sentito alcuni alti
          ufficiali della nostra aviazione militare
          sostenere che l'acquisto degli F-35 era
          indispensabile perché sarebbero stati la chiave
          di volta della nostra aeronautica per i prossimi
          20-30 anni.Nome e cognome di questi alti ufficiali, voglio controllare.Tolto che la decisione finale non spetta agli ufficiali, ma al parlamento. Loro sono i consulenti, e nemmeno gli unici.

          I corrieri, forse sì.

          Francamente, che mi consegnino a domicilio un

          articolo ordinato su Amazon con un aeroplanino

          telecomandato fa parte di un immaginario da Albo

          di Topolino degli anni Settanta, e ha ben poca

          attinenza col mondo

          reale.

          Davvero? L'australiana Zookal intende offrire la
          consegna a richiesta di libri tramite droni. Chi non conosce l'australiana Zookal? Ecco come si presenta uno dei membri:[img]http://www.zookal.com/skin/frontend/zookal/2013/images/team/greyscale/xchris-zaharia.jpg.pagespeed.ic.fFlBDuFLZJ.jpg[/img]Cosa non si fa per farsi pubblicità... (rotfl)
          Intanto, il progetto Matternet
          è in fase di studio da parte di una compagnia di
          Silicon Valley, trattasi di un network di droni
          per consegnare medicinali e beni di prima
          necessità ai villaggi africani più inaccessibili,Questo lo ritengo già più plausibile. Si usa una tecnologia nuova laddove quella tradizionale sarebbe inservibile o troppo lenta.In Australia le strade asfaltate esistono, e gli scooter e i furgoncini pure. Il vantaggio economico di un esacottero per le consegne non lo vedo proprio. Va bene giusto una volta per impressionare gli amici, lo farei anche io: mi farei portare un piatto di maccheroni all'arrabbiata caldi caldi fuori dall'ufficio. Ma giusto una volta. ;)
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante
            - Scritto da: Leguleio
            E per pura combinazione è anche quella che paga
            il trasporto aereo. Chi vuole fallire non ha che
            da sfidare i gusti della gente: libri in
            tribunale
            assicurati!I gusti? Magari un tempo c'era anche chi preferiva viaggiare a dorso d'asino.
            E una volta che il Sole si sarà dilatato la vita
            sulla terra scomparirà. Mancano 3 miliardi e
            mezzo di
            anni.
            Parliamo del presente, gli affari si fanno
            basandosi su
            quello.Con la differenza che in questo caso ci vorrà qualcosa di meno di 3 miliardi di anni.
            Perfino le low cost hanno personale di volo.
            Certo, costeranno meno che i piloti, ma sono
            insostituibili per ragioni di sicurezza (in tutti
            i sensi: anche sicurezza
            psicologica).Tanto per iniziare credo che elimineranno uno dei due piloti.
            E a questo punto anche quel poco risparmio
            sparisce.
            L'unica differenza è che il pilota non percepisce
            l'indennità di rischio, visto che se ne sta al
            caldo in una torre di controllo.
            Capirai...Non so per quanto tempo però. Il ruolo del pilota, o il fatto stesso che ad azionare l'attacco debba essere un pilota, potrebbe cambiare.
            "Tutti" chi? Nel "tutti" c'è anche il fioraio
            sotto casa
            mia?Negli esempi che ti ho fatto è menzionata la Cina per l'Asia, gli USA, e l'Inghilterra per l'Europa. Per tutti intendevo tutte le principali superpotenze.

            Ci sono gli UAV classici, ora? E gli UAV hip hop?
            Un drone classico è certamente il MQ-1 Predator (il più amato dagli americani), di solito usato in modalità manuale, piccolo, poco armato. Gli UAV oggi in fase di sviluppo non assomigliano al Predator ma puntano a sostituire i caccia e i bombardieri tradizionali (con pilota, nel caso pensassi che per tradizionali intendo i bombardieri al ragù come li faceva la nonna).
            Tanto entusiasmo da pieghevole turistico per
            evitare espressioni simili a "bombe
            intelligenti". E credo di sapere il perché: le
            "bombe intelligenti" in Iraq non hanno fatto una
            bella figura, no
            no.
            Meglio tornare ai piloti deficienti, se il
            sucXXXXX auspicato è quello
            dell'Iraq.La tua retorica vagamente tecnofoba mi sta quasi facendo commuovere. Peccato che i piloti deficienti, coadiuvati da bombe altrettanto stupide, abbiano raso al suolo Dresda. Le bombe intelligenti, lanciate da piloti deficienti, hanno fatto meno vittime. Magari gli UAV intelligenti, con bombe intelligenti, ne faranno ancora meno, ma questo penso che ai vertici militari interessi ben poco, e che puntino sugli UAV per ragioni prettamente strategiche.
            Nome e cognome di questi alti ufficiali, voglio
            controllare.Che pena che mi dai, recuperare nomi che avrei preferito dimenticare:il colonnello Giuseppe Lupoli, del segretariato generale della Difesa. L'F-35, sostiene, «rappresenta la spina dorsale della forza aerea nazionale dei prossimi 40 anni.
            Tolto che la decisione finale non spetta agli
            ufficiali, ma al parlamento. Loro sono i
            consulenti, e nemmeno gli unici. Ti illudi. La decisione finale l'ha presa qualcun altro in qualche altra sede, non c'è nessun altra spiegazione per una scelta che va contro ogni logica.
            Chi non conosce l'australiana Zookal? Ecco come
            si presenta uno dei
            membri:
            [img]http://www.zookal.com/skin/frontend/zookal/20
            Cosa non si fa per farsi pubblicità... (rotfl)Beh, hai visto? Ora tu la conosci. Hai fatto un passo avanti. Quanto alla foto, mi sembra che il tale in questione stia indossando un Oculus Rift. Attento a prenderlo per i fondelli per questo, tra qualche anno potrebbe avercelo anche tuo cugino (tu no, naturalmente).

            In Australia le strade asfaltate esistono, e gli
            scooter e i furgoncini pure. Il vantaggio
            economico di un esacottero per le consegne non lo
            vedo proprio.
            Starà forse nel fatto che non paghi il corriere?
            Va bene giusto una volta per impressionare gli
            amici, lo farei anche io: mi farei portare un
            piatto di maccheroni all'arrabbiateUn po' pesantucci, fossi in te opterei per una pizza:http://www.adweek.com/adfreak/dominos-tests-delivery-pizza-remote-controlled-drone-150259
          • fabland scrive:
            Re: Un impatto pesante
            Purtroppo nemmeno la pizzaAvevo pensato di usare dei droni per consegne di cibo (vuoi mettere laXXXXXta ?)Ma ho scoperto che da noi qualsiasi oggetto che pesa PIU di 25 grammi deve sottostare alle regole ENAC. Il che significa che per fare volare (legalmente) un drone portapizza in Italia devi avere un brevetto di volo.Giusto o sbagliato che sia e' cosi'...
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante
            Sì Fabland, immagino, ma con i precedenti di questo paese mi sarebbe sembrato strano il contrario. - Scritto da: fabland
            Purtroppo nemmeno la pizza

            Avevo pensato di usare dei droni per consegne di
            cibo (vuoi mettere laXXXXXta
            ?)
            Ma ho scoperto che da noi qualsiasi oggetto che
            pesa PIU di 25 grammi deve sottostare alle regole
            ENAC. Il che significa che per fare volare
            (legalmente) un drone portapizza in Italia devi
            avere un brevetto di
            volo.

            Giusto o sbagliato che sia e' cosi'...
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante


            E per pura combinazione è anche quella che
            paga

            il trasporto aereo. Chi vuole fallire non ha
            che

            da sfidare i gusti della gente: libri in

            tribunale

            assicurati!

            I gusti? Magari un tempo c'era anche chi
            preferiva viaggiare a dorso
            d'asino.E c'è ancora oggi, non foss'altro che in certi sentieri di montagna un fuoristrada non ci passa, e una moto da enduro può trasportare poco carico. L'imprenditore in grado di cambiare i gusti della gente dall'oggi al domani, secondo la propria convenienza, deve ancora nascere. È meglio assecondarli.
            Con la differenza che in questo caso ci vorrà
            qualcosa di meno di 3 miliardi di
            anni.Cambia qualcosa?Non si possono fare progetti che comportano investimenti basandosi su un pubblico che non esiste. E su una legislazione internazionale ancora tutta da scrivere (allo stato gli UAV per voli di linea non sono previsti).

            Perfino le low cost hanno personale di volo.

            Certo, costeranno meno che i piloti, ma sono

            insostituibili per ragioni di sicurezza (in
            tutti

            i sensi: anche sicurezza

            psicologica).

            Tanto per iniziare credo che elimineranno uno dei
            due piloti.No: è obbligatorio per legge:http://www.easyviaggio.com/attualita/senza-co-pilota-non-si-vola-5681

            E a questo punto anche quel poco risparmio

            sparisce.

            L'unica differenza è che il pilota non
            percepisce

            l'indennità di rischio, visto che se ne sta
            al

            caldo in una torre di controllo.

            Capirai...

            Non so per quanto tempo però. Il ruolo del
            pilota, o il fatto stesso che ad azionare
            l'attacco debba essere un pilota, potrebbe
            cambiare.È la terza volta che parli per ipotesi. Ma guarda che le ipotesi le sappiamo fare tutti, basta un pizzico di fantasia.Atteniamoci ai fatti, che ci raccontano una storia diversa: gli UAV sono nati per eseguire operazioni rischiose, nelle quali la perdita o la cattura di un pilota avrebbe avuto conseguenze pesanti. Lo stipendio del pilota non c'entra.

            "Tutti" chi? Nel "tutti" c'è anche il fioraio

            sotto casa

            mia?

            Negli esempi che ti ho fatto è menzionata la Cina
            per l'Asia, gli USA, e l'Inghilterra per
            l'Europa. Per tutti intendevo tutte le principali
            superpotenze.Ah, ecco... è un po' diverso. Non vorrei che si dicesse che ora a Timor Est stanno pensando agli UAV di ultima generazione.



            Ci sono gli UAV classici, ora? E gli UAV hip
            hop?



            Un drone classico è certamente il MQ-1 Predator
            (il più amato dagli americani), di solito usato
            in modalità manuale, piccolo, poco armato. Gli
            UAV oggi in fase di sviluppo non assomigliano al
            Predator ma puntano a sostituire i caccia e i
            bombardieri tradizionali (con pilota, nel caso
            pensassi che per tradizionali intendo i
            bombardieri al ragù come li faceva la
            nonna).Hai un'interessante terminologia per classificare gli UAV. Solo che questa terminologia non coincide con quella di chi li produce:http://personal.mecheng.adelaide.edu.au/maziar.arjomandi/Aeronautical%20Engineering%20Projects/2006/group9.pdfLa dizione "UAV classics" non compare. E nemmeno quella di UAV della nonna (e forse sarebbe più logica quest'ultima).

            Tanto entusiasmo da pieghevole turistico per

            evitare espressioni simili a "bombe

            intelligenti". E credo di sapere il perché:
            le

            "bombe intelligenti" in Iraq non hanno fatto
            una

            bella figura, no

            no.

            Meglio tornare ai piloti deficienti, se il

            sucXXXXX auspicato è quello

            dell'Iraq.

            La tua retorica vagamente tecnofoba mi sta quasi
            facendo commuovere. Si chiama realismo.Ma tu chiamala pure tecnofobia, se ti piace. Alla fine, le armi e i mezzi acquistati dagli eserciti sempre quelli rimangono. Non li cambiano perché tu su PI esprimi idee critiche.
            Peccato che i piloti
            deficienti, coadiuvati da bombe altrettanto
            stupide, abbiano raso al suolo Dresda. Lo scopo era quello. Gli inglesi non desideravano altro.
            Le bombe
            intelligenti, lanciate da piloti deficienti,
            hanno fatto meno vittime. Magari gli UAV
            intelligenti, con bombe intelligenti, ne faranno
            ancora meno, ma questo penso che ai vertici
            militari interessi ben poco, e che puntino sugli
            UAV per ragioni prettamente
            strategiche.Io aggiungerei anche un altro scopo: per far sognare le persone con una fantasia galoppante come te. Su che argomento si fanno i filmini, altrimenti?
            il colonnello Giuseppe Lupoli, del segretariato
            generale della Difesa. L'F-35, sostiene,
            «rappresenta la spina dorsale della forza
            aerea nazionale dei prossimi 40
            anni.L'ho trovato citato solo su L'Adige, guarda caso:http://www.ladige.it/articoli/2013/01/24/l-aeronautica-attacco-caccia-f-35-servonoE su alti giornalucci di provincia.Su questo articolo de <I
            L'espresso </I
            , Lupoli non parla di "prossimi 40 anni":http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2013/06/25/news/f35-un-azzardo-miliardario-1.55848E nemmeno in questo video:http://www.youtube.com/watch?v=sQlp8NzzfVQMolti giornali italiani mettono il virgolettato a frasi mai pronunciate. Bisogna sempre cercare i riscontri. :|

            Tolto che la decisione finale non spetta agli

            ufficiali, ma al parlamento. Loro sono i

            consulenti, e nemmeno gli unici.

            Ti illudi. La decisione finale l'ha presa qualcun
            altro in qualche altra sede, non c'è nessun altra
            spiegazione per una scelta che va contro ogni
            logica.Allora non avrebbe senso appellarsi ai militari e alle loro dichiarazioni. Dovrebbero essere i primi a lamentarsi che questa scelta è sbagliata, e che nessuno li ascolta, invece dal punto di vista economico l'appoggiano.
            Quanto alla foto, mi sembra che il
            tale in questione stia indossando un Oculus Rift.
            Attento a prenderlo per i fondelli per questo,
            tra qualche anno potrebbe avercelo anche tuo
            cugino (tu no,
            naturalmente).Spero non per fare la fototessera, però, come il tizio australiano.Per il passaporto non l'accettano.



            In Australia le strade asfaltate esistono, e
            gli

            scooter e i furgoncini pure. Il vantaggio

            economico di un esacottero per le consegne
            non
            lo

            vedo proprio.



            Starà forse nel fatto che non paghi il corriere? Il carburante per gli esacotteri si paga comunque, e consumano, e idem gli esacotteri stessi, che proprio gratis non sono. Davvero quei tre studenti hanno le risorse, economiche oltre che logistiche e operative, per una cosa del genere? Siamo seri.E gli autisti dei corrieri prendono una miseria, se là è come in Europa. Il problema è il traffico, non la tariffa oraria dell'autista.
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante
            - Scritto da: Leguleio
            E c'è ancora oggi, non foss'altro che in certi
            sentieri di montagna un fuoristrada non ci passa,
            e una moto da enduro può trasportare poco carico.Mah, lasciamo perdere gli asini, altrimenti potrei dirti l'esercito americano pensa di rimpiazzarli con Big Dog della DARPA, e tu naturalmente mi daresti del visionario.

            L'imprenditore in grado di cambiare i gusti della
            gente dall'oggi al domani, secondo la propria
            convenienza, deve ancora nascere. È meglio
            assecondarli.
            ...
            Non si possono fare progetti che comportano
            investimenti basandosi su un pubblico che non
            esiste. E su una legislazione internazionale
            ancora tutta da scrivere (allo stato gli UAV per
            voli di linea non sono
            previsti).Ma di quali gusti parliamo? Ti riferisci ai pregiudizi formulati senza possedere un solo dato tecnico o statistico sul genere del sondaggio che ho citato prima? La 'gente' spesso ha dei pregiudizi sulla tecnologia che non hanno il minimo riscontro nella vita reale, e svaniscono quando si infrangono contro il dato oggettivo della realtà. Un bravo imprenditore sfida i pregiudizi dettati dall'ignoranza per riuscire ad offrire al proprio cliente ciò che vuole, e quello che vogliono i passeggeri dei voli di linea è pagare il meno possibile. I presunti ostacoli cui ti riferisci sono tutt'altro che insuperabili: l'interesse del pubblico di cui parli esiste già, esiste nel momento stesso in cui un biglietto costa 10 euro di meno a fronte dell'integrazione di una tecnologia che abbassa i costi d'esercizio. Il modello di business vincente in questo momento nel settore dei voli di linea è quello del low cost, Easyjet è più in salute di Air France-KLM, e le compagnie low cost devono incidere anche sui costi del personale navigante, altrimenti Ryan Air non registrerebbe i contratti dei propri crew in Irlanda. Quanto al problema legislativo, nel momento in cui una tecnologia è matura le leggi si cambiano, quando Google ha dimostrato che la sua tecnologia driverless era sicura le leggi in Nevada sono state scritte. E' una questione di tecnologia, non di gusti o di leggi. Ad ogni modo se l'argomento ti interessa ti consiglio questo articolo sul sito della BBC:http://www.bbc.com/future/story/20130502-pilotless-planes-plan-to-take-off/3
            No: è obbligatorio per legge:
            http://www.easyviaggio.com/attualita/senza-co-pilo
            Leggi sopra.
            È la terza volta che parli per ipotesi. Ma
            guarda che le ipotesi le sappiamo fare tutti,
            basta un pizzico di
            fantasia.
            Atteniamoci ai fatti, che ci raccontano una
            storia diversa: gli UAV sono nati per eseguire
            operazioni rischiose, nelle quali la perdita o la
            cattura di un pilota avrebbe avuto conseguenze
            pesanti. Lo stipendio del pilota non
            c'entra.Veramente questo elemento (lo stipendio del pilota) ossessiona prevalentemente te, io non l'ho mai preso in considerazione come un aspetto determinante e non penso sia il criterio dominante di scelta da parte dei militari. Il punto è che le massime compagnie aerospaziali (statunitensi, cinesi, inglesi, francesi... Noi no, ovviamente, noi assembleremo F-35) stanno finanziando pesantemente la ricerca sui droni, che sono in fase di sviluppo cacciabombardieri stealth autonomi che, per dimensioni ed armamento mirano a sostituire le loro controparti con equipaggio e che l'F-35 sarà l'ultimo caccia con pilota prodotto negli USA secondo un dirigente del NORAD. Immagino le obiezioni: è uno scenario a 10-20 anni. Certamente. Sono quei 10, 20 anni in cui potevamo tranquillamente continuare ad appoggiarci all'eccellente multiruolo EuroFighter Typhoon (anch'esso di quinta generazione) la cui efficacia è già provata mentre l'F-35 come stealth fighter ha i suoi problemi. Qui entrano in gioco controverse logiche di carattere commerciale: il caccia di quinta generazione è un prodotto come altri, e occorre vedere quale è più proficuo produrre. Fatto sta che col Typhoon i nostri ritorni erano garantiti, mentre con l'F-35, come dice anche Debertolis nell'articolo che hai riportato, dovremo guadagnarci tutti i contratti, contratti su cui pesa l'incognita droni.
            http://personal.mecheng.adelaide.edu.au/maziar.arjSi tratta di un documento obsoleto, datato 2006, che in un settore come questo equivale a dire ai tempi delle crociate. Oggi i militari operano una distinzione tra gli UAV "man *in* the loop" o RPA (Remotely Piloted Aircraft), e "man *on* the loop", o sistema supervisionato (è questo tipo di UAV, più avanzato, che comunemente si intende per "drone"), con la categoria degli autonomous UAV (BAE Systems Taranis, Dassault nEUROn), capaci di prendere decisioni e compiere manovre evasive, derivati da questa seconda categoria. (segue)
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Mah, lasciamo perdere gli asini, altrimenti
            potrei dirti l'esercito americano pensa di
            rimpiazzarli con Big Dog della DARPA, e tu
            naturalmente mi daresti del
            visionario.Non visionario: sognatore. E te lo do da subito.Chissà se ti convinco: la tenacia non mi manca. 8)

            Non si possono fare progetti che comportano

            investimenti basandosi su un pubblico che non

            esiste. E su una legislazione internazionale

            ancora tutta da scrivere (allo stato gli UAV
            per

            voli di linea non sono

            previsti).

            Ma di quali gusti parliamo? Ti riferisci ai
            pregiudizi formulati senza possedere un solo dato
            tecnico o statistico sul genere del sondaggio che
            ho citato prima? No.
            La 'gente' spesso ha dei
            pregiudizi sulla tecnologia che non hanno il
            minimo riscontro nella vita reale, e svaniscono
            quando si infrangono contro il dato oggettivo
            della realtà. Ho visto come si sono infranti i pregiudizi tecnologici degli italiani sul nucleare. Due referendum a distanza di oltre vent'anni, entrambi vinti a larga maggioranza.
            Un bravo imprenditore sfida i
            pregiudizi dettati dall'ignoranza per riuscire ad
            offrire al proprio cliente ciò che vuole, e
            quello che vogliono i passeggeri dei voli di
            linea è pagare il meno possibile. Prima si fa fallire l'imprenditore. Poi si chiedono voli di linea più economici. Sul come, non ci si esprime: ci deve pensare l'imprenditore, perbacco!È sempre funzionato così, col popolo, e funzionerà sempre così.
            I presunti
            ostacoli cui ti riferisci sono tutt'altro che
            insuperabili: l'interesse del pubblico di cui
            parli esiste già, esiste nel momento stesso in
            cui un biglietto costa 10 euro di meno a fronte
            dell'integrazione di una tecnologia che abbassa i
            costi d'esercizio. Vorrei proprio vedere quanto fa risparmiare l'assenza dei due piloti sul costo di un biglietto. :)
            Il modello di business
            vincente in questo momento nel settore dei voli
            di linea è quello del low cost, Easyjet è più in
            salute di Air France-KLM, e le compagnie low cost
            devono incidere anche sui costi del personale
            navigante, altrimenti Ryan Air non registrerebbe
            i contratti dei propri crew in Irlanda. Quanto al
            problema legislativo, nel momento in cui una
            tecnologia è matura le leggi si cambiano, No, non è una regola, e non avviene sempre. Dipende.Formalmente la coltivazione degli OGM non è consentita in Italia, per dirne una.
            quando
            Google ha dimostrato che la sua tecnologia
            driverless era sicura le leggi in Nevada sono
            state scritte. Sei la seconda persona su PI che cade in questo equivoco, l'altra si era fatta ingannare da un comunicato stampa relativo al Giappone.Sono state modificate alcune leggi per consentire la sperimentazione, sotto precise condizioni (un guidatore umano che sorvegli la guida). Non esistono le auto senza guidatore che vanno a prendere i bambini alla scuola e li riportano a casa. Né in Nevada, né altrove.
            E' una questione di tecnologia,
            non di gusti o di leggi. Ad ogni modo se
            l'argomento ti interessa ti consiglio questo
            articolo sul sito della
            BBC:

            http://www.bbc.com/future/story/20130502-pilotlessLoro almeno hanno l'accortezza di metterlo nella sezione "BBC Future". Tu ne parli come se fosse una cosa scontata, che fanno domani mattina.

            No: è obbligatorio per legge:


            http://www.easyviaggio.com/attualita/senza-co-pilo



            Leggi sopra.Non c'è niente da leggere.La rubrica "BBC Future" non cambia le leggi internazionali sull'aviazione.
            Lo stipendio del pilota non

            c'entra.

            Veramente questo elemento (lo stipendio del
            pilota) ossessiona prevalentemente te, io non
            l'ho mai preso in considerazione come un aspetto
            determinante e non penso sia il criterio
            dominante di scelta da parte dei militari. Ah, meno male. Io una ragione più convincente almeno l'ho espressa (risparmiare i piloti). Tu, non mi pare.Per quanto riguarda i voli di linea, in compenso, sostieni che sia un toccasana per il prezzo del biglietto al viaggiatore. E vorrei tanto vedere due conti che lo dimostrino.
            mentre con
            l'F-35, come dice anche Debertolis nell'articolo
            che hai riportato,
            dovremo guadagnarci tutti i
            contratti, contratti su cui pesa l'incognita
            droni.Questa è la parte della discussione che mi interessa di meno: se sia conveniente o no acquistare gli F-35, ora.Ciò che contesto è che ci sia una tecnologia di UAV già così matura da poter ordinare quelli al loro posto.
            Si tratta di un documento obsoleto, datato 2006,
            che in un settore come questo equivale a dire ai
            tempi delle crociate. Oggi i militari operano una
            distinzione tra gli UAV "man *in* the loop" o RPA
            (Remotely Piloted Aircraft), e "man *on* the
            loop", o sistema supervisionato (è questo tipo di
            UAV, più avanzato, che comunemente si intende per
            "drone"), con la categoria degli autonomous UAV
            (BAE Systems Taranis, Dassault nEUROn), capaci di
            prendere decisioni e compiere manovre evasive,
            derivati da questa seconda categoria.E i tuoi UAV "classici" dove sono finiti? (newbie)Un altro pezzo di conversazione che se ne va.
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Si chiama realismo.
            Ma tu chiamala pure tecnofobia, se ti piace. Alla
            fine, le armi e i mezzi acquistati dagli eserciti
            sempre quelli rimangono. Non li cambiano perché
            tu su PI esprimi idee
            critiche.E questo commento a quale acquisto in particolare si riferisce? Al tribolato capitolo degli F-35 italiani? Non lo porterei proprio come esempio di realismo, in nessun senso.
            Lo scopo era quello. Gli inglesi non desideravano
            altro.Sì, e nel radere al suolo la città hanno fatto più di 20.000 morti. Poi c'è il capitolo Vietnam. Le tue critiche alle bombe intelligenti devono essere inquadrate in un'ottica storica, non puoi rimpiangere un'epoca di maggiori barbarie solo perché le bombe intelligenti hanno talvolta colpito gli obiettivi sbagliati, bisogna tenere in considerazione tutti i casi in cui hanno centrato un obiettivo evitando altre vittime civili, un passo in avanti, anche se nell'ottica della realtà comunque inaccettabile della guerra.
            Io aggiungerei anche un altro scopo: per far
            sognare le persone con una fantasia galoppante
            come te. Su che argomento si fanno i filmini,
            altrimenti?La prenderò come una boutade estemporanea, altrimenti dovrei davvero concludere che i tuoi giudizi sono macchiati da una certa tecnofobia.
            Molti giornali italiani mettono il virgolettato a
            frasi mai pronunciate. Bisogna sempre cercare i
            riscontri.
            :|Nell'articolo in oggetto Lupoli afferma: «Vorremmo mantenere l'industria aeronautica in posizione rilevante e che l'F35 potenzi la tecnologia» (vana ambizione, tempo e soldi sprecati), troppo poco per affermare che non si sia esposto anche col virgolettato di prima.
            Allora non avrebbe senso appellarsi ai militari e
            alle loro dichiarazioni. Dovrebbero essere i
            primi a lamentarsi che questa scelta è sbagliata,
            e che nessuno li ascolta, invece dal punto di
            vista economico
            l'appoggiano.Ho detto che il parlamento in quanto sede non c'entra con questa decisione, non ho detto che i militari siano estranei a quel coacervo di interessi economici e accordi di scambio che ora mira a far apparire l'acquisto degli F-35 una imprescindibile necessità di carattere strategico.
            Il carburante per gli esacotteri si paga comunque, e consumano, e idem gli esacotteri stessi, che proprio gratis non sono. Davvero
            quei tre studenti hanno le risorse, economiche oltre che logistiche e operative, per una cosa del genere? Siamo seri.A quanto pare sì, dato che secondo CNN.com (che ha riportato la notizia da The Verge) non solo Zookal inizierà le consegne con i droni in Australia nel 2014, ma intende far approdare questo sistema anche negli USA nel 2015. In effetti l'Australia ha una regolamentazione che permette alla Zookal di operare, come lamentava Fabland qui sopra in Italia è una prospettiva irrealistica, ma d'altraparte qui siamo maestri nel tagliarci le gambe da soli. Per la fonte di energia, veramente gli hexacopter di cui sono al corrente (come l'Aibot 6X, per le ispezioni industriali) sono elettrici, con batterie ai polimeri di litio da circa 10.000 mA. In ogni caso il tragitto in linea d'aria è molto più breve e si evitano problemi di traffico.
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante


            Ma tu chiamala pure tecnofobia, se ti piace.
            Alla

            fine, le armi e i mezzi acquistati dagli
            eserciti

            sempre quelli rimangono. Non li cambiano
            perché

            tu su PI esprimi idee

            critiche.


            E questo commento a quale acquisto in particolare
            si riferisce? Al tribolato capitolo degli F-35
            italiani? Non lo porterei proprio come esempio di
            realismo, in nessun
            senso.L'ho detto sopra, il capitolo dell'acquisto degli F-35 proprio non mi interessa. So che quella dell'uso di questi aerei per "i prossimi 40 anni" è una bufala, soprattutto perché un ufficiale dell'esercito già avanti con gli anni non si preoccupa di ciò che avverrà fra 40 anni. Fa progetti a più breve termine.Parliamo di UAV, che è l'argomento di questo articolo di PI. Degli F-35 parleremo se e quando PI affronterà quell'argomento.

            Lo scopo era quello. Gli inglesi non
            desideravano

            altro.


            Sì, e nel radere al suolo la città hanno fatto
            più di 20.000 morti. Le cifre sono contestate, la prima vittima di una guerra è la verità. In quei giorni faceva comodo presentare gli inglesi come i carnefici di 20 000 innocenti. Se anche fosse, è abbastanza chiaro che erano volute anche le vittime civili.
            Poi c'è il capitolo Vietnam.
            Le tue critiche alle bombe intelligenti devono
            essere inquadrate in un'ottica storica, non puoi
            rimpiangere un'epoca di maggiori barbarie solo
            perché le bombe intelligenti hanno talvolta
            colpito gli obiettivi sbagliati, bisogna tenere
            in considerazione tutti i casi in cui hanno
            centrato un obiettivo evitando altre vittime
            civili, un passo in avanti, anche se nell'ottica
            della realtà comunque inaccettabile della
            guerra.Facciamo così: non le chiamiamo "bombe intelligenti", usiamo un altro termine più crudo. Così anche molti malintesi relativi alle magnifiche sorti e progressive degli UAV vengono espulsi dal discorso. Perché di errori e di orrori compiuti da questi mezzi ne vedremo molti, garantito al limone.
            dovrei davvero concludere che i tuoi
            giudizi sono macchiati da una certa
            tecnofobia.Speriamo almeno che non sia una malattia contagiosa...

            Molti giornali italiani mettono il
            virgolettato
            a

            frasi mai pronunciate. Bisogna sempre
            cercare
            i

            riscontri.

            :|


            Nell'articolo in oggetto Lupoli afferma:
            «Vorremmo mantenere l'industria aeronautica
            in posizione rilevante e che l'F35 potenzi la
            tecnologia» (vana ambizione, tempo e soldi
            sprecati), troppo poco per affermare che non si
            sia esposto anche col virgolettato di
            prima.Non si è esposto. Non l'ha proprio detto. Sono affermazioni che sarebbero finite diritte nelle agenzie ANSA. Invece, oltre a <I
            L'Adige </I
            , e a qualche giornale micragnoso, non compare.

            Il carburante per gli esacotteri si paga
            comunque, e consumano, e idem gli esacotteri
            stessi, che proprio gratis non sono. Davvero

            quei tre studenti hanno le risorse, economiche
            oltre che logistiche e operative, per una cosa
            del genere? Siamo
            seri.



            A quanto pare sì, dato che secondo CNN.com (che
            ha riportato la notizia da The Verge) non solo
            Zookal inizierà le consegne con i droni in
            Australia nel 2014, ma intende far approdare
            questo sistema anche negli USA nel 2015. E quel giovane (Chris Zaharia) si presenterà all'imbarco con quell'oggetto sulla faccia, sì sì.Lo faranno entrare in Usa subito. :D
            In
            effetti l'Australia ha una regolamentazione che
            permette alla Zookal di operare, come lamentava
            Fabland qui sopra in Italia è una prospettiva
            irrealistica, ma d'altraparte qui siamo maestri
            nel tagliarci le gambe da soli. No, c'è anche un'altra cosa in cui siamo maestri: nell'abboccare a qualsiasi venditore di fumo che passi di lì. Io ricordo in ordine cronologico Mamma Ebe, il tubo Tucker e Vanna Marchi (e l'e-cat, a cui però formalmente ancora nessuno ha creduto, almeno quello).Avanti il prossimo: l'esacottero che fa le consegne a domicilio per risparmiare sul fattorino. A questo punto, una più, una meno...
            Per la fonte di
            energia, veramente gli hexacopter di cui sono al
            corrente (come l'Aibot 6X, per le ispezioni
            industriali) sono elettrici, con batterie ai
            polimeri di litio da circa 10.000 mA. In ogni
            caso il tragitto in linea d'aria è molto più
            breve e si evitano problemi di
            traffico.Per la precisione si chiama Aibot X6. Ma i quattro ragazzi hanno già detto che useranno un Flirtey:http://flirtey.com/Non chiedermi se è elettrico o a carburante, non è indicato.L'Aibot X6, mi par di capire, è equipaggiato con una videocamera di serie, e per ragioni di privacy non può muoversi fra le case, lo hanno detto quelli di Zookal nel comunicato. Tieni presente che la consegna a domicilio riguarda libri di testo universitari, che non sono proprio delle piume, di energia per sollevarli e spostarli ce ne vuole. Usare esacotteri elettrici non so fino a quanto sia conveniente, visto che l'autonomia è limitata, devono fare andata e ritorno e oltre una certa distanza non possono spingersi. Possono portare i libri allo studente che abita a tre isolati, il quale studente tanto vale che prenda la bici e vada a prenderli direttamente in sede, è più semplice. Forse è un'encomiabile iniziativa per gli studenti disabili, ma dalle notizie, non emerge questo aspetto.
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante
            - Scritto da: Leguleio
            Non visionario: sognatore. E te lo do da subito.
            Chissà se ti convinco: la tenacia non mi manca.
            8)Chissà invece se sarò io a convincerti che hai una visione della realtà troppo limitata.
            Ho visto come si sono infranti i pregiudizi
            tecnologici degli italiani sul nucleare. Due
            referendum a distanza di oltre vent'anni,
            entrambi vinti a larga maggioranza.Mi porti il nucleare come esempio? Il nucleare a fissione? Una roba degli anni sessanta. Ho fatto campagna per i referendum. Non la posso nemmeno definire una tecnologia, non certo nella stessa categoria di quelle di cui stavamo discutendo. Parlavamo di automazione, di intelligenza artificiale, e mi tiri fuori il nucleare. Più che di un pregiudizio tecnologico parlerei di un pregiudizio RADIOLOGICO.
            Vorrei proprio vedere quanto fa risparmiare
            l'assenza dei due piloti sul costo di un
            biglietto.
            :)Un giorno lo vedrai, sta tranquillo, a meno che tu non abbia già ottant'anni. Ma confido che poco più di una decina d'anni di autonomia tu ce li abbia ancora. :-)
            No, non è una regola, e non avviene sempre.
            Dipende.
            Formalmente la coltivazione degli OGM non è
            consentita in Italia, per dirne
            una.Lasciamo stare il rapporto fra leggi e innovazione tecnologica in Italia, una storia scabrosa, imbarazzante.
            Sei la seconda persona su PI che cade in questo
            equivoco, l'altra si era fatta ingannare da un
            comunicato stampa relativo al
            Giappone.
            Sono state modificate alcune leggi per consentire
            la sperimentazione, sotto precise condizioni (un
            guidatore umano che sorvegli la guida). Non
            esistono le auto senza guidatore che vanno a
            prendere i bambini alla scuola e li riportano a
            casa. Né in Nevada, né altrove.
            Non ci saranno (per ora) auto senza guidatore che vanno a prendere in bambini a scuola, in cambio un non-vedente si è già fatto un bel giretto seduto al posto guida:http://www.youtube.com/watch?v=cdgQpa1pUUEComunque ti sbagli, sapevo che la legislazione era stata modificata per permettere a Google di far circolare la sua auto su strada a scopo di test, e d'altraparte per quale ragione la legge che hanno chiesto avrebbe dovuto avere un'accezione più ampia? Era il momento della sperimentazione, non della commercializzazione, e tanto hanno ottenuto. Naturalmente hanno dovuto dimostrare che la Google car non era un pericolo pubblico e non credo abbiano avuto difficoltà a farlo. Ora Google sta passando alla fase della commercializzazione e ha sottoscritto un accordo con l'amministrazione di New York per introdurre 9.000 taxi driverless a partire dal 2014, quindi cambiare le leggi non deve essere un problema.

            Tu ne parli come se fosse una cosa scontata, che
            fanno domani mattina.
            Dieci anni non sono un orizzonte temporale così lontano, e a volte è proprio lì che occorre gettare lo sguardo per capire meglio il presente.
            Non c'è niente da leggere.
            La rubrica "BBC Future" non cambia le leggi
            internazionali
            sull'aviazione.Mi riferivo a ciò che avevo scritto io sulle leggi che si possono cambiare. E anche stavolta ti rispondo: guarda cosa ho scritto sopra sulle leggi che si possono cambiare.
            Ah, meno male. Io una ragione più convincente
            almeno l'ho espressa (risparmiare i piloti). Tu,
            non mi
            pare.Una ragione più convincente circa cosa? Allora forse occorre spiegarti questo: è il pilota l'anello debole della catena. In un conflitto aereo la consapevolezza della situazione è il primo requisito e il pilota di un F-35 vede quello il caccia gli mostra: se vede qualcosa oltre il suo campo visivo o sotto l'aereo in qualsiasi situazione meteo o di notte, se vede da che punto sta subendo un attacco dal suolo, se riesce a tracciare il suo obiettivo tra una decina di caccia che gli sfrecciano davanti nel medesimo spazio aereo distinguendo gli amici dai nemici, se sa che un SAM è stato lanciato proprio al suo aereo, se può tracciare un missile, o se può lanciarne uno ad un nemico in coda lo deve all'EODAS (electro-optical distributed aperture system), un sistema di sensori elettro-ottici posti intorno al velivolo che forniscono una copertura visiva a 360 gradi con identificazione automatica di nemici, amici, obiettivi, minacce, e attivazione di attacchi oltre il campo visivo. Il pilota è di fatto l'elemento di congiunzione tra i sensori dell'aereo, comandi fly by wire e armi fire and forget, ed è proprio il "man in the loop" (sull'aereo o a terra) che immette latenza, che rende più lenta la risposta. La maggior parte dei caccia moderni può sostenere virate a forze centrifughe superiori ai 9g, ma sono limitati elettronicamente perché il pilota, anche se addestrato e con tuta anti-g, non può sostenere più di 9g di forza centrifuga positiva, e circa 3-4g di forza centrifuga negativa e la manovrabilità, sebbene coinvolga anche avionica e spinta, è una questione di raggio di virata, il pilota è il limite della manovrabilità di un F-22 Raptor o un Eurofighter Typhoon in fase di dogfight a medio e corto raggio. Per anni l'USAF si è chiesta cosa causava le crisi respiratorie e gli stati di ipossia dei piloti di F-22 attribuendo la colpa ad una valvola del sistema del supporto vitale, ma dopo un esame approfondito dell'apparato l'Air Combat Command ha concluso che il supporto vitale non aveva difetti, l'F-22 è semplicemente troppo prestante per la fisiologia umana, la "fragilità umana" era la causa. I comandi desiderano ricognitori che rimangano in volo 24 ore su 24, rifornendosi in volo durante operazioni nonstop, freddezza in qualsiasi situazione, precisione chirurgica e la valutazione istantanea di un'enorme mole di informazioni (visive, strumentali, parametri di missione, obiettivi prioritari etc), un compito più adatto ad un computer che ad un essere umano. Nel prototipo Dassault nEUROn i dati della missione vengono inviati al velivolo mediante un datalink, da lì in poi sarà l'intelligenza artificiale del nEUROn ad intraprendere tutte le necessarie azioni che permetteranno il raggiungimento dell'obiettivo. Ci sono poi le capacità di networking che ovviamente le persone non hanno, che nel nEUROn permetteranno di attivare una squadra d'attacco in modo automatico. L'ammiraglio americano Mike Mullen nel 2009 parlando del F-35 disse: "Ci sono coloro che ritengono che il JSF (F-35) sarà l'ultimo dei caccia con pilota, io sono incline a crederlo". Oggi è molto più vero che nel 2009. Quando parli di piloti ricordati che stai parlando di una specie in via d'estinzione, fra 15 anni negli USA saranno fortunati se potranno usare una cloche da un centro di comando.(segue)
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Chissà invece se sarò io a convincerti che hai
            una visione della realtà troppo
            limitata.Sì, ma la realtà me la devi mostrare con link. Non devi sognarla. Nessuno ti crede.

            Ho visto come si sono infranti i pregiudizi

            tecnologici degli italiani sul nucleare. Due

            referendum a distanza di oltre vent'anni,

            entrambi vinti a larga maggioranza.

            Mi porti il nucleare come esempio? Sì.
            Il nucleare a
            fissione? È uguale. Alla gente queste distinzioni non interessano.
            Una roba degli anni sessanta. Che incidentalmente è l'unica tecnologia che funzioni.Le altre sono tutte sperimentali.
            Più che
            di un pregiudizio tecnologico parlerei di un
            pregiudizio
            RADIOLOGICO.Qui non conta la classificazione dei pregiudizi. Se le gente ha già paura ora a volare con due piloti, figurati con un robot al loro posto. "Che cosa gliene frega a un robot di morire?", esclameranno. Un po' di psicologia non guasterebbe.

            Vorrei proprio vedere quanto fa risparmiare

            l'assenza dei due piloti sul costo di un

            biglietto.

            :)

            Un giorno lo vedrai, sta tranquillo, A proposito di realtà: vorrei vederlo subito. Due conti a proposito della contabilità di un volo con passeggeri paganti. :|
            Lasciamo stare il rapporto fra leggi e
            innovazione tecnologica in Italia, una storia
            scabrosa,
            imbarazzante.Va bene, parliamo della Papua Nuova Guinea. Però spostiamoci su Informatic Point, con dominio .pg. Che senso ha continuare su un quotidiano italiano?
            Non ci saranno (per ora) auto senza guidatore che
            vanno a prendere in bambini a scuola, in cambio
            un non-vedente si è già fatto un bel giretto
            seduto al posto
            guida:

            http://www.youtube.com/watch?v=cdgQpa1pUUEMassì, per fare il video. Quello che girava il video ci vedeva, e in caso di pasticci poteva intervenire. Questo servizio non c'è nemmeno per i non vedenti, per ora. Per nessuno.
            Ora Google sta passando alla fase della
            commercializzazione e ha sottoscritto un accordo
            con l'amministrazione di New York per introdurre
            9.000 taxi driverless a partire dal 2014, quindi
            cambiare le leggi non deve essere un
            problema.Parliamo del presente, e nelle fattispecie del 2013.Per avere un permesso di circolazione sulle strade pubbliche ci vuole l'autorizzazione almeno dello Stato di New York, se non un'autorizzazione federale. Il codice della strada non lo riscrive il sindaco.Vuoi che ti ricordi le volte che sono state "inventate" le macchine volanti? Non hanno <B
            mai </B
            avuto il permesso di sorvolare le città, tranne nel caso che a pilotarle ci fosse uno con un brevetto di volo valido.
            Dieci anni non sono un orizzonte temporale così
            lontano, e a volte è proprio lì che occorre
            gettare lo sguardo per capire meglio il
            presente.E non guasta dire che si parla di innovazioni tecnologiche "fra dieci anni". Tu non l'hai fatto, fino a qui. Almeno i lettori si fanno subito un'idea precisa degli orizzonti.
            E anche stavolta
            ti rispondo: guarda cosa ho scritto sopra sulle
            leggi che si possono
            cambiare.Tutto si può cambiare. Pensa che fra poco in Francia sarà vietato l'acquisto di sesso. Questione di un mesetto.Non è detto che cambi nel senso che piace a te.
            I comandi desiderano ricognitori che
            rimangano in volo 24 ore su 24, rifornendosi in
            volo durante operazioni nonstop, freddezza in
            qualsiasi situazione, precisione chirurgica e la
            valutazione istantanea di un'enorme mole di
            informazioni (visive, strumentali, parametri di
            missione, obiettivi prioritari etc), un compito
            più adatto ad un computer che ad un essere umano.Era tanto faticoso dirlo?Ti devo proprio strappare le parole di bocca. Anzi di tastiera.
            Quando parli di piloti ricordati che stai parlando
            di una specie in via d'estinzione, fra 15 anni
            negli USA saranno fortunati se potranno usare
            una cloche da un centro di comando.E sempre fra quindici anni mangeremo tutti pillole di vitamine e proteine. Non ci saranno più né maestri né professori delle medie, sostituiti da robot parlanti. E vestiremo essenziale e al 100 % sintetico come in Star trek. Tanto, ormai, la china presa è questa.
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Per quanto riguarda i voli di linea, in compenso,
            sostieni che sia un toccasana per il prezzo del
            biglietto al viaggiatore. E vorrei tanto vedere
            due conti che lo
            dimostrino.
            Chiedi ad una low cost di farti vedere la sua contabilità e te lo faranno capire loro. La realtà è che i piloti erano 5 qualche decennio fa, ora sono 2, poi ne rimarrà solo uno, secondo l'autore dell'articolo su BBC.com e anche secondo me, , magari usato come decorazione di aerei di linea che decolleranno, voleranno e atterreranno da soli, per tranquillizzare quelli che per salire avranno bisogno della vista di un cappello e dei galloni cuciti su una giacca.
            Questa è la parte della discussione che mi
            interessa di meno: se sia conveniente o no
            acquistare gli F-35,
            ora.
            Ciò che contesto è che ci sia una tecnologia di
            UAV già così matura da poter ordinare quelli al
            loro
            posto....
            L'ho detto sopra, il capitolo dell'acquisto degli
            F-35 proprio non mi interessa. So che quella
            dell'uso di questi aerei per "i prossimi 40 anni"
            è una bufala, soprattutto perché un ufficiale
            dell'esercito già avanti con gli anni non si
            preoccupa di ciò che avverrà fra 40 anni. Fa
            progetti a più breve
            termine.
            Parliamo di UAV, che è l'argomento di questo
            articolo di PI. Degli F-35 parleremo se e quando
            PI affronterà
            quell'argomento.Invece le affermazioni riportate di Lupoli, anche se non mi spingerei a 40 anni, sono verosimili, basta guardare la vita media di un caccia, e ti sbagli sul fatto che sia possibile adottarne uno senza tentare una previsione su ciò che accadrà almeno nei venti anni successivi. Quando parliamo dell'acquisto di F-35 inevitabilmente la questione è la scommessa sul futuro che il governo, che i vertici militari e che Finmeccanica fanno sul fatto che resti tecnologicamente all'avanguardia ed economicamente proficuo per *almeno* i prossimi 20 anni che sono il ciclo vitale minimo. Che Lupoli o altri abbiano parlato in definitiva è irrilevante perchè l'impiego e la produzione di un nuovo velivolo di questo tipo è un impegno a lungo termine oppure pensi che possiamo imbarcarci in questa avventura e magari tra dieci anni, quando ci saremo dentro fino al collo, molliamo tutto all'improvviso perché la domanda è crollata a causa degli UAV?
            E i tuoi UAV "classici" dove sono finiti? (newbie)
            Un altro pezzo di conversazione che se ne va.Non va da nessuna parte. Ti riposto tutto da capo se serve. Ricapitoliamo e ripartiamo dal messaggio originale:"Un drone classico è certamente il MQ-1 Predator (il più amato dagli americani), di solito usato in modalità manuale, piccolo, poco armato."Alla tua richiesta di spiegazioni circa la definizione di drone classico rispondo:"Oggi i militari operano una distinzione tra gli UAV "man *in* the loop" o RPA (Remotely Piloted Aircraft)" Remotely Piloted Aircraft, man in the loop... "usato in modalità manuale"e, seconda categoria:"man *on* the loop", o sistema supervisionato (è questo tipo di UAV, più avanzato, che comunemente si intende per "drone"), con la categoria degli autonomous UAV (BAE Systems Taranis, Dassault nEUROn), capaci di prendere decisioni e compiere manovre evasive, derivati da questa seconda categoria. che non è un drone classico, di quelli sperimentati dagli anni sessanta, bensì:"La britannica BAE Systems sta sviluppando Taranis, un bombardiere stealth con un'apertura alare di 10 metri completamente autonomo, capace di superare la velocià del suono, di rifornirsi in volo, di evadere gli attacchi e di identificare gli obiettivi autonomamente dopo la conferma a procedere. "ovvero:"le massime compagnie aerospaziali (statunitensi, cinesi, inglesi, francesi... Noi no, ovviamente, noi assembleremo F-35) stanno finanziando pesantemente la ricerca sui droni, che sono in fase di sviluppo cacciabombardieri stealth autonomi che, per dimensioni ed armamento mirano a sostituire le loro controparti con equipaggio"Ora magari mi chiederai di nuovo di spiegarti cos'è un drone classico, e io ti risponderò con il medesimo messaggio. Mi sovviene un dubbio: è questo che intendevi quando dicevi di essere tenace?
            No, c'è anche un'altra cosa in cui siamo maestri:
            nell'abboccare a qualsiasi venditore di fumo che
            passi di lì. Io ricordo in ordine cronologico
            Mamma Ebe, il tubo Tucker e Vanna Marchi (e
            l'e-cat, a cui però formalmente ancora nessuno ha
            creduto, almeno
            quello).
            Avanti il prossimo: l'esacottero che fa le
            consegne a domicilio per risparmiare sul
            fattorino. A questo punto, una più, una
            meno...Cosa c'entri mamma ebe e il tubo tucker con i droni lo sai solo tu. Comunque sei off-topic.
            Tieni presente che la consegna a domicilio
            riguarda libri di testo universitari, che non
            sono proprio delle piume, di energia per
            sollevarli e spostarli ce ne vuole. Usare
            esacotteri elettrici non so fino a quanto sia
            conveniente, visto che l'autonomia è limitata,
            devono fare andata e ritorno e oltre una certa
            distanza non possono spingersi. Possono portare i
            libri allo studente che abita a tre isolati, il
            quale studente tanto vale che prenda la bici e
            vada a prenderli direttamente in sede, è più
            semplice.

            Forse è un'encomiabile iniziativa per gli
            studenti disabili, ma dalle notizie, non emerge
            questo
            aspetto.I dati tecnici sul device trapeleranno quando il servizio verrà avviato. Dopotutto si tratta di aspettare meno di un anno.
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Chiedi ad una low cost di farti vedere la sua
            contabilità e te lo faranno capire loro. Interessante caso di autogol. :)Per tre commenti vai avanti con la sicumera che togliendo due piloti si risparmia sul prezzo del biglietto. Ora si scopre che le cifre non le sai nemmeno tu, altrimenti mi avresti detto almeno una percentuale di risparmio, o una cifra fissa per percorrenza media.Ti informo che anche io posso inventarmi un sistema per far risparmiare il 90 % dell'elettricità a tramvie e metropolitane. Ma ahimè, per essere creduto lo devo dimostrare. In che brutto mondo viviamo.
            La
            realtà è che i piloti erano 5 qualche decennio
            fa, ???Fonte?
            ora sono 2, poi ne rimarrà solo uno, secondo
            l'autore dell'articolo su BBC.com e anche secondo
            me, , magari usato come decorazione di aerei di
            linea che decolleranno, voleranno e atterreranno
            da soli, per tranquillizzare quelli che per
            salire avranno bisogno della vista di un cappello
            e dei galloni cuciti su una
            giacca.Fino a un commento fa davi per scontato che domani mattina si viaggiasse tutti in UAV. Ora sostieni che saranno UAV, ma col pilota dentro obbligatorio.Insomma, deciditi: il futuro ha bisogno di risposte certe, di percorsi rettilinei.

            Parliamo di UAV, che è l'argomento di questo

            articolo di PI. Degli F-35 parleremo se e
            quando

            PI affronterà

            quell'argomento.

            Invece le affermazioni riportate di Lupoli, anche
            se non mi spingerei a 40 anni, sono verosimili,Sono verosimili per chi fa degli UAV la ragione della propria esistenza.Non lo sono per chi si occupa di futorologia e di previsioni sballate del passato. Sui giornali non compare, ripeto; e un militare non si lascia andare a parole in libertà così esagerate.La fonte è qualche giornalista che voleva montare una polemica.
            basta guardare la vita media di un caccia, e ti
            sbagli sul fatto che sia possibile adottarne uno
            senza tentare una previsione su ciò che accadrà
            almeno nei venti anni successivi. Quando parliamo
            dell'acquisto di F-35 inevitabilmente la
            questione è la scommessa sul futuro che il
            governo, che i vertici militari e che
            Finmeccanica fanno sul fatto che resti
            tecnologicamente all'avanguardia ed
            economicamente proficuo per *almeno* i prossimi
            20 anni che sono il ciclo vitale minimo. Che
            Lupoli o altri abbiano parlato in definitiva è
            irrilevante perchè l'impiego e la produzione di
            un nuovo velivolo di questo tipo è un impegno a
            lungo termine oppure pensi .... va bene, ti lasco al tuo soliloquio su F-35 e ammodernamento militare, e vado a far altro.Hai già il palco la bandiera e il megafono, o ti devo spedire gli operai lì in piazza?
            Ora magari mi chiederai di nuovo di spiegarti
            cos'è un drone classico, e io ti risponderò con
            il medesimo messaggio. Mi sovviene un dubbio: è
            questo che intendevi quando dicevi di essere
            tenace?Sì, esatto.Ma ti anticipo: così come non esistono "bombe classiche" o "computer classici", non esistono nemmeno gli "UAV classici". Se non nella tua testa.
            Cosa c'entri mamma ebe e il tubo tucker con i
            droni lo sai solo tu. Comunque sei
            off-topic.Nulla.Con la credulità dell'italiano medio c'entra eccome.Guarda che si abbocca anche a promesse di ritrovati improbabili fatte da personale apparentemente esperto, sai? Scienziati, imprenditori di sucXXXXX.. Non c'è bisogno della strega semianalfabeta televisiva per abbindolare il prossimo.

            Tieni presente che la consegna a domicilio

            riguarda libri di testo universitari, che non

            sono proprio delle piume, di energia per

            sollevarli e spostarli ce ne vuole. Usare

            esacotteri elettrici non so fino a quanto sia

            conveniente, visto che l'autonomia è
            limitata,

            devono fare andata e ritorno e oltre una
            certa

            distanza non possono spingersi. Possono
            portare
            i

            libri allo studente che abita a tre isolati,
            il

            quale studente tanto vale che prenda la bici
            e

            vada a prenderli direttamente in sede, è più

            semplice.



            Forse è un'encomiabile iniziativa per gli

            studenti disabili, ma dalle notizie, non
            emerge

            questo

            aspetto.

            I dati tecnici sul device trapeleranno quando il
            servizio verrà avviato. Dopotutto si tratta di
            aspettare meno di un
            anno.E se fra meno di un anno non ne verrà fuori niente di pratico, o quasi niente, io ci sarò. E mi ricorderò del tuo nome.Mi piacerebbe esserci anche per prendere in giro i quattro australiani, ma credo che lo possano fare molto meglio di me i loro connazionali. :)Di persone che dovevano rivoluzionare i trasporti io ricordo in particolare Dean Kamen, quello del Segway, che già all'epoca aveva ubriacato di entusiasmo molti utenti di PI: guarda questo ad esempio (ma di articolo ne apparvero diversi):http://punto-informatico.it/104415/PI/News/sara-svelato-mistero-ginger.aspxRisultato: un mezzo che costa fra i 6000 e i 7500 dollari, e che si usa giusto per giretti turistici, ed è adottato da un paio di polizie cittadine. Capirai la rivoluzione...
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante
            Scritto da: Leguleio
            Sì, ma la realtà me la devi mostrare con link.
            Non devi sognarla. Nessuno ti crede.Di link te ne ho mandati, qui ce ne sono altri, se te ne servono ancora fammelo sapere.
            Qui non conta la classificazione dei pregiudizi.
            Se le gente ha già paura ora a volare con due
            piloti, figurati con un robot al loro posto. "Che
            cosa gliene frega a un robot di morire?",
            esclameranno.Ho qualcosa da dire sulla sicurezza e i piloti. Riprenderò l'argomento più avanti. Quanto alla psicologia dei passeggeri, come ho scritto prima, sono sicuro che l'automazione sarà graduale, eliminato il co-pilota lasceranno un solo pilota a bordo per qualche tempo (l'automazione alla fine è inevitabile), un pilota che non piloterà, perché l'aeromobile decollerà, volerà e atterrerà da solo.
            A proposito di realtà: vorrei vederlo subito. Due
            conti a proposito della contabilità di un volo
            con passeggeri paganti.
            :|... Ora si scopre che le cifre non le sai
            nemmeno tu
            altrimenti mi avresti detto almeno
            una percentuale di risparmio, o una cifra fissa
            per percorrenza
            media.Su blog.aviationjobsearch.com è indicato che un pilota RyanAir prende fino a 100.000 sterline (un pilota British Airways prende molto di più). Diciamo che i piloti in oggetto ne prendono 80.000, sono circa 8.300 euro al mese. Notare che questo è ciò che viene pagato al pilota, non è il costo del pilota per la compagnia, fra visite mediche di routine, soste, spese varie, corsi di aggiornamento diciamo che costa alla compagnia circa 10.000 euro al mese, quindi si tratta di 20.000 euro per due piloti. Un aeromobile classico (al ragù della nonna quindi) a medio raggio, usato per le rotte europee che sono il terreno di battaglia delle low cost è l'Airbus A320, 150 posti divisi in due classi. Ovviamente non parte sempre pieno, a volte lo è, a volte è semivuoto. Ipotiziamo un fattore di riempimento medio intorno al 75%, 110 posti al giorno * 5 euro (i famosi cinque euro che si potrebbero risparmiare) sono 550 euro al giorno in quota piloti, 5500 euro a settimana ipotizzando che arrivino a destinazione e tornino in giornata, cosa che non credo sia sempre possibile perché almeno in Inghilterra esiste il limite delle 900 ore di volo annuali, e alcuni voli europei durano 3 ore e passa. Arriviamo a 22.000 euro al mese in quota piloti una cifra quasi del tutto sovrapponibile al costo mensile di 20.000 euro per due piloti.
            Va bene, parliamo della Papua Nuova Guinea.
            Però spostiamoci su Informatic Point, con dominio
            .pg. Che senso ha continuare su un quotidiano
            italiano?Il punto è che il rapporto tra leggi e tecnologia in Italia è un argomento davvero deprimente, se proprio devi parlare di questo ti prego di farlo in un altro thread.
            Parliamo del presente, e nelle fattispecie del
            2013.
            Per avere un permesso di circolazione sulle
            strade pubbliche ci vuole l'autorizzazione almeno
            dello Stato di New York, se non un'autorizzazione
            federale. Il codice della strada non lo riscrive
            il
            sindaco.
            Vuoi che ti ricordi le volte che sono state
            "inventate" le macchine volanti? Non hanno
            <B
            mai </B
            avuto il permesso di
            sorvolare le città, tranne nel caso che a
            pilotarle ci fosse uno con un brevetto di volo
            valido.Ok, quindi se il progetto driverless taxi parte che devo fare, ricordarmi del tuo nome?
            E non guasta dire che si parla di innovazioni
            tecnologiche "fra dieci anni". Tu non l'hai
            fatto, fino a qui. Almeno i lettori si fanno
            subito un'idea precisa degli orizzonti.Rileggi il mio messaggio originale:si stanno già sperimentando aeromobili capaci di effettuare in autonomia tutte le procedure di volo, dal decollo all'atterraggio fino all'aggancio ai gate. In ambito militare si nota l'esponenziale aumento di missioni compiute da droni, mentre altri velivoli simili, più sofisticati e con ben altro potenziale bellico, sono in preparazione.Non mi pare di avere mentito sulla attuale non disponibilità a scopi commerciali o bellici di queste tecnologie.
            Era tanto faticoso dirlo?
            Ti devo proprio strappare le parole di bocca.
            Anzi di tastiera.Bastava chiedere.(segue)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 novembre 2013 16.35-----------------------------------------------------------
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Di link te ne ho mandati, qui ce ne sono altri,
            se te ne servono ancora fammelo
            sapere.Così mi piace.
            Su blog.aviationjobsearch.com è indicato che un
            pilota RyanAir prende fino a 100.000 sterline (un
            pilota British Airways prende molto di più).
            Diciamo che i piloti in oggetto ne prendono
            80.000, sono circa 8.300 euro al mese. Notare che
            questo è ciò che viene pagato al pilota, non è il
            costo del pilota per la compagnia, fra visite
            mediche di routine, soste, spese varie, corsi di
            aggiornamento diciamo che costa alla compagnia
            circa 10.000 euro al mese, quindi si tratta di
            20.000 euro per due piloti. Un aeromobile
            classico (al ragù della nonna quindi) a medio
            raggio, usato per le rotte europee che sono il
            terreno di battaglia delle low cost è l'Airbus
            A320, 150 posti divisi in due classi. Ovviamente
            non parte sempre pieno, a volte lo è, a volte è
            semivuoto. Ipotiziamo un fattore di riempimento
            medio intorno al 75%, 110 posti al giorno * 5
            euro (i famosi cinque euro che si potrebbero
            risparmiare) Ecco, lì ti volevo. Davvero puoi convincere la gente a salire su un aereo senza pilota con la prospettiva di risparmiare <B
            5 euro </B
            ? Io lo trovo un risparmio assolutamente irrisorio, il costo per arrivare all'aeroporto dal centro città spesso è superiore! Ovviamente per la compagnia il risparmio è più alto, ma non sempre le compagnie la spuntano su tutto...
            sono 550 euro al giorno in quota
            piloti, 5500 euro a settimana ipotizzando che
            arrivino a destinazione e tornino in giornata,Qui o c'è un errore di calcolo, o ti sei espresso male. La settimana è composta da 7 giorni. Quindi, se calcoli lo stipendio per aver lavorato solo in andata (tutti i piloti rimangono a destinazione e si prendono una vacanza, e l'aereo rimane in hangar), sono 3850 euro a settimana. Se invece ipotizziamo che tutti i piloti ritornino in giornata, sono 7700 euro. Anche i low cost volano sette giorni su sette.
            Ok, quindi se il progetto driverless taxi parte
            che devo fare, ricordarmi del tuo
            nome?Certo. Io qui sto.Parliamo ovviamente di un progetto concreto, in cui utenti comuni pagano per il servizio. Perché forse gli impiegati di Google potrebbero anche prenderlo in via sperimentale, il prossimo anno.
            Non mi pare di avere mentito sulla attuale non
            disponibilità a scopi commerciali o bellici di
            queste
            tecnologie.Mentito no. Hai omesso un dato fondamentale, i 10 anni.Che non sono proprio una bazzecola. Sai quante cose possono accadere, di qui a 10 anni?Se pensi che 10 anni fa le low cost in Europa (Gran Bretagna a parte) ancora non esistevano, o muovevano i primi passi: nessuno prevedeva avrebbero avuto l'esplosione che hanno avuto.
          • Luke1 scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Sono verosimili per chi fa degli UAV la ragione
            della propria
            esistenza.Riferito a cosa? Alle affermazioni vere o false di Lupoli? Stai contestando che l'orizzonte temporale di un caccia di nuova adozione siano almeno vent'anni?
            Non lo sono per chi si occupa di futorologia e di
            previsioni sballate del passato. Sui giornali non
            compare, ripeto; e un militare non si lascia
            andare a parole in libertà così
            esagerate.
            La fonte è qualche giornalista che voleva montare
            una
            polemica.La polemica esisteva a prescindere, ma, già, a te non interessa.
            Sì, esatto.
            Ma ti anticipo: così come non esistono "bombe
            classiche" o "computer classici", non esistono
            nemmeno gli "UAV classici". Se non nella tua
            testa.Invece i computer classici sono quelli che abbiamo tra le mani, basati sull'architettura di von Neumann, la stessa da svariati decenni. I computer di nuova concezione saranno basati sull'elevato parallelismo dei chip neuromorfici (come Zeroth di Qualcomm). Ok, a parte tutto, vedo che il discorso fatto prima è stato inutile.
            Nulla.
            Con la credulità dell'italiano medio c'entra
            eccome.
            Guarda che si abbocca anche a promesse di
            ritrovati improbabili fatte da personale
            apparentemente esperto, sai? Scienziati,
            imprenditori di sucXXXXX.. Non c'è bisogno della
            strega semianalfabeta televisiva per abbindolare
            il
            prossimo.
            Dipende dalla profonda ignoranza dell'italiano medio in materia di scienza e tecnologia. Nei forum mi sono sbracciato per spiegare che un tumore non si può curare il "cocktail" Di Bella e che la ricerca nel campo della medicina rigenerativa è una cosa seria, ben diversa dall'iniettare cellule staminali a caso.
            E se fra meno di un anno non ne verrà fuori
            niente di pratico, o quasi niente, io ci sarò. E
            mi ricorderò del tuo
            nome.
            Mi piacerebbe esserci anche per prendere in giro
            i quattro australiani, ma credo che lo possano
            fare molto meglio di me i loro connazionali.
            :)

            Di persone che dovevano rivoluzionare i trasporti
            io ricordo in particolare Dean Kamen, quello del
            Segway, che già all'epoca aveva ubriacato di
            entusiasmo molti utenti di PI: guarda questo ad
            esempio (ma di articolo ne apparvero
            diversi):Personalmente, mai interessato al Segway.
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante


            Sono verosimili per chi fa degli UAV la
            ragione

            della propria

            esistenza.

            Riferito a cosa? Alle affermazioni vere o false
            di Lupoli? Stai contestando che l'orizzonte
            temporale di un caccia di nuova adozione siano
            almeno
            vent'anni?No. Sto contestando semplicemente che un ufficiale si metta a fare previsioni per il futuro della sua divisione su un periodo più lungo della sua permanenza in quella funzione. Non ha senso, e infatti non lo ha mai detto.

            Non lo sono per chi si occupa di futorologia
            e
            di

            previsioni sballate del passato. Sui
            giornali
            non

            compare, ripeto; e un militare non si lascia

            andare a parole in libertà così

            esagerate.

            La fonte è qualche giornalista che voleva
            montare

            una

            polemica.

            La polemica esisteva a prescindere, ma, già, a te
            non
            interessa.Non è in tema qui.Sì, è vero, su quegli aerei ci sono molte polemiche da tempo, di vario tipo. E c'è chi pensa di rinfocolarle giocando sXXXXX. Tanto ai giornali interessa vendere, mica produrre italiani più informati. :|

            Sì, esatto.

            Ma ti anticipo: così come non esistono "bombe

            classiche" o "computer classici", non
            esistono

            nemmeno gli "UAV classici". Se non nella tua

            testa.

            Invece i computer classici sono quelli che
            abbiamo tra le mani, basati sull'architettura di
            von Neumann, la stessa da svariati decenni. E quello di Konrad Zuse, lo Z2? E l'ABC? Sono computer preclassici? Computer arcaici? :)
            I
            computer di nuova concezione saranno basati
            sull'elevato parallelismo dei chip neuromorfici
            (come Zeroth di Qualcomm). Ok, a parte tutto,
            vedo che il discorso fatto prima è stato inutile.Non è stato convincente, diciamo così.Non è che puoi venire qui a fare una classificazione degli UAV come pare a te. Poi arrivo io e li classifico in UAV dalle linee tozze e UAV con il design di Giugiaro. Insomma, il discorso non ne guadagna in credibilità...

            Nulla.

            Con la credulità dell'italiano medio c'entra

            eccome.

            Guarda che si abbocca anche a promesse di

            ritrovati improbabili fatte da personale

            apparentemente esperto, sai? Scienziati,

            imprenditori di sucXXXXX.. Non c'è bisogno
            della

            strega semianalfabeta televisiva per
            abbindolare

            il

            prossimo.



            Dipende dalla profonda ignoranza dell'italiano
            medio in materia di scienza e tecnologia. Infatti, mai detto il contrario.Ma è un fatto, non c'è molto da discutere. Bisogna conviverci.
            Nei
            forum mi sono sbracciato per spiegare che un
            tumore non si può curare il "cocktail" Di Bella e
            che la ricerca nel campo della medicina
            rigenerativa è una cosa seria, ben diversa
            dall'iniettare cellule staminali a caso.Purtroppo i ministeri della salute dipendono più dagli umori della piazza che dai consulenti selezionati fra gli esperti.Va detto che per la ricerca sul metodo "Stamina" il ministero attuale ha avuto un comportamento molto più professionale che non il predeXXXXXre all'epoca del caso Di Bella. Le folle speranzose, ahimè, c'erano in entrambe le vicende.

            E se fra meno di un anno non ne verrà fuori

            niente di pratico, o quasi niente, io ci
            sarò.
            E

            mi ricorderò del tuo

            nome.

            Mi piacerebbe esserci anche per prendere in
            giro

            i quattro australiani, ma credo che lo
            possano

            fare molto meglio di me i loro connazionali.

            :)



            Di persone che dovevano rivoluzionare i
            trasporti

            io ricordo in particolare Dean Kamen, quello
            del

            Segway, che già all'epoca aveva ubriacato di

            entusiasmo molti utenti di PI: guarda questo
            ad

            esempio (ma di articolo ne apparvero

            diversi):

            Personalmente, mai interessato al Segway.Nemmeno io. Ma seguivo PI già all'epoca, e ricordo gli entusiasmi.Poi non dico che il mezzo non funzioni, ma rispetto alle promesse iperboliche del 2001...Bisogna saper restare coi piedi per terra anche quando a parlare è un imprenditore di sucXXXXX con idee geniali, anzi, apparentemente geniali.
          • Leguleio scrive:
            Re: Un impatto pesante

            Mi dispiace, ma che il pilota sia una professione
            in via d'estinzione è un'opinione condivisa da
            coloro che conoscono il mestiere e la tecnologia
            degli ultimi UAV. Era un'opinione condivisa negli anni Trenta che il futuro dell'aviazione di massa sarebbe stato con mezzi più leggeri dell'aria, come i dirigibili. Quelli più pesanti erano considerati una tecnologia di nicchia, per usi particolari. Poi c'è stato l'incendio dell'Hinderburg.Nella storia, anche per mancanza di una visione di insieme, si sbagliano previsioni anche ad alti livelli. :|
            Sì, l'ho affermato, lo ribadisco e lo sottolineo.
            Si risparmia sicuramente, è l'economia di
            mercato: si abbassa il costo del lavoro e la
            compagnia ne guadagna in termini di
            competitività.Ma sì, ne guadagna, non c'è dubbio. Aspetta che accada il primo incidente aereo con un aereo senza pilota, e poi vedi quante persone lo prendono. Anche molte low cost sono fallite, sai, non solo le compagnie di bandiera.

            Fonte?




            Dovunque? C'è scritto anche nell'articolo della
            BBC che pensavo avessi
            letto:


            "we are in an era when planes are flown by just
            two pilots, down for a peak of around five a few
            decades
            ago."
            http://www.bbc.com/future/story/20130502-pilotlessSì, quella l'avevo letta ma era proprio un articoletto discorsivo.Vorrei fonti un po' più dettagliate sul punto. Mi spiego: sospetto che si riferisse a voli intercontinentali con aerei a elica, che duravano quasi 24 ore: quei piloti in più erano per darsi il cambio (dormire). Ricordo che il primo volo di linea intercontinentale venne effettuato dalla Pan Am nel 1939, da New York a Marsiglia, con un aereo che aveva la velocità di crociera di 302 km/h.E per di più non si era ancora diffuso il cosiddetto pilota automatico. I piloti umani dovevano stare fissi alla cloche.

            sostieni che saranno UAV, ma col pilota
            dentro

            obbligatorio.

            Sarà certamente uno step intermedio prima
            dell'automazione totale. Ma ribadisco che alla
            fine i piloti saranno eliminati, perché non
            serviranno più e perché sono loro la principale
            causa degli incidenti aerei.Mah, ripeto... aspetta che accada il primo incidente aereo con molte vittime senza pilota, e poi vedi che futuro radioso hanno gli UAV. 8)Se c'è un'avaria improvvisa, anche il computer migliore del mondo non può farci nulla.
            da Autonomous Commercial Aircraft: Development
            and
            Implementation
            http://ronmarishdrones.blogspot.it/2012/01/autonom

            "L'errore del pilota è chiaramente la causa
            dominante dei disastri aerei negli ultimi
            sessant'anni"Dominante, non esclusiva.Io ricordo il Tuninter 1153 finito nel Mediterraneo fra l'Italia e la Tunisia: aveva finito il carburante. Si è scoperto poi che il pilota poteva accorgersi benissimo che l'indicatore di carburante era inadatto, bastava fare le opportune verifiche. E però, se dei manutentori non mettono a posto tutti gli strumenti, anche al computer risulta un'autonomia dei serbatoi che in realtà non c'è, e l'aereo si inabissa.

            Insomma, deciditi: il futuro ha bisogno di

            risposte certe, di percorsi

            rettilinei.

            Certamente: 5 cabin crew, poi con l'avanzare
            dell'automazione, 3, 2 (siamo qui), 1,
            automazione totale.Vedi sopra. Il sospetto che i 5 piloti servissero per voli di durate non più necessarie, perché oggi tutte le rotte intercontinentali sono con aerei a reazione, è forte.
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