Lampi di Cassandra/ Barack, Angela e i Ladri di Pisa

di M. Calamari - Possibile che i poteri si stupiscano dell'opera di accumulazione di dati relativi ai cittadini? Possibile, quando i dati sono uno strumento di controllo e di diplomazia imbracciato da tutti i governi del mondo?

Roma – Lo scambio di accuse, scuse e promesse di chiarimenti in atto tra il Cancelliere tedesco Angela Merkel, in questo caso vero araldo di tutta l’Unione Europea, ed il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama è doveroso e positivo, è cosa buona e giusta. Ma ha anche fatto scattare Cassandra come la proverbiale ultima goccia.
Perché? Perché è solo un trascurabile dettaglio di un gioco enormemente più grande.

Si tratta infatti dell’ennesimo atto di una ben riuscita opera di disinformazione, in parte voluta ed in parte involontaria, messa in atto ai danni dei privati cittadini di tutto il mondo ed in particolare di quelli identificati dalla definizione di “Popolo della Rete”.

Un detto medioevale, giunto a noi in varie forme, recita all’incirca “Far come i ladri di Pisa, che di giorno litigano e di notte vanno insieme a rubare”.
La voce popolare riferiva che appunto a Pisa, in Piazza dei Miracoli, di giorno si vedessero sempre le stesse persone litigare continuamente, le stesse però a sera eran viste viaggiar insieme dove l’indomani si scoprivano furti.
Pare infatti che di giorno litigassero, sì, ma solo sulla spartizione del bottino della sera prima.
Anche se fanno sorridere, sempre di ladri, e quindi di malfattori e criminali, si tratta.

Viene da chiedersi perché la gigantesca opera di copia, appropriazione, deviazione e memorizzazione dei dati di tutto il pianeta Terra ad opera della NSA, rivelata in maniera incontrovertibile da Edward Snowden (grazie Edward!), non ha preoccupato prima il Cancelliere tedesco?
Forse che le informazioni, note persino a Cassandra da un decennio e che gli instancabili 24 lettori hanno sentito ripetere dozzine di volte, non le erano mai state fornite dal “Bundesnachrichtendienst” (Servizio Informazioni Federale), cioè l’agenzia di intelligence esterna della Repubblica Federale Tedesca, che è direttamente sotto il suo controllo?

È inutile, anzi è fuorviante, tirarla per le lunghe, scavare particolari ed indagare fatti di cronaca. Tralasciando i dettagli e ponendo attenzione al quadro globale, la questione principale emerge chiara e lampante, e cioè che gli amici, i quasi amici, i quasi nemici ed i nemici, sia stati che aziende, sono alla fine tutti d’accordo, e così e sempre stato da quando esiste la Rete.
Tutti traggono vantaggi, in minore o maggiore misura, dall’intelligence, dalle intercettazioni e dalla data retention.
Tutti voglio accumulare i Big Data, meglio del vicino, ma non necessariamente, tanto sono sempre comunque preziosi in termini diplomatici, politici, di controllo sociale, economico e commerciale.

Nessuno stato o azienda denuncerà mai onestamente questa situazione, e nessuno rinuncerà mai per primo a questo vantaggio. Gli stati cercheranno anzi di chiudere il più possibile gli occhi sulle violazioni che avvengono da parte di altri stati e di aziende, anzi, nei limiti del possibile cercheranno di rendersene complici, in un gioco di scambio di favori (in questo caso dati) da cui tutti guadagnano.

Entra tutto in una singola slide spedita da Edward, ma lo ritrovate tranquillamente in mille indizi che vi portate persino in tasca. Basta non voler essere ciechi.

Solo un piccolo gruppo ci rimette: tutti i privati cittadini del pianeta Terra, buona parte dei principi costituzionali delle democrazie europee, e poche altre quisquilie di simile importanza.
E nel caso ci fosse bisogno di sottolinearlo, di questo gruppetto, da sempre, fate parte anche voi.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • l incredibil e sgabbio scrive:
    Re: telelavoro? per me, la morte...
    [img]http://static.supermoney.eu/media/8005_una-stretta-di-mano-vigorosa-e-l-inizio-giusto-per-ottenere-il-posto-di-lavoro.jpg[/img] :D
    • zukk scrive:
      Re: telelavoro? per me, la morte...
      - Scritto da: l incredibil e sgabbio
      [img]http://static.supermoney.eu/media/8005_una-st
      :D01/10
  • Il Nano di Venezia scrive:
    fanulloni!
    Il telelavoro è per i telefanulloni!
  • nome e cognome scrive:
    secondo me la verità è un po' diversa...
    bisognerebbe guardare in faccia la realtà e ammettere che 40 (50/60) ore la settimana non sono necessarie. Negli ultimi 10 anni la produttività di un impiegato è aumentata esponenzialmente eppure il suo orario di lavoro è rimasto fermo agli anni 50. Chiunque abbia telelavorato ammette, se non è ipocrita, che le ore vere di lavoro sono molto, ma molto, minori delle canoniche 8. Semplicemente invece di perdere tempo alla macchinetta del caffè o su facebook si possono fare commissioni, badare ai figli o guardarsi la TV.Perché non tagliare la testa al toro e fare 32 ore di ufficio aggiungendo un giorno al WE? Le motivazioni sono probabilmente di carattere sindacale, una riduzione tout-court dell'orario di lavoro giustificherebbe una riduzione di stipendio... quindi ne sindacati, ne politici hanno interesse a proporlo. Il telelavoro quindi sta diventando una giustificazione per ridurre l'orario (secondo il principio tanto caro agli americani del don't ask don't tell) senza tenere le persone in ufficio a guardare il monitor. In USA dove le società sono mediamente più grandi è più facile, perché i C-level non hanno alcun interesse a quel che succede sotto finché gli utili tengono e il middle-management già da tempo utilizza il telelavoro per non mostrare a tutti il sotto impiego. In Italia invece il "paron" deve vedere gli impiegati in ufficio anche se non hanno niente da fare, perché appaga il suo bisogno di possesso.
    • iRoby scrive:
      Re: secondo me la verità è un po' diversa...
      Urka mi sembra di averla scritto io questa cosa... Specie la storia del "paron"...Comunque sappi che se lo Stato volesse, già domani darebbe occupazioni a tutti, con 32 o 24 ore settimanali con stipendi che permettono una vita dignitosa.Come?Tornando a moneta sovrana, applicando la ME-MMT e creando subito i programmi di Job Garantee. Che è ciò che all'incirca hanno fatto in Argentina gli economisti della scuola di economia di Kansas City Mossouri.http://memmt.info/site/Si deve capire un concetto chiave che riguarda il denaro, che se lo controlla lo Stato ne può fare ciò che vuole o che la collettività vuole.E se il desiderio della collettività è benessere e un lavoro tranquillo con cui avere una vita dignitosa lo Stato deve agire per darglielo.Il problema è che il denaro lo controllano oligarchie di potere che fanno capo a banchieri, industriali, aristocratici e gentaglia di vario genere che adorano il potere ma hanno anche idee sulla società che sono vecchie.Loro sanno bene che il denaro non vale nulla in se, quanto per il fatto che lo puoi utilizzare per muovere milioni di individui a fargli produrre merci, immobili, ed altre forme di reale ricchezza.Questa gente non vuole gli Stati, e non vuole che la gente comprenda come funziona il denaro e se ne impossessi per avere migliori condizioni sociali e di progresso umano.Te lo spiega bene l'ex dirigente della banca centrale del Belgio[yt]AiSM5ozdmgE[/yt]
      • astro scrive:
        Re: secondo me la verità è un po' diversa...
        - Scritto da: iRoby
        Urka mi sembra di averla scritto io questa
        cosa... Specie la storia del
        "paron"...

        Comunque sappi che se lo Stato volesse, già
        domani darebbe occupazioni a tutti, con 32 o 24
        ore settimanali con stipendi che permettono una
        vita
        dignitosa.

        Come?
        Tornando a moneta sovrana, applicando la ME-MMT e
        creando subito i programmi di Job Garantee. Che è
        ciò che all'incirca hanno fatto in Argentina gli
        economisti della scuola di economia di Kansas
        City
        Mossouri.
        http://memmt.info/site/
        Quella che sta per riandare in default? :D
    • il solito bene informato scrive:
      Re: secondo me la verità è un po' diversa...
      - Scritto da: nome e cognome
      In Italia invece il "paron" deve vedere gli
      impiegati in ufficio anche se non hanno niente da
      fare, perché appaga il suo bisogno di
      possesso.o parliamo anche di una classe dirigente oggi che non sa letteralmente fare un ca**o, se non <i
      apparenza </i
      , perché tanto la produzione e la vendita non sono più tanto prioritarie e la "crescita" è diventata un concetto astratto.
    • nome scrive:
      Re: secondo me la verità è un po' diversa...
      - Scritto da: nome e cognome
      In Italia invece il "paron" deve vedere gli
      impiegati in ufficio anche se non hanno niente da
      fare, perché appaga il suo bisogno di
      possesso.sante parole conosco un sacco di persone che per non essere guardate male dai capi stanno in ufficio fino a orari assurdi. Ovviamente cazzeggiano, però l'importante è che stiano in ufficio. La cosa peggiore è che si tratta di solito di società del terziario, spesso in settori quali informatica e internet.. si insomma quelle società che dovrebbero avere l'approccio più innovativo.
  • il solito bene informato scrive:
    telelavoro? per me, la morte...
    Per gente con problemi a relazionarsi con gli altri, come me, il telelavoro ("spinto") sarebbe una brutta botta.Ho una certa età ed avrei potuto iniziare a fare il freelance già da tempo ma, per prima cosa, non amo tanto il mio lavoro da farne un'attività da portarmi a casa (ok, quando un amico mi chiede un logo o una grafica per una maglietta non mi nego, anche gratuitamente) e, secondo, ho bisogno di una routine quotidiana che mi "costringa" ad entrare in contatto con più gente possibile. Se guardo indietro nella mia vita, mi rendo conto che quasi tutti i miei amici sono ereditati dalle mie diverse esperienze lavorative - o nei tragitti da casa al lavoro, visto che utilizzo i mezzi pubblici il più possibile - e, alla fine, che anche le tensioni con colleghi che non sopportavo mi hanno aiutato a crescere.
    • iRoby scrive:
      Re: telelavoro? per me, la morte...
      Io ho il problema opposto, sono leggermente sociopatico, o diciamo poco empatico con la gente "comune" e mediocre.Lego solo con donne perché non mi fido degli uomini, e quando lego amicizia con uomini sono uomini molto profondi con poco contrasto virile e che hanno come me sviluppata la componente femminile del sé (che non significa essere gay).I miei amici di sesso maschile sono uomini che non necessitano di vantare abilità fisiche, automobili, motocicli, oggetti che siano una estensione della componente fallica/virile. Di solito molto tranquilli, di buona cultura, e con doti intellettive e QI oltre la media.A me piacerebbe il telelavoro, ma di solito sono uno che non si sa organizzare perché mi perdo tra mille idee, interessi e pensieri, per cui ho qualche volta applicato metodologie agili e la tecnica del pomodoro:http://www.metadidattica.com/2013/02/07/la-tecnica-del-pomodoro-come-gestire-bene-il-tempo/Allora poi ho capito che ho delle passioni creative in alcuni settori e mi ci sono buttato riuscendo anche ad averne delle entrate economiche rispettabili.Dal penultimo lavoro ho avuto una discreta buona uscita per un progetto importante e mi ci sono comprato casa e non pago più affitto.Ora mi sto dedicando alle mie passioni e sto anche "fabbricando un pupazzo". Oddio quello è stato inaspettato, anzi volevo scappare in Sudamerica quando l'ho saputo... :-D
      • che tipo strano scrive:
        Re: telelavoro? per me, la morte...
        - Scritto da: iRoby
        Io ho il problema opposto, sono leggermente
        sociopatico, o diciamo poco empatico con la gente
        "comune" e
        mediocre.Ma che supponenza fastidiosa!
        Lego solo con donne perché non mi fido degli
        uominiSi, è quello il vero movivo? 8)
        e quando lego amicizia con uomini sono
        uomini molto profondi con poco contrasto virile e
        che hanno come me sviluppata la componente
        femminile del sé (che non significa essere
        gay).Ma nessuno lo ha mai sospettato... :$
        A me piacerebbe il telelavoro, ma di solito sono
        uno che non si sa organizzare perché mi perdo tra
        mille idee, interessi e pensieri, per cui ho
        qualche volta applicato metodologie agili e la
        tecnica del
        pomodoro:Fa parte del kamasutra? (rotfl)
        Ora mi sto dedicando alle mie passioni e sto
        anche "fabbricando un pupazzo".No... anche il pupazzo... :|
  • collione scrive:
    ecco qua
    Dio esiste!!! http://tech.slashdot.org/story/13/07/08/203227/english-schools-to-introduce-children-to-3d-printers-laser-cutters-robotics?utm_source=rss1.0mainlinkanon&utm_medium=feedsono anni che dico che bisogna cambiare radicalmente i programmi scolastici, introducendo a pieno titolo l'informatica ( e giustamente anche la robotica, visto l'importanza che rivestirà nei prossimi 50-100 anni )finalmente un Paese che ha capito che il latino non serve ad una mazza, mentre l'informatica insegna il problem solving ( imho molto più di quanto possa fare la matematica )
    • Mister No scrive:
      Re: ecco qua
      - Scritto da: collione
      finalmente un Paese che ha capito che il latino
      non serve ad una mazza, mentre l'informatica
      insegna il problem solving ( imho molto più di
      quanto possa fare la matematica
      )Una piccola puntualizzazione sul "finalmente": il governo britannico ha espunto l'insegnamento del latino nelle scuole alla fine degli anni Sessanta. Precedentemente la conoscenza del latino era una condizione per essere ammessi a facoltà come medicina e giurisprudenza. Chi è interessato lo studia ancor oggi, le scuole che lo insegnano esistono, ma è un'opzione, non un un obbligo.Invece in alcuni Land della Germania il latino è ancor molto presente nell'insegnamento secondario. Il che non significa che non ci sia spazio anche per l'informatica: avendo i fondi e la volontà politica, nelle scuole si offre l'uno e l'altro.
  • qualcuno scrive:
    Re: Liberi professionisti

    E comunque alla lunga è alienante stare sempre a
    casa, è importante lavorare insieme. Ci vorrebbe
    un misto delle due cose, avere un ufficio per
    riunioni e potersi organizzare il lavoro anche da
    casaSi alla lunga può essere alienante. Però si può anche fare telelavoro due giorni a settimana.
  • Michele scrive:
    forse in italia non puo' funzionare...
    ....parlero' anch'io della mia testimonianza:una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e' stato accordato.peccato pero' che:- la tipa e' una "favorita" del capo;- il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha partorito: strano eh?domanda: come fa una neo mamma a lavorare e contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo di 6-12 mesi?forse sarebbe stato piu' onesto chiedere aspettativa.altro caso.altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro, glielo accordano subito.risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al giorno........nessun controllo = faccio come mi pare.mio caso.ho chiesto il telelavoro, risposta no!Perche'?1. non sono favorito dal capo2. dato il crollo di performance dei dipendenti che hanno usufruito deltelelavoro, d'ora in poi viene conXXXXX solamente in via del tutto ecczionale.leggi: solamente a qeulli veramente favoriti!Questa e' una storia italianaciao
    • panda rossa scrive:
      Re: forse in italia non puo' funzionare...
      - Scritto da: Michele
      ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
      una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e'
      stato
      accordato.
      peccato pero' che:
      - la tipa e' una "favorita" del capo;
      - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha
      partorito: strano
      eh?
      domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
      contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo
      di 6-12
      mesi?
      forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
      aspettativa.Dipende da che tipo di lavoro deve svolgere.Senza contare il diritto all'allattamento.Nel suo caso il telelavoro e' un'ottima soluzione: spalma le 2 ore di allattamento nell'arco di tutta la giornata, per accudire il bimbo, e non perde neppure il tempo di trasferimento casa-ufficio.
      altro caso.
      altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro,
      glielo accordano
      subito.
      risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
      giorno.....
      ...nessun controllo = faccio come mi pare.Tu come fai a sapere queste cose se come tu stesso affermi non c'e' stato nessun controllo?
      • Michele scrive:
        Re: forse in italia non puo' funzionare...
        Entrando un po' piu' nel dettaglio....

        Dipende da che tipo di lavoro deve svolgere.sviluppo software.
        Senza contare il diritto all'allattamento.
        Nel suo caso il telelavoro e' un'ottima
        soluzione: spalma le 2 ore di allattamento
        nell'arco di tutta la giornata, per accudire il
        bimbo, e non perde neppure il tempo di
        trasferimento
        casa-ufficio.Si, ok, ma perche' non usufruire della maternita' come fanno tutti?invece di approfittare di lavorare da casa?tanto, alla fin fine, a casa, ha lavorato pochissimo.Cmq, una persona in sostituzione l'hanno presa lo stesso....:-(un anno, e poi l'hanno mandato via...

        Tu come fai a sapere queste cose se come tu
        stesso affermi non c'e' stato nessun
        controllo?Non c'e' stato alcun conttrollo sulla loro produttivita'.quando dico che hanno lavorato si e no 4 ore al giorno, era per intendereche stavano lavoricchiando pochissimo.il controllo, cmq, avveniva via chat, nel senso che , visto che stavano a casa,avrebbero dovuto accendere la chat e chattare con il capo/colleghi.scrivendo SW, e' necessario.il risultato e' che in chat ci stavano pochissimo, non si sapeva quante ore stavano a lavorare, non si sapeva cosa stavano facendo e per quanto tempo, le loro performance sono crollate (non e' che prima fossero elevate!!!!! ok...sto esagerando!!! :-D )e quindi, come risultato, hanno levato il telelavoro, dicendo a tuttiche da quel momento in poi sarebbe stato dato solo in casi di assoluta emergenza.da quello che so, hanno continuato ad usufruirne manager, dirigenti e quadri...fate un po' voi...
        • panda rossa scrive:
          Re: forse in italia non puo' funzionare...
          - Scritto da: Michele
          Entrando un po' piu' nel dettaglio....



          Dipende da che tipo di lavoro deve svolgere.

          sviluppo software.Quindi attivita' che non richiede assolutamente vincoli di orario, ed e' facilmente verificabile sulla base di quanto viene prodotto.
          Si, ok, ma perche' non usufruire della maternita'
          come fanno tutti?Chi lo dice che lo fanno tutti?Lo fanno quelli che hanno questa possibilita'.Lo fannno quelli che non possono farne a meno.Non lo fanno tutti.Di legge ci sono solo 3 mesi di maternita' obbligatori (un mese prima del parto e due mesi dopo).
          invece di approfittare di lavorare da casa?
          tanto, alla fin fine, a casa, ha lavorato
          pochissimo.Tu che cosa ne sai?
          Cmq, una persona in sostituzione l'hanno presa lo
          stesso....
          :-(
          un anno, e poi l'hanno mandato via...Stessa sorte avrebbe avuto in caso di sostituzione di maternita'.Non capisco il problema.

          Tu come fai a sapere queste cose se come tu

          stesso affermi non c'e' stato nessun

          controllo?
          Non c'e' stato alcun conttrollo sulla loro
          produttivita'.Quindi non puoi sapere.
          quando dico che hanno lavorato si e no 4 ore al
          giorno, era per
          intendere
          che stavano lavoricchiando pochissimo.Ma se non c'e' stato nessun controllo, come fai a dirlo?
          il controllo, cmq, avveniva via chat, nel senso
          che , visto che stavano a casa,avrebbero dovuto
          accendere la chat e chattare con il
          capo/colleghi.Deve essere un bel posto, se si passano le giornate chattando.Io qui da me, quando c'e' da fare qualcosa oltre alla sorveglianza, le prime cose che faccio sono di chiudere il browser, staccare il telefono e spegnere il cellulare.O lavoro, o parlo con chi mi contatta!
          scrivendo SW, e' necessario.Scrivendo SW e' piu' che sufficiente la mail!
          il risultato e' che in chat ci stavano
          pochissimo, non si sapeva quante ore stavano a
          lavorare, non si sapeva cosa stavano facendo e
          per quanto tempo, le loro performance sono
          crollate (non e' che prima fossero elevate!!!!!
          ok...sto esagerando!!! :-DNon si misura la produttivita' dal tempo che uno passa in chat!Se quelli dovevano svolgere un lavoro e consegnarlo entro il giorno X ci sono solo due possibilita': o lo hanno consegnato entro il giorno X o non lo hanno fatto.E se la scadenza che gli e' stata imposta era umanamente rispettabile, allora puoi dire che non hanno lavorato.
          e quindi, come risultato, hanno levato il
          telelavoro, dicendo a
          tutti
          che da quel momento in poi sarebbe stato dato
          solo in casi di assoluta emergenza.Di solito e' il contrario: nei casi di assoluta emergenza si deve lavorare tutti a contatto di gomito per azzerare i tempi morti di scambio di informazioni, dati, test etc...Bei manager che ci sono li' da te.
          da quello che so, hanno continuato ad usufruirne
          manager, dirigenti e quadri...fate un po'
          voi...Questi non hanno gia' alcun obbligo di presenza, quindi che c'entra?
        • iRoby scrive:
          Re: forse in italia non puo' funzionare...
          Mi sembrano i discorsi dell'invidioso o del pettegolo...
    • FDG scrive:
      Re: forse in italia non puo' funzionare...
      - Scritto da: Michele
      risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
      giorno.....
      ...nessun controllo = faccio come mi pare.Mi pare che ve ne siete accorti che lavoravano si e no 4 ore al giorno.
      • Michele scrive:
        Re: forse in italia non puo' funzionare...
        - Scritto da: FDG
        - Scritto da: Michele


        risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al

        giorno.....

        ...nessun controllo = faccio come mi pare.

        Mi pare che ve ne siete accorti che lavoravano si
        e no 4 ore al
        giorno.no, era per dire che stavano lavorando pochissimo!e cmq li vedevo in chat presenti al pc solo la mattina...
    • tucumcari scrive:
      Re: forse in italia non puo' funzionare...
      - Scritto da: Michele
      ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
      una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e'
      stato
      accordato.
      peccato pero' che:
      - la tipa e' una "favorita" del capo;
      - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha
      partorito: strano
      eh?
      domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
      contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo
      di 6-12
      mesi?
      forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
      aspettativa.

      altro caso.
      altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro,
      glielo accordano
      subito.
      risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
      giorno.....
      ...nessun controllo = faccio come mi pare.

      mio caso.
      ho chiesto il telelavoro, risposta no!
      Perche'?
      1. non sono favorito dal capo
      2. dato il crollo di performance dei dipendenti
      che hanno usufruito
      del
      telelavoro, d'ora in poi viene conXXXXX solamente
      in via del tutto
      ecczionale.
      leggi: solamente a qeulli veramente favoriti!Evidentemente sei in una azienda che non lavora per obiettivi e cerca di responsabilizzare.Non dico che è sempre semplice ma si può fare almeno in parte.
      • Leguleio senza avatar scrive:
        Re: forse in italia non puo' funzionare...
        No no no, troppo serio, non va bene:"Taci trolletto.Evidentemente sei in una azienda che non lavora per obiettivi e cerca di responsabilizzare.(rotfl)(rotfl)Non dico che è sempre semplice ma si può fare almeno in parte.(rotfl)(rotfl)".Ora ci siamo. Diversamente l'utente rischia di non sapere chi ha davanti.
        • ... scrive:
          Re: forse in italia non puo' funzionare...
          - Scritto da: Leguleio senza avatar
          No no no, troppo serio, non va bene:

          "Taci trolletto.
          Evidentemente sei in una azienda che non lavora
          per obiettivi e cerca di
          responsabilizzare.
          (rotfl)(rotfl)
          Non dico che è sempre semplice ma si può fare
          almeno in
          parte.
          (rotfl)(rotfl)".

          Ora ci siamo. Diversamente l'utente rischia di
          non sapere chi ha
          davanti.[yt]wst7f_AFre8[/yt]
    • Skywalkersenior scrive:
      Re: forse in italia non puo' funzionare...
      - Scritto da: Michele
      ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
      una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e'
      stato
      accordato.
      peccato pero' che:
      - la tipa e' una "favorita" del capo;
      - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha
      partorito: strano eh?Al di là del commento sul favoritismo (spesso dettato dall'invidia), una neo-mamma ha diritto a diverse ore al giorno per l'allattamento, o anche fino ad un anno di permesso. Una soluzione di telelavoro mi sembra vantaggiosa per entrambe le parti.
      domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
      contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo
      di 6-12
      mesi?Non è che il neonato debba essere tenuto in braccio per 24 ore, è? Poi dipende da quali mansioni deve svolgere la persona.
      forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
      aspettativa.Ovviamente partiamo sempre dal presupposto che il lavoro di quella persona non dipendesse da macchinari particolari o da una costante interazione con gli altri colleghi.L'azienda avrebbe dovuto assumere un'altra persona a tempo determinato, l'avrebbe dovuta formare, e non è detto che avrebbe avuto le capacità per sostituire in tutto quella andata in aspettativa.A prescindere dal presunto favoritismo, se io fossi un manager e potessi scegliere se mandare una persona in aspettativa (con le conseguenze sopra descritte) o continuare ad usufruirne via telelavoro, sceglierei indubbiamente la seconda opzione (mettendo determinati paletti e ponendo precisi obbiettivi, ovviamente).

      altro caso.
      altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro,
      glielo accordano
      subito.
      risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
      giorno.....
      ...nessun controllo = faccio come mi pare.
      Si ricade sempre nello stesso stereotipo: per la valutazione del telelavoro, l'azienda non può basarsi su quanto tempo l'impiegato passa davanti al computer (o al telefono), ma su quali risultati ottiene nel periodo. Magari quei dipendenti ne hanno davvero approfittato, o magari l'azienda pretendeva che stessero davanti al PC per 8 ore al giorno conrollandoli via webcam.
      mio caso.
      ho chiesto il telelavoro, risposta no!
      Perche'?
      1. non sono favorito dal capo
      2. dato il crollo di performance dei dipendenti
      che hanno usufruito
      del
      telelavoro, d'ora in poi viene conXXXXX solamente
      in via del tutto
      ecczionale.
      leggi: solamente a qeulli veramente favoriti!Ti è andata male...

      Questa e' una storia italiana
      ciaoNo, questa è la storia della tua azienda che, evidentemente, non è stata in grado di sfruttare lo strumento del telelavoro e lo ha conXXXXX alle persone sbagliate.
      • Michele scrive:
        Re: forse in italia non puo' funzionare...
        - Scritto da: Skywalkersenior

        Al di là del commento sul favoritismo (spesso
        dettato dall'invidia), touche'!
        una neo-mamma ha diritto a
        diverse ore al giorno per l'allattamento, o anche
        fino ad un anno di permesso. Una soluzione di
        telelavoro mi sembra vantaggiosa per entrambe le
        parti.mah...da come la vedo io e dalla mia esperienza, una neo mamma non ha neanche il tempodi respirare: un bimbo da 0 a 12 mesi ti assorbe 24 ore al giorno.


        domanda: come fa una neo mamma a lavorare e

        contemporaneamente stare a pensare ad un
        bimbo

        di 6-12

        mesi?

        Non è che il neonato debba essere tenuto in
        braccio per 24 ore, è? Poi dipende da quali
        mansioni deve svolgere la persona.scrivere SW: devi concentrarti e lavorare continuativamente almeno per un po' di ore, senno' e' tempo buttato.



        forse sarebbe stato piu' onesto chiedere

        aspettativa.

        Ovviamente partiamo sempre dal presupposto che il
        lavoro di quella persona non dipendesse da
        macchinari particolari o da una costante
        interazione con gli altri
        colleghi.il contrario: scrive SW quindi dovrebbe stare a parlare con colleghi,magari anche via chat o via JIRA
        L'azienda avrebbe dovuto assumere un'altra
        persona a tempo determinato, l'avrebbe dovuta
        formare, e non è detto che avrebbe avuto le
        capacità per sostituire in tutto quella andata in
        aspettativa.l'ha fatto!!!!sigh!per un anno!l'hanno preso, formato su un nostro SW sviluppato internamente,e poi mandato via!
        A prescindere dal presunto favoritismo, se io
        fossi un manager e potessi scegliere se mandare
        una persona in aspettativa (con le conseguenze
        sopra descritte) o continuare ad usufruirne via
        telelavoro, sceglierei indubbiamente la seconda
        opzione (mettendo determinati paletti e ponendo
        precisi obbiettivi,
        ovviamente).mah, non so.io non credo che una neo mamma possa materialmente avere "la testa"per concentrarsi per ore a scrivere SW in una giornata dove devi:allattare, vestire, spogliare lavare, fare addormentare un pargoletto......mah...ho forti dubbi su questo.esiste la maternita' apposta!poi se per una persona che va via ne devi assumere un'altra, mi sembra esagerato. ma dipende dai casi.

        Si ricade sempre nello stesso stereotipo: per la
        valutazione del telelavoro, l'azienda non può
        basarsi su quanto tempo l'impiegato passa davanti
        al computer (o al telefono), ma su quali
        risultati ottiene nel periodo. Magari quei
        dipendenti ne hanno davvero approfittato, o
        magari l'azienda pretendeva che stessero davanti
        al PC per 8 ore al giorno conrollandoli via
        webcam.
        non e' uno stereotipo: purtroppo mancando di meritocrazia in italia,il telelavoro e' difficile

        Ti è andata male......e lo so!

        No, questa è la storia della tua azienda che,
        evidentemente, non è stata in grado di sfruttare
        lo strumento del telelavoro e lo ha conXXXXX alle
        persone
        sbagliate.sicuramente!
        • panda rossa scrive:
          Re: forse in italia non puo' funzionare...
          - Scritto da: Michele

          mah...da come la vedo io e dalla mia esperienza,
          una neo mamma non ha neanche il
          tempo
          di respirare: un bimbo da 0 a 12 mesi ti assorbe
          24 ore al
          giorno.Tu non hai figli, vero?

          Non è che il neonato debba essere tenuto in

          braccio per 24 ore, è? Poi dipende da quali

          mansioni deve svolgere la persona.

          scrivere SW: devi concentrarti e lavorare
          continuativamente almeno per un po' di ore,
          senno' e' tempo buttato.I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore al giorno.Hai voglia a trovare il tempo per lavorare!


          forse sarebbe stato piu' onesto chiedere


          aspettativa.



          Ovviamente partiamo sempre dal presupposto che
          il

          lavoro di quella persona non dipendesse da

          macchinari particolari o da una costante

          interazione con gli altri

          colleghi.

          il contrario: scrive SW quindi dovrebbe stare a
          parlare con
          colleghi,
          magari anche via chat o via JIRAIo scrivo SW e l'unico strumento che uso per parlare coi colleghi e' la mail, di cui resta traccia e si mette il capo progetto in copia.La chat e' deleteria quando si lavora.

          L'azienda avrebbe dovuto assumere un'altra

          persona a tempo determinato, l'avrebbe dovuta

          formare, e non è detto che avrebbe avuto le

          capacità per sostituire in tutto quella andata
          in

          aspettativa.

          l'ha fatto!!!!
          sigh!
          per un anno!
          l'hanno preso, formato su un nostro SW sviluppato
          internamente,
          e poi mandato via!


          A prescindere dal presunto favoritismo, se io

          fossi un manager e potessi scegliere se mandare

          una persona in aspettativa (con le conseguenze

          sopra descritte) o continuare ad usufruirne via

          telelavoro, sceglierei indubbiamente la seconda

          opzione (mettendo determinati paletti e ponendo

          precisi obbiettivi,

          ovviamente).

          mah, non so.
          io non credo che una neo mamma possa
          materialmente avere "la
          testa"Ripeto: tu hai figli?
          per concentrarsi per ore a scrivere SW in una
          giornata dove
          devi:
          allattare, vestire, spogliare lavare, fare
          addormentare un
          pargoletto...
          ...mah...ho forti dubbi su questo.Ok, hai risposto alla domanda.Tu non hai figli.
          esiste la maternita' apposta!La maternita' esiste quando non c'e' il telelavoro.
          poi se per una persona che va via ne devi
          assumere un'altra, mi sembra

          esagerato. ma dipende dai casi.Chi e' in maternita' non va via. E' in maternita'.
          • Ma ci faccia il piacere scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Michele




            mah...da come la vedo io e dalla mia
            esperienza,

            una neo mamma non ha neanche il

            tempo

            di respirare: un bimbo da 0 a 12 mesi ti
            assorbe

            24 ore al

            giorno.

            Tu non hai figli, vero?



            Non è che il neonato debba essere
            tenuto
            in


            braccio per 24 ore, è? Poi dipende da
            quali


            mansioni deve svolgere la persona.



            scrivere SW: devi concentrarti e lavorare

            continuativamente almeno per un po' di ore,

            senno' e' tempo buttato.

            I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore al giorno.
            Hai voglia a trovare il tempo per lavorare!Hai sbagliato, quelli si chiamano gatti,i cuccioli della specie umana, specialmente neonati, mangiano una volta ogni 3/4 ore, e ci vuole almeno mezz'ora per allattarli, poi ruttino d'ordinanza, poi cambio pannolino, poi un minimo di interazione giocosa, poi nanna e poi si ricomincia con il ciclo di 3/4 ore, tempo per lavorare ne rimane veramente poco (sterilizza, pulisci, lava, etc.)Io ho cominciato a dormire + di 5 ore di fila solo dal 4° mese in poi, solo perché il pupo crollava alle 23:00 e si risvegliava alle 6:00, ma prima è stata una gara a trovare un posto adeguato per accasciarsi di sonno tra una poppata e la successiva.Sicuro di avere bimbi tu? Auguri...
          • panda rossa scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: Ma ci faccia il piacere
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Michele







            mah...da come la vedo io e dalla mia

            esperienza,


            una neo mamma non ha neanche il


            tempo


            di respirare: un bimbo da 0 a 12 mesi ti

            assorbe


            24 ore al


            giorno.



            Tu non hai figli, vero?





            Non è che il neonato debba essere

            tenuto

            in



            braccio per 24 ore, è? Poi dipende da

            quali



            mansioni deve svolgere la persona.





            scrivere SW: devi concentrarti e lavorare


            continuativamente almeno per un po' di ore,


            senno' e' tempo buttato.



            I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore al
            giorno.

            Hai voglia a trovare il tempo per lavorare!

            Hai sbagliato, quelli si chiamano gatti,
            i cuccioli della specie umana, specialmente
            neonati, mangiano una volta ogni 3/4 ore, e ci
            vuole almeno mezz'ora per allattarli, poi ruttino
            d'ordinanza, poi cambio pannolino, poi un minimo
            di interazione giocosa, poi nanna e poi si
            ricomincia con il ciclo di 3/4 ore, tempo per
            lavorare ne rimane veramente poco (sterilizza,
            pulisci, lava,
            etc.)Ricapitolando: ogni 3/4 ore, un'oretta tra allattamento e tutto il resto.Vediamo.24H / 4 = 66 cicli di allattamento etc. fanno 6 oreNelle restanti 18 ore della giornata, il bambino DORME!!!http://lmgtfy.com/?q=neonato+ore+di+sonnoIl tempo di lavorare c'e' eccome, soprattutto se stai a casa in telelavoro.
            Io ho cominciato a dormire + di 5 ore di fila
            solo dal 4° mese in poi, solo perché il pupo
            crollava alle 23:00 e si risvegliava alle 6:00,
            ma prima è stata una gara a trovare un posto
            adeguato per accasciarsi di sonno tra una poppata
            e la
            successiva.Non stiamo mica parlando di ore di sonno consecutive.Stiamo parlando di ore di sonno complessive.Se lavori a casa, non devi mica farlo dalle 9:00 alle 18:00 come quando sei in ufficio!
            Sicuro di avere bimbi tu? Auguri...Sono passati anni dal tempo delle poppate dei miei figli, ma me li ricordo ancora bene.
          • yumbo scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Ma ci faccia il piacere

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Michele










            mah...da come la vedo io e dalla
            mia


            esperienza,



            una neo mamma non ha neanche il



            tempo



            di respirare: un bimbo da 0 a 12
            mesi
            ti


            assorbe



            24 ore al



            giorno.





            Tu non hai figli, vero?







            Non è che il neonato debba
            essere


            tenuto


            in




            braccio per 24 ore, è? Poi
            dipende
            da


            quali




            mansioni deve svolgere la
            persona.







            scrivere SW: devi concentrarti e
            lavorare



            continuativamente almeno per un
            po' di
            ore,



            senno' e' tempo buttato.





            I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore
            al

            giorno.


            Hai voglia a trovare il tempo per
            lavorare!



            Hai sbagliato, quelli si chiamano gatti,

            i cuccioli della specie umana, specialmente

            neonati, mangiano una volta ogni 3/4 ore, e
            ci

            vuole almeno mezz'ora per allattarli, poi
            ruttino

            d'ordinanza, poi cambio pannolino, poi un
            minimo

            di interazione giocosa, poi nanna e poi si

            ricomincia con il ciclo di 3/4 ore, tempo per

            lavorare ne rimane veramente poco
            (sterilizza,

            pulisci, lava,

            etc.)

            Ricapitolando: ogni 3/4 ore, un'oretta tra
            allattamento e tutto il
            resto.
            Vediamo.
            24H / 4 = 6
            6 cicli di allattamento etc. fanno 6 ore
            Nelle restanti 18 ore della giornata, il bambino
            DORME!!!

            http://lmgtfy.com/?q=neonato+ore+di+sonno

            Il tempo di lavorare c'e' eccome, soprattutto se
            stai a casa in
            telelavoro.


            Io ho cominciato a dormire + di 5 ore di fila

            solo dal 4° mese in poi, solo perché il
            pupo

            crollava alle 23:00 e si risvegliava alle
            6:00,

            ma prima è stata una gara a trovare un posto

            adeguato per accasciarsi di sonno tra una
            poppata

            e la

            successiva.

            Non stiamo mica parlando di ore di sonno
            consecutive.
            Stiamo parlando di ore di sonno complessive.

            Se lavori a casa, non devi mica farlo dalle 9:00
            alle 18:00 come quando sei in
            ufficio!


            Sicuro di avere bimbi tu? Auguri...

            Sono passati anni dal tempo delle poppate dei
            miei figli, ma me li ricordo ancora
            bene.Ha ragione lui, il tempo libero che hai è ben poco e soprattutto solitamente sei stanco visto che non dormi in maniera continuativa. Il neonato dorme tante ore appena nato, dopo pochi mesi (2-3) sta piuttosto sveglio.Se tu hai avuto una esperienza diversa ti assicuro che il caso raro è il tuo (o che racconti balle o che se ne è occupata tua moglie).Se poi vuoi farci credere che tutte le neo-mamme che hai visto nella tua vita sono persone altamente produttive e rilassate fai pure, magari fatti un giro nel forum alfemminile che una bella pernacchia non te la leva nessuno.
          • panda rossa scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: yumbo


            Ha ragione lui, il tempo libero che hai è ben
            poco e soprattutto solitamente sei stanco visto
            che non dormi in maniera continuativa. Il neonato
            dorme tante ore appena nato, dopo pochi mesi
            (2-3) sta piuttosto
            sveglio.Questo e' vero, ma non pregiudica qualunque attivita'.Una neomamma con neonato riesce benissimo a gestire la casa, esce a fare la spesa, cucina, etc...Che cosa le impedirebbe di svolgere mansioni lavorative da scrivania?
            Se tu hai avuto una esperienza diversa ti
            assicuro che il caso raro è il tuo (o che
            racconti balle o che se ne è occupata tua
            moglie).Ho avuto le esperienze di tutti quelli che ci sono passati.Ricordo benissimo una volta, era un sabato mattina, ero a casa e stavo portando il pupo in giro in carrozzina.Mi hanno telefonato per una certa questione di lavoro e siamo rimasti un paio d'ore al telefono mentre io gironzolavo tranquillamente con la carrozzina e il pupo che dormiva.Episodio che ricordo benissimo perche' il capo dall'altra parte si era scusato e pensava di disturbare e io gli avevo risposto: "Ti va bene che sono in giro col pupo e posso stare al telefono tutto il tempo che vuoi, altrimenti avevo gia' riattaccato e se ne parlava lunedi."
            Se poi vuoi farci credere che tutte le neo-mamme
            che hai visto nella tua vita sono persone
            altamente produttive e rilassate fai pure, magari
            fatti un giro nel forum alfemminile che una bella
            pernacchia non te la leva
            nessuno.Stiamo parlando di lavoro da scrivania in ambito di informatica, non di lavori qualunque.E' chiaro che chi lavora nei negozi, chi sta a contatto col pubblico, chi fa l'operaio non puo' lavorare da casa.
          • chaparro scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: panda rossa
            Mi hanno telefonato per una certa questione di
            lavoroTogliere l'umidita' dalle cantine
          • yumbo scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...


            Questo e' vero, ma non pregiudica qualunque
            attivita'.
            Una neomamma con neonato riesce benissimo a
            gestire la casa, esce a fare la spesa, cucina,
            etc...
            Che cosa le impedirebbe di svolgere mansioni
            lavorative da
            scrivania?Premetto che non ne facevo una questione di telelavoro ma commentavo il fatto che un neonato fosse poco impegnativo. Io credo che ognuno di noi sia diverso, se una mamma o un papà a tempo pieno riescono a fare telelavoro con un bimbo piccolo a casa allora tanto di cappello per quello che mi riguarda. Io e mia moglie non riusciamo ad uscire, a guardare un film e neppure un telefilm, la casa la manteniamo relativamente in ordine grazie all'aiuto della signora delle pulizie che ci fa spesso anche da stireria, io non accendo computer fisso da mesi, leggo mail da tablet o smartphone ma concentrarsi per rispondere è difficile, non leggo più nulla, né roba tecnica né romanzi o altro.Abbiamo due bimbi piccoli (sotto i 4 anni), non siamo stressati ma di certo il tempo non ci avanza. Lavorassi a casa sarebbe un disastro, continue distrazioni, anche io sarei distratto dal lavoro nel senso che potrei essere mentalmente assente mentre do una ciuccia o gioco con il figlio più grande.

            Ho avuto le esperienze di tutti quelli che ci
            sono
            passati.Non so la differenza di età dei tuoi figli, io quello che sento dagli altri è più vicino alla mia esperienza che alla tua, beato te.
            Ricordo benissimo una volta, era un sabato
            mattina, ero a casa e stavo portando il pupo in
            giro in
            carrozzina.
            Mi hanno telefonato per una certa questione di
            lavoro e siamo rimasti un paio d'ore al telefono
            mentre io gironzolavo tranquillamente con la
            carrozzina e il pupo che
            dormiva.
            Questo è capitato anche a me ma sono casi sporadici e fortunati, uno che fa telelavoro ci si aspetta che in orario di lavoro possa rispondere al telefono, non solo se il pupo dorme e non gli sta facendo fare il ruttino. Poi dipende anche dal lavoro ovviamente, se non è una prerogativa rispondere allora ci può anche stare. Se ad esempio hai una moglie casalinga è tutto più facile, se sei da solo a casa la vedo dura.

            Se poi vuoi farci credere che tutte le
            neo-mamme

            che hai visto nella tua vita sono persone

            altamente produttive e rilassate fai pure,
            magari

            fatti un giro nel forum alfemminile che una
            bella

            pernacchia non te la leva

            nessuno.

            Stiamo parlando di lavoro da scrivania in ambito
            di informatica, non di lavori
            qualunque.
            E' chiaro che chi lavora nei negozi, chi sta a
            contatto col pubblico, chi fa l'operaio non puo'
            lavorare da
            casa.Ripeto, ognuno ha la sua esperienza e capacità personale, io a casa sono continuamente distratto, anche se mia mogli mi dice vai in studio e fai quello che devi fare, sento parlare, esclamazioni, aiutami un attimo, papà cosa fai ecc ecc. Per chiudere in scioltezza: a me a casa basterebbe farmi mezz'ora di videogame al giorno, altro che lavoro ;-)
          • panda rossa scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: yumbo

            Questo è capitato anche a me ma sono casi
            sporadici e fortunati, uno che fa telelavoro ci
            si aspetta che in orario di lavoro possa
            rispondere al telefono, non solo se il pupo dorme
            e non gli sta facendo fare il ruttino.Il telelavoro non deve avere orari.Altrimenti non e' piu' telelavoro.E questo il punto.Telelavoro vuol dire lavorare da casa 8 ore al giorno, cavoli miei se le ore sono dalle 9 alle 18 o se dalle 23 all'alba.Se devi avere degli orari allora non fai telelavoro, vai in ufficio.
            Ripeto, ognuno ha la sua esperienza e capacità
            personale, io a casa sono continuamente
            distratto, anche se mia mogli mi dice vai in
            studio e fai quello che devi fare, sento parlare,
            esclamazioni, aiutami un attimo, papà cosa fai
            ecc ecc.Questo e' vero sempre e ovunque.Una stanza isolata, insonorizzata e inaccessibile e' fondamentale.
            Per chiudere in scioltezza: a me a casa
            basterebbe farmi mezz'ora di videogame al giorno,
            altro che lavoro
            ;-)Dopo le 23.Pure adesso che i bimbi sono piu' grandicelli e monopolizzano il computer fino a che non vanno a dormire.
          • yumbo scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...


            Il telelavoro non deve avere orari.
            Altrimenti non e' piu' telelavoro.
            E questo il punto.

            Telelavoro vuol dire lavorare da casa 8 ore al
            giorno, cavoli miei se le ore sono dalle 9 alle
            18 o se dalle 23
            all'alba.
            Questo è chiaro, io l'ho scritto fin da principio, quando fai il telelavoro ti devono assegnare degli obbiettivi, punto.
          • panda rossa scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: yumbo



            Il telelavoro non deve avere orari.

            Altrimenti non e' piu' telelavoro.

            E questo il punto.



            Telelavoro vuol dire lavorare da casa 8 ore
            al

            giorno, cavoli miei se le ore sono dalle 9
            alle

            18 o se dalle 23

            all'alba.



            Questo è chiaro, io l'ho scritto fin da
            principio, quando fai il telelavoro ti devono
            assegnare degli obbiettivi,
            punto.E quindi che scusa e' quella del pupo che non dorme la notte?
          • sgabbio ti ha purgato ancora scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: panda rossa
            Tu non hai figli, vero?Tu non lì hai visti neanche nei documentari, vero?
            I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore al giorno.
            Hai voglia a trovare il tempo per lavorare!Se il tuo pargolo è immobile da 20 ore non sta dormendo, probabilmente è morto
            Io scrivo SW e l'unico strumento che uso per
            parlare coi colleghi e' la mail, di cui resta
            traccia e si mette il capo progetto in
            copia.Meno male, sono sicuro che piuttosto che avere una discussione faccia a faccia con te preferirebbero un paletto nell'ipotalamo.
            Ripeto: tu hai figli?Panda, posa cicciobello, non è un neonato!
            La maternita' esiste quando non c'e' il
            telelavoro.Falso, si ha diritto alla maternità anche se si telelavora.
          • sgabbio ti ha purgato ancora scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: panda rossa
            Tu non hai figli, vero?Tu non lì hai visti neanche nei documentari, vero?
            I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore al giorno.
            Hai voglia a trovare il tempo per lavorare!Se il tuo pargolo è immobile da 20 ore non sta dormendo, probabilmente è morto
            Io scrivo SW e l'unico strumento che uso per
            parlare coi colleghi e' la mail, di cui resta
            traccia e si mette il capo progetto in
            copia.Meno male, sono sicuro che piuttosto che avere una discussione faccia a faccia con te preferirebbero un paletto nell'ipotalamo.
            Ripeto: tu hai figli?Panda, posa cicciobello, non è un neonato!
            La maternita' esiste quando non c'e' il
            telelavoro.Falso, si ha diritto alla maternità anche se si telelavora.
          • sgabbio ti ha purgato ancora scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: panda rossa
            Tu non hai figli, vero?Tu non lì hai visti neanche nei documentari, vero?
            I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore al giorno.
            Hai voglia a trovare il tempo per lavorare!Se il tuo pargolo è immobile da 20 ore non sta dormendo, probabilmente è morto
            Io scrivo SW e l'unico strumento che uso per
            parlare coi colleghi e' la mail, di cui resta
            traccia e si mette il capo progetto in
            copia.Meno male, sono sicuro che piuttosto che avere una discussione faccia a faccia con te preferirebbero un paletto nell'ipotalamo.
            Ripeto: tu hai figli?Panda, posa cicciobello, non è un neonato!
            La maternita' esiste quando non c'e' il
            telelavoro.Falso, si ha diritto alla maternità anche se si telelavora.
          • panda rossa scrive:
            Re: forse in italia non puo' funzionare...
            - Scritto da: sgabbio ti ha purgato ancora
            Se il tuo pargolo è immobile da 20 ore non sta
            dormendo, probabilmente è
            mortoSolo un idiota mononeurone puo' pensare che "dormire 20 ore al giorno" significhi "dormire 20 ore CONSECUTIVE al giorno"E pensare che tu lo stato di poppante lo hai finito da poche settimane: dovresti ricordartelo.

            Io scrivo SW e l'unico strumento che uso per

            parlare coi colleghi e' la mail, di cui resta

            traccia e si mette il capo progetto in

            copia.
            Meno male, sono sicuro che piuttosto che avere
            una discussione faccia a faccia con te
            preferirebbero un paletto
            nell'ipotalamo.Certo! Io non ho nessun problema a dire ad un idiota che e' un idiota!

            Ripeto: tu hai figli?
            Panda, posa cicciobello, non è un neonato!Tu si, pero'.

            La maternita' esiste quando non c'e' il

            telelavoro.
            Falso, si ha diritto alla maternità anche se si
            telelavora.Diritto != obbligo.
        • Skywalkersenior scrive:
          Re: forse in italia non puo' funzionare...
          - Scritto da: Michele

          una neo-mamma ha diritto a

          diverse ore al giorno per l'allattamento, o
          anche

          fino ad un anno di permesso. Una soluzione di

          telelavoro mi sembra vantaggiosa per entrambe le

          parti.

          mah...da come la vedo io e dalla mia esperienza,
          una neo mamma non ha neanche il
          tempo
          di respirare: un bimbo da 0 a 12 mesi ti assorbe
          24 ore al
          giorno.
          Non credo che si possa generalizzare il discorso, estremamente soggettivo, del trattamento dei propri neonati. Mia madre, quando sono nato io, aveva una tintoria e non poteva certo permettersi di chiudere i battenti per un anno per accudirmi tutto il giorno. Morale: ho esalato miasmi da tintoria per tutta la prima infanzia (questo spiega tante cose... :-P ), ma tra una poppata ed un cambio di pannolino, mia madre aveva il tempo di svolgere il proprio lavoro, magari a ritmo più lento, magari accettando meno clienti o cercando di far capire loro la situazione temporanea, ma ha tirato avanti.Io non ho ancora figli, ma molti miei amici ne hanno e nessuna ragazza se ne è rimasta a casa per un anno a fare solo la mamma. Forse avrebbero voluto, ma non ne avevano la possibilità, eppure sono sporavvissute.




          domanda: come fa una neo mamma a lavorare e


          contemporaneamente stare a pensare ad un

          bimbo


          di 6-12


          mesi?



          Non è che il neonato debba essere tenuto in

          braccio per 24 ore, è? Poi dipende da quali

          mansioni deve svolgere la persona.

          scrivere SW: devi concentrarti e lavorare
          continuativamente almeno per un po' di ore,
          senno' e' tempo
          buttato.
          Dipende sempre dalla testa di ognuno e dal comportamento del neonato. Se sei fortunato, passa più tempo a dormire che altro, se sei sfortunato, devi effettivamente fare il genitore a tempo pieno.






          forse sarebbe stato piu' onesto chiedere


          aspettativa.



          Ovviamente partiamo sempre dal presupposto che
          il

          lavoro di quella persona non dipendesse da

          macchinari particolari o da una costante

          interazione con gli altri

          colleghi.

          il contrario: scrive SW quindi dovrebbe stare a
          parlare con
          colleghi,
          magari anche via chat o via JIRA


          L'azienda avrebbe dovuto assumere un'altra

          persona a tempo determinato, l'avrebbe dovuta

          formare, e non è detto che avrebbe avuto le

          capacità per sostituire in tutto quella andata
          in

          aspettativa.

          l'ha fatto!!!!
          sigh!
          per un anno!
          l'hanno preso, formato su un nostro SW sviluppato
          internamente,
          e poi mandato via!Vabbè, allora lasciati dire che è un'azienda davvero mal gestita...Ma alla fine la "raccomandata" aveva svolto il proprio compito via telelavoro o no?




          Si ricade sempre nello stesso stereotipo: per la

          valutazione del telelavoro, l'azienda non può

          basarsi su quanto tempo l'impiegato passa
          davanti

          al computer (o al telefono), ma su quali

          risultati ottiene nel periodo. Magari quei

          dipendenti ne hanno davvero approfittato, o

          magari l'azienda pretendeva che stessero davanti

          al PC per 8 ore al giorno conrollandoli via

          webcam.



          non e' uno stereotipo: purtroppo mancando di
          meritocrazia in
          italia,
          il telelavoro e' difficile
          Nel tuo caso specifico, mi sembra che più che una mancanza di meritocrazia, ci sia stata una mancanza di organizzazione. Forse se ti avessero conXXXXX il telelavoro, ti avrebbero rotto comunque le scatole non avendo capito come verificare al meglio l'efficienza di un tele-lavoratore (che deve garantire un risultato, non un tot numero di ore di collegamento)
    • ItaGlia scrive:
      Re: forse in italia non puo' funzionare...
      Spesso la gente è convinta che i favoritismi avvengano solo nei posti statali, invece nel privato è anche peggio. Nella grande azienda in cui lavoro spesso la gente con posti buoni ha lo stesso cognome...Tipica azienda italiana. Poi ci si stupisce come mai non reggono il confronto con marche estere e devono delocalizzare.
      • Mister No scrive:
        Re: forse in italia non puo' funzionare...
        - Scritto da: ItaGlia
        Spesso la gente è convinta che i favoritismi
        avvengano solo nei posti statali, invece nel
        privato è anche peggio. Io non l'ho mai creduto, a parte nell'università, dove però i criteri di acXXXXX sono un po' particolari, diversi dal resto dei concorsi pubblici.I favoritismi familiari nel pubblico sono vietati dalla legge. Fai tu. :-)
      • Michele scrive:
        Re: forse in italia non puo' funzionare...
        - Scritto da: ItaGlia
        Spesso la gente è convinta che i favoritismi
        avvengano solo nei posti statali, invece nel
        privato è anche peggio. Nella grande azienda in
        cui lavoro spesso la gente con posti buoni ha lo
        stesso
        cognome...

        Tipica azienda italiana. Poi ci si stupisce come
        mai non reggono il confronto con marche estere e
        devono
        delocalizzare.E' proprio cosi'!Poi dicono che stiamo in crisi....
      • iRoby scrive:
        Re: forse in italia non puo' funzionare...
        Il più delle volte delocalizzano per avarizia, vogliono guadagnare di più.È il caso di una nota marca di abbigliamento intimo femminile, un settore che non ha mai crisi, che ha delocalizzato solo per aumentare i profitti.http://crisis.blogosfere.it/2012/01/non-compro-piu-nulla-ma-soprattutto-omsa.html
    • astro scrive:
      Re: forse in italia non puo' funzionare...
      - Scritto da: Michele
      ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
      una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e'
      stato
      accordato.
      peccato pero' che:
      - la tipa e' una "favorita" del capo;
      - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha
      partorito: strano
      eh?
      domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
      contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo
      di 6-12
      mesi?Preferisci avere dei colleghi dementi, che iniziano la mattina con gare di rutti? :DAlmeno il bambino è piccolo, questi dovrebbero essere adulti... :(
  • next door scrive:
    telelavoriamo già tutti (e pure GRATIS)
    l'articolo dimentica una "fetta" enorme della realtà... TUTTI noi passiamo MOLTO tempo, anche svariate ore al giorno, dedicandoci a attività quali:- gestire online il c/c bancario, fare dei bonifici ecc.- registrarci e fare acquisti sul web, compilando vari form compreso alla fine il pagamento con la carta di credito- compilare un form per fare una domanda all'INPS- comprare i biglietti per l'aereo (e con certi operatori "economici" ci vuole molto molto molto tempo per fare una prenotazione...)- pagare bollette- gestire un qualche contratto tramite un call-center virtuale- leggere/scaricare la posta e rispondere- cazzeggiare in rete e sui social network (ovvero lasciarci bombardare da pubblicità di tutti i tipi)- ecc. ecc. ecc.- ecc. ecc.- ecc.prima, queste cose si facevano tramite uno sportello, con delle persone dietro che, PAGATE da una azienda o dallo stato, lavoravano per noi...c'erano impiegati di banca, impiegati pubblici, agenzie di viaggio, pubblicitari ecc. a lavorareoggi molte di queste persone non ci sono più, sono state licenziate o sono in pensione senza che altri li abbiano sostituiti... e molti dei posti di lavoro che occupavano sono spariti... oggi, al posto loro, quelle stesse attività/procedure siamo noi a svolgerle, da casa, in telelavoro... ma senza essere pagati, senza assicurazione e senza contributi e, per di più, con "mezzi di produzione" nostri e interamente a nostre spese (nostra la scrivania, nostro il pc, nostra la connessione, nostro il tempo...)questa gravissima dimenticanza, purtroppo, priva l'articolo e le tesi che vi si svolgono di qualsiasi senso compiuto... parole al vento...
    • sbrotfl scrive:
      Re: telelavoriamo già tutti (e pure GRATIS)
      - Scritto da: next door
      l'articolo dimentica una "fetta" enorme della
      realtà...


      TUTTI noi passiamo MOLTO tempo, anche svariate
      ore al giorno, dedicandoci a attività
      quali:
      - gestire online il c/c bancario, fare dei
      bonifici
      ecc.
      - registrarci e fare acquisti sul web, compilando
      vari form compreso alla fine il pagamento con la
      carta di
      credito
      - compilare un form per fare una domanda all'INPS
      - comprare i biglietti per l'aereo (e con certi
      operatori "economici" ci vuole molto molto molto
      tempo per fare una
      prenotazione...)
      - pagare bollette
      - gestire un qualche contratto tramite un
      call-center
      virtuale
      - leggere/scaricare la posta e rispondere
      - cazzeggiare in rete e sui social network
      (ovvero lasciarci bombardare da pubblicità di
      tutti i
      tipi)
      - ecc. ecc. ecc.
      - ecc. ecc.
      - ecc.

      prima, queste cose si facevano tramite uno
      sportello, con delle persone dietro che, PAGATE
      da una azienda o dallo stato, lavoravano per
      noi...

      c'erano impiegati di banca, impiegati pubblici,
      agenzie di viaggio, pubblicitari ecc. a
      lavorare

      oggi molte di queste persone non ci sono più,
      sono state licenziate o sono in pensione senza
      che altri li abbiano sostituiti... e molti dei
      posti di lavoro che occupavano sono spariti...


      oggi, al posto loro, <b
      quelle stesse
      attività/procedure siamo noi a svolgerle, da
      casa, in telelavoro... ma senza essere pagati,
      senza assicurazione e senza contributi e, per di
      più, con "mezzi di produzione" nostri e
      interamente a nostre spese </b
      (nostra la
      scrivania, nostro il pc, nostra la connessione,
      nostro il
      tempo...)


      questa gravissima dimenticanza, purtroppo, priva
      l'articolo e le tesi che vi si svolgono di
      qualsiasi senso compiuto... parole al
      vento...AIUTO Quest'uomo sta delirando
  • FDG scrive:
    Come non dargli ragione.
    Il datore: "così stai a casa e non lavori più"il dipendente: "così lavoro a casa a qualsiasi ora"Quindi l'azienda per cui lavoro sfrutta meno di quanto sarebbe possibile questa possibilità. Non che non la sfrutti, quando si tratta di affidare certi lavori a soggetti esterni; e gli strumenti per il lavoro remoto li conosciamo pure bene, visto che l'azienda ha più sedi e che ci sono diversi gruppi di lavoro con partecipanti suddivisi tra le varie sedi. Se però sei uno che tipicamente lavora in ufficio e chiedi di poter lavorare da casa, anche occasionalmente, ti guardano storti e ti chiedono per quale motivo dovresti farlo (solo gli autorizzati, quelli che devono garantire reperibilità possono farlo), come se la semplice comodità non sarebbe di per se motivazione sufficiente (es.: viene un tecnico per una riparazione, posso stare a casa e non perdere ore di lavoro). Se invece timbri il cartellino, e magari ti giri i pollici perché nessuno ti controlla, sono più soddisfatti. Paradossi dovuti alla normativa, alla mentalità antiquata o a entrambe le ragioni?
    • panda rossa scrive:
      Re: Come non dargli ragione.
      - Scritto da: FDG
      Il datore: "così stai a casa e non lavori più"
      il dipendente: "così lavoro a casa a qualsiasi
      ora"

      Quindi l'azienda per cui lavoro sfrutta meno di
      quanto sarebbe possibile questa possibilità. Non
      che non la sfrutti, quando si tratta di affidare
      certi lavori a soggetti esterni; e gli strumenti
      per il lavoro remoto li conosciamo pure bene,
      visto che l'azienda ha più sedi e che ci sono
      diversi gruppi di lavoro con partecipanti
      suddivisi tra le varie sedi. Se però sei uno che
      tipicamente lavora in ufficio e chiedi di poter
      lavorare da casa, anche occasionalmente, ti
      guardano storti e ti chiedono per quale motivo
      dovresti farlo (solo gli autorizzati, quelli che
      devono garantire reperibilità possono farlo),
      come se la semplice comodità non sarebbe di per
      se motivazione sufficiente (es.: viene un tecnico
      per una riparazione, posso stare a casa e non
      perdere ore di lavoro). Se invece timbri il
      cartellino, e magari ti giri i pollici perché
      nessuno ti controlla, sono più soddisfatti.
      Paradossi dovuti alla normativa, alla mentalità
      antiquata o a entrambe le
      ragioni?Lavorare a casa e' un risparmio quantificabile in non meno di 200 euro al mese considerando le spese di viaggio, il tempo perso per il viaggio, spese per il pranzo, eventuale baby sitter, permessi per commissioni visite mediche o altro...E questo per il lavoratore.L'azienda ha un risparmio nella postazione di lavoro, scrivania, computer, corrente, connettivita', ma anche pulizie, materiali sanitari, etc...Lavorare da casa e' una soluzione win-win, per questo sara' sempre osteggiata.
      • FDG scrive:
        Re: Come non dargli ragione.
        - Scritto da: panda rossa
        Lavorare a casa e' un risparmio quantificabile in
        non meno di 200 euro al mese...Ma non c'è solo l'aspetto economico. Dove lavoravo prima, un'azienda piccola, potevo farlo senza grossi problemi. Mi è capitato di stare a casa per malattia... non potevo andare in giro, ma le mie mani e la mia testa funzionavano benissimo (una botta al ginocchio). Secondo te me ne sono stato due settimane a fare la mummia a letto? E ho sfruttato la cosa anche in altre occasioni.Non dico stare sempre a casa, ma almeno avere la possibilità di farlo quando serve...
        • tucumcari scrive:
          Re: Come non dargli ragione.
          - Scritto da: FDG

          Non dico stare sempre a casa, ma almeno avere la
          possibilità di farlo quando
          serve...Perchè non sempre (o quantomeno spesso) se è possibile.Dipenda da cosa fai (ovviamente) ma in molti casi io sono arrivato con molta delle gente che lavora con me oltre al 50%... Non è ancora l'ottimo ma è un passo avanti e i vantaggi ci sono.Ad esempio abbiamo ridotto certe spese altrimenti avremmo dovuto anche trovare un posto più grande.In questo modo invece abbiamo messo letteralmente diversi server in cantina (gruppo di continuità+videosorveglianza) e recuperato spazio.
          • Leguleio senza avatar scrive:
            Re: Come non dargli ragione.
            Ma si può fare così, è più credibile:"Sto parlando di kernel OS il che esclude che tu possa interloquire conviene tu passi la palla al tuo amichetto giggiertrojone che c'è più probaabilità che ne sappia qualcosa più di te.;-)"http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3704494&m=3705934#p3705934
      • tucumcari scrive:
        Re: Come non dargli ragione.
        - Scritto da: panda rossa
        Lavorare da casa e' una soluzione win-win, per
        questo sara' sempre
        osteggiata.Non da me! anzi cerco di sfruttarla il più possibile e di fatto chi lavora con me viene incoraggiato a farlo quando è possibile.Capisco che non è sempre possibile per ogni tipo di situazione/lavoro ma dove e quando è possibile è risparmio per tutti.
        • Leguleio senza avatar scrive:
          Re: Come non dargli ragione.
          In sintesi:"Lascia perdere non parlare di quello che non sai!(rotfl)(rotfl)"Fonte:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3704494&m=3706073#p3706073
  • SbS scrive:
    Telelavoro in italia
    Io posso dare la mia testimonianza da telelavoratore in una societa' di Milano e posso dire che piano piano le cose si stanno muovendo anche da noi.Considerate che quando ho iniziato a lavorare da casa (2008) due giorni alla settimana ero pressoche' l'unico di 300 dipendenti. Oggi la VPN per i telelavoratori conta ben piu' di 20 utenti!Nel 2008 quando lo raccontavo a qualcuno mi chiedevano "E come ti controllano?" e io rispondevo "Si fidano!"; oggi questo genere di domande non me le fa piu' nessuno.Per quanto riguarda la qualita' della vita non posso che confermare che per chi tiene famiglia e lavora lontano da casa il miglioramento e' abissale.Ciao
  • Nome e cognome scrive:
    un caso?
    Nel dipartimento dell'azienda in cui lavoro io, l'impiegata più fanullona e assenteista (con certificato medico) di tutte ha fatto domanda per il telelavoro. L'unica che ha fatto tale richiesta. Un caso? ;)
    • astro scrive:
      Re: un caso?
      - Scritto da: Nome e cognome
      Nel dipartimento dell'azienda in cui lavoro io,
      l'impiegata più fanullona e assenteista (con
      certificato medico) di tutte ha fatto domanda per
      il telelavoro. L'unica che ha fatto tale
      richiesta. Un caso?
      ;)Pensa ai vantaggi: non l'avrete più fra i piedi a lamentarsi :D
    • FDG scrive:
      Re: un caso?
      - Scritto da: Nome e cognome
      Nel dipartimento dell'azienda in cui lavoro io,
      l'impiegata più fanullona e assenteista (con
      certificato medico) di tutte ha fatto domanda per
      il telelavoro. L'unica che ha fatto tale
      richiesta. Un caso?
      ;)Hai messo la faccina? :)Pensa se la produttività di questa persona fosse misurata in base ad obiettivi raggiungibili.
    • campo obbligator io scrive:
      Re: un caso?
      - Scritto da: Nome e cognome
      Nel dipartimento dell'azienda in cui lavoro io,
      l'impiegata più fanullona e assenteista (con
      certificato medico) di tutte ha fatto domanda per
      il telelavoro. L'unica che ha fatto tale
      richiesta. Un caso?
      ;)Sì.
  • Zukkino scrive:
    teletrasporto
    quando sostituiremo il telelavoro, cioè lavorare a distanza tramite pc, con il teletrasporto, cioè rigenerare la struttura molecolare di una persona a miliardi... ehm migliaia di km di distanza allora sì che sarà un bel salto in avanti.
    • panda rossa scrive:
      Re: teletrasporto
      - Scritto da: Zukkino
      quando sostituiremo il telelavoro, cioè lavorare
      a distanza tramite pc, con il teletrasporto, cioè
      rigenerare la struttura molecolare di una persona
      a miliardi... ehm migliaia di km di distanza
      allora sì che sarà un bel salto in
      avanti.Nel momento in cui il telelavoro diventera' prassi, il teletrasporto sara' del tutto inutile.
  • pietro scrive:
    inevitabile
    quando i costi per andare al lavoro: benzina, assicurazione auto, autostrada, etc. saranno superiori allo stipendio percepito, il telelavoro diventerà inevitabile.iniziamo a pensarci adesso
    • Fragy scrive:
      Re: inevitabile
      - Scritto da: pietro
      quando i costi per andare al lavoro: benzina,
      assicurazione auto, autostrada, etc. saranno
      superiori allo stipendio percepito, il telelavoro
      diventerà inevitabile. iniziamo a pensarci adessoQunado arriveremo a questo la ditta diventerà la tua casa o pianterai una tenda nei pressi.Ricordati cosa sei ...(non è riferita a te nello specifico ma a tutti quelli che sono dipendenti, io compreso)
      • sgabbio mangia cane scrive:
        Re: inevitabile
        - Scritto da: Fragy
        - Scritto da: pietro

        quando i costi per andare al lavoro: benzina,

        assicurazione auto, autostrada, etc. saranno

        superiori allo stipendio percepito, il
        telelavoro

        diventerà inevitabile. iniziamo a pensarci
        adesso
        Qunado arriveremo a questo la ditta diventerà la
        tua casa o pianterai una tenda nei
        pressi.
        Ricordati cosa sei ...01/10
  • Stefano Di Noi scrive:
    mentalità da cambiare
    Ho sottoposto un progetto di telelavoro alla mia azienda.Purtroppo, il problema più grosso da affrontare qui da noi è di tipo "culturale" (e già dai vari commenti apparsi a questo articolo la cosa è evidente).Purtroppo, nella stragrande maggioranza degli "uffici" non si è abituati a lavorare per "obbiettivi" (cosa che renderebbe il lavoro facilmente rendicontabile) e in più prevale la logica del Risiko (devo mostrare QUANTE risorse ho, a prescindere dalla loro qualità e utilità).E da questo terivano tutta una lunga serie di luoghi comuni ("il telelavoratore è imboscato" è il primo di questi).Gli unici ostacoli oggettivi al telelavoro sono 2:1. mansioni che non lo consentono (servono macchinari speciali, interazioni di "sportello" o cose simili)2. lavoratore inadatto. Non va sottovalutato il fatto che esistano personaggi che costruscono la propria rete relazionale esclusivamente in ufficio (anche se, mi permetto di dire, che in ufficio si vada per lavorare, non per fare amicizia).Per il resto è qualcosa che implica esclusivamente vantaggi sia sul piano economico (costi aziendali sensibilmente ridotti) sia su quello lavorativo (si pensi solo a quanto, un inferiore tasso di stress da traffico possa giovare alla efficenza) sia quello umano.
    • FDG scrive:
      Re: mentalità da cambiare
      - Scritto da: Stefano Di Noi
      Purtroppo, nella stragrande maggioranza degli
      "uffici" non si è abituati a lavorare per
      "obbiettivi" (cosa che renderebbe il lavoro
      facilmente rendicontabile) e in più prevale la
      logica del Risiko (devo mostrare QUANTE risorse
      ho, a prescindere dalla loro qualità e
      utilità).Quoto. E dire che certe aziende adotterebbero pure, a parole, metodologie di lavoro che si basano proprio sul raggiungimento degli obiettivi previsti (ma va?). Salvo poi dimostrare ampiamente di non capire il senso di quelle metodologie riducendone l'applicazione ad un vuoto formalismo.
    • iRoby scrive:
      Re: mentalità da cambiare
      Devi aggiungere il fatto che molti superiori con velleità di potere le soddisfano al lavoro con il contatto coi sottoposti.
  • Etype scrive:
    Telelavoro
    Il telelavoro può essere applicato in molti settori e anche abbastanza facilmente.In Italia è ancora visto con sospetto,si crede che il lavoratore voglia fare il furbetto e stare magari a prendere il sole anzichè lavorare....il nostro Paese è sempre stato arretrato per questo genere di cose...abbiamo decine di contratti di lavoro diversi,spesso per risparmiare si fa rientrare un lavoratore in una categoria che fa anche ridere.E' pensare che potrebbero esserci dei vantanggi,meno traffico e minor inquinamento,+ produttività,un miglior uso del tempo a disposizione...
  • Skywalkersenior scrive:
    Mentalità
    In teoria sarei favorevolissimo al telelavoro, ove possibile, ma oltre alle difficoltà tecniche per le quali il nostro Paese non ci aiuta un granché, l'ostacolo maggiore è la mentalità della gente. All'estero si parla di più in termini di "imprenditori" e "collaboratori" mentre da noi siamo ancora al concetto di "padroni" e "sottosottoposti" (quando non proprio "schiavi") e regna la sfiducia ad ogni livello: il capo non si fida dei dipendenti, presumendo che se non gli sta col fiato sul collo, quelli non svolgeranno i propri compiti; i dipendenti non si sentono parte attiva dell'azienda, e quindi il più delle volte penseranno prima ai propri interessi, fregandosene di quelli comuni.Con questi presupposti, è un po' difficile lo sviluppo del telelavoro
    • Trollollero scrive:
      Re: Mentalità
      - Scritto da: Skywalkersenior
      In teoria sarei favorevolissimo al telelavoro,
      ove possibile, ma oltre alle difficoltà tecniche
      per le quali il nostro Paese non ci aiuta un
      granché, l'ostacolo maggiore è la mentalità della
      gente.

      All'estero si parla di più in termini di
      "imprenditori" e "collaboratori" mentre da noi
      siamo ancora al concetto di "padroni" e
      "sottosottoposti" (quando non proprio "schiavi")
      e regna la sfiducia ad ogni livello: il capo non
      si fida dei dipendenti, presumendo che se non gli
      sta col fiato sul collo, quelli non svolgeranno i
      propri compiti; i dipendenti non si sentono parte
      attiva dell'azienda, e quindi il più delle volte
      penseranno prima ai propri interessi,
      fregandosene di quelli
      comuni.
      Con questi presupposti, è un po' difficile lo
      sviluppo del
      telelavoroPiu' che altro, vista la diffusione delle piaghe gemelle subappalto + precariato, ci si trova spesso e volentieri nella situazione in cui i capi sono dipendenti dell'azienda "madre", mentre i lavoratori sono "collaboratori" di qualcun altro (e spesso e volentieri la fila di "qualcuno" e' molto lunga... mi e' capitato di lavorare con 4 intermediari di mezzo tra me e il committente effettivo.....)In queste condizioni diventa oggettivamente molto difficile aprire le proprie reti........
      • Skywalkersenior scrive:
        Re: Mentalità
        - Scritto da: Trollollero

        Con questi presupposti, è un po' difficile lo

        sviluppo del

        telelavoro
        Piu' che altro, vista la diffusione delle piaghe
        gemelle subappalto + precariato, ci si trova
        spesso e volentieri nella situazione in cui i
        capi sono dipendenti dell'azienda "madre", mentre
        i lavoratori sono "collaboratori" di qualcun
        altro (e spesso e volentieri la fila di
        "qualcuno" e' molto lunga... mi e' capitato di
        lavorare con 4 intermediari di mezzo tra me e il
        committente
        effettivo.....)

        In queste condizioni diventa oggettivamente molto
        difficile aprire le proprie
        reti........Colpa dell'isterico comparto lavorativo di questo Paese, in cui non c'è niente di chiaro e in cui qualsiasi diatriba deve sfociare inevitabilmente in anni di tribunali... alla fine fa male sia ai datori di lavoro (che preferiscono non accollarsi un dipendente di cui non si libereranno più in caso di problemi) sia ai lavoratori che, ovviamente, faticano a trovare qualcuno disposto ad assumerli con condizioni decenti.
        • Trollollero scrive:
          Re: Mentalità
          - Scritto da: Skywalkersenior
          - Scritto da: Trollollero



          Con questi presupposti, è un po'
          difficile
          lo


          sviluppo del


          telelavoro

          Piu' che altro, vista la diffusione delle
          piaghe

          gemelle subappalto + precariato, ci si trova

          spesso e volentieri nella situazione in cui i

          capi sono dipendenti dell'azienda "madre",
          mentre

          i lavoratori sono "collaboratori" di qualcun

          altro (e spesso e volentieri la fila di

          "qualcuno" e' molto lunga... mi e' capitato
          di

          lavorare con 4 intermediari di mezzo tra me
          e
          il

          committente

          effettivo.....)



          In queste condizioni diventa oggettivamente
          molto

          difficile aprire le proprie

          reti........

          Colpa dell'isterico comparto lavorativo di questo
          Paese, in cui non c'è niente di chiaro e in cui
          qualsiasi diatriba deve sfociare inevitabilmente
          in anni di tribunali... alla fine fa male sia ai
          datori di lavoro (che preferiscono non accollarsi
          un dipendente di cui non si libereranno più in
          caso di problemi) sia ai lavoratori che,
          ovviamente, faticano a trovare qualcuno disposto
          ad assumerli con condizioni
          decenti.Ma quando mai.Il motivo e' sempre e solo quello: gli stipendi sono visti come COSTI e quindi da ridurre il piu' possibile. L'ideale e' 0.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Mentalità
            - Scritto da: Trollollero

            Ma quando mai.
            Il motivo e' sempre e solo quello: gli stipendi
            sono visti come COSTI e quindi da ridurre il piu'
            possibile. L'ideale e'
            0.Quando per pagare 1000 euro al dipendente se ne devono sborsare quasi 3000, oggettivamente non biasimo chi le considera un costo e che lo si voglia abbassare il più possibile (e io sono un dipendente, quindi in teoria dovrei fare il ragionamento opposto). Poi ci sono datori di lavoro onesti che si tolgono il pane di bocca per pagare il giusto i propri dipendenti e i truffatori che fanno carte false per pagarli il meno possibile (così come ci sono dipendenti diligenti che sono un valore aggiunto per l'azienda e degli approfittatori che sono un peso morto)
          • Trollollero scrive:
            Re: Mentalità
            - Scritto da: Skywalkersenior
            - Scritto da: Trollollero



            Ma quando mai.

            Il motivo e' sempre e solo quello: gli
            stipendi

            sono visti come COSTI e quindi da ridurre il
            piu'

            possibile. L'ideale e'

            0.

            Quando per pagare 1000 euro al dipendente se ne
            devono sborsare quasi 3000, oggettivamente non
            biasimo chi le considera un costo e che lo si
            voglia abbassare il più possibile (e io sono un
            dipendente, quindi in teoria dovrei fare il
            ragionamento opposto).
            I costi sono tutto quello che viene sottratto dal profitto.E in un'azienda, per definizione, il profitto va da una parte sola.L'idea che il mio stipendio venga considerato eccessivo semplicemente perche' riduce il profitto di chi sfrutta il mio lavoro mi ripugna.Uno stipendio non e' MAI un costo, ma un investimento, specialmente se si parla di stipendi degli addetti alla produzione (quelli che fisicamente tengono in piedi il business, quale che sia).
            Poi ci sono datori di lavoro onesti che si
            tolgono il pane di bocca per pagare il giusto i
            propri dipendenti e i truffatori che fanno carte
            false per pagarli il meno possibile (così come ci
            sono dipendenti diligenti che sono un valore
            aggiunto per l'azienda e degli approfittatori che
            sono un peso
            morto)Saro' sfigato, ma io di "onesti" non ne ho mai visti.Per quanto mi riguarda sono un criptide, al pari dei sasquatch e degli yeti.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Mentalità
            - Scritto da: Trollollero

            I costi sono tutto quello che viene sottratto dal
            profitto.
            E in un'azienda, per definizione, il profitto va
            da una parte
            sola.
            L'idea che il mio stipendio venga considerato
            eccessivo semplicemente perche' riduce il
            profitto di chi sfrutta il mio lavoro mi
            ripugna.Ma io sono d'accordo su questo però mi metto anche nei panni di chi deve sborsare 3000 euro al mese per farmene arrivare in tasca 1000, per colpa di una tassazione eccessiva. Questi 2000 euro in più _sono_ un costo, praticamente perso, per l'azienda, non credi?


            Poi ci sono datori di lavoro onesti che si

            tolgono il pane di bocca per pagare il
            giusto
            i

            propri dipendenti e i truffatori che fanno
            carte

            false per pagarli il meno possibile (così
            come
            ci

            sono dipendenti diligenti che sono un valore

            aggiunto per l'azienda e degli
            approfittatori
            che

            sono un peso

            morto)

            Saro' sfigato, ma io di "onesti" non ne ho mai
            visti.
            Per quanto mi riguarda sono un criptide, al pari
            dei sasquatch e degli
            yeti.Specifichiamo. Ognuno ha tutto il diritto di sfruttare tutte le vie _legali_ per spendere il meno possibile (soprattutto quando deve cacciare i soldi di tasca propria). Se l'isterica legislazione italiana dà i mezzi legali per farlo, sarebbe da scemi non utilizzarli. La disonestà a cui mi riferivo è quella estrema, quella che fa sì che il "padrone" ti dia una busta paga da 1000 euro ma pretenda che tu gliene restituisca 500 in contanti pena il licenziamento, oppure te ne faccia figurare 300 come stipendio ed il resto come "bonus" su cui non paga i contributi (e tu ti trovi versato 1/3 dei contributi dovuti).Purtroppo finché la domanda di lavoro sarà molto superiore all'offerta, personaggi del genere potranno continuare a fare i loro sporchi giochi, perché tanto sanno benissimo che se mandano a casa me, domani ci sarà già un altro disperato pronto ad accettare quelle condizioni.
    • sbrotfl scrive:
      Re: Mentalità
      - Scritto da: Skywalkersenior
      In teoria sarei favorevolissimo al telelavoro,
      ove possibile, ma oltre alle difficoltà tecniche
      per le quali il nostro Paese non ci aiuta un
      granché, l'ostacolo maggiore è la mentalità della
      gente.

      All'estero si parla di più in termini di
      "imprenditori" e "collaboratori" mentre da noi
      siamo ancora al concetto di "padroni" e
      "sottosottoposti" (quando non proprio "schiavi")
      e regna la sfiducia ad ogni livello: il capo non
      si fida dei dipendenti, presumendo che se non gli
      sta col fiato sul collo, quelli non svolgeranno i
      propri compiti; i dipendenti non si sentono parte
      attiva dell'azienda, e quindi il più delle volte
      penseranno prima ai propri interessi,
      fregandosene di quelli
      comuni.Torniamo allo stesso discorso di sempre. Con gli stipendi italiani, già si fa fatica a portare a casa la pagnotta... in piu' dovrei occuparmi del "bene comune" (cosa di cui dovrebbe occuparsi chi ha scelto la via imprenditoriale)?
      • Skywalkersenior scrive:
        Re: Mentalità
        - Scritto da: sbrotfl
        Torniamo allo stesso discorso di sempre. Con gli
        stipendi italiani, già si fa fatica a portare a
        casa la pagnotta... in piu' dovrei occuparmi del
        "bene comune" (cosa di cui dovrebbe occuparsi chi
        ha scelto la via
        imprenditoriale)?Per "bene comune" intendevo il buon andamento dell'azienda per cui si lavora. Se un'azienda va bene, è anche perché i sui dipendenti svolgono bene il proprio lavoro. Se io, dipendente, lavoro bene, l'azienda ha maggiori possibilità di andare bene, e di conseguenza io ho maggiori possibilità di mantenere il mio posto di lavoro. Invece, una ditta in cui i lavoratori fanno di tutto per rubare lo stipendio, producendo il meno possibile, tanto per fare un dispetto ai propri capi, non vivrà a lungo ed il risultato è che l'azienda presto o tardi chiuderà i battenti e quei lavoratori così furbi si troveranno col XXXX a terra.Più chiaro adesso?
    • iRoby scrive:
      Re: Mentalità
      Uhh hai evidenziato l'indole dell'italiano medio ed il suo sport preferito, XXXXXXre nel giardino del vicino, e XXXXXXX il prossimo sempre e comunque...
  • Faber scrive:
    telelavoro
    Io sono in telelavoro. Una gran bella comodità da un lato ma la sensazione perenne, rispetto ai miei colleghi in sede di essere fuori dai giri che contano e di dover dimostrare di star lavorando.
    • io123456 scrive:
      Re: telelavoro
      - Scritto da: Faber
      Io sono in telelavoro. Una gran bella comodità da
      un lato ma la sensazione perenne, rispetto ai
      miei colleghi in sede di essere fuori dai giri
      che contano e di dover dimostrare di star
      lavorando.Verissimo ! sembri sempre il furbo che si 'imbosca' mentre quelli in sede...
    • panda rossa scrive:
      Re: telelavoro
      - Scritto da: Faber
      Io sono in telelavoro. Una gran bella comodità da
      un lato ma la sensazione perenne, rispetto ai
      miei colleghi in sede di essere fuori dai giri
      che contano e di dover dimostrare di star
      lavorando.Il dimostrare di star lavorando e' un problema di chi sta in ufficio, mica di chi sta a casa in telelavoro.
      • Faber scrive:
        Re: telelavoro

        Il dimostrare di star lavorando e' un problema di
        chi sta in ufficio, mica di chi sta a casa in
        telelavoro.E' di entrambi ovviamente, ma chi sta in ufficio il capo lo vede ed è a metà dell'opera, capisc'amme.
        • panda rossa scrive:
          Re: telelavoro
          - Scritto da: Faber

          Il dimostrare di star lavorando e' un problema
          di

          chi sta in ufficio, mica di chi sta a casa in

          telelavoro.

          E' di entrambi ovviamente, ma chi sta in ufficio
          il capo lo vede ed è a metà dell'opera,
          capisc'amme.Invece e' proprio il contrario.Col telelavoro non sono piu' necessari i capi, che in genere sono totalmente incompetenti per quanto riguarda le cose ma svolgono solo la funzione di cani da guardia.Col telelavoro si eliminano un sacco di intermediari parassiti e si lavora molto meglio.
          • Internetcrazia scrive:
            Re: telelavoro
            anzi io rincaro la dose: chi sta in ufficio e si sente osservato e quindi a "metà dell'opera" (come dice l'utente sopra) è tranquillo psicologicamente e non darà il massimo!! chi è a casa deve portare risultati e conquistarsi ogni giorno la sua indipendenza!
          • Faber scrive:
            Re: telelavoro
            - Scritto da: Internetcrazia
            anzi io rincaro la dose: chi sta in ufficio e si
            sente osservato e quindi a "metà dell'opera"
            (come dice l'utente sopra) è tranquillo
            psicologicamente e non darà il massimo!! chi è a
            casa deve portare risultati e conquistarsi ogni
            giorno la sua
            indipendenza!E' esattamente ciò che dicevo io!
  • yumbo scrive:
    Si lavora ad obbiettivi
    Se si lavora ad obbiettivi puoi fare quello che ti pare (soprattutto se li raggiungi!), tanto è vero che il fantomatico signor G. sta a casa quando ci sono anche i figli, allora delle due l'una: o guarda i figli o lavora. Inoltre il telelavoro lo si può adottare per certi tipi di lavoro, spesso molti di questi sono già esternalizzati quindi di fatto è come fare il consulente per la tua azienda.
    • Trollollero scrive:
      Re: Si lavora ad obbiettivi
      - Scritto da: yumbo
      Se si lavora ad obbiettivi puoi fare quello che
      ti pare (soprattutto se li raggiungi!), Non in Italia.Ricordo agli smemorati che l'esempio tipico di "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a progetto, in cui (sulla carta) il lavoratore prende X euro per finire entro la data Y il tal lavoro, organizzandosi come gli pare per quanto riguarda presenze in azienda, strumenti di lavoro, orari eccetera.Mai visto nessuno, a progetto, con la capacita' di decidere alcunche' di quanto detto sopra.Orari fissi, lun/ven 9-18 + "straordinari" quando serve rigorosamente in sede, pc fornito dall'azienda, tool pure, e via a picchiar sui tasti.
      tanto è vero che il fantomatico signor G. sta a casa
      quando ci sono anche i figli, allora delle due
      l'una: o guarda i figli o lavora.

      Inoltre il telelavoro lo si può adottare per
      certi tipi di lavoro, spesso molti di questi sono
      già esternalizzati quindi di fatto è come fare il
      consulente per la tua
      azienda.Di fatto un accidente.C'e' una bella differenza tra lo sbatter via non meno di tre ore di viaggio al giorno (spesso in condizioni da terzo mondo, se si ha la sventura di dover prendere un treno) e lavorare da casa.....
      • yumbo scrive:
        Re: Si lavora ad obbiettivi

        Non in Italia.
        Ricordo agli smemorati che l'esempio tipico di
        "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a progetto,
        in cui (sulla carta) il lavoratore prende X euro
        per finire entro la data Y il tal lavoro,
        organizzandosi come gli pare per quanto riguarda
        presenze in azienda, strumenti di lavoro, orari
        eccetera.Tra progetto ed obbiettivo c'è una bella differenza, lasciatelo dire.

        Di fatto un accidente.
        C'e' una bella differenza tra lo sbatter via non
        meno di tre ore di viaggio al giorno (spesso in
        condizioni da terzo mondo, se si ha la sventura
        di dover prendere un treno) e lavorare da
        casa.....E chi ha detto il contrario? Io dicevo che i lavori che ti fanno far da casa sono spesso lavori fatti da liberi professionisti (non a caso uno dei due dell'articolo è un avvocato), quindi in realtà non sono poi molte le aziende che ne assumono uno a tempo pieno. Prendi un grafico ad esempio, lavora da casa (o dal suo ufficio, non importa il dove) con decine di clienti differenti, usa internet e telefono, non è come un telelavoro?
        • Trollollero scrive:
          Re: Si lavora ad obbiettivi
          - Scritto da: yumbo

          Non in Italia.

          Ricordo agli smemorati che l'esempio tipico
          di

          "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a
          progetto,

          in cui (sulla carta) il lavoratore prende X
          euro

          per finire entro la data Y il tal lavoro,

          organizzandosi come gli pare per quanto
          riguarda

          presenze in azienda, strumenti di lavoro,
          orari

          eccetera.

          Tra progetto ed obbiettivo c'è una bella
          differenza, lasciatelo dire.
          La tipologia contrattuale.Concettualmente e' la stessa cosa, idem per l'applicazione.Di aziende ne ho girate tante (e quasi tutte grosse) e praticamente tutte sostenevano di lavorare ad obiettivi.TUTTE QUANTE agivano come descritto sopra.




          Di fatto un accidente.

          C'e' una bella differenza tra lo sbatter via
          non

          meno di tre ore di viaggio al giorno (spesso
          in

          condizioni da terzo mondo, se si ha la
          sventura

          di dover prendere un treno) e lavorare da

          casa.....

          E chi ha detto il contrario? Io dicevo che i
          lavori che ti fanno far da casa sono spesso
          lavori fatti da liberi professionisti (non a caso
          uno dei due dell'articolo è un avvocato), quindi
          in realtà non sono poi molte le aziende che ne
          assumono uno a tempo pieno. Prendi un grafico ad
          esempio, lavora da casa (o dal suo ufficio, non
          importa il dove) con decine di clienti
          differenti, usa internet e telefono, non è come
          un
          telelavoro?Confondi libero professionista con telelavoro vero e proprio.Io faccio lo sviluppatore: i DB server sono a 150 km dalla sede di lavoro, i server svn a 110 km, col cliente ci parlo solo per telefono.Niente di quanto faccio richiede una mia presenza in sede.Per quale motivo devo sciropparmi tre ore di viaggio tra andata e ritorno ogni giorno ?
          • yumbo scrive:
            Re: Si lavora ad obbiettivi


            La tipologia contrattuale.
            Concettualmente e' la stessa cosa, idem per
            l'applicazione.
            Di aziende ne ho girate tante (e quasi tutte
            grosse) e praticamente tutte sostenevano di
            lavorare ad
            obiettivi.
            TUTTE QUANTE agivano come descritto sopra.

            Ma infatti sbagliano. In ogni caso c'è differenza tra progetto ed obbiettivo, soprattutto se sei un dipendente. L'obbiettivo, cioè il concludersi con profitto del progetto, non è del dipendente che viene preso per 6 mesi a fara data entry o altro, è dei respinsabili. Con il telelavoro invece ognuno diventa responsabile della sua parte. Ti vengono proprio assegnati degli obbiettivi, è diverso.

            E chi ha detto il contrario? Io dicevo che i

            lavori che ti fanno far da casa sono spesso

            lavori fatti da liberi professionisti (non a
            caso

            uno dei due dell'articolo è un avvocato),
            quindi

            in realtà non sono poi molte le aziende che
            ne

            assumono uno a tempo pieno. Prendi un
            grafico
            ad

            esempio, lavora da casa (o dal suo ufficio,
            non

            importa il dove) con decine di clienti

            differenti, usa internet e telefono, non è
            come

            un

            telelavoro?

            Confondi libero professionista con telelavoro
            vero e
            proprio.
            Io faccio lo sviluppatore: i DB server sono a 150
            km dalla sede di lavoro, i server svn a 110 km,
            col cliente ci parlo solo per
            telefono.
            Niente di quanto faccio richiede una mia presenza
            in
            sede.
            Per quale motivo devo sciropparmi tre ore di
            viaggio tra andata e ritorno ogni giorno
            ?Forse non ci capiamo: sono d'accordo con te, non sto dicendo che devi sciropparti le ore di viaggio, sto dicendo che da noi molti di questi lavori per i quali potrebbe andare bene il telelavoro sono già "esternalizzati". Sono poche le aziende che hanno ful-time un avvocato piuttosto che un grafico o un consulente di marketing ecc ecc, io per esempio ho fatto il sistemista da remoto per anni ma non per UNA azienda ma per molteplici, è come se avessi fatto il telelavoro per ognuna di esse, mi spiego meglio adesso?
          • Trollollero scrive:
            Re: Si lavora ad obbiettivi
            - Scritto da: yumbo



            La tipologia contrattuale.

            Concettualmente e' la stessa cosa, idem per

            l'applicazione.

            Di aziende ne ho girate tante (e quasi tutte

            grosse) e praticamente tutte sostenevano di

            lavorare ad

            obiettivi.

            TUTTE QUANTE agivano come descritto sopra.




            Ma infatti sbagliano. In ogni caso c'è differenza
            tra progetto ed obbiettivo, soprattutto se sei un
            dipendente. L'obbiettivo, cioè il concludersi con
            profitto del progetto, non è del dipendente che
            viene preso per 6 mesi a fara data entry o altro,
            è dei respinsabili. Con il telelavoro invece
            ognuno diventa responsabile della sua parte. Ti
            vengono proprio assegnati degli obbiettivi, è
            diverso.
            "Hai X giorni per sviluppare, testare e rilasciare la tal funzionalita' ".Il mio lavoro puo' essere riassunto cosi'.E la responsabilita' della mia parte e' solo mia (se c'e' da prendersi un XXXXXatone; la responsabilita' di lodi e premi, stranamente, non e' mia....)


            E chi ha detto il contrario? Io dicevo
            che
            i


            lavori che ti fanno far da casa sono
            spesso


            lavori fatti da liberi professionisti
            (non
            a

            caso


            uno dei due dell'articolo è un
            avvocato),

            quindi


            in realtà non sono poi molte le aziende
            che

            ne


            assumono uno a tempo pieno. Prendi un

            grafico

            ad


            esempio, lavora da casa (o dal suo
            ufficio,

            non


            importa il dove) con decine di clienti


            differenti, usa internet e telefono,
            non
            è

            come


            un


            telelavoro?



            Confondi libero professionista con telelavoro

            vero e

            proprio.

            Io faccio lo sviluppatore: i DB server sono
            a
            150

            km dalla sede di lavoro, i server svn a 110
            km,

            col cliente ci parlo solo per

            telefono.

            Niente di quanto faccio richiede una mia
            presenza

            in

            sede.

            Per quale motivo devo sciropparmi tre ore di

            viaggio tra andata e ritorno ogni giorno

            ?

            Forse non ci capiamo: sono d'accordo con te, non
            sto dicendo che devi sciropparti le ore di
            viaggio, sto dicendo che da noi molti di questi
            lavori per i quali potrebbe andare bene il
            telelavoro sono già "esternalizzati". Non me ne frega niente se l'azienda esternalizza (che vuol dire affidare attivita' ad elementi non facenti parte della struttura aziendale) o meno.Tanto per dire, io non sono dipendente dell'azienda presso cui lavoro (la quale fornisce servizi IT in outsourcing per alcune GROSSE aziende italiane) ora ma di un'altra.Sfido chiunque a sostenere che io faccia "telelavoro", o a definire "telelavoro" un banale outsourcing.
            Sono poche le aziende che hanno ful-time un avvocato
            piuttosto che un grafico o un consulente di
            marketing ecc ecc, io per esempio ho fatto il
            sistemista da remoto per anni ma non per UNA
            azienda ma per molteplici, è come se avessi fatto
            il telelavoro per ognuna di esse, mi spiego
            meglio
            adesso?Certo che si spiega, non hai capito un accidente della differenza tra outsourcing (l'azienda A chiede all'azienda B di gestire parte delle sue infrastrutture), telelavoro (il lavoratore lavora DA CASA SUA e non nella sede fisica della societa') e gestione a distanza (alla NASA fanno tutti telelavoro, secondo la tua definizione.....)
          • sbrotfl scrive:
            Re: Si lavora ad obbiettivi
            - Scritto da: Trollollero
            - Scritto da: yumbo





            La tipologia contrattuale.


            Concettualmente e' la stessa cosa, idem
            per


            l'applicazione.


            Di aziende ne ho girate tante (e quasi
            tutte


            grosse) e praticamente tutte
            sostenevano
            di


            lavorare ad


            obiettivi.


            TUTTE QUANTE agivano come descritto
            sopra.







            Ma infatti sbagliano. In ogni caso c'è
            differenza

            tra progetto ed obbiettivo, soprattutto se
            sei
            un

            dipendente. L'obbiettivo, cioè il
            concludersi
            con

            profitto del progetto, non è del dipendente
            che

            viene preso per 6 mesi a fara data entry o
            altro,

            è dei respinsabili. Con il telelavoro invece

            ognuno diventa responsabile della sua parte.
            Ti

            vengono proprio assegnati degli obbiettivi, è

            diverso.



            "Hai X giorni per sviluppare, testare e
            rilasciare la tal funzionalita'
            ".
            Il mio lavoro puo' essere riassunto cosi'.
            E la responsabilita' della mia parte e' solo mia
            (se c'e' da prendersi un XXXXXatone; la
            responsabilita' di lodi e premi, stranamente, non
            e'
            mia....)




            E chi ha detto il contrario? Io
            dicevo

            che

            i



            lavori che ti fanno far da casa
            sono

            spesso



            lavori fatti da liberi
            professionisti

            (non

            a


            caso



            uno dei due dell'articolo è un

            avvocato),


            quindi



            in realtà non sono poi molte le
            aziende

            che


            ne



            assumono uno a tempo pieno. Prendi
            un


            grafico


            ad



            esempio, lavora da casa (o dal suo

            ufficio,


            non



            importa il dove) con decine di
            clienti



            differenti, usa internet e
            telefono,

            non

            è


            come



            un



            telelavoro?





            Confondi libero professionista con
            telelavoro


            vero e


            proprio.


            Io faccio lo sviluppatore: i DB server
            sono

            a

            150


            km dalla sede di lavoro, i server svn a
            110

            km,


            col cliente ci parlo solo per


            telefono.


            Niente di quanto faccio richiede una mia

            presenza


            in


            sede.


            Per quale motivo devo sciropparmi tre
            ore
            di


            viaggio tra andata e ritorno ogni giorno


            ?



            Forse non ci capiamo: sono d'accordo con te,
            non

            sto dicendo che devi sciropparti le ore di

            viaggio, sto dicendo che da noi molti di
            questi

            lavori per i quali potrebbe andare bene il

            telelavoro sono già "esternalizzati".

            Non me ne frega niente se l'azienda esternalizza
            (che vuol dire affidare attivita' ad elementi non
            facenti parte della struttura aziendale) o
            meno.
            Tanto per dire, io non sono dipendente
            dell'azienda presso cui lavoro (la quale fornisce
            servizi IT in outsourcing per alcune GROSSE
            aziende italiane) ora ma di
            un'altra.
            Sfido chiunque a sostenere che io faccia
            "telelavoro", o a definire "telelavoro" un banale
            outsourcing.


            Sono poche le aziende che hanno ful-time un
            avvocato

            piuttosto che un grafico o un consulente di

            marketing ecc ecc, io per esempio ho fatto il

            sistemista da remoto per anni ma non per UNA

            azienda ma per molteplici, è come se avessi
            fatto

            il telelavoro per ognuna di esse, mi spiego

            meglio

            adesso?

            Certo che si spiega, non hai capito un accidente
            della differenza tra outsourcing (l'azienda A
            chiede all'azienda B di gestire parte delle sue
            infrastrutture), telelavoro (il lavoratore lavora
            DA CASA SUA e non nella sede fisica della
            societa') e gestione a distanza (alla NASA fanno
            tutti telelavoro, secondo la tua
            definizione.....)Ragazzo, capisco che il lavoro ti frustri e che cerchi di sfogarti qua, ma datti una calmata che state dicendo la stessa cosa
          • Trollollero scrive:
            Re: Si lavora ad obbiettivi
            - Scritto da: sbrotfl
            - Scritto da: Trollollero

            - Scritto da: yumbo







            La tipologia contrattuale.



            Concettualmente e' la stessa cosa,
            idem

            per



            l'applicazione.



            Di aziende ne ho girate tante (e
            quasi

            tutte



            grosse) e praticamente tutte

            sostenevano

            di



            lavorare ad



            obiettivi.



            TUTTE QUANTE agivano come descritto

            sopra.










            Ma infatti sbagliano. In ogni caso c'è

            differenza


            tra progetto ed obbiettivo, soprattutto
            se

            sei

            un


            dipendente. L'obbiettivo, cioè il

            concludersi

            con


            profitto del progetto, non è del
            dipendente

            che


            viene preso per 6 mesi a fara data
            entry
            o

            altro,


            è dei respinsabili. Con il telelavoro
            invece


            ognuno diventa responsabile della sua
            parte.

            Ti


            vengono proprio assegnati degli
            obbiettivi,
            è


            diverso.






            "Hai X giorni per sviluppare, testare e

            rilasciare la tal funzionalita'

            ".

            Il mio lavoro puo' essere riassunto cosi'.

            E la responsabilita' della mia parte e' solo
            mia

            (se c'e' da prendersi un XXXXXatone; la

            responsabilita' di lodi e premi,
            stranamente,
            non

            e'

            mia....)






            E chi ha detto il contrario?
            Io

            dicevo


            che


            i




            lavori che ti fanno far da
            casa

            sono


            spesso




            lavori fatti da liberi

            professionisti


            (non


            a



            caso




            uno dei due dell'articolo è un


            avvocato),



            quindi




            in realtà non sono poi molte
            le

            aziende


            che



            ne




            assumono uno a tempo pieno.
            Prendi

            un



            grafico



            ad




            esempio, lavora da casa (o
            dal
            suo


            ufficio,



            non




            importa il dove) con decine di

            clienti




            differenti, usa internet e

            telefono,


            non


            è



            come




            un




            telelavoro?







            Confondi libero professionista con

            telelavoro



            vero e



            proprio.



            Io faccio lo sviluppatore: i DB
            server

            sono


            a


            150



            km dalla sede di lavoro, i server
            svn
            a

            110


            km,



            col cliente ci parlo solo per



            telefono.



            Niente di quanto faccio richiede
            una
            mia


            presenza



            in



            sede.



            Per quale motivo devo sciropparmi
            tre

            ore

            di



            viaggio tra andata e ritorno ogni
            giorno



            ?





            Forse non ci capiamo: sono d'accordo
            con
            te,

            non


            sto dicendo che devi sciropparti le ore
            di


            viaggio, sto dicendo che da noi molti di

            questi


            lavori per i quali potrebbe andare bene
            il


            telelavoro sono già "esternalizzati".



            Non me ne frega niente se l'azienda
            esternalizza

            (che vuol dire affidare attivita' ad
            elementi
            non

            facenti parte della struttura aziendale) o

            meno.

            Tanto per dire, io non sono dipendente

            dell'azienda presso cui lavoro (la quale
            fornisce

            servizi IT in outsourcing per alcune GROSSE

            aziende italiane) ora ma di

            un'altra.

            Sfido chiunque a sostenere che io faccia

            "telelavoro", o a definire "telelavoro" un
            banale

            outsourcing.




            Sono poche le aziende che hanno
            ful-time
            un

            avvocato


            piuttosto che un grafico o un
            consulente
            di


            marketing ecc ecc, io per esempio ho
            fatto
            il


            sistemista da remoto per anni ma non
            per
            UNA


            azienda ma per molteplici, è come se
            avessi

            fatto


            il telelavoro per ognuna di esse, mi
            spiego


            meglio


            adesso?



            Certo che si spiega, non hai capito un
            accidente

            della differenza tra outsourcing (l'azienda A

            chiede all'azienda B di gestire parte delle
            sue

            infrastrutture), telelavoro (il lavoratore
            lavora

            DA CASA SUA e non nella sede fisica della

            societa') e gestione a distanza (alla NASA
            fanno

            tutti telelavoro, secondo la tua

            definizione.....)

            Ragazzo, capisco che il lavoro ti frustri e che
            cerchi di sfogarti qua, ma datti una calmata che
            state dicendo la stessa
            cosa1) Non sono piu' "ragazzo" da un bel po'....2) La diplomazia la lascio ai markettari e alla loro genia infame.3) Non stiamo dicendo la stessa cosa neanche per sbaglio.4) Se quello che dico e il come lo dico non sta bene a qualcuno, "Segnala Abusi" e' il primo link a sinistra sotto il messaggio.
        • niuno scrive:
          Re: Si lavora ad obbiettivi
          - Scritto da: yumbo

          Non in Italia.

          Ricordo agli smemorati che l'esempio tipico
          di

          "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a
          progetto,

          in cui (sulla carta) il lavoratore prende X
          euro

          per finire entro la data Y il tal lavoro,

          organizzandosi come gli pare per quanto
          riguarda

          presenze in azienda, strumenti di lavoro,
          orari

          eccetera.

          Tra progetto ed obbiettivo c'è una bella
          differenza, lasciatelo dire.

          e un progetto non è un insieme di obiettivi intermedi strutturati per arrivare alla realizzazione dell'obiettivo principale del progetto?la differenza è tra progetto e servizio, e i contratti a progetto sono fatti a persone incaricati di servizi (orari, catena di comando, ecc) che quindi sono uguali a lavoratori subordinati ma solo per gli oneri adesso sentiamo la tua differenza tra progetto e obiettivo
          • yumbo scrive:
            Re: Si lavora ad obbiettivi


            e un progetto non è un insieme di obiettivi
            intermedi strutturati per arrivare alla
            realizzazione dell'obiettivo principale del
            progetto?
            Si sarà anche così, ma la responsabilità del raggiungimento è solo dei responsabili del progetto.
            la differenza è tra progetto e servizio, e i
            contratti a progetto sono fatti a persone
            incaricati di servizi (orari, catena di comando,
            ecc) che quindi sono uguali a lavoratori
            subordinati ma solo per gli oneri
            Non lo metto in dubbio, io sto solo dicendo che quando si lavora per obbiettivi vuol dire che ti danno il raggiungimento di un risultato entro un certo tempo. Quando invece ti rechi ogni giorno a lavoro e timbri il cartellino, non è che non pretendano un risultato, ma se lo garantiscono intanto con la presenza fisica e poi con un controllo costante, ad esempio tramite riunioni ecc.

            adesso sentiamo la tua differenza tra progetto e
            obiettivo
      • Etype scrive:
        Re: Si lavora ad obbiettivi
        - Scritto da: Trollollero
        Non in Italia.
        Ricordo agli smemorati che l'esempio tipico di
        "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a progetto,
        in cui (sulla carta) il lavoratore prende X euro
        per finire entro la data Y il tal lavoro,
        organizzandosi come gli pare per quanto riguarda
        presenze in azienda, strumenti di lavoro, orari
        eccetera.concordo in pieno,il lavoro a progetto è un quasi lavoro a nero...In teoria puoi organizzarti il lavoro secondo le tue esigenze in pratica sei un dipendente che deve seguire tutte le regole...però possono mandarti via come e quanfo vogliono...diciamo che è una bella trovala all'italiana per sfruttare il alvoratore...ovviamente controlli ZERO.
        Mai visto nessuno, a progetto, con la capacita'
        di decidere alcunche' di quanto detto
        sopra.
        Orari fissi, lun/ven 9-18 + "straordinari" quando
        serve rigorosamente in sede, pc fornito
        dall'azienda, tool pure, e via a picchiar sui
        tasti.Già,ma in Italia c'è sempre la tendenza a far credere chissà cosa ...Cambiano nome al tipo di contratto e tipo di mansione,ma fai la stessa cosa ....furbata all'italiana.
        • Polemik scrive:
          Re: Si lavora ad obbiettivi
          - Scritto da: Etype
          Cambiano nome al tipo di contratto e tipo di
          mansione,ma fai la stessa cosa ....furbata
          all'italiana.Guarda che anche qui c'è stata un'enorme evoluzione: adesso si fanno i contratti, si pagano i primi 3 mesi, poi con varie scuse si ritardano quelli successivi fino ad un tot insostenibile di arretrati, infine si chiude a sorpresa l'azienda per fallimento/cessione/fuga all'estero col dinero...E i dipendenti (nonché i fornitori, i creditori,eccetera)? Beh, si attaccano al tram...
      • PinguinoCattivo scrive:
        Re: Si lavora ad obbiettivi
        - Scritto da: Trollollero[...]
        Ricordo agli smemorati che l'esempio tipico di
        "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a progetto,[...]E perché?Se è vero che ogni progetto ha un obbiettivo, non è affatto detto che gli obbiettivi siano riconducibili esclusivamente ai progetti."ridurre del 20% in un anno il numero di ticket aperti nell'area X" è un obbiettivo, ma non un progetto in quanto riguarda l'esercizio dei sistemi, e le operations sono per definizione ben distinte dai progetti.Che poi in Italia i contratti a progetto siano uno strumento utilizzato male per abbattere il costo del lavoro siamo d'accordo ;)
        • Trollollero scrive:
          Re: Si lavora ad obbiettivi
          - Scritto da: PinguinoCattivo
          - Scritto da: Trollollero
          [...]

          Ricordo agli smemorati che l'esempio tipico
          di

          "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a
          progetto,
          [...]

          E perché?

          Se è vero che ogni progetto ha un obbiettivo, non
          è affatto detto che gli obbiettivi siano
          riconducibili esclusivamente ai
          progetti.
          E chi l'ha detto ? Io ho detto "esempio tipico", non "unico"
          "ridurre del 20% in un anno il numero di ticket
          aperti nell'area X" è un obbiettivo, ma non un
          progetto in quanto riguarda l'esercizio dei
          sistemi, e le operations sono per definizione ben
          distinte dai
          progetti.
          Tutto questo su carta.Sappiamo bene che, in Italia, se e' scritto e' un suggerimento liberamente interpretabile e se detto a voce si ignora bellamente....
          Che poi in Italia i contratti a progetto siano
          uno strumento utilizzato male per abbattere il
          costo del lavoro siamo d'accordo
          ;)Dimmi qualcosa che non so.....
          • PinguinoCattivo scrive:
            Re: Si lavora ad obbiettivi
            - Scritto da: Trollollero
            - Scritto da: PinguinoCattivo

            - Scritto da: Trollollero

            [...]


            Ricordo agli smemorati che l'esempio
            tipico

            di


            "lavoro ad obiettivo" e' il contratto a

            progetto,

            [...]



            E perché?



            Se è vero che ogni progetto ha un
            obbiettivo,
            non

            è affatto detto che gli obbiettivi siano

            riconducibili esclusivamente ai

            progetti.



            E chi l'ha detto ?
            Io ho detto "esempio tipico", non "unico"Secondo me anche "esempio tipico" è una definizione eccessivamente generosa.


            "ridurre del 20% in un anno il numero di
            ticket

            aperti nell'area X" è un obbiettivo, ma non
            un

            progetto in quanto riguarda l'esercizio dei

            sistemi, e le operations sono per
            definizione
            ben

            distinte dai

            progetti.



            Tutto questo su carta.
            Sappiamo bene che, in Italia, se e' scritto e' un
            suggerimento liberamente interpretabile e se
            detto a voce si ignora
            bellamente....Mi sa che hai avuto qualche brutta esperienza.Fortunatamente, e soprattutto nel privato, non si ragiona sempre così.


            Che poi in Italia i contratti a progetto
            siano

            uno strumento utilizzato male per abbattere
            il

            costo del lavoro siamo d'accordo

            ;)

            Dimmi qualcosa che non so.....Perché vuoi fare polemica anche sui punti in cui ho dichiarato di essere d'accordo?
          • Trollollero scrive:
            Re: Si lavora ad obbiettivi
            - Scritto da: PinguinoCattivo
            - Scritto da: Trollollero

            - Scritto da: PinguinoCattivo


            - Scritto da: Trollollero


            [...]



            Ricordo agli smemorati che
            l'esempio

            tipico


            di



            "lavoro ad obiettivo" e' il
            contratto
            a


            progetto,


            [...]





            E perché?





            Se è vero che ogni progetto ha un

            obbiettivo,

            non


            è affatto detto che gli obbiettivi siano


            riconducibili esclusivamente ai


            progetti.






            E chi l'ha detto ?

            Io ho detto "esempio tipico", non "unico"

            Secondo me anche "esempio tipico" è una
            definizione eccessivamente
            generosa.





            "ridurre del 20% in un anno il numero di

            ticket


            aperti nell'area X" è un obbiettivo, ma
            non

            un


            progetto in quanto riguarda l'esercizio
            dei


            sistemi, e le operations sono per

            definizione

            ben


            distinte dai


            progetti.






            Tutto questo su carta.

            Sappiamo bene che, in Italia, se e' scritto
            e'
            un

            suggerimento liberamente interpretabile e se

            detto a voce si ignora

            bellamente....

            Mi sa che hai avuto qualche brutta esperienza.
            Fortunatamente, e soprattutto nel privato, non si
            ragiona sempre
            così.
            Lavoro da 12 anni, sempre nel privato.Una volta e' una brutta esperienza. Sempre e' una regola.




            Che poi in Italia i contratti a progetto

            siano


            uno strumento utilizzato male per
            abbattere

            il


            costo del lavoro siamo d'accordo


            ;)



            Dimmi qualcosa che non so.....

            Perché vuoi fare polemica anche sui punti in cui
            ho dichiarato di essere
            d'accordo?Perche' siamo su PI, oggi e' lunedi' e mi sono svegliato male.
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