L'ascensore spaziale non decolla

Nuova tornata della sfida per costruire lo space elevator. Premi più che raddoppiati. Ma il sogno di Arthur C. Clarke non è ancora realtà: ci si è messo di mezzo il meteo
Nuova tornata della sfida per costruire lo space elevator. Premi più che raddoppiati. Ma il sogno di Arthur C. Clarke non è ancora realtà: ci si è messo di mezzo il meteo

La sfida di quest’anno per la conquista dello spazio in ascensore era arrivata nel vivo, ma sono giunti pioggia e vento a frustrare le speranze dei partecipanti al Centennial Challenges NASA. Le squadre quest’anno si sono date appuntamento a Salt Lake City (Utah), per tentare letteralmente “la scalata” al montepremi arrivato a un milione di dollari . Ma, almeno per il momento, gara rinviata.

Non appena tornerà il sole (la situazione per ora sembra volgere al meglio), tra i primi a scendere in campo ci saranno i canadesi della University of Saskatchewan , vincitori della passata edizione quando arrivarono molto vicini ad aggiudicarsi i 350mila euro in palio in questa categoria . Quest’anno, però, le regole saranno ancora più dure.

Kansas City Space Pirates Qualifyingr I droni dovranno scalare una fune di carbonio alta 100 metri, quaranta più dell’anno scorso, a non meno di 2 metri al secondo, il doppio rispetto alla precedente edizione. Una distanza che probabilmente risulterà proibitiva per la maggior parte dei concorrenti , visto che già quattro team su otto sono stati eliminati durante le selezioni.

A complicare ulteriormente il quadro, l’obbligo per tutti i partecipanti di costruire un dispositivo alimentato da terra : fino ad oggi si sono visti apparecchi alimentati con celle fotovoltaiche, microonde e raggi laser, ma non è escluso che in futuro altre idee possano rivoluzionare questo aspetto della competizione. La fonte di energia è senz’altro un punto cruciale affinché il tanto sospirato ascensore spaziale possa prendere definitivamente il volo.

Sull’altro versante, la gara per la creazione di nuovi prototipi di un “filo ultra-resistente”, in grado di sopportare il peso del montacarichi orbitale, si è conclusa con una nota negativa . Soltanto due i concorrenti in lizza: e se il lavoro del team del MIT ha ceduto subito dopo il via (un progetto forse troppo estremo, che prevedeva un sorta di nodo tra i due capi di altrettanti nanotubi di carbonio), l’altra squadra in campo ha preferito abbandonare la competizione. Il team Astroaranae , dopo aver superato il MIT ha preferito non correre contro i limiti imposti della giuria: tutto rimandato al prossimo anno quando, dicono, sperano di aver compiuto decisi passi in avanti che permetteranno di fare sul serio.

Chiunque volesse dare un’occhiata a quanto succede sul piazzale del Davis County Event Center , può farlo a questo indirizzo : due webcam, puntate sulla gru che regge il cavo, permettono di seguire minuto per minuto i progressi delle squadre ancora in gara.

Luca Annunziata

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

21 10 2007
Link copiato negli appunti