L'Asia vuole l'alternativa a Windows

Tre paesi chiave dell'Asia hanno pianificato lo sviluppo di un sistema operativo che possa affrancarli da Windows e rompere il dominio Microsoft. Al cuore del nuovo OS ci sarà Linux
Tre paesi chiave dell'Asia hanno pianificato lo sviluppo di un sistema operativo che possa affrancarli da Windows e rompere il dominio Microsoft. Al cuore del nuovo OS ci sarà Linux


Tokyo (Giappone) – L’intento di Giappone, Corea del Sud e Cina è chiaro: promuovere lo sviluppo di un sistema operativo capace di competere con Windows e rendere i rispettivi settori industriali legati all’IT meno dipendenti dal software di Microsoft. Le tre nazioni sostengono che il dominio di Windows sul mercato globale costituisce un serio rischio sia sotto il profilo economico che sotto quello della sicurezza, ad esempio favorendo il diffondersi a macchia d’olio di minacce come i virus.

I ministri dell’industria dei tre paesi attendono di discutere sull’argomento il prossimo mercoledì, sperando di raggiungere un accordo di cooperazione per la metà di settembre: tale accordo, che prevede il finanziamento di progetti vecchi e nuovi che rispondano a ben precise esigenze di mercato, dovrebbe coinvolgere anche colossi industriali asiatici del calibro di NTT Data, Matsushita Electric Industrial, NEC, Hitachi e Fujitsu, molti dei quali hanno già investito su Linux e il software open source.

Nei piani di Giappone, Corea e Cina c’è lo sviluppo di un sistema operativo basato con tutta probabilità su Linux e altri software open source che possa essere utilizzato dai governi e dalle aziende locali come reale alternativa a Windows, sia per quel che concerne il mercato desktop che server. I tre paesi vareranno anche nuovi progetti aperti per lo sviluppo di applicazioni che possano competere da vicino con quelle fornite da Microsoft, quali ad esempio le applicazioni per l’ufficio.

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31 08 2003
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