L'Australia verso l'open source?

A breve verrà presentata al Senato australiano una proposta di legge che chiederà alle pubbliche amministrazioni di preferire il software libero a quello proprietario
A breve verrà presentata al Senato australiano una proposta di legge che chiederà alle pubbliche amministrazioni di preferire il software libero a quello proprietario


Roma – C’è un senatore democratico dietro la proposta di legge che presto sarà presentata al Senato australiano e che vorrebbe obbligare gli enti pubblici e le pubbliche amministrazioni del paese a preferire il software libero a quello proprietario nella pianificazione dei propri investimenti tecnologici.

“Se non sceglieranno software open source – spiega il proponente Brian Greig – gli enti pubblici dovranno specificare perché hanno scelto quello proprietario”.

Secondo Greig fino a questo momento il Legislatore australiano non ha prestato attenzione all’open source anche in quei casi in cui gli acquisti del settore pubblico avrebbero potuto grandemente beneficiare a suo dire da questa scelta.

L’iniziativa di Greig è destinata a suscitare un vespaio nel paese dei Canguri. Un progetto analogo presentato in un parlamento regionale australiano da un altro membro del partito democratico, infatti, ha già scatenato molte polemiche. E ha indotto la “Initiative for Software Choice”, un gruppo che rappresenta molti produttori, Microsoft compresa, a scrivere ai parlamentari chiedendo loro di bocciare la proposta.

Greig, che pure si è dichiarato “non anti-americano” né “anti-Microsoft”, ha affermato che “le basse argomentazioni delle multinazionali del software contro l’open source sono basate sui propri interessi e studiate per creare paura, incertezza e dubbio”.

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03 07 2003
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