L'auto dai grandi occhi

Bosch sta affinando alcune delle tecnologie che hanno già dato la vista ad alcune costose auto e che presto permetteranno ai computer di bordo di gestire, grazie a videosensori, tutta una serie di controlli sulla guida e i passeggeri

Milano – Forse non sapranno discorrere o spiccare balzi come faceva KITT, protagonista “a quattro ruote” del celebre telefilm degli anni ’80 Supercar , ma le auto di nuova generazione potranno contare su una buona “vista”. Alla base di questa evoluzione tecnologica vi sono i videosensori, telecamere in miniatura che, oltre a “tenere d’occhio” la strada e facilitare i parcheggi, opereranno in simbiosi con altri sensori per svolgere tutta una serie di controlli.

Nei propri laboratori di Hildesheim, in Germania, Bosch sta mettendo a punto alcune delle tecnologie hardware e software, quali l’elaborazione delle immagini in tempo reale, necessarie per dotare le auto di sistemi di controllo basati sulla visione interna (abitacolo) ed esterna omnidirezionale.

Le videocamere utilizzate sulle automobili utilizzano gli stessi sensori CCD o CMOS adottati dalle tradizionali videocamere digitali e su software non dissimili da quelli già impiegati, ad esempio, nel campo della videosorveglianza.

“Molti algoritmi utilizzati per i diversi compiti sono gli stessi. Identificare e seguire una persona nell’area circostante la vettura presenta molte analogie con il compito di distinguere eventuali persone indesiderate all’interno di un’area protetta”, ha spiegato Bosch in un comunicato.

La società tedesca ha sviluppato videosensori che integrano diversi tipi di sensori di prossimità – radar, infrarossi e/o ultrasuoni – da implementare nei futuri sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida. Bosch sostiene che a medio termine tale tipo di sistemi verranno impiegati per assistere il guidatore ed aiutarlo nei parcheggi, nella visione notturna, nel mantenimento della giusta traiettoria, nel seguire a debita distanza un veicolo che lo precede, nell’accorgersi di un veicolo che si avvicina a velocità elevata durante una fase di sorpasso, nel riconoscere la segnaletica stradale o nell’identificare le targhe dei veicoli.

In un secondo tempo, il sensore video controllerà anche l’abitacolo delle vetture e potrà fornire tutta una serie di informazioni e avvisi relativi ai passeggeri: ad esempio, quali sedili occupano e se sono seduti in maniera corretta, avvisando se un passeggero ha i piedi appoggiati sulla plancia o la testa troppo vicina al modulo dell’airbag.

“Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante per un innesco ottimale dell’airbag in caso di incidente”, sostiene Bosch.

Buona parte di questi controlli sono affidati ad una telecamera a doppio fuoco, collocata all’altezza dello specchietto retrovisore, che tiene costantemente sotto controllo l’abitacolo fornendo informazioni sulla profondità spaziale degli oggetti.

“Via software è così possibile riprodurre le forme caratteristiche, in particolare quella della testa, al fine di determinarne la posizione. Sarà addirittura possibile evincere la direzione dello sguardo o il livello di attenzione del guidatore”, ha spiegato Bosch.

Un’ulteriore sfera di competenza dei ricercatori Bosch di Hildesheim è la cosiddetta “fusione delle informazioni”: lo scopo è quello di sviluppare sistemi in grado di elaborare e “miscelare” i dati provenienti da vari tipi di sensore e fonti informative, quale ad esempio il sistema di navigazione satellitare, in modo che il computer di bordo possa rilevare l’ambiente in maniera ancora più affidabile e fornire sistemi di comfort e di sicurezza ancora più complessi.

La prima generazione di sistemi per il controllo video è già salito a bordo di alcune automobili di lusso e nell’ultimo modello di Prius, l’auto di Toyota capace di parcheggiare da sola . Molte delle tecnologie che stanno facendo il loro ingresso nel settore delle automobili commerciali derivano da progetti finanziati dai militari, ed in particolare quelli relativi ai cosiddetti ” veicoli autonomi “. La grande sfida, per società come Bosch, è quella di sviluppare sistemi compatibili con i costi e le risorse di calcolo delle auto di serie: i veicoli autonomi che si sono recentemente sfidati nella DARPA ‘s Grand Challenge hanno infatti costi esorbitanti e, soprattutto, si affidano a computer costituiti da uno o più server multiprocessore.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Hopper : Nighthawks
    - Scritto da: Fulmy(nato)

    - Scritto da: Anonimo

    Quadro a mio giudizio splendido.
    Bellissimo.

    Conosciuto anche troppo.



    e con Google ne ho trovato una copia
    abbastanza grande da farci uno sfondo per il
    desktop, spendendo solo qualche minuto!!!http://www.mandjou.com/gallery/albums/edward_hopper/Nighthawks.jpg1234x673Direi che puo' bastare:)
  • Anonimo scrive:
    Se ha funzionato il grande fratello...
    Supponiamo per assurdo che dalle "cavolate" che vendono aria ed immagini non se ne ricavi nulla allora il grande fratello sarebbe stato un fiasco, ma cosi' non e' stato quindi questa ideal funzionera' alla grande soprattuto perche' quando compri con il cellulare non ti rendi conto dei soldi che spendi.
  • Fulmy(nato) scrive:
    Re: Hopper : Nighthawks
    - Scritto da: Anonimo
    Quadro a mio giudizio splendido. Bellissimo.
    Conosciuto anche troppo.
    e con Google ne ho trovato una copia abbastanza grande da farci uno sfondo per il desktop, spendendo solo qualche minuto!!!
  • Anonimo scrive:
    INUTILITà COMPLETA
    dal testo:"una moderna opportunità per educare, soprattutto i giovani, al buon gusto"secondo me"RINCOGLIONIRE i giovani facendo spendere ai genitori paccate di soldi quando:1-con internet (costo urbana 56k al peggio su spende 2euro per un'ora di navifaizone) si può vedere il quadro BENE + cercare informazioni2-visita al museo (costo non eccessivo) si respira cultura più AMPIA (vedi altri quadri oltre e non uno solo + visite guidate all'occorrenza oppure i soliti libricini da 100 pagine che spiegano vita more miracoli dal soggetto e costano sui 1oeuro)3-libricini del punto sopra che spegano bene, sono corredati da immagini e non costano eccessivamente4-enciclopedia (anche se costa tanto: rende tando)con 3 (tre) euro io voglio:foto alta risoluzione (1200x1600x32bit) (o con proporzioni quadro) non compressa (jpg): un bel bmp/tga va bene.cosa serve spendere 3 (tre) euro per ottenere una (una) immaginina con risoluzione 128x64 (ipotizzo io, come la risuluzione dei del) compressa con 65535 colori??la cultura NON è stupidità!io spero fallisca miseramente ma vedendo la grandezza del mercato delle suonerie (ok, i quadri sono meglio delle suonerie) non mi stupirei che c'è gente stupida (e c'è nè purtroppo) che spende 3€ per cazzate quando con meno ancora (punto1) ottiene di più.Bye, F.
  • Anonimo scrive:
    Re: tristezza
    - Scritto da: carbonio
    google cerca immagini + caravaggioe chi te lo vieta?a questo punto è anche triste la storia degli SMS per aiutare la ricerca ;-)
  • Anonimo scrive:
    quello che nn capisco
    perchè lo sfondo per pc 1 ? e l'mms 3? :| tutti i giovani sicuramente compreranno la foto del quadro piuttosto che mettere la foto del culo della propria ragazza, che è anche gratis...mah.....
  • orsettopanda scrive:
    tu sei quello triste!
    Il piacere dell'opera d'arte non sta nell'usufruirne gratuitamente ma nel possederla e farla propria.
  • Anonimo scrive:
    Hopper : Nighthawks
    Quadro a mio giudizio splendido. Bellissimo. Conosciuto anche troppo.
  • carbonio scrive:
    tristezza
    Che sia giusto far pagare le riproduzioni di opere d'arte a chi pubblica riviste o libri posso capirlo, ma che bisogna pagare anche per avere uno sfondo...google cerca immagini + caravaggio==================================Modificato dall'autore il 09/07/2004 1.44.35
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