L'Autorità TLC è senza email?

L'indirizzo ufficiale per contattare via posta elettronica il Garante delle Telecomunicazioni risente di un fastidioso problemino. Che tradisce però l'ordine delle priorità dell'Autorità


Roma – Quello che è ormai diventato probabilmente l’organismo di controllo più rilevante nello sviluppo della Società dell’Informazione, l’ Autorità TLC , è travolto in queste ore dai moltissimi impegni, al punto da dover sacrificare i contatti con molti o moltissimi utenti internet italiani.

Sulle pagine del sito del Garante, infatti, viene descritto con notevole diligenza l’utilizzo che gli italiani possono fare di un comodo indirizzo di posta elettronica con il quale contattare l’Autorità:

“Per informazioni sulle attività dell’Autorità è possibile contattarci tramite e-mail all’indirizzo info@agcom.it”. Con tanto di avvertenze “sull’uso proprio della posta elettronica:
– La posta elettronica non può essere utilizzata per il formale inoltro all’Autorità di informazioni e documenti ai sensi della normativa in vigore e non deve contenere informazioni confidenziali o sensibili. Il contenuto dei messaggi inviati in forma elettronica dal personale non esprime l’orientamento ed il parere dell’Autorità. I messaggi di posta elettronica, inviati e ricevuti, sono considerati alla stregua di corrispondenza telefonica meramente informativa”.

Quale mezzo più comodo di un’email? Eppure da qualche tempo, come segnalano a Punto Informatico alcuni lettori e come è stato possibile verificare, l’indirizzo email ufficiale del Garante delle TLC non accetta ulteriori messaggi; il gestore di posta utilizzato dall’Autorità è infatti categorico:

” : permission denied. Command output: maildrop: maildir over quota”.

Troppi messaggi. L’errore fornito dal buon Postfix usato da Agcom segnala che c’è troppa posta sul server, segno probabile che gli italiani, in effetti, proprio via email vorrebbero poter contattare il Garante.

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  • centopino2 scrive:
    copertura ville e spazi verdi in città
    Non è male l'idea di navigare tra il verde anche in città, migliore dell'idea di navigare dentro le aule delle scuole per risparmiare qualche euro e realizzare una rete decente. Il progetto che indicavo sopra è partito da importanti ville a roma ma non sembra si sia esteso alle altre città e regioni italiane. Qualcuno sà qualcosa di nuovo? Son due cose diverse il navigare in un'area verde dove uno sosta per poco tempo e il doversi subire 6 ore al giorno le radiazioni a scuola no? Ciaoo
  • NASSER GHIRGHIS scrive:
    NASSER
    CHIAMA DON BOSCO IN EGITTO E VOGLIO FARE QUARTA PER ANDARE IN UNA UNIVERSITA COSA POSSO FARE ANCHE POSSO VENIRE IN ITALIA SE VOLETE SE AVETE RISPOSTA TELEFONATEMI SUL 0128287797
  • Anonimo scrive:
    chi le convince le mamme che...
    Avevo avuto l'idea di coprire la scuola elementare di mia figlia con il mio access point wireless ma non sono riuscito a superare l'ostacolo mamme e papà apprensivi per "l'inquinamento elettromagnetico". Alcuni, dopo aver spento la sigaretta, hanno detto che non avrebbero mai accettato l'idea di pericolose microonde nelle aule.PS Si potrebbero avere i libri su disco invece che stampati? magari pagando giustamente i diritti di autore ma non la carta?
    • Anonimo scrive:
      Re: chi le convince le mamme che...
      "Pericolose microonde"?E da quand'é che gli access point producono microonde? (e soprattutto da quand'é che le micronde fanno male?)
      • Anonimo scrive:
        Re: chi le convince le mamme che...
        - Scritto da: Anonimo
        "Pericolose microonde"?
        E da quand'é che gli access point producono
        microonde? (e soprattutto da quand'é che le
        micronde fanno male?)2.4 Ghz, sono le microonde del forno; peccato che nessuno gli spiega alla gente che quelle usate dai sistemi wireless hanno comportamenti più 'ottici', oltre ovviamente che per cuocere un piccione a 100 mW muori di fame :P
    • Faus74 scrive:
      Re: chi le convince le mamme che...
      - Scritto da: Anonimo
      Alcuni, dopo
      aver spento la sigaretta, hanno detto che non
      avrebbero mai accettato l'idea di pericolose
      microonde nelle aule.Digli di portare i figli a spasso a prendere una bella boccata di gas di scarico e inquinamenti vari :
  • Anonimo scrive:
    5 --
    guarda fai cosi', vai su www.ebay.com e prova a vedere se riesci ad aggiudicarti un cervello
    • Anonimo scrive:
      Re: E se invece...
      Perché, cosa ti ho toccato che ti doleva tanto?
    • Anonimo scrive:
      Re: E se invece...
      e che cosa gli crititi?! ha detto cose giuste! ma forse tu sei quello che vende?mi sa che come tanti, non leggete mai fino in fondo e sparate a casaccio, salvo poi fare figure tristi
  • Anonimo scrive:
    Grazie Roma.
    In una citta' immensa dagli innumerevoli problemi un'amministrazione illuminata riesce comunque a far trapelare uno spiraglio di luce, speriamo che questo si propaghi anche alla regione e alle regioni, come la mia, che hanno meno abitanti del solo comune di Roma.(linux)
  • Anonimo scrive:
    Re: E se invece...
    sarebbe una scuola seria e noi portemmo essere orgogliosi del futuro.
  • Anonimo scrive:
    dai sveglieti il sogno è finito
    condivido in pieno a partire da chi insegna l'italiano e magari viene da una regione che carabbinieri di dice con due b.Prima scuala di sintassi e lessico poi ad insegnare agli altri.io ho una copisteria e vedo studenti che scrivono certi strafalcioni d'italiano che neanche vengono loro corretti.ciao :@
    • Anonimo scrive:
      Re: dai sveglieti il sogno è finito
      O inglese con tutte le lettere chiuse a mo di terrone:) no dai scherzo non sono razzista...ma a volte mi sembrava di andare a scuola con insegnanti albanesi- Scritto da: Anonimo
      condivido in pieno a partire da chi insegna
      l'italiano e magari viene da una regione che
      carabbinieri di dice con due b.
      Prima scuala di sintassi e lessico poi ad
      insegnare agli altri.
      io ho una copisteria e vedo studenti che scrivono
      certi strafalcioni d'italiano che neanche vengono
      loro corretti.
      ciao :@
  • Anonimo scrive:
    acchiappa scappa...
    Se la nuova legge impedisce accessi senza controllo, è prevedibile che i fondi vengono sperperati.La legge ha già fatto spegnere diversi punti pubblici in tutta italia, e questa notizia è un vero scacco all'inteligenza.Anche nel caso di accessi in parchi o aree pubbliche l'utente deve essere identificato e il terminale individuato, ma il peggio è che prima di fornire l'accesso deve essere identificato.Su cosa si gioca la partita che tento nel pubblico mai nessuno viene individuato per le sue colpe?''
  • Faus74 scrive:
    Siamo sicuri?
    "C'è molto da studiare ma l'obiettivo finale si avvicina: la riduzione e l'annientamento del digital divide.Alessandro Biancardi"Forse a Roma,ma l'Italia mica è solo Roma :
    • IppatsuMan scrive:
      Re: Siamo sicuri?
      - Scritto da: Faus74
      "C'è molto da studiare ma l'obiettivo finale si
      avvicina: la riduzione e l'annientamento del
      digital divide.

      Alessandro Biancardi"

      Forse a Roma,ma l'Italia mica è solo Roma :E già. Chissa quante scuole non vorrebbero la banda larga wireless. Basterebbe avere la banda larga (o diamo agli studenti dei laptop? Per fare cosa?). Forse alcune scuole si accontenterebbero per iniziare di avere dei computer (e ce ne sono, ve l'assicuro).Piuttosto che perdere tempo in queste baggianate farebbero meglio ad a fornire di aule informatiche degne di questo nome le scuole. Poi si penserà a a quando e se rendere disponibili collegamenti wireless.
      • Anonimo scrive:
        Re: Siamo sicuri?
        - Scritto da: IppatsuMan

        - Scritto da: Faus74

        "C'è molto da studiare ma l'obiettivo finale si

        avvicina: la riduzione e l'annientamento del

        digital divide.



        Alessandro Biancardi"



        Forse a Roma,ma l'Italia mica è solo Roma :

        E già. Chissa quante scuole non vorrebbero la
        banda larga wireless. Basterebbe avere la banda
        larga (o diamo agli studenti dei laptop? Per fare
        cosa?). Forse alcune scuole si accontenterebbero
        per iniziare di avere dei computer (e ce ne sono,
        ve l'assicuro).

        Piuttosto che perdere tempo in queste baggianate
        farebbero meglio ad a fornire di aule
        informatiche degne di questo nome le scuole. Poi
        si penserà a a quando e se rendere disponibili
        collegamenti wireless.La cosa va di paripasso; mentre fornire aule informatiche non implica dare accesso a banda larga, il secondo per forza di cose comporta anche un rinnovamento del parco macchine nei laboratori.In questo senso Comune e Provincia di Roma, insieme alla regione stanno investendo parecchio; bisogna dargliene atto.Anche perchè sennò qui siamo all'ipocrisia pura:quelli che non fanno nulla vengono criticati perchè dovrebbero fare, e quelli che fanno vengono criticati perchè lo stanno facendo..suvvia..un po' di elasticità mentale; anzi io spero che anche le altre autonomie locali prendano esempio dalle iniziative del comune di roma.
      • Anonimo scrive:
        Re: Siamo sicuri?

        Piuttosto che perdere tempo in queste baggianate
        farebbero meglio ad a fornire di aule
        informatiche degne di questo nome le scuole. Poi
        si penserà a a quando e se rendere disponibili
        collegamenti wireless.Da "addetto ai lavori" non posso che accodarmi al cinismo di questa frase: penso si chiamino in gergo "cattedrali nel deserto" e fruttano soldi a chi le costruisce...non immaginate quanti...Aggiungo che l'investimento nelle risorse umane interne agli istituti scolastici è veramente minimo e gli incentivi economici previsti sono risibili.Per questi motivi tutti i progetti altamente innovativi, come questo, sono destinati a fallire nel medio-lungo periodo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Siamo sicuri?
          - Scritto da: Anonimo

          Piuttosto che perdere tempo in queste baggianate

          farebbero meglio ad a fornire di aule

          informatiche degne di questo nome le scuole. Poi

          si penserà a a quando e se rendere disponibili

          collegamenti wireless.
          Da "addetto ai lavori" non posso che accodarmi al
          cinismo di questa frase: penso si chiamino in
          gergo "cattedrali nel deserto" e fruttano soldi a
          chi le costruisce...non immaginate quanti...
          Aggiungo che l'investimento nelle risorse umane
          interne agli istituti scolastici è veramente
          minimo e gli incentivi economici previsti sono
          risibili.
          Per questi motivi tutti i progetti altamente
          innovativi, come questo, sono destinati a fallire
          nel medio-lungo periodo.Quoto in toto. Lavorando a Roma mi sono ormai reso conto che in città come queste (reputo Milano & C nella stessa situazione, pur non avendole sotto mano), dove la corruzione ed il magna magna la fa da padrone, certi progetti servono solo per mazzette e dare soldi a destra e a sinistra.Moriranno presto, antenne dimenticate in un angolo o inchiodate in alto sopra ad un istituto, inutilizzate e covo per piccioni scagazzanti.
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