L'avvento del nuovo phishing

di Gerardo Costabile - Sono le truffe nigeriane nuova maniera, dove si assale persino il buon senso del diffidente italiota, magari inviandogli dei soldi. Ecco di che si tratta
di Gerardo Costabile - Sono le truffe nigeriane nuova maniera, dove si assale persino il buon senso del diffidente italiota, magari inviandogli dei soldi. Ecco di che si tratta


Roma – Vecchi e nuovi metodi per truffare l’utenza si rincorrono sul web, in virtù della polverizzazione delle connessioni flat e delle caselle di posta elettronica anche in case con meno “tecnocrati” in famiglia. I metodi sono spesso similari al mondo “analogico”, ove si cerca di carpire la buona fede dell’utente medio ed indurlo in errore con quello che potremmo definire lo strumento per antonomasia, che inginocchia i popoli di ogni latitudine e longitudine: i soldi.

Tali truffe, denominate non sempre propriamente nigeriane, finiscono con il rovinare anche l’immagine della Nigeria stessa la quale, in più occasioni, ha promesso più incisività contro questi “frodatori telematici”, costituendo team specializzati di poliziotti e agevolando la collaborazione internazionale.

Siamo quasi abituati a quelle storie, pubblicizzate dai “guerrieri” della bufala come Paolo Attivissimo e Striscia la notizia , dove il frodatore, in alcuni casi con tanto di carta di identità scannerizzata in allegato, contatta l’utente via posta elettronica per invitarlo a collaborare, mediante il conto corrente “pulito” italiano, per trasferire ingenti somme da paesi asseritamente ormai ostili alle sue ideologie.

Nobili, ministri, imprenditori miliardari et similia chiedono i nostri “servigi” con un messaggio di posta elettronica – e qui ironicamente potrebbe riproporsi l’annoso quesito del valore probatorio dell’e-mail – indicando, al contempo, la necessità di anticipare loro poche migliaia di euro “per le spese”, che saranno “generosamente” ricompensate.

In Italia, fortunatamente, non sono numerose le frodi consumate con questo metodo, probabilmente grazie alla genetica tendenza degli italiani a diffidare del furbo di turno.

I truffatori, quindi, si stanno facendo più incalzanti con metodi ancora più interessanti, sempre ereditati dal secolo scorso e riadattati alle esigenze della telematica, addirittura proponendo e anticipando assegni bancari e/o postali per carpire la fiducia del malcapitato.

Infatti, ultimamente, durante le aste on line per la vendita di beni di un certo valore (ad esempio le automobili), il frodatore (che solitamente si presenta come inglese oppure olandese) si dichiara dapprima interessato al bene, contattando il venditore via posta elettronica, al di fuori dei canali ufficiali delle aste. Successivamente, previo accordo sempre per posta elettronica, invia un assegno bancario estero oppure un “Postal Money Order” di importo superiore rispetto al prezzo del bene, per le “spese eventuali”, richiedendo quasi immediatamente la differenza di denaro.

Gli utenti ignari, quindi, versano sul proprio conto l’assegno del compratore e contestualmente operano il trasferimento della differenza. La sorpresa, chiaramente, arriva nel momento in cui ci si rende conto che l’assegno è falso o peggio ancora rubato. Purtroppo, infatti, è già trascorso troppo tempo per bloccare le operazioni, in quanto le banche italiane – per accertarsi della copertura dell’assegno – impiegano anche un mese.

La busta bianca senza mittente e l’assegno inviato senza raccomandata possono far insospettire l’utenza ma, in tutti i casi, il consiglio più spassionato è sempre lo stesso: prudenza e informazione, del resto come nel mondo “reale”.

Gerardo Costabile
Iacis Member
www.costabile.net
Curatore del volume Sicurezza e Privacy: dalla Carta ai Bit

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21 04 2005
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