Le Finanze nella melma di un Cd-ROM

C'è chi sostiene che si tratti di una gaffe ma molti invece ritengono che la distribuzione su Cd-ROM del modello Unico sia una vera e propria vergogna, perché a dispetto della legge non tiene conto dei disabili. E li taglia fuori
C'è chi sostiene che si tratti di una gaffe ma molti invece ritengono che la distribuzione su Cd-ROM del modello Unico sia una vera e propria vergogna, perché a dispetto della legge non tiene conto dei disabili. E li taglia fuori


Roma – L’ultima trovata su “Unico”, il modello per la dichiarazione dei redditi ora distribuito anche su Cd-ROM dal ministero delle Finanze, è finita in poche ore al centro di durissime polemiche. Il CD, infatti, non rispetta alcun criterio di accessibilità tecnologica, tagliando fuori dal suo utilizzo chiunque utilizzi programmi di assistenza per l’accesso, come moltissimi disabili.

“Il CD-Rom Unico on line dell’Agenzia delle Entrate (Ministero delle Finanze)
distribuito con Repubblica il 18 maggio scorso – scrive Flavio Fogarolo, attento osservatore del problema accessibilità – è una vera vergogna. Dopo tanti discorsi e tante promesse sul diritto di accesso all’informazione e sull’abbattimento delle barriere informatiche, il Ministero delle Finanze produce e distribuisce un programma, importantissimo per l’autonomia dei cittadini disabili, che non tiene assolutamente conto delle più elementari norme di accessibilità”.

Le parole di Fogarolo sono riprese interamente in un comunicato stampa diffuso ieri dall’ADUC, associazione dei consumatori e degli utenti, che ha appoggiato la protesta contro la “trovata” del Ministero: “Siamo di fronte ad una vera e propria barriera architettonica per chi, navigando in Internet e usando il computer, non sia in possesso di tutti i requisiti fisici e logistici che lo facciano appartenere alla categoria dei disabili”.

Il problema di fondo, ripreso su newsgroup e mailing list, è che per accedere ai contenuti del programma auto-avviante contenuto nel Cd-ROM, è necessario utilizzare il mouse anziché la tastiera nonché possedere programmi di gestione degli script in Java, un supporto tecnologico che non trova spazio nella stragrande maggioranza degli strumenti di assistenza informatica utilizzati dai disabili.

“Chi non può usare il mouse – sottolinea ulteriormente Fogarolo – per problemi motori o di vista, non può andare oltre alla prima schermata. Sempre che non si sia fermato prima, perché per arrivare all’installazione del programma Unico bisogna sapersi muovere tra diverse videate Java non accessibili agli screen reader dei non vedenti, non ingrandibili perché le funzioni di personalizzazione dei caratteri non sono raggiungibili, gestibili con “molta difficoltà” (scusate l’eufemismo) senza il mouse”.

“Altro che telelavoro – conclude con amarezza Fogarolo – un disabile da casa sua non può neppure compilare autonomamente la dichiarazione dei redditi!”

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22 05 2001
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