Le major alle aziende: vietate il P2P

Ci sono Hollywood e i grandi produttori discografici dietro un nuovo appello inviato alle mille imprese più importanti d'America. Contro i pirati in ufficio
Ci sono Hollywood e i grandi produttori discografici dietro un nuovo appello inviato alle mille imprese più importanti d'America. Contro i pirati in ufficio


New York (USA) – Quanti sono i dipendenti delle grandi imprese americane che scaricano attraverso i network aziendali ingenti quantità di musica, film e altri contenuti digitali protetti da copyright? Secondo le associazioni che rappresentano le major dell’intrattenimento, il fenomeno è tanto diffuso da costituire un serio allarme.

Per questo le grandi del cinema e della musica hanno scritto alle mille imprese più quotate d’America, rivolgendo loro un nuovo pressante appello affinché il peer-to-peer o comunque la condivisione di file in azienda venga messa al bando una volta e per tutte.

La lettera, che ricorda da vicino quella che fu mandata dagli stessi soggetti poche settimane fa alle Università statunitensi, suona quasi come un avverimento: “Vi preghiamo di prendere tutti i provvedimenti necessari per assicurarvi che il vostro network non venga utilizzato per violare il copyright. Usare la tecnologia per rubare musica e film non è diverso dall’entrare in un negozio e sottrarre un CD o un DVD”.

La “mossa” di inviare questa lettera rientra nella colossale campagna cui le major hanno dato vita di recente per cercare di far passare anche sul piano culturale il principio che condividere certi file equivale a rubare. Gli effetti della campagna si vedranno solo fra un certo tempo, se vi saranno.

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24 10 2002
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