Legge editoria e Albo da cancellare

di Giancarlo Livraghi. Dalla mailing list MList.it pubblichiamo la lettera di uno storico oppositore della censura online, che attacca anche l'Ordine e l'Albo dei giornalisti


Milano – Devo confessare che non ho seguito con molta attenzione gli infiniti dibattiti (non solo in questa lista) sulla nuova legge che impone un obbligo di registrazione per chi pubblica un “periodico” online. Ero in viaggio all’estero, con poco tempo per approfondire… e la faccenda mi sembrava molto confusa. Infatti lo è.

Un “chiarimento” diffuso ieri dal governo sembra togliere molte delle preoccupazioni. Che comunque mi sembravano esagerate.

Che la legge sia cretina e repressiva mi sembra fuori di dubbio. Che nei “centri del potere” ci siano inconfessate intenzioni di censura è purtroppo chiaro – e non è una novità. Ma (per quello che ho potuto capire) questa legge è così mal pensata e imprecisa che è impossibile applicarla e non si capisce che cosa voglia dire.

Quindi non mi sembra che sia il caso di spaventarci, chiudere i nostri siti, sospendere l’attività. Ma d’altro canto non è accettabile che si continuino a fare interventi normativi sballati che (nonostante le dichiarate intenzioni in contrario) puzzano di censura.

Quanto all’ordine del giornalisti… naturalmente è sbagliato “demonizzare” un’intera categoria (ci sono giornalisti bravi e seri e ce n’è perfino qualcuno che capisce qualcosa dell’internet – anche se questa è ancora una specie rara). Ma mi sembra fuori di dubbio che l’Albo sia un’istituzione assurda, fatiscente, di origine fascista (non è un caso che l’abbia inventata Mussolini) e che l’unica soluzione seria sia eliminarla – o comunque eliminare il barbaro concetto che il diritto di scrivere e pubblicare spetti solo a chi è iscritto alla corporazione.
Questo in generale… Prima ancora che a qualcuno venisse in mente di applicarla in particolare all’internet.

Che dietro la stupida legge ci fosse la mano di alcuni burocrati dell’Albo mi sembra fuori di dubbio. Per questo sono imperdonabili, come sono imperdonabili i politici (di ogni tendenza e colore) che appoggiano quelle tesi e “legiferano” in conseguenza.

Ma da parte nostra… scusatemi la franchezza: dovremmo essere più forti, più chiari, più coerenti. Meno spaventati e meno “estemporanei”.

Se le improvvisate “raccolte di firme” e le varie bagarre hanno prodotto un po ‘ di “marcia indietro”… è una buona cosa. Ma non basta. Secondo me dobbiamo imparare a essere più attenti, a combattere con costanza tutti i tentativi di repressione; e quando c’è un caso “clamoroso” come questo, cercare di approfondire un po ‘ invece di agitarci in modo confuso.

Spero che questo tentativo di repressione abortisca e si riduca a una delle tante pastoie burocratiche con cui abbiamo (purtroppo) imparato a convivere.

Ma se sarà così e se scopriremo che non rischiamo di andare in prigione, o di vederci bloccata l’attività, solo perché pubblichiamo qualcosa online… passata la paura ritornerà la solita inerzia e disattenzione?

Sarebbe un peccato, perché (come qualcuno di noi sta dicendo da sei o sette anni) le voglie di censura ci sono e probabilmente continueranno a rispuntare con i più svariati travestimenti.

Teniamo gli occhi aperti…

Giancarlo Livraghi
Webmaster di Gandalf
Fondatore di ALCEI

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  • Anonimo scrive:
    Cosa e' Winzozz
    Cosa e' Winzozz?
  • Anonimo scrive:
    Cina r0xxa
    Pensando che i maggiori servers governativi statunitensi funzionano con sistemi Winzozz, la guerra già in partenza avrebbe il suo vincitore e il suo vinto. Comunque fosse io mi schiererei con la cina!
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