L'Europa a caccia di spam

La Commissione rilascia uno studio sulle iniziative per la posta spazzatura sin qui messe in campo dai paesi membri. Luci e ombre di una lotta da vincere con regole comuni ed efficaci

Roma – Sono mesi particolarmente concitati per l’ufficio di Viviane Reding, il commissario alla Società dell’Informazione in forze alla Commissione Europea. Non contenti di aver preventivato la realizzazione di regole comuni sull’ accessibilità del Web per i netizen con disabilità, e più in generale una serie di riforme per favorire il boom dell’economia digitale nel Vecchio Continente, gli ufficiali di Bruxelles rivolgono ora le proprie attenzioni allo stato dello spam, o per meglio dire a quanto fatto sinora e quanto ancora sarebbe necessario fare per combattere efficacemente il fenomeno .

Lo studio risultante mette insieme gli sforzi di contrasto delle autorità come delle società responsabili dei network e dei servizi telematici, sforzi tesi a combattere le tante minacce alla privacy inclusi malware e spam. In quest’ultimo caso, ha detto Reding, L’Europa “può e deve migliorare a beneficio degli utenti di Internet. Sebbene, già dal 2002, la legge europea ha proibito lo spam e lo spyware, in media il 65 per cento dei cittadini europei sono ancora colpiti dallo spam su base regolare”.

Tra le luci del contrasto allo spam in Europa c’è la constatazione del fatto che oramai è pratica comune, sui network degli stati membri, avere la disponibilità di almeno uno più siti web attraverso cui poter segnalare il proprio caso di “spammite” acuta. Da un’analisi di 140 casi di contrasto al fenomeno emerge poi che nei 22 paesi dell’area EU il numero di casi e le multe comminate variano grandemente .

I dati della Commissione dicono che i paesi in cui si è registrato il maggior numero di procedimenti anti-spam sono Spagna (39), Slovacchia (39) e Romania (20). Le multe più salate, invece, sono state comminate nei Paesi Bassi (1 milione di euro), in Italia (570mila euro) e in Spagna (30mila euro). Va male da questo punto di vista in Romania, Irlanda e in Lettonia dove le multe più alte non superano qualche migliaio di euro.

“Osservato speciale” è poi il Regno Unito, che lo studio prima identifica come “Stato Membro” dell’Unione a tutti gli effetti e poi cita per gli sforzi troppo laschi di contrasto allo spam , la mancanza di risorse allocate per la soluzione del problema, le limitate sanzioni imposte e la completa assenza di procedimenti aperti a carico degli spammer .

Nel tentativo (o magari nella speranza) di risolvere la piaga delle email spazzatura una volta e per sempre, Reding paventa ancora una volta l’adozione di una legislazione speciale atta allo scopo, capace di “stabilire forti sanzioni civili e criminali contro gli spammer”. Aumentare il contrasto alle minacce alla privacy (spam in primis) deve prima di tutto essere compito dei paesi membri, dice Reding, e poi dell’Unione vista come possibile soggetto di coordinazione e interscambio di comunicazioni tra di essi.

Per quanto riguarda il buon esempio di un indubbio aumento di sforzi per la salvaguardia della sicurezza degli utenti prima e dei network poi, ISP e stati nazionali potrebbero osservare al di là dell’Atlantico che cosa ha intenzione di fare Comcast per azzoppare le botnet di PC zombie. Non si tratta ancora di tagliare fuori dalla rete i sistemi infetti come periodicamente suggerito da più parti, ma l’iniziativa Constant Guard arriva fino all’analisi del comportamento dei PC connessi al network, l’avviso agli utenti eventualmente “mesmerizzati” e la fornitura di software di sicurezza come elemento standard del servizio di connettività.

Alfonso Maruccia

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  • andy61 scrive:
    il mercato dell'usato
    altro aspetto che è stato omesso dall'articolo (ma non si poteva certo scrivere un trattatu universale!) è quello del mercato dell'usato.Recentemente legalizzato (in qualche modo) da una sentenza (credo americana), occorre che le major riconoscano ed accettino che può esistere ed è legale un mercato dell'usato anche per i prodotti digitali.Quello che valeva un tempo (e vale tutt'ora) per i dischi, i DVD ed i libri, è altresì valido per le licenze d'uso acquistate, per software, musica, video, testi digitali ...Se le major cercano di spremere troppo il mercato, si troveranno con un problema più grosso di quello di cercare di recuperare qualcosa dal circuito digitale: si scontreranno contro il fatto che potranno recuperare soldi soltanto dalla vendita del nuovo, mentre l'usato verrà liberamente (e legalmente) scambiato su Internet, per soldi o sottoforma di baratto.Il limite di e-bay, per cui può convenire comperare qualcosa il cui valore non giustifica neppure il costo di spedizione (e, perché no? anche il tempo di attesa della merce), è totalmente superato dallo scambio di licenze via Internet.Il mercato dell'usato virtuale sta per aprire ...... a quando i saldi di fine stagione ...?
  • andy61 scrive:
    vendere qualità
    Nell'articolo, direi ben fatto, è sfuggita un'opportunità che personalmente promuovo da anni, che è quella di vendere la qualità.A parte l'ovvia riserva per qualsiasi diritto di sfruttamento commerciale, i detentori dei diritti potrebbero attribuire un valore proporzionale alla qualità della riproduzione.Se osservate, la stragrande maggioranza di contenuti che circola, più o meno piratata, è disponibile in qualche formato compresso, rip'ato, o in altro modo 'ritagliato' (DVD a cui sono stati rimossi i contenuti aggiuntivi, le tracce audio in altre lingue, etc.)Occorre anche contare che il costo produzione e di 'trasporto' del prodotto sta sempre più tendendo a zero, con l'utente finale che paga connettività, CD, masterizzatore, stampa delle etichette, etc.Personalmente immagino un modello in cui il costo per la riproduzione sia legato sia alla bit rate / risoluzione, sia alla quantità e qualità dei diritti che vengono concessi.Si potrebbe quindi immaginare una distribuzione libera sotto certi livelli di qualità, che di fatto sono un efficacissimo canale di marketing.Il diritto a riprodurre 1, 2, ... infinite volte un'opera potrebbe essere compensato con una funzione che preveda sconti quantità, fino ad un importo massimo per la riproducibilità illimitata.Perché questo approccio?Ebbene, l'ormai pressoché infinita disponibilità di contenuti sta portando il mercato (nonch;e il tempo e le orecchie degli utenti!) a saturazione.Non è possibile pensare di vendere infinite volte infinite cose; il budget (in termini di tempo e di denaro) del mercato non è infinito.Sono convinto che gli utenti stiano recuperando con il tempo (e con la disponibilità di tecnologie di qualità a prezzi sempre inferiori) il piacere di ascoltare bene la musica e di vedere sul grande schermo e con un buon audio un film.La libera circolazione di prodotti di qualità ridotta sostituirebbe i vecchi trailer, promuovendo di fatto l'acquisto delle versioni di buona qualità da potersi gustare appieno, magari in compagnia (e con un bel cartoccio di popcorn in mano!).
  • Ricky scrive:
    Sogno...
    Un esempio di fruibilita' del futuro:Arrivo, accendo il pc, modalita' a totale risparmio energetico con ripristino immediato grazie alla RAM ultraveloce.Mi ritrovo un oggetto che TRAMITE INDUZIONE mi carica il mio "lettore mp3" (caso vuole un ipod 99G) e nello stesso momento me lo collega al pc aprendo una applicazione semplice e senza DRM che gestisce la mia musica.Da una parte quello che ho sul lettore, dall'altra quello che lo store mi offre pagando un canone mensile MINIMO.Lo store non e' uno solo, sono tutti li, belli impilati e per ogniuno so' cosa ho comprato e ho la lista completa per recuperare cio' che mi serve.Ogni store beneficia di un totale mensile in base al numero di musiche scaricate PER UTENTE, quindi non si puo' BARARE e si becca piu' soldi chi mette online i pezzi migliori, con gli OPTIONAL migliori,con la compressione migliore, al qualita' e via discorrendo.Poi si possono fare discorsi a pagamento legati a servizi aggiuntivi, tipo download di musiche con video incorporati,in HDo meno, audio non compresso per maniaci del suono,gadget particolari e via discorrendo.La cosa realmente importante e' che la musica sia fruibile da tutti a prezzi minimi,grazie alla famosa FLAT operata da tutti.In questa situazione, posso usare i brani come voglio, anche darli agli amici perche' in realta', sara' cosi' FACILE e a costo GIA' PAGATO, furire dello stesso titolo che sara' solo una ulteriore ottimizzazione del traffico di rete...invece di prenderlo dal sito lo recuperi dal vicino.E' ovvio che gli artisti, quelli che creano la musica e i testi, avranno un compenso proporzionale alla vendita del titolo.Se produci cose buone hai introiti, se produci schifezze peggio per te,cambi mestiere.Tutto questo gestito in modo che gli store online si adoperino per migliorare il servizio piuttosto che mettere in piedi un circo che si regge per grazia ricevuta con i lquale ottimizzare LE SPESE...TUTTI ascoltiamo musica...quindi ha senso pensare ad una spesa comune per avere la liberta' di fuizione dando il giusto compenso a chi ci allieta le giornate.il GIUSTO compenso non vuol dire 10 ville e 200 auto...anche li bisognera' operare dei TAGLI...perche' l'opulenza degli artisti troppo spesso e' un insulto allo stato della maggior parte dei fruitori e le spese ricadono proprio su quelli.Ok...non e' realistico...pero' sarebbe bello che fosse cosi'.Pensate...tutto tramite la rete,niente DIGITALE TERRESTRE,vecchiume gia' oggi,niente stupidaggini via etere...solo cavi in fibra e al limite wimax per coprire le zone piu' impervie.Telelavoro,telemedicina,conferenze, giochi online, film, qualsiasi cosa potrebbe essere veicolata tramite la fibra e limitare anche i trasporti.Certo...mi preoccuperebbero un po gli isp...perche' tutto il Mondo passerebbe tramite loro.Dovranno essere ben controllati per evitare che facciano dei XXXXXX o si alleino per "disturbare" tutti.
    • skyeye scrive:
      Re: Sogno...
      - Scritto da: Ricky
      TUTTI ascoltiamo musica...Tutti chi? e di che tipo di musica parli? secondo me tu stai sovrapponendo i pochi che fanno musica solo per soldi e che si fanno un sacco di pubblicita' per CD improponibili a chi e' rimasta un po' di intelligenza, con tutto l'universo musicale..Se vuoi l'ultimo single delle sugarbabes, non venire a chiedere soldi a me!!
      • Ricky scrive:
        Re: Sogno...
        Ovvio..a TE non li chiedo come tu non li chiedi a me.Perche' se la TUA musica per me fa sCHIFO...la stessa cosa puo 'essere per te, e viceversa...Quindi se eviti di fare discorsi inutili e stupidamente egoisti,oltre che miopi, mi fai un piacere.E' tutto cosi'... IO IO IO IO e gli altri SI FOT..!Mondo di egoisti egocentrici...orate per me e per gli altri se ghe ne'.E SVEGLIA...cerate di crescere!
        • skyeye scrive:
          Re: Sogno...
          ma ROTFL!! hai scritto:1) TUTTI ascoltano musica: non e' vero!!! sai quanta gente non ascolta MAI musica o la ascolta cosi' tanto perche' c'e' qualcosa su che potrebbe essere Bach, Iron Maiden o Sugarbabes e non gliene frega niente?!?! sei tu che sei egoista e credi che se a te piace ascoltare musica allora TUTTI la ascoltano2) e' assolutamente importante discernere tra i vari tipi di musica: se vuoi dare i tuoi soldi a caxxoni con mega ville e maga macchine (non solo i cantanti ma tutta l'industria che ci sta dietro..), sono cavoli tuoi. Tieni presente che ci sono mille altri modi di ascoltare buona musica meglio di quella che ti propinano (live music in primis, ma anche musica sotto CC tipo jamendo,..)Cerca tu di crescere e capire che tutto quello che ti passa la televisione e la pubblicita' e' solo marketing che non vale un caxxo
          • Ricky scrive:
            Re: Sogno...
            !?Ma di cosa stai parlando? Ho scritto TUTTI ASCOLTANO MUSICA e non TUTTI ASCOLTANO UN TIPO PRECISO DI MUSICA!Non ah alcun senso la domanda che mi hai fatto!Ma chissenefrega di cosa ascolti TU o IO!Ho scritto TUTTI ASCOLTANO MUSICA ...cosa c'e' che non capisci!?Quindi pagare TUTTI un piccolo tot per poterla ascoltare non e' una cosa strana...ora dimmi tu cosa cavolo intendevi.
          • skyeye scrive:
            Re: Sogno...
            - Scritto da: Ricky
            !?
            Ma di cosa stai parlando? Ho scritto TUTTI
            ASCOLTANO MUSICA e non TUTTI ASCOLTANO UN TIPO
            PRECISO DI MUSICA!e dove avrei scritto io che tu hai scritto "TUTTI ASCOLTANO UN TIPO PRECISO DI MUSICA"ho detto due cose separate:1) NON TUTTI ASCOLTANO MUSICA, NON TUTTI ASCOLTANO MUSICA, NON TUTTI ASCOLTANO MUSICA, NON TUTTI ASCOLTANO MUSICAC'e' l'insieme della popolazione mondiale (TUTTI), riesci a focalizzarlo? bene, ti sembrera' strano ma alcuni non ascoltano musica. Quindi, come tu tieni a sottolineare, "TUTTI ASCOLTANO MUSICA" e' sbagliato. 2) del sottoinsieme di quelli che ascoltano musica, una gran parte (secondo me ovviamente, ma non credo di sbagliarmi di molto) ascolta musica senza pagare (per svariate ragioni che non sto qui a riscrivere)
            Non ah alcun senso la domanda che mi hai fatto!ALLORA RIESCI A SPIEGARMI PERCHE' SECONDO TE TUTTI DOVREMMO PAGARE?
            Ma chissenefrega di cosa ascolti TU o IO!questo e' proprio quello che penserebbero tutta la gente che secondo te dovrebbe pagare: chissenefrega se tu devi comprarti la musica per un masochistico piacere di far ingrassare altra gente
  • MaurizioC scrive:
    La premessa necessaria
    Sono molto d'accordo con quanto detto nell'articolo. La premessa necessaria è cambiare la prospettiva. Finché lo scaricare musica (usando come esempio la musica) è definito e gestito come un furto (da una parte) e come un diritto (dall'altra), la questione sarà come sanzionare con massima violenza i ladri (da una parte) e come usare la tecnologia per liberare la musica imprigionata (dall'altra). La prospettiva deve essere: esiste un nuovo (nuovo solo perché sin'ora non è stato negato e rifiutato) media e deve essere capito e gestito da tutte le parti in gioco. Chi ama la musica non lesina a comprare e pagare il lavoro di bravi musicisti, ma ha il piacere di ritrovare anche vecchie cose mai più pubblicate (o mai pubblicate) dalle aziende che vendono il prodotto "musica", così come ha la curiosità di ascoltare e conoscere nuovi musicisti e dopo averli ascoltati scartare ciò che non merita un secondo ascolto e non pagare per questo. L'esempio fatto pochi giorni fa da una cantante di sucXXXXX che se uno va al ristorante e non apprezza il cibo deve comunque pagare il conto non è vero, il sottoscritto in un ristorante si è visto servire della vera e propria immondizia e si è rifiutato di mangiare e pagare il conto (le rimostranze del gestore sono finite con l'invito a chiamare i carabinieri per verificare cosa era stato servito - e lo stato delle cucine). Quindi è un diritto assoluto quello di poter assaggiare e, nel caso, non comprare l'immondizia travestita da musica. Chiaro che questo atteggiamento chiede una "moralità" da parte del fruitore che viene sbeffeggiata dal "fornitore musicale". Non credo sia il caso qui di espandere questa problematica, ma "da che pulpito vien la predica" (visti quanti artisti hanno residenza a Montecarlo o sono stati inquisiti per evasione fiscale). Credo sia necessario uno sforzo condiviso, un passo per parte, da parte di chi ha il controllo monopolistico e assoluto del prodotto (da una parte) e chi ha in mano per la prima volta la possibilità di scegliere scardinando vincoli e limiti imposti non dalla necessità di pagare il lavoro di un artista ma, spesso, soprattutto per lavidità ceca e totale di pochi (dallaltra).
  • ruppolo scrive:
    Quante inutili elucubrazioni mentali!
    Si tratta solo di abbassare drasticamente i prezzi e affiancare una sanzione di qualche centinaio di euro da affibbiare a tutti quelli che scaricano illegalmente anche solo un brano. In sostanza una deliziosa carota accompagnata da un bel bastone. Una soluzione di cui potrebbe farsi carico, ad esempio, l'Unione europea, con leggi che limitino i prezzi di musica e film ad un tetto massimo. Abbiamo bisogno di dare una regolata a questa situazione di pirateria dilagante, dove tutti sono pirati, le major e i clienti.
    • angros scrive:
      Re: Quante inutili elucubrazioni mentali!
      Come ti avevo risposto in un altro post, direi che i watermark sono un compromesso accettabile come misura antipirateria
  • Alan Turing scrive:
    Interessante ma...
    Per una volta leggo un intervento di Mantellini interessante e in parte condivisibile.Mantellini ha però in mente un modello di fruizione del web ancora PC based, con una connessione flat senza filtri. Il futuro si accederà al web da dispositivi diversi che potranno introdurre livelli di esperienza molto diversi.Secondo me poi si mescola modello di distribuzione tecnologica dei bit (distribuzione diffusa alla pari, modello p2p), con il modello di business, pagamento o no. Non è affatto detto che il p2p non possa convivere, almeno tecnicamente, con drm e fruizione contenuti a pagamento magari attraverso client dedicati. Sono d'accordo che un semplice abbonamento flat a un archivio infinito di contenuti è la strada più promettente, perché alla fine semplifica notevolmente l'esperienza dell'utente.Purtroppo si sta lavorando a un'altro scenario: gli ISP filtreranno i contenuti nel flusso dati degli utenti. Chi vorrà accedere a particolari sorgenti o formati digitali dovrà pagare una quota aggiuntiva a parte che andrà a remunerare il fornitore di contenuti. In pratica l'abbonamento flat sarà per email e navigazione web base. Quando gli utenti vorranno contenuti video e audio (al momento il 60% del traffico web), oppure fare giochi online o streaming, dovranno pagare una tariffa aggiuntiva al fornitore di connettività. In pratica il web diventerà più simile a un abbonamento alla TV satellitare.
    • MaestroX scrive:
      Re: Interessante ma...
      - Scritto da: Alan Turing
      In pratica il web
      diventerà più simile a un abbonamento alla TV
      satellitare.Spero che non accada mai perchè mi sembra una grandissima XXXXXta.
    • Gattazzo scrive:
      Re: Interessante ma...
      ... Quando gli utenti vorranno contenuti video e audio (al momento il 60% del traffico web), oppure fare giochi online o streaming, dovranno pagare una tariffa aggiuntiva al fornitore di connettività ... Pur essendo un accanito sostenitore della libertà assoluta di utilizzo delle rete per transito di contenuti digitali (visto che all'origine qualcuno li ha pur acquistati e per me è giusto che li destini all'uso che più gli aggrada...), sono altrettanto convinto che sia giusto e opinabile lo scenario sopra riportato (EQUA tariffa aggiuntiva per il traffico in questione, riscossa da ISP o TLC del caso e devoluta a chi REALMENTE ne ha diritto...). Questo non tanto per arricchire ulteriormente i pescecani delle Majors ed le varie stars spesso immeritatamente già ricchissime, quanto per far pagare in qualche modo una giusta quota a chi utilizza a tappeto la rete per scopi molto meno nobili di quel che dovrebbe essere lo standard di utilizzo di un immenso patrimonio dell'unamità come la Rete Internet, le cui risorse non sono certo illimitate e devono essere utilizzate giuduziosamente e non sciupate senza ritegno per scopi futili ! ! ! !
      • ROB scrive:
        Re: Interessante ma...
        - Scritto da: Gattazzo
        ... far pagare in qualche
        modo una giusta quota a chi utilizza a tappeto la
        rete per scopi molto meno nobili di quel che
        dovrebbe essere lo standard di utilizzo di un
        immenso patrimonio dell'unamità come la
        Rete Internet, le cui risorse non sono certo
        illimitate e devono essere utilizzate
        giuduziosamente e non sciupate senza ritegno per
        scopi futili ! ! !
        !E ovviamente a decidere cosa e' nobile o no ci pensi tu singola persona con una determinata mentalita', con hobby tuoi, con interessi tuoi, con punti di vista tuoi.Lascia che ti ricordi che non sei l'unico essere vivente del pianeta, ne il piu' inteligente, ne il piu' importante, ne tantomeno il detentore di tutte le cose importanti e giudicabili patrimonio dell'umanita'Forse non c'e' malafede in quello che dici e sei pure spinto da buoni propositi, ma questo non basta per agire con giustizia, in questo caso dal mio punto di vista otterresti solo di limitare la liberta' della gente
    • andy61 scrive:
      Re: Interessante ma...
      più si filtra, più evolvono i protocolli criptati ed anonimi, le anonet, le darknet, etc.In pratica, si spostano soltanto i problemi.Aumentando i costi per gli ISP per il monitoraggio e per le major di tracciamento dei 'crimini'.
    • XYZ scrive:
      Re: Interessante ma...
      - Scritto da: Alan Turing
      Per una volta leggo un intervento di Mantellini
      interessante e in parte
      condivisibile.

      Mantellini ha però in mente un modello di
      fruizione del web ancora PC based, con una
      connessione flat senza filtri. Il futuro si
      accederà al web da dispositivi diversi che
      potranno introdurre livelli di esperienza molto
      diversi.

      Secondo me poi si mescola modello di
      distribuzione tecnologica dei bit (distribuzione
      diffusa alla pari, modello p2p), con il modello
      di business, pagamento o no. Non è affatto detto
      che il p2p non possa convivere, almeno
      tecnicamente, con drm e fruizione contenuti a
      pagamento magari attraverso client dedicati. Sono
      d'accordo che un semplice abbonamento flat a un
      archivio infinito di contenuti è la strada più
      promettente, perché alla fine semplifica
      notevolmente l'esperienza
      dell'utente.

      Purtroppo si sta lavorando a un'altro scenario:
      gli ISP filtreranno i contenuti nel flusso dati
      degli utenti. Chi vorrà accedere a particolari
      sorgenti o formati digitali dovrà pagare una
      quota aggiuntiva a parte che andrà a remunerare
      il fornitore di contenuti. In pratica
      l'abbonamento flat sarà per email e navigazione
      web base. Quando gli utenti vorranno contenuti
      video e audio (al momento il 60% del traffico
      web), oppure fare giochi online o streaming,
      dovranno pagare una tariffa aggiuntiva al
      fornitore di connettività. In pratica il web
      diventerà più simile a un abbonamento alla TV
      satellitare.In un cosi piccolo post trovo tutti gli argomenti contro cui ho combattuto negli ultimi 15 anni.Internet è nato libero e morirà libero, quello di cui parli tu, è tutta un altra cosa.
      • Alan Turing scrive:
        Re: Interessante ma...
        - Scritto da: XYZ
        Internet è nato libero e morirà libero, quello di
        cui parli tu, è tutta un altra cosa.Internet è libero e deve rimanere libero. I contenuti invece non sono nati liberi e la loro circolazione dovrebbe rispettare le volontà dell'autore o di chi ne ha i diritti. Sono due cose diverse.
        • skyeye scrive:
          Re: Interessante ma...
          - Scritto da: Alan Turing
          I contenuti invece non sono nati liberi SBAGLIATTISSIMO!!!Dove l'hai letto? nei biscotti della fortuna? Fatti un giro su gnu.org, sourceforge.net, jamendo.com, sulle migliaia di blog sotto licenza CC, ecc..., ecc..., ecc...
          e la loro
          circolazione dovrebbe rispettare le volontà
          dell'autore o di chi ne ha i diritti. Sono due
          cose
          diverse.Ma guarda un po' che contraddizione.. : quelli sono contenuti LIBERI ma rispettano le volonta' dell'autore. Allora quali sono le cose diverse? Forse il vecchio e obsoleto mondo economico che al momento fa un po' fatica ad entrare in internet (e speriamo che continui cosi' e che anzi Internet "esca fuori"..) Ad esempio:
          In pratica il web
          diventerà più simile a un abbonamento alla TV
          satellitare.ci hanno gia' provato (ed alcuni imperterriti ci provano) ma NON funziona
        • Guge scrive:
          Re: Interessante ma...
          I contenuti SONO nati liberi: i libri, la musica, le arti figurative sono nate libere al passaggio dalla preistoria alla storia.Il diritto d'autore è un'invenzione recente: prima di loro stampare la Divina Commedia non voleva dire pagare qualcosa agli eredi di Dante, come riprodurre il Flauto Magico non forniva soldi alla famiglia Mozart.
  • pippO scrive:
    ... ma emusic?
    se lo dimenticano sempre tutti, è già così da ANNI!!!
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