L'FBI chiede l'intercettazione totale

Esige che tutti i servizi forniti su IP, come il VoIP o l'instant messaging, possano essere facilmente intercettati e rispondano alle regole della telefonia. Backdoor di massa. Preoccupati gli esperti
Esige che tutti i servizi forniti su IP, come il VoIP o l'instant messaging, possano essere facilmente intercettati e rispondano alle regole della telefonia. Backdoor di massa. Preoccupati gli esperti


Washington (USA) – Si alza l’allarme terrorismo e alzano la posta anche le richieste della polizia federale americana. Nelle scorse ore l’ FBI ha chiesto formalmente alla Commissione americana sulle comunicazioni di obbligare i produttori di tecnologie di comunicazione su internet ad inserire backdoor di accesso alle comunicazioni stesse.

In particolare, lo strumento scelto dall’FBI è quello di chiedere l’equiparazione di tutti i servizi forniti su IP, come l’instant messaging, il Voice-over-IP (VoIP) o il gaming online, a servizi di telefonia, con il risultato che dovrà essere garantita l’intercettabilità di questi strumenti. La sensazione dei tutori dell’ordine, che hanno presentato una proposta dettagliatissima in 85 pagine, è quella di non riuscire a star dietro alle necessità della sicurezza.

Se la proposta verrà accettata dalla Commissione, l’Authority di settore, verranno messi fuorilegge tutti i sistemi di comunicazione che non consentissero l’intercettazione. Dal momento dell’approvazione passeranno 15 mesi entro i quali le aziende produttrici dei sistemi di comunicazione dovranno mettersi in regola.

L’approvazione della proposta non è scontata ma è probabile, visto l’appoggio esplicito di cui gode da parte della Casa Bianca, ed è destinata a porre non pochi problemi a quei servizi che già oggi offrono sistemi di comunicazione cifrati. In più, ai provider verrebbe chiesto di aiutare in modo più sostanziale le attività di intercettazione quando ve ne fosse bisogno.

Sebbene le preoccupazioni dell’FBI non siano cosa nuova , la proposta viene criticata dai sostenitori delle libertà digitali perché va in una direzione ritenuta pericolosa ed è molto più estesa della sola “questione VoIP” fin qui sollevata dalla polizia federale. Secondo la Electronic Frontier Foundation non si tratta di una “richiesta ragionevole”. “Crediamo – hanno dichiarato i legali dell’associazione – che la Commissione debba chiedersi dove l’FBI ritenga che finisca la propria autorità di regolamentare le nuove tecnologie. Che cosa dire di Bluetooth o USB?”

Nella proposta dell’FBI alla Commissione si chiede di procedere con urgenza all’approvazione. Vista la delicatezza della questione, però, è probabile che una decisione non arrivi in tempi rapidissimi.